{"id":1671,"date":"2018-04-22T06:23:15","date_gmt":"2018-04-22T06:23:15","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1671"},"modified":"2018-04-23T09:59:21","modified_gmt":"2018-04-23T09:59:21","slug":"nottetempo-casa-per-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1671","title":{"rendered":"NOTTETEMPO, CASA PER CASA"},"content":{"rendered":"<section id=\"section-page-title\" class=\"dexp-section\">\n<div class=\"container\"><\/div>\n<\/section>\n<section id=\"section-main-content\" class=\"dexp-section\">\n<div class=\"container\">\n<div class=\"row\">\n<div class=\"region region-content col-xs-12 col-sm-12 col-md-9 col-lg-9\">\n<div class=\"tabs\"><\/div>\n<div id=\"block-system-main\" class=\"block block-system\">\n<div class=\"content\">\n<div id=\"node-25112\" class=\"node node-story clearfix post large\">\n<div class=\"field field-name-field-cover field-type-image field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.mangialibri.com\/sites\/default\/files\/nottetempocasapercasa2.jpg\" alt=\"\" width=\"150\" height=\"259\" \/><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"group-body\">\n<div class=\"sharethis-buttons\"><\/div>\n<div class=\"field field-name-body field-type-text-with-summary field-label-hidden\">\n<div class=\"field-items\">\n<div class=\"field-item even\">\n<p style=\"text-align: justify;\">1920, Cefal\u00f9. \u00c8 notte. Al sorgere della luna gli ulivi che affollano la collina Santa Barbara sembrano \u201csradicarsi, muover dondolando, in tentativo di danza, in mutolo corteo, aspri, rugosi, piagati dalle folgori, maculati da lupe, da fumiggini, spansi o attorti con spasimo in se stessi\u201d. Un\u2019atmosfera magica ma anche angosciosa si sparge per la cittadina. Una porta si spalanca di colpo, ne esce barcollando un uomo che si morde le mani, si strappa la camicia al collo, inizia a correre ululando e urlando per le stradine silenziose. \u201cIl luponario! Il luponario\u201d, bisbigliano i suoi compaesani chiusi in casa al suo passaggio. L\u2019uomo ogni tanto cade a terra, si inginocchia, si rotola nella polvere, batte i pugni contro il suolo, piange e ulula ancora. Giunge al mare e vorrebbe gettarsi dagli scogli, ma lo raggiunge, lo abbraccia e lo salva suo figlio Petro. Lui si divincola, corre verso il cimitero, si accascia su una lapide, finalmente si calma. 1920, Cefal\u00f9. \u00c8 giorno. Fa molto caldo e \u201cla vita chiede tregua al fervore del tempo, all\u2019inclemenza dell\u2019ora, chiede ristoro ai r\u00e8foli, alle brezze, alle fragili ombre delle fronde, delle barche, alle fresche accoglienze delle stanze\u201d. La bottega della Piluchera \u00e8 affollata, si bevono vino, gazzosa, cedrata, persino acqua. Dal viale Margherita, procedendo su per via Mazzini e accompagnato da una strana musica \u201csegreta d\u2019ascosi pifferi, timballi e ciaramelle\u201d, appare d\u2019un tratto senza preavviso il corteo di forestieri pi\u00f9 stravagante mai visto a Cefal\u00f9. Davanti a tutti marciano \u201cdue fantolini biondi, arricciolati\u201d, vestiti di panni sgargianti. Seguono due donne in tunica color porpora e a piedi nudi. Chiude il corteo l\u2019individuo pi\u00f9 strano di tutti: \u00e8 pieno di anelli e collane, ha un grande bastone dorato e con l\u2019altro braccio tiene un neonato avvolto in panni di pizzo. \u00c8 \u201cun uomo maestoso, giacca d\u2019alpag\u00e0 sopra brache variopinte, (\u2026) il cranio raso tranne una ciocca che come corno o fiamma gli si rizzava al colmo della fronte\u201d\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" class=\"banner\" src=\"http:\/\/www.mangialibri.com\/sites\/default\/files\/banner\/aleistercrowleybanner.jpg\" alt=\"\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il magnifico romanzo di Vincenzo Consolo \u2013 nato a Sant\u2019Agata di Militello nel 1933 e morto a Milano, dove per una vita ha lavorato alla RAI, nel 2012 \u2013 \u00e8 stato insignito del Premio Strega nel 1992. Magnifico per l\u2019impianto narrativo complesso e sfaccettato, una vera sinfonia in cui la singola nota suonata dal singolo strumento \u00e8 necessaria e contribuisce alla maestosit\u00e0 dell\u2019insieme, magnifico per i temi affrontati (l\u2019impatto dell\u2019occultista Aleister Crowley e della sua corte variegata sull\u2019ambiente della provincia siciliana degli anni Venti, e contemporaneamente l\u2019avvento del Fascismo). Magnifico pi\u00f9 di tutto per la lingua ricchissima, piena di arcaismi, neologismi e localismi. Non \u00e8 raro imbattersi in prose ricercate, soprattutto nella narrativa italiana, lo sappiamo bene e lo riteniamo un difetto, un limite, un peccato originale. Ma Consolo \u00e8 tra i pochissimi autori che possono permettersi uno stile cos\u00ec barocco, perch\u00e9 ha la sensibilit\u00e0 e l\u2019approccio del poeta, maneggia la parola come fosse un orafo. Ecco perch\u00e9 le sue frasi profumano di zagara, di arancia, di acqua di mare, di notte d\u2019estate, di sesso femminile. E la spiccata sensualit\u00e0 che la lingua di Consolo trasmette, come fosse un incantesimo arcaico, si adatta alla perfezione a raccontare le avventure di Mr. Crowley, che alla villa di Santa Barbara di Cefal\u00f9 \u2013 da lui ribattezzata Abbazia di Th\u00e9lema richiamando la sua dottrina, a sua volta cos\u00ec chiamata in onore del\u00a0<em>Gargantua<\/em>\u00a0di Rabelais \u2013 mise in scena una colorata rappresentazione di s\u00e9 e delle sue rivoluzionarie idee in tema di religione, sesso e societ\u00e0, fondando una sorta di \u201ccomune\u201d ante litteram. Libero amore, nudismo, abolizione dei vincoli e delle propriet\u00e0, droghe, rituali religiosi eretici. Uno scandalo che l\u2019asfittica societ\u00e0 siciliana non poteva tollerare (Crowley fu addirittura ribattezzato \u201cu diavulu\u201d) e che peraltro fu inquinato anche da voci false di cannibalismo, sacrifici umani, stupri, fino alla cacciata dell\u2019occultista inglese dall\u2019Italia ad opera delle autorit\u00e0 fasciste.<\/p>\n<h4 class=\"page_title\"><em>David Frati\u00a0<\/em><br \/>\n<em>http:\/\/www.mangialibri.com\/libri\/nottetempo-casa-casa<\/em><\/h4>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>1920, Cefal\u00f9. \u00c8 notte. Al sorgere della luna gli ulivi che affollano la collina Santa Barbara sembrano \u201csradicarsi, muover dondolando, in tentativo di danza, in mutolo corteo, aspri, rugosi, piagati dalle folgori, maculati da lupe, da fumiggini, spansi o attorti con spasimo in se stessi\u201d. 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