{"id":1628,"date":"2001-10-01T07:17:46","date_gmt":"2001-10-01T07:17:46","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1628"},"modified":"2018-03-09T10:28:06","modified_gmt":"2018-03-09T10:28:06","slug":"vincenzo-consolo-le-pietre-di-pantalica","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1628","title":{"rendered":"Vincenzo Consolo: Le pietre di Pantalica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Di cose terribili e di perdite senza rimedio, o di riappropriazioni quasi miracolose, Vincenzo Consolo parla nel suo recente libro <em>Le pietre di Pantalica, <\/em>ma il senso generale che ne emana \u00e8 quello di una strana, confidente dolcezza, di un respiro che permane giustamente ritmato, \u201csano\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo libro \u00e8 costituito come da un terriccio fresco di apporti estremamente variati, da cui direttamente cresce la vitalit\u00e0 pi\u00f9 intima dello \u201cscrivente\u201d, prima ancora che dello scrittore.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">L\u2019autore sta chino, tra schifo ed entusiasmo, tra gioie segrete o paralizzanti perplessit\u00e0, a scrivere un suo brogliaccio del tutto particolare; \u00e8 incerto su quanto vi si pu\u00f2 inserire, troppe altre cose premerebbero intorno, le voci degli altri si confondono con la sua stessa, in una continua (e seducente)\u00a0 metamorfosi, \u201csuggeriscono\u201d da chiss\u00e0 che anfratti del tempo e dello spazio, pur sempre inesorabilmente caratterizzato e delimitato come siciliano. Ma non \u00e8 questo un soliloquio, \u00e8 sempre un rivolgersi ai molti che sicuramente partecipano di una passione e di un\u2019aura; anzi \u00e8 quasi una preghiera rivolta a non si sa chi o che cosa, mormorata e insistente, interrotta da pause legate ad un loro tempo musicale, e in essa pare si salvaguardi almeno l\u2019unit\u00e0 dell\u2019io, di ogni \u201cio\u201d minacciato dall\u2019 oscura follia che irrompe fin dal primo stralunante racconto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ed \u00e8 il permanere di una giustizia-fiducia insite nel fatto stesso dello scrivere, che colma, fa spazio e fa riapparire radici. Il libro risulta quasi riportato al suo carattere di strato vegetale, tende a porsi quale parte del \u201clibro\u201d inconsumabile di un albero di tutti gli autentici viventi.\u00a0 E invano qui si cercherebbero progetti di fuga dal vero nel surreale programmato, o in ingegnose e angosciose analisi destinate a bruciare, per la loro inutilit\u00e0, i cervelli che le hanno generate, o in labirinti dei quali si sa e ris\u00e0 tutto, o nei referti antropologici \u201cin quanto tali\u201d, su una realt\u00e0 siciliana divenuta, nonostante le molte sue luci, sempre pi\u00f9 emblematica di una delle pi\u00f9 devastanti malattie della societ\u00e0 e della storia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Nemmeno \u00e8 in primo piano qui il problema del linguaggio, delle sue tecniche, riguardo ai quali temi Consolo ha gi\u00e0 dato prove della pi\u00f9 acuta consapevolezza. Il linguaggio\/lingua \u00e8 quello che \u00e8, se ne pu\u00f2 inventare uno ad ogni svolta di strada: ma, se si sta in questa sommessa assolutezza, \u00e8 incessante e lieve litania nella quale le pulsioni espressive, i\u00a0 soprassalti del dire, lessico o sintassi, non sono poi cos\u00ec importanti da dover costituire un\u2019ansia, un corruccio pagati per una conquista. Gli spostamenti si verificano tempestivi e i passi s\u2019infittiscono o cedono ad un trasognato riposo; cos\u00ec come il narrante, \u201cio\u201d o no che sia, e con i suoi diversi strati di esperienza (siciliana, ma pure milanese), entra ed esce dai personaggi o dai paesaggi, o dalle stratigrafie e dalle singolarit\u00e0, sfiorando con noncuranza preteriti trattati, appunto, di narratologia.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Si ritrovano allora temi quasi obbligatori della narrativa siciliana, dall\u2019arrivo degli americani, alle gi\u00e0 preistoriche occupazioni delle terre, fino alla grandiosa r\u0113verie in cui si intrecciano, nella mancata identificazione della tomba di Eschilo, il pi\u00f9 sottile pathos mistico e una quasi rabelaisiana, brutale comicit\u00e0; mentre passano, entrati in una loro leggenda, personaggi \u201ceponimi\u201d come Leonardo Sciascia, o l\u2019umile e amoroso antropologo Antonino Uccello, o il gran cantastorie Ignazio Buttitta, o, caro sopra tutti, Lucio Piccolo, lo straordinario poeta cugino del ben minore Lampedusa.\u00a0 E come in Verga (o Vittorini), sempre all\u2019orizzonte, compiono la loro bellissima parte quelle entit\u00e0 che sono i toponimi, liberi suoni che finiscono per dire di pi\u00f9 proprio a chi non pu\u00f2 riconoscervi i luoghi. Altrettanto trasudano succhi e sapori le parole che denotano piante, strumenti, oggetti, scorrenti tra dialetto, italiano e manuale scientifico, spesso e in diversi modi obsolete, e con un tale aroma-afrore di memoria, o perfino di necessario vuoto di-presenza, da non far muovere la mano di chi legge verso vocabolari e simili.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Ma il momento pi\u00f9 alto del libro \u00e8 quello in cui il bambino malato, in villeggiatura su verso i monti, incontra la selvatica fatina Amalia, una ragazzina che lo porta dietro porci e capre al pascolo nel bosco e rivela, anzi inventa, i nomi di ogni cosa in una sua lingua personale, \u201cma Amalia conosceva altri linguaggi: quello sonoro, contratto, illitterato con cui parlava alle bestie\u201d, e poi tanti dialetti, e i nomi propri dei singoli animali. Varrebbe la pena di riportare tutto un campionario del fascinoso impero linguistico di Amalia: che sa essere anche dura con l\u2019amico, che lo trascina a piedi scalzi per \u201czolle, sterpi, rovi, cespugli di spino agrifoglio ampelodesmo\u201d e lo trasforma, iniziandolo alla vita vera e forse anche alla vita vera della scrittura che egli svilupper\u00e0 da adulto.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Altrettanto sconvolgente, al punto opposto di tanta libert\u00e0 ormai remota, \u00e8 quello da cui si frana nell\u2019oggi, in una Palermo che trasuda pus e disgregazione: \u201cQuesta citt\u00e0 \u00e8 un macello, le strade sono <em>carnezzerie<\/em> con pozzanghere, rivoli di sangue coperti da giornali e lenzuola\u201d. E, in un incubo da <em>Blade Runner<\/em>, che pare proiettarsi sempre pi\u00f9 dilatato dentro il futuro, la citt\u00e0 appare come \u201cfebbre, schiuma velenosa di furia omicida, mentre ristagna su di essa un\u2019enorme nuvola compatta, il fumo dei rifiuti che bruciano sopra Bellolampo\u201d.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Consolo chiude improvvisamente, o meglio lascia sospeso il discorso su una storia marinaresca (vera) se mai ancora pi\u00f9 cupa, in cui si affacciano le violenze senza fine che vengono esercitate sul terzo mondo, sotto l\u2019occhio di un giovane siciliano, marinaio per caso, che torna avvilito al paese. Ma non pu\u00f2 disperare l\u2019autore di quest\u2019opera tanto amara quanto abbarbicata a quella minima letizia che viene dal sentire in cuore il pullulare di una lingua che fa di per s\u00e9 sopravvivere.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"color: #333399;\"> Andrea Zanzotto<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #333399;\"> \u201cScritti sulla letteratura \u201c pag.308<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #333399;\"> Aure e disincanti nel Novecento letterario.<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #333399;\"> Letteratura Oscar Saggi Mondadori<\/span><br \/>\n<span style=\"color: #333399;\"> Ottobre 2001<br \/>\nnella Foto Andrea Zanzotto<br \/>\n<a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/04-scan_1_10ok-copia-copy.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1629\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/04-scan_1_10ok-copia-copy-300x200.jpg\" alt=\"04-scan_1_10ok-copia-copy\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/04-scan_1_10ok-copia-copy-300x200.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/04-scan_1_10ok-copia-copy.jpg 500w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><br \/>\n<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>* Di cose terribili e di perdite senza rimedio, o di riappropriazioni quasi miracolose, Vincenzo Consolo parla nel suo recente libro Le pietre di Pantalica, ma il senso generale che ne emana \u00e8 quello di una strana, confidente dolcezza, di un respiro che permane giustamente ritmato, \u201csano\u201d. \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Questo libro \u00e8 costituito come da un &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1628\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Vincenzo Consolo: Le pietre di Pantalica<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[7,144],"tags":[425,471,19,472,221,20,470,40,29,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1628"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1628"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1628\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1634,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1628\/revisions\/1634"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1628"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1628"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1628"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}