{"id":1642,"date":"2018-03-14T16:04:49","date_gmt":"2018-03-14T16:04:49","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1642"},"modified":"2018-03-15T16:20:20","modified_gmt":"2018-03-15T16:20:20","slug":"consolo-sicilia-passeggiata-sicilia-smaniata","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1642","title":{"rendered":"Consolo: Sicilia passeggiata, Sicilia smaniata"},"content":{"rendered":"<div class=\"itemHeader\">\n<h2 class=\"itemTitle\"><\/h2>\n<p><span class=\"itemDateCreated isFontIstok\">Mi\u00e9rcoles, 14 Marzo 2018<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div class=\"itemToolbar isFontIstok\"><\/div>\n<div class=\"itemBody\">\n<div class=\"itemFullText\">\n<p><strong><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.zibaldone.es\/images\/libros\/Consolo,%20Sicilia%20paseada.jpg\" alt=\"Consolo, Sicilia paseada\" width=\"181\" height=\"255\" \/>Vincenzo Consolo,\u00a0<em>Sicilia paseada<\/em>, traducci\u00f3n y edici\u00f3n de Miguel \u00c1. Cuevas, Granada, Ediciones Traspi\u00e9s, 2016<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una pagina di Consolo dedicata a Comiso, patria di Bufalino e gi\u00e0\u00a0<em>location<\/em>\u00a0dei missili Cruise, inizia cos\u00ec:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIo non so che voglia sia questa, ogni volta che torno in Sicilia, di volerla girare e girare, di percorrere ogni lato, ogni capo della costa, inoltrarmi all\u2019interno, sostare in citt\u00e0 e paesi, in villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie persone, conoscerne nuove. \/\/ Una voglia, una smania che non mi lascia star fermo in un posto. Non so. Ma sospetto sia questo una sorta d\u2019addio, un volerla vedere e toccare prima che uno dei due sparisca\u201d (V. Consolo,\u00a0<em>Comiso<\/em>, in\u00a0<em>Le pietre di Pantalica<\/em>\u00a0(1988); ora in\u00a0<em>L\u2019opera completa,<\/em>\u00a0Milano, Arnoldo Mondadori, 2015, p. 632).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una circostanza, tuttavia, Consolo prefer\u00ec la Sicilia passeggiata. In occasione del Premio Italia 1990, tenutosi a Palermo, la RAI affid\u00f2 a lui, programmista RAI e scrittore di fama, e a Cesare De Seta, storico dell\u2019urbanistica e del territorio, l\u2019incarico di curare per la Nuova ERI un volume-omaggio, da destinare alle autorit\u00e0 e ai delegati dei trentasei Paesi invitati alla manifestazione. Un\u2019edizione di lusso in formato quarto,\u00a0<em>Sicilia Teatro del Mondo<\/em>, sponsorizzata da Banco di Sicilia e Sicilcassa, con versione inglese e francese del testo, stampata in milleduecento esemplari di cui cento \u201cal nome\u201d. Oggi il volume \u00e8 una rarit\u00e0 bibliografica. A Consolo fu affidata la parte periegetica, intitolata\u00a0<em>Kore risorgente<\/em>, illustrata con immagini di Giuseppe Leone. \u00c8 la narrazione di un viaggio ideale tra mito e storia nelle due Sicilie, intese non in senso borbonico ma come due facce della stessa isola, l\u2019orientale e l\u2019occidentale. La seconda parte del volume, affidata a Cesare De Seta, presenta e illustra un Atlante del 1686, conservata in copia anonima nella Biblioteca Nacional di Madrid e in copia mutila presso il Ministero degli Esteri spagnolo: il\u00a0<em>Teatro Geogr\u00e1fico Antiguo<\/em>\u00a0y\u00a0<em>Moderno del Reyno de Sicilia<\/em>. La denominazione del codice, commissionato dal vicer\u00e9 Carlos de Bonavides, richiama il famoso\u00a0<em>auto sacramental<\/em>\u00a0di Calder\u00f3n de la Barca e d\u00e0 il titolo all\u2019intero volume, in cui il mito ha una parte di rilievo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le due sezioni furono edite distintamente dalla Nuova ERI l\u2019anno dopo.\u00a0<em>Kore risorgente<\/em>\u00a0ebbe per nuovo titolo\u00a0<em>La Sicilia passeggiata<\/em>, ispirato all\u2019idea di un gesuita del Seicento, Francesco Ambrogio Maja, il cui manoscritto rimasto inedito \u2013<em>\u00a0Isola di Sicilia passeggiata<\/em>\u00a0\u2013 era stato pubblicato a Palermo nel 1985 da Salvo Di Matteo per Giada editore. Nella\u00a0<em>Nota introduttiva<\/em>, Consolo motiva la sua scelta: questo titolo \u201c\u2026 pi\u00f9 lieve, pi\u00f9 svariante, pi\u00f9 illusorio, infine pi\u00f9 sognante\u201d gli consente di tenersi alla larga da un banale<em>\u00a0Viaggio in Sicilia<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Sicilia passeggiata<\/em>\u00a0\u00e8 stato ottimamente tradotto in lingua spagnola da Miguel \u00c1ngel Cuevas, con il ricorso a un\u2019immagine di copertina pi\u00f9 graffiante \u2013 uno splendido panorama della citt\u00e0 di Ragusa \u2013 rispetto alle scontate cupole arabo-normanne di Palermo. Tra Consolo e Cuevas, fin dai tempi de\u00a0<em>La ferita dell\u2019aprile<\/em>, si era stabilito un rapporto molto cordiale, lo stesso che leg\u00f2 Jo\u00e3o Guimar\u00e3es Rosa a Edoardo Bizzarri, traduttore italiano di\u00a0<em>Grande Sert\u00e3o: Veredas<\/em>. Tanto \u00e8 vero che nell\u2019edizione dei Meridiani compare questa postilla, voluta da Consolo: \u201cRingrazio Miguel \u00c1ngel Cuevas, curatore della traduzione spagnola, per le puntuali segnalazioni che si sono rivelate preziose nell\u2019allestimento di questa nuova edizione della\u00a0<em>Ferita dell\u2019aprile<\/em>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il taglio \u2018passeggiato\u2019 e non \u2018smaniato\u2019 di\u00a0<em>Kore risorgente<\/em>\u00a0dipende, com\u2019\u00e8 naturale, dal progetto editoriale e dai destinatari del volume. Inizia dal primo approdo dei coloni greci, a Naxos presso l\u2019odierna Taormina, e di colonia in colonia procede fino alla necropoli preistorica di Pant\u00e0lica, luogo di \u201combre trasvolate verso la notte\u201d. Una volta Consolo si distese, quasi si immerse, in una di quelle grotte scavate nella roccia, volendo quasi fondersi in un rapporto panico e magico con il luogo, come aveva fatto a suo tempo l\u2019archeologo roveretano Paolo Orsi, e in tempo di guerra Ungaretti in una dolina del Carso. L\u2019itinerario prosegue nel Val di Noto, una delle tre partizioni storiche dell\u2019isola in epoca araba, con Val Demone e Val di Mazara, un\u2019area martoriata nei secoli da tremendi terremoti, il pi\u00f9 spaventoso dei quali nel gennaio 1693. Da queste distruzioni, tuttavia, come nel 1755 accadde alla Lisbona di Pombal, il territorio e la sua gente si ripresero nel giro di pochi anni, con la fioritura di un barocco architettonico senza uguali. Consolo narra anche le feste religiose di quest\u2019area, come quella in onore della Madonna delle Milizie, la Santa Madre guerriera di Scicli, in sella a un focoso cavallo, armata di spada e corazza, versione femminile del Santiago Matamoros di Compostela. Siracusa, vagheggiata come seconda patria da Consolo ragazzo, \u00e8 al centro di un\u2019attenzione speciale. Quando la passeggiata punta su Enna, si parla di Demetra e Kore, non ancora riemerse e risorte a Morgantina dopo il furto di alcuni clandestini, giusto negli anni di\u00a0<em>Kore risorgente<\/em>. Le opere, uscite illegalmente dall\u2019Italia, migrate attraverso e finite dopo la vendita in mano a personaggi eccellenti degli Stati Uniti, grazie alla tenacia di due archeologhe siciliane, sono trionfalmente rientrate alcuni anni fa per essere esposte nel Museo di Aidone. A Demetra e Kore si \u00e8 aggiunta ora una testa di Ade, identificata e rivendicata grazie a un ricciolo blu conservato nei magazzini del Museo di Aidone, che combacia perfettamente con la capigliatura della testa. Il gruppo madre-figlia-genero si \u00e8 cos\u00ec ricomposto, ma Kore, simbolo della primavera che torna, doppiamente risorgente, \u00e8 il simbolo consoliano di una Sicilia che si riscatta agli occhi del mondo grazie ai suoi figli migliori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Dal regno desolato del latifondo, punteggiato un tempo da miniere di zolfo e oggi conquistato per buona parte all\u2019agricoltura razionale, la passeggiata continua nella parte occidentale dell\u2019isola, dalla Agrigento della Valle dei Templi e di Pirandello, a Selinunte, a Segesta, al golfo di Imera, a Solunto, a Palermo, a Marsala, a Mozia, a Trapani, alle Egadi, luoghi questi ultimi celebrati in\u00a0<em>Retablo<\/em>\u00a0e illustrati da Consolo attraverso la corrispondenza immaginaria che il pittore milanese Fabrizio Clerici, controfigura del Clerici novecentesco, indirizza alla donna amata, poi andata sposa a Cesare Beccaria. Con in pi\u00f9 le tonnare, i ra\u00ecs, i loro sottoposti e la \u201ccamera della morte\u201d, dove i tonni, intercettati nel pieno della loro migrazione da oriente a occidente, sono arpionati ed estratti dall\u2019acqua con autentici corpo a corpo tra uomo e animale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ci\u00f2 che mi ha incuriosito, come siciliano residente nell\u2019entroterra di Cefal\u00f9 da qualche anno, \u00e8 l\u2019assenza totale, in questa passeggiata, di riferimenti geografici, storici ed emotivi a questa cittadina tanto celebrata da Consolo, suo luogo di villeggiatura nell\u2019adolescenza. Da qui \u00e8 partito il suo\u00a0<em>Grand Tour<\/em>letterario di Sicilia, durato una vita. In compenso Cefal\u00f9, con la sua Rocca e i suoi bastioni, compare in una delle tavole dell\u2019Atlante di Bonavides, pubblicate in\u00a0<em>Sicilia teatro del mondo<\/em>. Sembra quasi che Consolo, che era di Sant\u2019Agata Militello, abbia trascurato di passeggiare tra le bellezze e i monumenti della sua cittadina del cuore, che considerava \u201csua\u201d per esserne divenuto cittadino onorario (cfr.\u00a0<em>Note e notizie su Nottetempo<\/em>, casa per casa, in\u00a0<em>L\u2019opera completa<\/em>, p. 1389: \u201cQuesto \u00e8 un libro [\u2026] molto legato alla mia citt\u00e0, Cefal\u00f9\u201d). Cefal\u00f9 non rientra nella passeggiata forse anche per quell\u2019inconfessato vezzo dei viaggiatori, che descrivono un bel luogo ma tacciono di proposito sulle locande in cui hanno mangiato meglio, sull\u2019altura o la torre da cui hanno goduto il panorama pi\u00f9 bello. Eppure, per Consolo, Cefal\u00f9 segna il confine tra Sicilia punico-fenicia e Sicilia greca. \u00c8 la terra, si aggiunga, in cui HERAKLES convive con l\u2019Eracle dei Fenici, MELKART: se letti dai rispettivi alfabeti, sinistrorso il fenicio, destrorso il greco arcaico, i due nomi sono bifronti, quasi palindromi. La ragione del silenzio di Consolo risiede nella legittima riservatezza di autore di un romanzo in via di gestazione:\u00a0<em>Nottetempo, casa per casa<\/em>. Di quella gente, di quelle case, Consolo non parla. Cefal\u00f9 \u00e8 terra di passeggiate e smanie aristocratiche, diurne e notturne, dove i baroni non sono tutti uguali: da una parte, l\u2019apollineo Enrico Pirajno di Mandralisca del<em>\u00a0Sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>; dall\u2019altra, i baroni smaniosi di\u00a0<em>Nottetempo casa per casa<\/em>, dietro i quali si celano personaggi ancora ben presenti nel Gran Teatro della Memoria cefaludese, o cefalutana che dir si voglia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Miguel \u00c1ngel Cuevas, poeta e docente di Filologia italiana all\u2019Universit\u00e0 di Siviglia, traduttore appassionato di altri grandi nomi della letteratura italiana come Pirandello, Pasolini, Tomasi di Lampedusa, si \u00e8 dedicato intensamente a Consolo, privilegiando in quest\u2019ultimo caso il rapporto tra arti visuali e scrittura. Ha trascritto e sapientemente \u2018montato\u2019 in\u00a0<em>Conversaci\u00f3n en Sevilla<\/em>, titolo vittoriniano (La Carboneria, 2014), il risultato di alcune giornate di studio celebrative del settantesimo compleanno di Consolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In questa\u00a0<em>Sicilia paesada<\/em>\u00a0c\u2019\u00e8 molto di Vincenzo Consolo, artista raffinato e proteiforme: scrittore, viaggiatore, filologo, programmista, sceneggiatore, giornalista, \u201corafo della parola\u201d, come qualcuno lo ha definito. Come Vincenzo, anche Miguel \u00c1ngel, innamorato della Sicilia, \u00e8 raffinato e proteiforme nel suo abbinare la docenza universitaria all\u2019attivit\u00e0 di poeta autotradotto, viaggiatore, editor e scrittore. Ben venga dunque la sua traduzione, prezioso contributo allo sviluppo dei buoni rapporti culturali tra Sicilia e Spagna attraverso l\u2019opera consoliana, che all\u2019Universit\u00e0 di Valencia \u2013 dove di recente il volume \u00e8 stato presentato in occasione di una giornata di studi sul Novecento letterario italiano \u2013 si studia e commenta da tempo, grazie a Nicol\u00f2 Messina e a Irene Romera Pintor.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Alessandro Dell\u2019Aira<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi\u00e9rcoles, 14 Marzo 2018 Vincenzo Consolo,\u00a0Sicilia paseada, traducci\u00f3n y edici\u00f3n de Miguel \u00c1. 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