{"id":1714,"date":"2018-08-30T15:06:20","date_gmt":"2018-08-30T15:06:20","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1714"},"modified":"2018-09-03T16:01:03","modified_gmt":"2018-09-03T16:01:03","slug":"il-libro-celeste","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1714","title":{"rendered":"Il libro celeste"},"content":{"rendered":"<p>Vincenzo Consolo scrive questo testo ispirandosi<br \/>\nall&#8217; opera dell&#8217; artista Fabio Zanzotto.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/img.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1719\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/img-300x170.jpg\" alt=\"img\" width=\"300\" height=\"170\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/img-300x170.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/08\/img.jpg 440w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">IL LIBRO CELESTE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vorrei essere o sono il figlio disdegnoso, il figlio errante d\u2019Ermocrate, o egli stesso, il vecchio, privo ormai di ritegno, privo di casa, affetti, vagante come insano o come schiavo fuggitivo lontano da citt\u00e0, contrade, per ermi monti, per valli inospitali, per lidi desolati. E fuori da grotta, anfratto, trepido come colomba, lepre, muove il bordone, il passo nell\u2019 ora estrema in cui la cenere viola, il sudario d\u2019albagio cala sopra il mondo, in cui s\u2019accende il cielo. S\u2019accende la volta immensa, la tersa ossidiana d\u2019ogni incandescenza, adamantino dardo, palpito, anelito di fiamma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E vado, vado nel tempo mio del rapimento e dell\u2019incanto, vado alla ricerca del luogo della quiete, dell\u2019incominciamento del giorno mio dentro la notte, vado coi pipistrelli, i gufi, le volpi fameliche e insonni, vado nell\u2019ora in cui ogni animale, zolla, arbusto ritrova nell\u2019abbandono, nell\u2019assenza ristoro al suo travaglio, alla sua pena.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Salgo sul colmo d\u2019un colle di spini e acanti dove, sul ciglio della voragine sonora pel gorgogliare d\u2019acque, sorge un bianco tempio di calcare, vasto e possente nella base, nelle colonne, nei timpani dei fronti. Che pare sorto, nella perfezione della struttura, nell\u2019equilibrio delle masse, nella consonanza con la natura intorno, per forza sua, per evoluzione naturale, sorto dal lento ricomporsi della pietra informe, del caos naturale, dentro la forma della geometria, dentro l\u2019ordine del ritmo, del numero. Che sembra concepito, non finito come si presenta, privo di ara, d\u2019ermetico sacello, di copertura, di scanalature alle colonne, come luogo aperto verso il cielo, come porta verso l\u2019insondabile infinito o come pausa, sosta d\u2019un momento, quale la vita d\u2019ogni essere, ogni uomo, nel processo del tempo inesorabile ed eterno. Per quale dio o dea, per quale regina delle madri \u00e8 stato edificato? E per quali riti, per quali misteri imperscrutabili posto in questa solitudine, sull\u2019orlo dell\u2019abisso? E perch\u00e9 lasciato nel suo difetto calcolato, nella sospensione sua pietrificata?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E qui, nel centro, nel sacro onfalo di questo <em>temenos<\/em> aperto in ogni lato, verso ogni punto del mondo, esposto alla tenera notte dell\u2019estate che porta sulle brezze odori arsicci di fieni, nepitelle, porta le scansioni del silenzio, le strida, i pigolii flebili, lontani, e i verdi filamenti, i palpiti soavi delle lucciole sopra le pareti del buio, il luccich\u00eco fermo, tondo dell\u2019uccello sacro d\u2019Atena, aperto, esposto in alto all\u2019infinito spazio, mi pongo arreso, supino, come l\u2019orante prono, e vado, rotto ogni ormeggio, sciolta ogni memoria, navigo, mi perdo nella lettura stupefatta del libro portentoso, immenso, in incessante mutamento, della scrittura abbagliante delle stelle, dei soli remoti, dei chiodi tremendi del mistero. S\u00ec, io, il figlio delirante d\u2019Ermocrate, o egli stesso, lo stimato cittadino d\u2019Agrigento, dal terrazzo della ricca casa proteso sulla vallata degli ulivi e dei templi che numerosi e belli vanno fino al fiume, al mare verso l\u2019Africa, una notte illune carica di stelle e di portenti, guardai il cielo e smarrii per sempre il senso del presente, dell\u2019opportuno e dell\u2019angusto, persi la ragione nell\u2019assillo di capire, di rinnovare ogni notte la mia gioia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma che legge un uomo che ignora gli alfabeti, ignora i segni, la scrittura, i messaggi delle stelle? Ignora la scienza sacra ed ermetica dei maghi, la potente sapienza dei sacerdoti di Tebe o di Babele? Un uomo che ignora i nomi di stelle fisse o variabili, di stelle doppie e multiple, i divini nomi e mostruosi delle costellazioni, di nebulose, di ammassi, di galassie?&#8230; E allora \u2013 qui sta la condanna e la fortuna \u2013 io non leggo, io resto immobile e contemplo. Contemplo e sprofondo estatico nei palpiti, nei fuochi, nei bagliori che s\u2019accendono e spengono d\u2019un tratto, nei frammenti incandescenti che staccandosi precipitano con code luminose, si spengono nel pi\u00f9 profondo nero&#8230; Mi perdo e, come nel momento acuto dell\u2019amore o del terrore, ogni parola si frantuma, si spegne, si fa afona, di polvere. Poi, quando sorge e sale nel cielo pallido e regale il faro familiare, lo schermo opalescente, il sipario consolante dell\u2019infinito e dell\u2019eterno, torna incerta, tremante la parola, torna per dire solo meraviglia&#8230;<\/p>\n<p>Brano tratto dal libro L&#8217; ora sospesa ed. Le Farfalle<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincenzo Consolo scrive questo testo ispirandosi all&#8217; opera dell&#8217; artista Fabio Zanzotto. &nbsp; IL LIBRO CELESTE Vorrei essere o sono il figlio disdegnoso, il figlio errante d\u2019Ermocrate, o egli stesso, il vecchio, privo ormai di ritegno, privo di casa, affetti, vagante come insano o come schiavo fuggitivo lontano da citt\u00e0, contrade, per ermi monti, per &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1714\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Il libro celeste<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,1,144],"tags":[487,336,497,506,474,459,29,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1714"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1714"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1714\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1720,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1714\/revisions\/1720"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1714"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1714"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1714"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}