{"id":1725,"date":"2000-03-01T08:54:09","date_gmt":"2000-03-01T08:54:09","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1725"},"modified":"2018-09-10T09:08:54","modified_gmt":"2018-09-10T09:08:54","slug":"il-segreto-della-scrittura-di-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1725","title":{"rendered":"Il segreto della scrittura di Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/808-spasm-justice-vincenzoconsolo-s-1933-2012-il-sorriso-dell-ignoto-marinaio-2.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1726\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/808-spasm-justice-vincenzoconsolo-s-1933-2012-il-sorriso-dell-ignoto-marinaio-2-300x200.jpg\" alt=\"808-spasm-justice-vincenzoconsolo-s-1933-2012-il-sorriso-dell-ignoto-marinaio (2)\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/808-spasm-justice-vincenzoconsolo-s-1933-2012-il-sorriso-dell-ignoto-marinaio-2-300x200.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/09\/808-spasm-justice-vincenzoconsolo-s-1933-2012-il-sorriso-dell-ignoto-marinaio-2.jpg 630w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u201d \u00e8 certamente il pi\u00f9 significativo contributo di Vincenzo Consolo alla letteratura italiana contemporanea. Questo romanzo ha il raro requisito, che \u00e8 dei classici, di poter essere letto ad apertura di pagina. Come per i veri grandi scrittori la vicenda non \u00e8 che l\u2019occasione su cui si articola la forma e questa pu\u00f2 e deve essere gustata a prescindere dall\u2019intreccio se l\u2019autore ha raggiunto, nella forma, il livello dell\u2019arte.<br \/>\nAd un orecchio attento la scrittura di Consolo manifesta una profonda musicalit\u00e0 che sconfina palesemente nel verso. Lo spettacolo atroce del massacro di Alcara Li Fusi del 1860, coi cadaveri squartati nella fonte a cui gli asini rifiutavano di abbeverarsi, viene cos\u00ec descritto, in un testo di apparente prosa, qui artificialmente segmentato negli endecasillabi mascherati che ne compongono la struttura profonda: \u201cA la fontana del perenne canto \/ di sette bocche fresche d\u2019acqua chiara \/ persin gli scecchi volsero la testa, \/ e i muli schifiltosi per natura, \/ [omesse 12 sillabe di un verso irregolare] \/ immondo di carogne pregne a galla \/ nella vasca, macelleria di quarti \/ ventri, polmoni e di corami sparsi \/ sui pantani e rigagnoli d\u2019intorno \/ non sai se di vaccina, becchi, porci \/ [cani o cristiani] \/ lo stesso al lavatoio un po\u2019 pi\u00f9 sotto \/ fra mezzo a ruote, palle, rocchi bianchi \/ di rustico calcare; e dal mulino \/\u2026\u201d<br \/>\nEd ecco il lamento delle donne raffrenato, al contrario, nella sua drammaticit\u00e0, e stilizzato negli schemi classici del compianto: \u201cMadri, sorelle, spose in fitto gruppo \/ nero di scialli e mantelline, apparso \/ per incanto prope alla catasta \/ ondeggia con la testa e con le spalle \/ sulla cadenza della melop\u00e8a. \/ Il primo ass\u00f2lo \u00e8 quello di una donna \/ che invoca in vece stridula, di testa, \/ il figlioletto con la gola aperta.\u201d<br \/>\nVediamo ancora la descrizione dell\u2019arrivo della nave: \u201cGuard\u00f2 la vaporiera l\u00ec di fronte: \/ lance e gozzi, partiti dalla riva, \/ s\u2019erano fatti sotto alla fiancata \/ per lo scarco di merci e passeggeri \/ e tutti i terrazzani, a la marina, \/ vociavano festosi e salutavano.<br \/>\nSi tratta di straordinarie sequenze di endecasillabi ed \u00e8 questo il metro di gran lunga prevalente e quasi esclusivo. \u00c8 interessante notare che Consolo ha poi ammesso, con sorpresa, che le strutture formali che abbiamo rilevato erano uscite inconsapevolmente dalla sua penna. La musica l\u2019aveva dentro e le parole vi si adattavano!<br \/>\nIn un\u2019epoca in cui sembra perduta la sensibilit\u00e0 metrica ed \u00e8 in disuso da tempo perfino la retorica, la parola anzi ha assunto una connotazione negativa, e molta \u201cpoesia\u201d appare null\u2019altro che prosa tagliata a pezzi senza criteri riconoscibili per cui segmenti di frasi vengono semplicemente disposti in righe successive, un autore che, in una elegantissima scrittura, esprime tale sensibilit\u00e0 musicale appare come una manifestazione di cultura classica profondamente assimilata. Leggere Consolo non \u00e8 come leggere Sciascia, Bufalino o Camilleri che spesso gli vengono comparati. E\u2019 vero che spesso Consolo impasta al contesto termini siciliani, ma non ne abusa, per quanto si affermi che questa \u00e8 una caratteristica del suo linguaggio letterario. Nei testi citati troviamo solo l\u2019asinello che diventa \u201dscecco\u201d, ma lo diventa per ragioni metriche, non per vacuo esibizionismo. Semplicemente l\u00ec ci stava bene.<br \/>\nE cos\u00ec pure Consolo usa mirabilmente la paratassi. In un discorso senza subordinate il quadro viene dipinto con efficacia attraverso immagini che si succedono e si sovrappongono in quella che viene indicata di salito come \u201cenumerazione caotica\u201d, ma di caotico rende solo l\u2019impressione perch\u00e9 il quadro, in tal modo, viene dipinto con pennellate veloci, quando non tollererebbe il ritmo lento e contorto dell\u2019ipotassi. Se ne ha un esempio se esaminiamo in questa luce il primo dei passi riportati.<br \/>\nAvevo rilevato questi aspetti formali in un saggio apparso sulla rivista \u201cLinguistica e Letteratura\u201d gi\u00e0 nel lontano 1978, quando da poco il romanzo di Consolo era apparso come una meteora luminosa nel cielo della nostra letteratura e credo che questi aspetti di originalit\u00e0 che rendono cos\u00ec interessante e piacevole la lettura, e marginale la vicenda rispetto alla forma, meritino un posto pi\u00f9 ragguardevole di quanto mi sembra voglia stabilire la critica.<br \/>\nDa fanatico formalista ho contato e comparato i versi presenti in alcuni capitoli. Forse il lettore trover\u00e0 interesse queste insolite annotazioni: nel primo capitolo sono presenti, in media, ben 33 versi ogni cento righe di testo, ma nel settimo capitolo si sale all\u2019incredibile frequenza del 74% per discendere al 50%, che \u00e8 sempre un livello assolutamente straordinario, nell\u2019ultimo capitolo. D\u2019altra parte \u00e8 abbastanza facile porre in evidenza la presenza di numerose forme lessicali tipiche del linguaggio poetico come: \u201c Crescean, avea, cattivitate, vorria, narrator, cogliea, spirto, scendea, giugnea, ecc\u201d, e utilizzate chiaramente per ragioni metriche.<br \/>\nIl saggio mi ha consentito di diventare amico di Consolo. La sua scrittura mi ha certamente arricchito, gli sono grato per questo e mi piace ricordarlo nella sua casa di Milano dove, insieme a Caterina, sua devota, simpatica e intelligente consorte, mi ha pi\u00f9 volte ricevuto per parlare di letteratura e anche, amichevolmente, di politica, pur essendo noi, in questo campo, culturalmente piuttosto lontani. Ma il cuore era dato all\u2019arte e lui sapeva che lo ammiravo sinceramente e suppongo apprezzasse l\u2019impegno e il notevole tempo che avevo impiegato per studiare il suo stile. Vincenzo capiva tutto e guardava il mondo con occhi comprensivi. Per questo forse il suo sguardo ricordava quello benevolo e un po\u2019 ironico del ritratto di Antonella da Messina, conservato nel museo Mandralisca, quello ricordato nel titolo del suo maggiore romanzo, titolo anch\u2019esso incastonato nell\u2019endecasillabo del \u201csorriso dell\u2019ignoto marinaio\u201d.<br \/>\nAlessandro Finzi<br \/>\ndel 2000<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cIl sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u201d \u00e8 certamente il pi\u00f9 significativo contributo di Vincenzo Consolo alla letteratura italiana contemporanea. Questo romanzo ha il raro requisito, che \u00e8 dei classici, di poter essere letto ad apertura di pagina. 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