{"id":1689,"date":"2018-05-21T10:30:12","date_gmt":"2018-05-21T10:30:12","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1689"},"modified":"2018-05-21T11:55:05","modified_gmt":"2018-05-21T11:55:05","slug":"lillusione-di-consolo-e-la-sicilia-paseada","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1689","title":{"rendered":"L\u2019illusione di Consolo e la Sicilia paseada"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Consolo-Sicilia-paseada.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1690\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Consolo-Sicilia-paseada-213x300.jpg\" alt=\"Consolo, Sicilia paseada\" width=\"213\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Consolo-Sicilia-paseada-213x300.jpg 213w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Consolo-Sicilia-paseada-768x1084.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Consolo-Sicilia-paseada-725x1024.jpg 725w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/Consolo-Sicilia-paseada.jpg 1421w\" sizes=\"(max-width: 213px) 100vw, 213px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong>di Sebastiano Burgaretta<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Quando nel 1990, in occasione della 42\u0363 sessione del <em>Premio Italia <\/em>della RAI, che si tenne in Sicilia, le edizioni ERI pubblicarono il volume di Vincenzo Consolo e del fotografo Giuseppe Leone <em>Sicilia teatro del mondo<\/em>, il testo dello scrittore fu accompagnato dalle traduzioni in francese e in inglese, poich\u00e9 l\u2019opera era destinata a decine di paesi e di organismi televisivi stranieri. Mancava, stranamente, data la diffusione mondiale e perci\u00f2 l\u2019importanza dello spagnolo, la traduzione in questa lingua. Ora la lacuna \u00e8 stata colmata dalla traduzione accuratamente condotta da Miguel \u00c1ngel Cuevas, docente di Letteratura italiana all\u2019Universit\u00e0 di Siviglia, critico letterario, traduttore e raffinato poeta, particolarmente legato alla Sicilia, dove ha insegnato e risieduto lungamente, e alla sua cultura letteraria e antropologica. Cuevas ha tradotto dall\u2019italiano allo spagnolo opere di Luigi Pirandello, Maria Attanasio, Angelo Scandurra e di altri. Ha anche tradotto dallo spagnolo all\u2019italiano versi di Jos\u00e9 \u00c1ngel Valente nonch\u00e9 sue stesse poesie. Di Consolo \u00e8 attento studioso e curatore per edizioni spagnole. Sull\u2019opera dello scrittore siciliano ha scritto vari saggi e ne ha tradotto <em>La ferita dell\u2019aprile <\/em>e<em> Di qua del faro<\/em>; ha tradotto, curato e pubblicato in Spagna e successivamente pubblicato anche in Italia <em>Conversazione a Siviglia<\/em>, volume nel quale sono raccolti i testi degli interventi che Vincenzo Consolo tenne nella citt\u00e0 andalusa nel 2004, quando fu invitato a partecipare a delle giornate di studio sulla sua opera, organizzate dall\u2019Universit\u00e0 di Siviglia su iniziativa dell\u2019Istituto di Italianistica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ora Cuevas ha tradotto, e curato per la pubblicazione, il testo consoliano del 1990 con lo stesso titolo che l\u2019autore le diede nell\u2019edizione economica del 1991, <em>La Sicilia passeggiata, <\/em>facendolo precedere da una nota introduttiva che spiega le ragioni e le connotazione che caratterizzano l\u2019iniziativa (<em>Sicilia paseada<\/em>, Ediciones Traspi\u00e9s, Granada 2016). L\u2019intera operazione, infatti, \u00e8 anche uno studio riguardante la genesi del testo e la sua evoluzione nelle due edizioni e negli appunti dattiloscritti lasciati da Consolo in vista di un\u2019eventuale terza edizione, secondo l\u2019abitudine, che lo scrittore aveva, di postillare e annotare i suoi lavori editi anche in relazione a riprese e riutilizzazioni di brani in armonico bilico tra testi saggistici e opere narrative. Sebbene si presenti come opera minore, legata a un evento occasionale, <em>La Sicilia passeggiata<\/em> riveste un ruolo importante nel rapporto tra Consolo e La Sicilia, lo stesso che \u00e8 narrato e descritto nelle tre opere che &#8212; a parte una quarta che \u00e8 il racconto <em>La grande vacanza orientale-occidentale<\/em>, pubblicato autonomamente in trentaduesimo a Napoli nel 2001 dalle Edizioni Dante e Descartes &#8212; si configurano come viaggio dello scrittore nell\u2019isola. Scrive, al riguardo, Cuevas nella sua introduzione: La Sicilia passeggiata <em>\u00e8 in effetti, per quanto opera minore, un testo centrale, e non solo n\u00e9 principalmente sul piano cronologico, fra le altre due opere narrative: fra il sollievo erudito, il balsamo sentimentale di <\/em>Retablo<em>, e l\u2019insanabile frattura, le contemporanee lande desolate dell\u2019<\/em>Olivo e l\u2019olivastro. Nelle opere di Consolo si registra una tensione <em>tra la volont\u00e0 di intonare uno scongiuro propiziatorio e quella di svelare le atrocit\u00e0. Nella <\/em>Sicilia passeggiata<em> \u00e8 la prima pulsione a vincere.<\/em> \u00c8 lo stesso Consolo, del resto, a precisare, nella nota introduttiva all\u2019edizione del 1991, che il libro era nato <em>da una commissione e da una illusione\u2026 L\u2019illusione mia, di mostrare \u2013 agli stranieri soprattutto! &#8211;, contro quella negativa e sconveniente che la cronaca ogni giorno ci consegna, una immagine positiva della Sicilia. Ho ripercorso cos\u00ec brevemente\u2026 una Sicilia onirica insomma, illusoria. Nell\u2019illusione anche, prendendo a metafora il mito di Persefone o Kore, che questa terra, la sua storia, possa, in una prossima desiderata primavera, risorgere dalle tenebre dell\u2019attuale inverno, dal fondo dell\u2019inferno.<\/em> Intenzionalmente e significativamente perci\u00f2 egli intitol\u00f2 il testo, nella prima edizione, <em>Kore risorgente.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019illusione suscitata nello scrittore da un fatto occasionale \u00e8 in realt\u00e0 l\u2019aspirazione costante, dolorosa che Consolo si port\u00f2 dentro sino alla fine; il desiderio, mai appagato, di vedere una buona volta in Sicilia l\u2019ulivo crescere e fruttificare in pace senza le briglie soffocatrici dell\u2019olivastro, di vedere la positivit\u00e0 soppiantare la negativit\u00e0, il bene trionfare sul male. Quella di Consolo era una tensione dolorosa che angustiava l\u2019uomo e che si trasferiva tormentosamente nelle pagine dello scrittore con sempre maggiore intensit\u00e0. I suoi frequenti ritorni nell\u2019isola ne sono la spia evidente, come egli stesso lasci\u00f2 chiaramente intendere dalle pagine delle <em>Pietre di Pantalica<\/em>: <em>Io non so che voglia sia questa, ogni volta che torno in Sicilia, di volerla girare e girare, di percorrere ogni lato, ogni capo della costa, inoltrarmi all\u2019interno, sostare in citt\u00e0 e paesi, in villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie persone, conoscerne nuove.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Una voglia, una smania che non mi lascia star fermo in un posto. Non so. Ma sospetto sia questo una sorta d\u2019addio, un volerla vedere e toccare prima che uno dei due sparisca<\/em> (p.179)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono stato personalmente privilegiato testimone di questo suo disincanto, dell\u2019amarezza che ne inficiava l\u2019animo, della sua ansia di vita nuova per la Sicilia, della sua attesa speranzosa di una primavera, per cos\u00ec dire, \u201ccerealicola\u201d e \u201cfloreale\u201d, che purtroppo puntualmente abortiva nel disincanto, fino a fargli dire, in una pagina dell\u2019<em>Olivo e l\u2019olivastro<\/em>, davanti a Palermo, centro aggregante e sintesi della Sicilia della storia, contrapposta a quella appagante del mito: <em>Via, via, lontano da quella citt\u00e0 che ha disprezzato probit\u00e0 e intelligenza, memoria, eredit\u00e0 di storia, arte, ha ucciso i deboli e i giusti <\/em>(p.125).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Come sottolinea Cuevas, il segnale di questa tensione, di questa vocazione verso una Sicilia edenica, positiva, consapevole della sua storia, del suo ruolo civile nel mondo, e perci\u00f2 responsabile sul piano memoriale e su quello culturale, \u00e8 gi\u00e0 nel rovesciamento del senso dato geograficamente al viaggio: da est a ovest, dalla Sicilia del mito a quella della storia, dalla greca alla punica; il viaggio ha inizio propiziatorio dalla Sicilia amata anche da quell\u2019altro figlio accortamente vigile dell\u2019isola che \u00e8 stato Leonardo Sciascia, il quale, \u00e8 risaputo, amava recarsi nel Siracusano e nel Ragusano, nella Sicilia un tempo dagli abitanti della parte occidentale dell\u2019isola definita <em>bbabba <\/em>per la sua sana umanit\u00e0 e la sua civilt\u00e0 adeguatamente radicate nella memoria collettiva della sua gente e praticate nelle consuetudini di vita. E non \u00e8 certamente casuale che l\u2019edizione spagnola abbia in copertina una bella foto di Ragusa Ibla, a rappresentare significativamente questa parte della Sicilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ho avuto l\u2019onore e la gioia di essere stato tra i suoi <em>amici costanti lungo il tempo <\/em>(<em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>, p. 107), di averlo accompagnato spesso in giro nel Siracusano tutto e di averlo visto intenerirsi fino alle lacrime sulle rovine della greca Eloro, che andava accarezzando lievemente con le mani, come stesse accarezzando delle persone, quelle che, ebbe a dirmi, andando via da quel luogo e scusandosi per le lacrime che gli erano spuntate agli occhi, erano passate e vissute tra quelle pietre. <em>La Sicilia passeggiata <\/em>testimonia, in tutta evidenza, l\u2019amore di Consolo per la sua terra, il desiderio vivissimo di vederla diversa, redenta dal cancro del crimine, del malaffare e dell\u2019incivilt\u00e0. Ha fatto bene, perci\u00f2, Miguel \u00c1ngel Cuevas a far conoscere in Spagna, terra amata dallo scrittore messinese, questo scritto, e ha potuto farlo perch\u00e9 tra gli studiosi stranieri della letteratura di Sicilia, e di Consolo in particolare, \u00e8 uno specificamente attento ai dettagli, alle corrispondenze e alle sfumature dell\u2019intera opera consoliana; ci\u00f2 grazie, oltre che alla sua preparazione remota e ai suoi strumenti di ricerca scientifica, anche alla sua sensibilit\u00e0 di uomo, non a caso poeta raffinato, nonch\u00e9, mi permetto di aggiungere, di \u201ccittadino\u201d dell\u2019isola, nella quale ha abitato e lavorato e dove torna spesso, legato com\u2019\u00e8 alla sua cultura e ai suoi abitanti, tra i quali coltiva amicizie e collaborazioni culturali, come fosse uno nato in Sicilia. E siciliano, in un certo senso, egli lo \u00e8 per vocazione e passione umana e culturale, come testimoniano i suoi lavori critici e le sue traduzioni di scrittori e poeti siciliani, tra i quali appunto spicca Vincenzo Consolo. <em>\u00a0<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La traduzione spagnola di Cuevas \u00e8 arricchita, e qui \u00e8 evidente lo studio attento e analitico dell\u2019originale, da un ricco apparato di note, che, integrando in grande misura quelle sinteticamente allegate all\u2019originale da Consolo, chiariscono e contestualizzano bene, all\u2019interno della produzione consoliana, la fisionomia e le caratteristiche dell\u2019opera, nonch\u00e9 le ricorrenti interconnessioni tra narrativa e saggistica nell\u2019intera produzione dello scrittore e, conseguentemente, l\u2019importanza specifica della <em>Sicilia passeggiata.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019ultima postilla va dedicata alla traduzione del testo, che conserva e mantiene tutta la bellezza dell\u2019armonia musicale propria della prosa poetica di Consolo. Impresa non facile questa, come sa ogni lettore dello scrittore siciliano. A Cuevas l\u2019impresa \u00e8 riuscita felicemente per pi\u00f9 d\u2019un motivo. Uno \u00e8 dato dalla musicalit\u00e0 propria della lingua spagnola, che di suo si presta benissimo a dare voce alle pagine di Consolo. Per constatarlo, basta soltanto la traduzione del titolo con la soavit\u00e0 di quel participio passato, che per di pi\u00f9 nella pronuncia lascia sfumare la dentale sonora, e ci accorgiamo che la gi\u00e0 musicale lingua italiana in questo caso deve cedere alla lingua di Cervantes e di Juan de la Cruz. Quello prevalente \u00e8 per\u00f2 dato dal fatto che a tradurre la prosa poetica della <em>Sicilia passeggiata<\/em> \u00e8, oltre che un appassionato estimatore dell\u2019uomo e dello scrittore messinese, un poeta vero, un poeta dall\u2019orecchio sensibile e raffinato, capace di sintonizzarsi sulla lunghezza d\u2019onda dei voli ad alta quota su cui veleggiano le pagine di Vincenzo Consolo.<br \/>\n<a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/scansione_237.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1692\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/scansione_237-300x220.jpg\" alt=\"scansione_237\" width=\"300\" height=\"220\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/scansione_237-300x220.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/05\/scansione_237.jpg 768w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">foto: Copertina di <em>Sicilia paseada<br \/>\nVincenzo Consolo e Sebastiano Burgaretta<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0di Sebastiano Burgaretta Quando nel 1990, in occasione della 42\u0363 sessione del Premio Italia della RAI, che si tenne in Sicilia, le edizioni ERI pubblicarono il volume di Vincenzo Consolo e del fotografo Giuseppe Leone Sicilia teatro del mondo, il testo dello scrittore fu accompagnato dalle traduzioni in francese e in inglese, poich\u00e9 l\u2019opera &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1689\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">L\u2019illusione di Consolo e la Sicilia paseada<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,144],"tags":[487,336,524,523,143,114,90,153,474,522,459,520,521,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1689"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1689"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1689\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1694,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1689\/revisions\/1694"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1689"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1689"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1689"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}