{"id":1709,"date":"2018-07-26T08:57:04","date_gmt":"2018-07-26T08:57:04","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1709"},"modified":"2018-07-26T09:03:44","modified_gmt":"2018-07-26T09:03:44","slug":"i-barboni-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1709","title":{"rendered":"I barboni"},"content":{"rendered":"<p>Vincenzo Consolo ha scritto questo testo<br \/>\nispirato dai quadri di Ottavio Sgubin<br \/>\nDa L&#8217; Ora sospesa pag. 50<br \/>\nedizione Le farfalle<br \/>\nI BARBONI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Stanno nel tempo loro, nell\u2019 immota notte, chiusi nel sudario bruno, ermetici e remoti, negli antri delle sibille, nelle celle dei vati, stanno come vessilli gravi sui confini, nel varco breve tra il conato e la stasi, la somma e infinita quiete metafisica. Proni, supini, acchiocciolati contro balaustre, scale, piedistalli, sagome che in volute di drappi, spiegamento d\u2019ali, torsioni, slanci, gonfiori e incavi, fantasie barocche, fingono o figurano il moto, l\u2019estro della vita, sono masse ironiche contro le nostre illusioni, i nostri inganni, cumuli beffardi, monito fermo del destino umano, dell\u2019esito fatale in fissit\u00e0 pietrosa, lento sfaldamento, dispersione in granuli, pulviscolo. E la luna, la tenera sorella delle statue, degli angeli, imbianca groppe, balze, intenebra pieghe, anfratti, scanalature, vortici, il tellurico gioco di vesti, manti. Da dove giungono questi pellegrini affranti, quale giorno li vide camminare, quale luce scopr\u00ec le crepe, le frane, il velo sopra l\u2019occhio, la patina sul volto, i segni bassi, sgradevoli del sembiante? Sono proiezioni, ombre, creature delle nostre paure, delle nostre angosce?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono gli abitatori dei margini, le sentinelle dell\u2019abisso, i testimoni del cedimento, gli assertori del rifiuto, del distacco. Sono, lontani muti assoluti, il richiamo costante della precariet\u00e0, dell\u2019equilibrio instabile, dell\u2019assurdo spasmo dell\u2019esistere, del vivere cieco e affannoso, formicoloso moto, ottuso vagolare per cunicoli e tane, dimore grasse, labirinti d\u2019isteria, d\u2019oltraggio, nostro d\u2019illusi dominanti su questa crosta procellosa, su questa landa del mondo, \u00absu l\u2019arida schiena \/ del formidabil monte\u00bb, su questo Vesuvio o Etna che in ogni istante, all\u2019 istante, per volere del Caso, stermina e pietrifica, vanifica ogni vita, cancella ogni memoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono, questi profeti mesti, queste argillose statue, questa teoria antropomorfa di sarcofagi sepolti nella notte, il canto malioso o, ancor pi\u00f9 forte, il silenzio che attrae noi vaganti, ulissi senza bussola, privati d\u2019ogni approdo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora affiora dal groviglio delle pieghe, dalla piramide brumosa dell\u2019orbace il lampo chiaro d\u2019una mano, l\u2019accenno d\u2019una fronte, sboccia il gesto di rifiuto o di difesa. Il mucchio pensoso del distacco e dell\u2019oblio ha ora bave di colore, vermiglie striature violacee, \u00e8 bagnato dalla luce mercuriale, dalla livida lampa nell\u2019immenso vano dell\u2019assenza e del silenzio. Si disegna d\u2019intorno la fredda geografia della storia, la quinta, il fondale inesorabile del teatro sociale, cantone di palazzo, incrocio di vie senza nome, griglia di vetrata, rampa di scala mobile, acciaio, plastica di deserte stazioni, anditi dei transiti sospesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vengono questi ribelli, questi dimissionari della convivenza, questi emarginati dalla ipocrita decenza, questi esiliati dal potere mercantile \u2013 la banale civilt\u00e0, l\u2019angustia sociale che nomina barboni o in altri modi uguali questi che hanno abbandonato il campo, violato la dura legge dell\u2019avere \u2013 vengono da lontano nella storia, da oscuri medioevi di carestie e pesti, d\u2019empiet\u00e0 e di violenza, vengono dalle piazze di Londra o di Parigi, da sotto arcate di ponti, da corti dei miracoli, breugheliane quaresime, cortei di cenci, di cecit\u00e0 e di piaghe, da Alberghi di Carit\u00e0, ghetti di decenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono i barboni, nella trionfante storia nostra d\u2019oggi, incongrue presenze, segno dei nostri ritardi, dei nostri fallimenti. Sono simbolo, nelle interne fratture, della pi\u00f9 vasta, crudele frattura del mondo, profezia inquietante d\u2019un medioevo incombente.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/sgubin_2_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1710\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/sgubin_2_-233x300.jpg\" alt=\"sgubin_2_\" width=\"233\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/sgubin_2_-233x300.jpg 233w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/sgubin_2_.jpg 688w\" sizes=\"(max-width: 233px) 100vw, 233px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/CCI05042018_0002.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1659\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/CCI05042018_0002-212x300.jpg\" alt=\"CCI05042018_0002\" width=\"212\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/CCI05042018_0002-212x300.jpg 212w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/CCI05042018_0002-768x1085.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/CCI05042018_0002-725x1024.jpg 725w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/CCI05042018_0002.jpg 1398w\" sizes=\"(max-width: 212px) 100vw, 212px\" \/><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincenzo Consolo ha scritto questo testo ispirato dai quadri di Ottavio Sgubin Da L&#8217; Ora sospesa pag. 50 edizione Le farfalle I BARBONI Stanno nel tempo loro, nell\u2019 immota notte, chiusi nel sudario bruno, ermetici e remoti, negli antri delle sibille, nelle celle dei vati, stanno come vessilli gravi sui confini, nel varco breve tra &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1709\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">I barboni<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,12],"tags":[487,336,405,546,474,507,40,29,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1709"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1709"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1709\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1712,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1709\/revisions\/1712"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1709"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1709"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1709"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}