{"id":1601,"date":"2012-01-15T10:17:31","date_gmt":"2012-01-15T10:17:31","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1601"},"modified":"2017-11-30T10:44:47","modified_gmt":"2017-11-30T10:44:47","slug":"gualberto-alvino-la-lingua-di-vincenzo-consolo-nuova-edizione-riveduta-e-corretta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1601","title":{"rendered":"Gualberto Alvino La lingua di Vincenzo Consolo* Nuova edizione riveduta e corretta"},"content":{"rendered":"<p>Esattamente tre lustri or sono pubblicai prima su \u00abItalianistica\u00bb,1 poi in una raccolta di stud\u00ee di materia siciliana,2 una ricognizione linguistico-stilistica ad ampio raggio dell\u2019opera consoliana maggiore giovandomi, quanto al lessico, dei repertor\u00ee allora disponibili. La successiva uscita degli ultimi volumi del Grande Dizionario della Lingua Italiana3 e del Vocabolario Siciliano, 4 le infinite risorse offerte in s\u00e9guito dalla rete e l\u2019avanzamento degli stud\u00ee, all\u2019epoca poco pi\u00f9 che germinali, mi consentono oggi, oltrech\u00e9 di emendare refusi e imprecisioni, di perfezionare alcune proposte interpretative fondandole su solide basi scientifiche. Ringrazio Alfredo Stussi dei preziosi consigli e Salvatore C. Trovato per la sua cordiale e competente disponibilit\u00e0. A Ghino Ghinassi e Giovanni Nencioni, che vollero generosamente e affettuosamente assistermi durante la prima stesura del lavoro, un pensiero commosso e riconoscente di qua dalla soglia. Roma, 15 gennaio 2012 * * * verticalizzarlo [il romanzo], caricarlo di segni, spostarlo verso la zona della poesia, a costo di farlo frequentare da \u201cfelici pochi\u201d. VINCENZO CONSOLO 1. Meraviglia che la critica pi\u00f9 avvertita sia sempre stata perfettamente unanime nell\u2019assegnare alla prosa narrativa di Vincenzo Consolo un luogo mediano tra le turbinosit\u00e0 espressive delle scritture macaroniche e il lucido razionalismo nutrito di passione storico-politica avente in Leonardo Sciascia l\u2019interprete egregio. In verit\u00e0, se l\u2019oltranza dei procedimenti e la speciosit\u00e0 dell\u2019ammasso verbale non possono non richiamare alla tradizione composita che dall\u2019eclettismo comico-caricaturale del Dossi, attraverso gl\u2019impasti di Giovanni Faldella, mena direttamente all\u2019officina gaddiana,5 * Da G. Alvino, La parola verticale. Pizzuto, Consolo, Bufalino, pref. di Pietro Trifone, in corso di stampa per l\u2019Editore Loffredo di Napoli nella collana \u00abStudi di italianistica\u00bb, diretta da Claudio Giovanardi. 1 \u00abItalianistica\u00bb, XXVI, 2, 1997, pp. 321-33. 2 G. Alvino, Tra linguistica e letteratura. Scritti su D\u2019Arrigo, Consolo, Bufalino, introd. di Rosalba Galvagno, \u00abQuaderni Pizzutiani IV-V\u00bb, Roma-Palermo, Fondazione Pizzuto, 1998, pp. 61-101. 3 Grande Dizionario della Lingua Italiana, fondato da Salvatore Battaglia, poi diretto da Giorgio B\u00e0rberi Squarotti, 21 voll., Torino, UTET, 1961-2002. 4 Vocabolario Siciliano, fondato da Giorgio Piccitto, a cura di Giovanni Tropea (il V vol. a cura di Salvatore C. Trovato), 5 voll., Catania-Palermo, Centro di studi filologici e linguistici siciliani-Opera del Vocabolario siciliano, 1977-2002. 5 Operando le debite distinzioni, come avvisa Cesare Segre: \u00abConsolo va certo avvicinato [&#8230;] a un altro grande romanziere plurivoco e pasticheur, al massimo anzi del nostro Novecento, Gadda. Essi hanno in comune la voracit\u00e0 linguistica, la capacit\u00e0 di organizzare un\u2019orchestra di voci, il risultato espressionistico. Tuttavia [&#8230;] c\u2019\u00e8 una differenza sostanziale: la plurivocit\u00e0 di Gadda ha sempre una carica polemica. Gadda irride ai rappresentanti della societ\u00e0 di cui parla citando o deformando i suoi ideologemi [&#8230;]. Consolo realizza soprattutto un , 5 nulla parrebbe confermare la reale consistenza della seconda ipostasi, salvo l\u2019insistita, a tratti viscerale accentuazione tematica di alcuni passaggi nelle opere pi\u00f9 lodate e le numerose dichiarazioni programmatiche dello stesso autore (circa le quali dovr\u00e0 quantomeno invocarsi il pi\u00f9 ampio beneficio di inventario): E fare lo scrittore allora, per quelli della mia generazione, significava una cosa sola: indagare e testimoniare la realt\u00e0, fare lo scrittore sociale. [&#8230;] Io credo nel significato non solo letterario ma storico, morale, politico di questa ricerca. Io cerco di salvare le parole per salvare i sentimenti che le parole esprimono, per salvare una certa storia.6 Un tratto indubbiamente significativo, che tuttavia, alla luce d\u2019una ricognizione esauriente, non tarda a confessare la propria indole strumentale, quando non esattamente pleonastica. Il molto celebrato engagement del Nostro meriterebbe, infatti, finalmente studio. Alcuni specimini della sua modestia sociologica: E cos\u2019\u00e8 stata la Storia sin qui, egregio amico? Una scrittura continua di privilegiati. [&#8230;] Ed \u00e8 impostura mai sempre la scrittura di noi cosiddetti illuminati, maggiore forse di quella degli ottusi e oscurati da\u2019 privilegi loro e passion di casta (SIM 96-97) Ma che siamo noi, che siamo? [&#8230;] Formicole che s\u2019ammazzan di travaglio in questa vita breve come il giorno, un lampo. In fila avant\u2019arriere senza sosta sopra quest\u2019aia tonda che si chiama mondo, carichi di grani, paglie, p\u00f9liche, a pro\u2019 di uno, due pi\u00f9 fortunati. E poi? Il tempo passa, ammassa fango, terra sopra un gran frantumo d\u2019ossa. E resta come segno della vita scanalata, qualche scritta sopra d\u2019una lastra, qualche scena o figura (Le pietre di Pantalica, Milano, Mondadori, 1990, pp. 73-74) Lingua della cultura come mezzo di sfruttamento dell\u2019uomo sull\u2019uomo; fugacit\u00e0 e insensatezza del vivere subalterno; esecrazione del privilegio sociale; glorificazione degli umili e degli oppressi, catafratti nella santit\u00e0 della loro negletta tribolazione: articolare l\u2019esegesi sopra un cos\u00ec dimesso regesto di t\u00f2poi equivale a snaturare la cifra autentica, e finora esclusiva, dell\u2019arte consoliana, tutta inscritta nel radicale, sdegnoso rifiuto d\u2019una convenzione linguistica giudicata insieme sintomo e causa dell\u2019attuale decadenza morale, civile e culturale. Se, poi, a tal rifiuto corrisponda un sempre risorgente rigoglio inventivo anzich\u00e9 una innocua iterazione di forme e stilemi \u00e8 questione vitale e centralissima che sarebbe urgente dirimere. Fin dalla prima comparsa7 la portata dell\u2019operazione fu d\u2019altronde s\u00f9bito patente: rara perizia nell\u2019amministrazione della cosa linguistica; ripudio dei modelli narrativi convenzionali \u2013 segnatamente del genere romanzo \u2013, con la conseguente attivazione d\u2019uno sperimentalismo convulso, non immune da tentazioni eversive; esuberanza dell\u2019elemento retorico con annessa eterogeneit\u00e0 degli ingredienti cromatici; intrepida accostamento vivacissimo, materico di materiali fonici, lessicali, sintattici [&#8230;]. Si colgono spesso movenze ironiche o parodiche, ma sono equamente indirizzate al mondo ritratto\u00bb (La costruzione a chiocciola nel \u00abSorriso dell\u2019ignoto marinaio\u00bb di Vincenzo Consolo, in Id., Intrecci di voci. La polifonia nella letteratura del Novecento, Torino, Einaudi, 1991, pp. 71-86, alle pp. 85-86). 6 V. Consolo, \u00abLeggere\u00bb, II, 1988, pp. 8-15. 7 La ferita dell\u2019aprile, Milano, Mondadori, 1963, poi Torino, Einaudi, 1977, edizione cui si fa riferimento con la sigla FA. Questo l\u2019elenco delle altre opere narrative maggiori qui sottoposte ad esame, con le relative abbreviazioni: Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, cit. (SIM); Retablo, Milano, Mondadori, 1992 (R); Nottetempo, casa per casa, Milano, Mondadori, 1994 (NCC); L\u2019olivo e l\u2019olivastro, Milano, Mondadori, 1994 (OO).\u00a0 mescolanza di codici; esaltazione del livello fonosimbolico, esibito come pura virtualit\u00e0, crudo istituto, citazione culturale; preponderanza dell\u2019interesse formale congiunta al pi\u00f9 sfrenato edonismo pluristilistico. Un\u2019olla podrida ribollente di tensioni difformi, talora esorbitanti da una schietta urgenza poetica, su cui incombe costantemente il pericolo del feticismo lessicale, del funambolismo sintattico e, se si potesse dire, della glottolatria. Di questo converr\u00e0 qui discutere (in prospettiva diacronica \u2013 se s\u2019indulge all\u2019inevitabile ricorsivit\u00e0 delle notazioni analitiche \u2013, cos\u00ec da ripercorrere passo passo un itinerario discontinuo e talora eclatantemente contraddittorio), tenendo fermo che scrittori come Consolo \u2013 pur tutt\u2019altro che inappuntabili, come vedremo, da ogni rispetto \u2013 costituiscono una risorsa preziosa e vitale per la prosa letteraria italiana, oggi pi\u00f9 che mai in profondissima crisi. 2. Nell\u2019intento di levare a dignit\u00e0 storica e letteraria l\u2019oralit\u00e0 mutevolissima e transeunte d\u2019un popolo, il siciliano, in odore di mitico emblema tradizionale (l\u2019impianto apparentemente naturalistico tradisce un ruolo in fatto sovrastrutturale), la compagine linguistica di FA \u2013 conformemente alle estetiche della verisimiglianza espressiva in voga negli anni Sessanta \u2013 \u00e8 orientata in direzione decisamente demotica anzitutto sul piano dello stile. Oltre alla sistematica, seppur tenuemente indicativa, predilezione di parere e pigliare contro sembrare e prendere, colpisce la disseminazione capillare d\u2019un indiretto libero debordante nel monologo interiore, finalizzato non solo a una mimesi del parlato di forte suggestione, ma alla disgregazione della voce narrante in una coralit\u00e0 impersonale e acremente lirica: S\u2019era inventato l\u2019arte delle lame: rubava chiodi di mulo ai maniscalchi e il resto lo faceva la rotaia col treno che passava; brillavano al sole che parevano d\u2019argento, con cinque lire pretendi pure il manico? allatta qua, gioia di mamma (54) E poi: quella scritta andava in alto, sopra la corona, o ai piedi dell\u2019altare? Tra loro, se la sbrigassero tra loro, Squillace Costa il sorvegliante Seminara, io l\u2019altarino lo vedr\u00f2 bell\u2019e conciato: dimoro, dimoro qua, alla marina (113) Diffusissime le tematizzazioni, sia nel discorso diretto che in quello autoriale, intese a riprodurre la corposa immediatezza del milieu sociale rappresentato: \u00abM\u00f9stica i temi li faceva buoni\u00bb 16, \u00abAveva due valige e la leggera gliela portavo io\u00bb 27, \u00abtutto lo spirito se l\u2019era messo nella tasca dietro\u00bb 41. (Si noti che ai nostri fini il rapporto fra stratificazione delle voci e resa verbale \u00e8 del tutto ininfluente, non solo in quanto \u00abl\u2019orchestra che il narratore dirige \u00e8 composta di una sola voce infinite volte rifratta: la sua\u00bb,8 ma soprattutto perch\u00e9 in Consolo l\u2019incursione del diegetico nel dialogico e il conseguente assoggettamento linguistico del personaggio da parte del narratore sono legge). Di egual segno le duplicazioni di moto rasente luogo, di matrice dialettale9 8 Cesare Segre, Polifonia e punto di vista nella comunicazione letteraria, in Id., Intrecci di voci, cit., p. 5. 9 Nell\u2019accezione proposta da Bruno Migliorini, Lingua d\u2019oggi e di ieri, Caltanissetta-Roma, Sciascia, 1973, \u00a0(\u00abSbucarono dalla testa del faro le barche riva riva\u00bb 61, \u00abe, muro muro, me n\u2019andai fuori\u00bb 130) o adibite a mansioni elative, non solo a livello avverbiale e aggettivale ma perfino di verbo e sostantivo, con esiti cromatici notevoli: \u00abSoffrigge presto presto la cipolla\u00bb 89, \u00abE si mise teso teso, quasi sull\u2019attenti\u00bb 14, \u00abCon la funzione che dura dura, sempre fermi\u00bb 5, \u00abSolo una tralign\u00f2, a que\u2019 morti morti dove si trova\u00bb 110 (sic. a ddi morti morti unni si t\u0323r\u0323ova). Non meno rilevante l\u2019articolato complesso delle opzioni sintattiche. Spicca su tutte l\u2019uso dell\u2019indicativo in luogo del congiuntivo (\u00abC\u2019era bisogno che s\u2019angustiava tanto?\u00bb 19, \u00abc\u2019era sempre quella palma nana nana che pareva si seccava\u00bb 27), ancorch\u00e9 non manchino casi in avverso, a testimoniare la stridente compresenza di livelli incompatibili (nel secondo esempio ulteriormente marcata dall\u2019omissione del che completivo, estranea al registro popolare): \u00abSi mise a raschiare e a tossire, poveretto, che pareva avesse i gatti dentro il petto\u00bb 10, \u00abFilippo non volle lo aiutassi\u00bb 28. Se caratteristico del siciliano \u00e8 il perfetto con valore di passato prossimo (\u00abNon sei cangiato. Quando tornasti?\u00bb 44, \u00ab[&#8230;] queste cose si tengono in panza, capisti?\u00bb 45), panmeridionale \u00e8 l\u2019uso di come a \u2018come\u2019 (\u00abpareva un caruso come a noi\u00bb 27) e la sostituzione di da con di nelle espressioni del tipo \u00abvestito di maggiore\u00bb 81. Ampiamente profusa la ridondanza pronominale (\u00abA Tano Squillace gli mor\u00ec il pap\u00e0\u00bb 21, \u00abSeminara pareva gli era morto a lui\u00bb 21) e l\u2019uso del ci attualizzante, talora con agglutinazioni grafiche proprie della scrittura popolare (\u00abgli alza la maglia e che ci\u00e0 per la vita?\u00bb 94), nonch\u00e9 l\u2019impiego affettivo-intensivo del pronome: \u00abmi do la licenza magistrale e me ne vado\u00bb 38, \u00abmi leggevo un manifesto\u00bb 117. Tra i provvedimenti topologici la collocazione postnominale del possessivo (\u00abscancell\u00f2 Sara e ci mise la firma sua\u00bb 21) e il pi\u00f9 fragrante dei sicilianismi: l\u2019ubicazione clausolare del verbo: \u00ablo stesso odore avete, tutta la casa lo stesso odore ha\u00bb 19-20, \u00abtutti cristiani siamo, tutti uniti dobbiamo stare\u00bb 57, \u00abLa prima volta era?\u00bb 63. In \u00e0mbito morfosintattico si evidenziano una serie di locuzioni d\u2019area siciliana, quali a cangio \u2018invece\u2019 (\u00abla poteva accontentare a cangio di smaniare ogni sera\u00bb 65), a uso \u2018come\u2019 e a uso che \u2018come se\u2019 con l\u2019indicativo: \u00abcombinata a uso signorina\u00bb 92, \u00abinginocchiato, a uso che pregavo\u00bb 11. Largamente rappresentati alcuni popolarismi di natura morfologica. Oltre al ci dativo polivalente (\u00abO guardaci la roba che ci portarono i mericani a tua sorella!\u00bb 15), forme comico-analogiche di coniugazione (\u00abprotestava che da solo la puoteva\u00bb 28, \u00abSe qualche signore vuol toccare [&#8230;], s\u2019accomodisca\u00bb 50) e un tratto tipico dell\u2019oralit\u00e0 siciliana: la preposizione articolata scissa: \u00abCercai Fil\u00ec [&#8230;] a la marina\u00bb 130-31. Assai pi\u00f9 variegato il bottino fonetico: dall\u2019elisione caricaturale della lingua aulica (\u00abculo grosso com\u2019un avvocato\u00bb 74, \u00ablo scruta con ansia mentr\u2019egli odora\u00bb 89) all\u2019aferesi vocalica \u2013 con oscillazioni nell\u2019uso dell\u2019apostrofo \u2013 e sillabica nel dimostrativo (\u00abna cavallina in caldo\u00bb 18, \u00ab\u2013 Qua, alla bocca dell\u2019anima, ci\u00f2 sempre \u2019na vampa\u00bb 99, \u00abnon capivano ste cose\u00bb 15) alla preferenza accordata a forme tipo que\u2019, de\u2019 ecc., in posizione non solo avantonica: \u00abque\u2019 stronzi\u00bb 26, \u00abque\u2019 bastardi\u00bb 47, \u00abla p. 314. 9 \u00a0connivenza de\u2019 pezzi da novanta\u00bb 71, \u00ab[&#8230;] se\u2019 tutto bagnato\u00bb 137. Ma la tastiera di Consolo \u00e8 inesauribile: non una nota, non una sfumatura tonale tace all\u2019appello. Ed ecco, all\u2019opposto versante del preziosismo e della suggestione letteraria, l\u2019imponente investimento della convenzione metrica: un connotato originalissimo che riscontreremo in tutte le opere successive.10 Il primato spetta all\u2019endecasillabo, isolato o in gruppi, ma non \u00e8 raro imbattersi in catene variamente misurate, sempre al governo d\u2019una intenzionalit\u00e0 calcolatissima e sapiente: sia attraverso inversioni funzionali (\u00ab[&#8230;] il baffo me lo taglio, e le basette\u00bb 32, \u00abAccanto le sedeva suo nipote\u00bb 47) sia mediante apocopi sillabiche o forme sintetiche desuete della preposizione articolata: \u00abAll\u2019istituto i preti han gi\u00e0 le cotte\u00bb 90, \u00abIl padre di Mer\u00ec ha la dentiera, \/ le scarpe troppo lunghe pel suo piede, \/ la donna con i serpi e la coccarda \/ all\u2019occhiello della giacca \/ che gli cade sotto il culo\u00bb 71.11 Come s\u2019\u00e8 visto, il secondo campione \u00e8 nettamente scandito in una sequenza di tre endecasillabi e due ottonar\u00ee, anche col sussidio della punteggiatura ritmica. Esemp\u00ee del genere sono regolarmente distribuiti: sfinita per il pianto e per le grida: \/ pareva il pavimento l\u2019inghiottiva, \/ molle com\u2019era^e abbandonata \/ senza respiro, senza movimento (64) gambe invischiate lente a trascinarsi, \/ schiene ricurve sotto il cielo basso, \/ la mano gonfia con le dita aperte; \/ il gallo sul pollaio \/ che grida per il nibbio \/ e il cane che risponde petulante. \/ Il cane e un altro cane e tutti i cani (69) si portano nel sole a scatarrarsi, \/ a togliersi l\u2019inverno dalle ossa, \/ disegnano il terreno col bastone, \/ spaventano l\u2019uccello e la lucertola. \/ Le donne sui balconi, alle finestre (73) Lo scampanio entr\u00f2 dalla finestra, \/ era la chiesa vecchia e la Matrice, \/ lontane quelle sorde all\u2019istituto, \/ fiaccate dalle schegge. \/ Il mezzogiorno a festa \/ dura quanto di notte \/ l\u2019allarme per il fuoco \/ o per le barche a mare (100) Le mine son le nespole mature \/ ed i baccelli gonfi delle fave [si noti come l\u2019apocope sillabica nel primo \u201cverso\u201d e la dentale eufonica nel secondo obbediscano a precise necessit\u00e0 mensurali] (115) Il tessuto fonico si presenta oltremodo ricco e composito. Rime e quasi-rime (\u00abCi vuole poco ormai per la sera, il sole se ne cal\u00f2 a Puntalena e l\u2019aria da grigia comincia a farsi nera\u00bb 93, \u00absi sbotton\u00f2 il cappotto ed era nudo SOTTO\u00bb12 133, \u00abe allora si scosse, s\u2019accorse\u00bb 65), assillabazioni, giochi allitterativi e parallelismi ingegnosi (\u00abbuio fitto, fino al paese a filo\u00bb 31, \u00abcoi piatti i timpani i triangoli i tamburi, le trombe a tutto fiato\u00bb 78, \u00ab\u2013 Mia madre mi mor\u00ec, \u2013 mi disse piano\u00bb 114, \u00abuna luna e l\u2019altre allato due stelle\u00bb 134) appesantiscono la scrittura fin quasi a vanificare la tensione narrativa in un\u2019adorazione estenuata del significante. Ma \u00e8 in campo sintattico che letterariet\u00e0 e preziosismo vengono perseguiti col pi\u00f9 massiccio spiegamento di forze. Le enumerazioni asindetiche con eliminazione della punteggiatura (\u00abL\u2019avanzata i cannoni i guastatori i lanciafiamme; la ritirata la steppa il 10 I primi a rilevarlo, in un prezioso studio mirato a SIM, furono Alessandro e Mughetto Finzi, Strutture metriche nella prosa di Vincenzo Consolo, \u00abLinguistica e letteratura\u00bb, III, 2, 1978, pp. 121-35. 11 Scansione nostra, come nei successivi lacerti. 12 Maiuscolo nel testo. 10 OBLIO II, 5 freddo la fame\u00bb 12, \u00abGetsemani la cena le cadute la croce lo spasimo il tabuto\u00bb 90-91); il costrutto impersonale preceduto dal pronome di 4\u00aa persona (\u00abe noi tutti s\u2019andava al catechismo\u00bb 48); la costruzione assoluta del complemento di qualit\u00e0: \u00abguardava oltre, gli occhi alti e fissi\u00bb 29, \u00abGes\u00f9, cuore infiammato su tunica bianca\u00bb 55. Due gli aspetti morfologici eminenti: la riduzione dell\u2019imperfetto di 3a persona (\u00abe il Costa ch\u2019avea portato il braccio avanti\u00bb 6, \u00abla buss\u00ecca che gli crescea davanti\u00bb 87) e la preposizione articolata sintetica: \u00abmormorava pei trasferimenti\u00bb 27, \u00abse ne partiva pel bosco a far carbone\u00bb 37-38. Tra i fatti fonetici, se s\u2019ignora l\u2019unico caso di prostesi (\u00abper isbaglio\u00bb 108), impiegatissima l\u2019apocope vocalica facoltativa, sempre rigorosamente preconsonantica (\u00abmi mand\u00f2 al salone a far le saponate, poi il sarto, ad infilar le aguglie e levar l\u2019imbastiture\u00bb 34-35, \u00abper me l\u2019avevan fatto\u00bb 74), e l\u2019osservanza d\u2019un tratto toscoletterario quale la regola del dittongo mobile: \u00abmoveva le dita tra i ceci\u00bb 29, \u00abe il mulo non moveva un piede\u00bb 97. \u00c8 per\u00f2 nel reparto lessicale che l\u2019espressivismo cruento ed estremistico di Consolo si libera nella pi\u00f9 ampia e fastosa gamma d\u2019articolazioni: recupero di parole antiche o disusate,13 neologismi d\u2019autore, e soprattutto adattamenti di vocaboli dialettali, in netta prevalenza siciliani.14 3. \u00abCome sono raffigurati i pensieri nel Sorriso dell\u2019ignoto marinaio? V\u2019\u00e8 una inarrestabile discesa spiraliforme dal palazzo del barone Mandralisca e dalla buona societ\u00e0 in cui si congiura contro i Borboni [&#8230;] all\u2019eremo di Santo Nicol\u00f2, alla combriccola di Santa Marec\u00f9ma, sino ai villici e braccianti di Alc\u00e0ra Li Fusi [&#8230;]; le volute diventano gironi infernali con la strage di borghesi perpetrata ad Alc\u00e0ra [&#8230;] e bolgia ancora pi\u00f9 fonda quando nelle carceri sotterranee di Sant\u2019Agata vengono racchiusi i colpevoli [&#8230;]. Questa discesa \u00e8 anche linguistica: al sommo c\u2019\u00e8 il linguaggio vivido e barocco dei primi capitoli; negli inferi [&#8230;] le scritte compendiarie dei prigionieri [&#8230;]. Ma questi due estremi linguistici e le realizzazioni intermedie non si sovrappongono a strati, bens\u00ec alternano o si mescolano, sempre secondo uno schema elicoidale\u00bb.15 Siamo, \u00e8 evidente, agli antipodi della prova esordiale: una lingua in costume d\u2019epoca stratificata di multiformi varianti stilistiche ma ruotante sul cardine della soggezione fonoprosodica e d\u2019un cultismo latineggiante lussuosamente drappeggiato. Si legga un dialogo come il seguente, frazionato in limpide unit\u00e0 melodico-semantiche da coro greco: \u2014 \u00c8 aceto, malicarni, aceto! \u2014 Aceto? \u2014 Aceto? \u2014 Miracolo! 13 Accanire, p. 124 rigo 1; chiocco 9726; fragoso 1054 ; lontanarsi 589 ; sgravo 5618; spantarsi 1154 ; sprovare 3418, ecc. 14 Cfr., infra, Coniazioni originali e Dialettalismi. 15 Cesare Segre, La costruzione a chiocciola, in Id., Intrecci di voci, cit., p. 81. \u00a0Il romito \u00e8 santo! \u2014 Ha stracangiato l\u2019acqua nell\u2019aceto! \u2014 Frate Nunzio beato! \u2014 Sulla trazz\u00e8ra ebbe la visione. \u2014 E url\u00f2 di piacere e meraviglia. \u2014 E perse i sentimenti. \u2014 E il controllo di sfintere. (62) o si soppesi l\u2019esibita maestria di certe manipolazioni soprasegmentali (\u00abdentro la barca, tra barca e barca, tra barca e banchina\u00bb 27, \u00abuna greca creta cotta di fattura liparitana\u00bb 95) e la segnalata subordinazione dei contenuti-significati al conglomerato formale risalter\u00e0 perentoria, come lo stesso Segre dov\u00e9 rilevare (pur con la titubanza dovuta al fondamentale apprezzamento d\u2019un valore inconcutibile) nelle conclusioni del saggio citato, l\u00e0 dove si afferma che \u00ab\u00e8 difficile respingere l\u2019impressione di un certo manierismo o barocchismo nei risultati formali. Questo manierismo (o barocchismo) \u00e8 probabilmente inteso a far esplodere il linguaggio medio, spingendolo contemporaneamente verso i livelli pi\u00f9 alti e quelli pi\u00f9 bassi dello spazio linguistico. Ci\u00f2 non toglie che il fascino della pagina di Consolo stia proprio (o anche) nella sua ardua giunzione con i principi enunciati\u00bb.16 Assoluzione con riserva che non si esiterebbe un istante a controfirmare se solo fosse dato sottrarsi alla oggettiva constatazione che \u00abC\u2019\u00e8 sempre un di pi\u00f9 d\u2019indugio, un edonismo fonico-lessicologico in questa, come in ogni scrittura cos\u00ec densa\u00bb.17 Densa e opulenta fino al parossismo. A partire dalla strabordante congerie delle manovre topologiche, prevalentemente fomentate da una vocazione musicale altrettanto esteriore quanto incontenibile. Sia la dislocazione degli epiteti (\u00aburlanti parimenti e agitati\u00bb 27) e l\u2019inversione del soggetto (\u00abSembrava, quella, una tovaglia stramba\u00bb 45, \u00abS\u2019abbracciarono i due amici sulla scala\u00bb 71); l\u2019iperbato \u2013 talora violentato fino alla sinchisi \u2013 e il collocamento del verbo in clausola (\u00abE gli occhi aveva piccoli e puntuti\u00bb 5, \u00ab\u2013 Chi \u00e8, in nome di Dio? \u2013 di solitaria badessa centenaria in clausura domanda che si perde nelle celle\u00bb 8, \u00abniente da invidiare aveva\u00bb 83, \u00abcastello a carcere adoprato che il principe Galvano visitare mi fece\u00bb 114); la posposizione latineggiante del possessivo (\u00abcovava un amore suo\u00bb 3, \u00abil padre suo tornato d\u2019oltretomba\u00bb 114) e il legato aggettivo etnico\/relazionale-sostantivo (\u00absveva discendenza\u00bb 99, \u00absolare luce\u00bb 119) o la tmesi servile-infinito e ausiliare-participio (\u00abE narrar li vorrei siccome narrati li aver\u00eca un di quei rivoltosi\u00bb 96); sia, infine, l\u2019enclisi pronominale, con risultati parodistici in tutto gratuiti nella loro inaudita amplificazione: \u00abscogli, sui quali infrangonsi di tramontana i venti e i marosi\u00bb 4, \u00abe gi\u00f9 per funi calaronla\u00bb 82, \u00abe il territorio popolossi\u00bb 116, \u00abfaceala, a mio giudizio, ingrandire\u00bb 116. L\u2019ordito sintattico \u00e8 tendenzialmente scabro, nervoso, fratto in blocchi asindetici nominali o in membri paratattici modulati da filze d\u2019infiniti con funzione vivacizzante: Luccich\u00eco, al vacillare de\u2019 moccoli, dei manici di rame del tabuto, piedi a zampe di grifo, impugnatore d\u2019oro a raggera sul manto di velluto nero di sette spade nel cuore di Maria, spalancati occhi d\u2019argento, occhio fisso, 16 Ivi, p. 86. 17 Ivi, p. 85. 12\u00a0 occhi, cuori fiammanti, canne a salire e scendere d\u2019ottone sopra l\u2019organo. Oltre i lumi, nell\u2019ombra del soffitto e delle mura, precipitare di teschi digrignanti, voli di tibie in croce, guizzare di scheletri da sotto lastre, sorgere da arche, avelli, scivolare da loculi, angeli in diagonale con ali di membrana che soffiano le trombe (65) Frequentissime le enumerazioni caotiche, in cui l\u2019eliminazione della punteggiatura \u2013 o il suo esasperato impiego \u2013 produce esiti poco meno che ossessivi: dritti soprusi abusi angherie e perangherie &#8230; (testatico sopra ogni animale da soma che carico di cereali arriva a Cefal\u00f9, dritto del macello cio\u00e8 sopra ogni bove porco e altro animale che si macella, decima sulla calce, decima sopra tutte le terre cotte, decima sulle produzioni ortilizie e sulle trecce d\u2019agli, decima sulla manifatturazione e immissione delle scope, grana sopra legno e carbone, duodecima sopra vini mostali, dritto di dogane di mare e di terra cio\u00e8 d\u2019ancoraggio falangaggio e plateatico, decima sopra il pesce cio\u00e8 sarde acciughe e pesce squamale, dritto di terragiolo (15) Anche presente la sillessi tosco-letteraria e del tipo \u00abCe n\u2019\u00e8 tanti\u00bb (61) e consistente nel costrutto impersonale introdotto dal pronome di 4\u00aa persona: \u00abLa cosa pi\u00f9 sensata che noi si possa fare\u00bb 98. Ma due i maggiori fatti sintattici conferenti all\u2019impaginazione testuale una togata patina classicheggiante: il participio presente con valore verbale (\u00abalte flessuose palme schiudenti le vulve delle spate\u00bb 6, \u00abverdi chiocciole segnanti sulla pietra strie d\u2019argento\u00bb 6) e la costruzione assoluta del complemento di qualit\u00e0: \u00abSchiuma l\u2019eremita, voce raggelata nella gola, sudore e tremito tremendo nelle ossa\u00bb 61. A livello morfosintattico, oltre al violento arcaismo rappresentato dal gerundio retto da in (\u00abma, in guardandolo, colui mostravasi uno strano marinaio\u00bb 5), l\u2019articolo determinativo in forma debole dinanzi a z e a s complicata, sovente d\u2019intenzione prosodica: \u00abproteggevano il zappatore\u00bb 15 (novenario), \u00abne\u2019 sfilacciati albagi\u00bb 105 (settenario), \u00abcol passo ferragliante dei speroni\u00bb 111 (endecasillabo). Pi\u00f9 ampio e variegato il ventaglio degli accorgimenti morfologici. Dalla rinunzia, metricamente mirata, alla labiodentale sonora nella 3a persona dell\u2019imperfetto (\u00abfesteggiare soleano nei quartieri\u00bb 80, \u00abMa giugnea fraditanto una carretta\u00bb 109) al condizionale siciliano in -r\u00eca (\u00abIl genio mi ci vorr\u00eca dell\u2019Alighieri\u00bb 105, \u00absenn\u00f2 sar\u00eca stato eretico per paganit\u00e0\u00bb 116); dalla preposizione articolata desuetamente scissa (\u00aba le vicende loro\u00bb 6, \u00abpronti a vergar su le carte\u00bb 100) e sintetica (\u00abDieci salme le scassai pel vigneto\u00bb 17, in cui, si noti, la forma analitica romperebbe la misura versale) alle varianti analogiche o arcaiche di coniugazione (\u00abuno vivuto sempre sulla terra\u00bb 5, \u00abnoi, che que\u2019 valori abbiamo gi\u00e0 conquisi\u00bb 97). Foltissimo il fascio delle variazioni fonetiche. Elisioni a facile effetto sonoro: \u00absicuro [&#8230;] ch\u2019occhi indiscreti non scoprissero la sua debolezza\u00bb 70; apocopi d\u2019ogni tipo: \u00abTorrazzi [&#8230;] ch\u2019estollon i lor merli\u00bb 4, \u00abl\u2019um\u00ecl saluto\u00bb 86, \u00abpassion di casta\u00bb 97, \u00abdi\u00e8 ordine\u00bb 78; dittonghi discendenti ridotti: \u00abE son peggio de\u2019 corvi e de\u2019 sciacalli\u00bb 98 (endecasillabo di 3a e 6a ), \u00abAlle grida s\u2019affacci\u00f2 da\u2019 cunicoli\u00bb 77 (endecasillabo sdrucciolo). Tratto grafico-fonico peculiare delle scritture macaroniche, qui spinto a conseguenze 13 OBLIO II, 5 estreme, l\u2019indiscriminata solerzia nell\u2019apposizione dei segnaccenti18 (c\u00e0pperi 31, b\u00e0sola 33, l\u00e0stime 42, trazz\u00e8ra 87, codard\u00eca 88, vi\u00f2lo 92, ecc.), manifestamente adibita a distrarre l\u2019attenzione dalla sfera semantica per concentrarla sull\u2019architettura formale. Alla maggiore complessit\u00e0 del quadro linguistico non pu\u00f2 non corrispondere un pi\u00f9 acceso dinamismo lessicale. Mentre s\u2019affinano, moltiplicandosi, le modalit\u00e0 delle procedure onomaturgiche (non pi\u00f9 d\u2019esclusiva natura compositivo-dialettale, bens\u00ec, coerentemente con la materia trattata, arcaico-letteraria) e s\u2019intensifica il ricorso al tesoro dialettale, lo scenario ottocentesco determina un cospicuo arricchimento del vocabolario arcaico.19 4. Pubblicato dopo un decennio di silenzio rotto solo dall\u2019ispido pastiche favolisticoteatrale Lunaria20 (del quale condivide ambientazione siculo-settecentesca e inappagato oltranzismo barocco), il terzo romanzo di Consolo si colloca all\u2019\u00e0pice d\u2019una sperimentazione votata al globale assorbimento della materia e alla pietrificazione dell\u2019impulso narrativo in formula rigidamente preconfezionata. Assoluta mancanza di selettivit\u00e0; abbattimento del confine tra prosa e poesia con l\u2019ineluttabile, perniciosa perequazione di suono e senso; ostentazione di convenzioni e istituti espressionistici squadernati allo stato puro in un cerimoniale orgiastico sostanzialmente inoffensivo: tali i limiti pi\u00f9 inquietanti d\u2019una scrittura che, quale quella di R, aspira innanzitutto a significare s\u00e9 stessa, offrendosi come spettacoloso intrattenimento: Rosalia. Rosa e Lia. Rosa che ha inebriato, rosa che ha confuso, rosa che ha sventato, rosa che ha r\u00f3so, il mio cervello s\u2019\u00e8 mangiato. Rosa che non \u00e8 rosa, rosa che \u00e8 datura, gelsomino, b\u00e0lico e viola; rosa che \u00e8 pomelia, magnolia, z\u00e0gara e cardenia. [&#8230;] Lia che m\u2019ha liato la vita come il cedro o la lumia il dente, liana di tormento, catena di bagno sempiterno, libame oppioso, licore affatturato, letale pozione, lilio dell\u2019inferno che credei divino, lima che sordamente mi corrose l\u2019ossa, limaccia che m\u2019invischi\u00f2 nelle sue spire, lingua che m\u2019attass\u00f2 come angue che guizza dal pietrame, lioparda imperiosa, lippo dell\u2019alma mia, liquame nero, pece dov\u2019affogai, ahi!, per mia dannazione (9-10) \u00c8 l\u2019incipit, ma si dica pure l\u2019ouverture di questa sinfonia governata da una vis compositiva eminentemente ritmica, affatto scevra da preoccupazioni comunicative, soggiogata dal demone della tecnica e della libera associazione sonora, \u00abcon 18 Con oscillazioni e discordanze notevoli: un dato che il Nostro condivide in toto col suo conterraneo e per certi versi omologo Stefano D\u2019Arrigo. 19 Aere 8615; ascoso 8721; binoculo 11118; dappoich\u00e9 1014 ; jiumenta 10433; mercatante 2812; poscia 11112; prope 10826; ricolta 10019; ricoverto 11837; t\u00f2rre 6324; tuttavolta 10525; unisonanza 177 , ecc. 20 Torino, Einaudi, 1985, su cui Segre ha steso pagine superbe, agevolando l\u2019accesso all\u2019intero universo espressivo consoliano: \u00abLa prima [conclusione] \u00e8 che la scelta delle componenti linguistiche non \u00e8 fatta corrispondere rigidamente al tipo e livello dei personaggi; la seconda \u00e8 che la differenza tra prosa e poesia non corrisponde all\u2019opposizione diegetico\/dialogico. La prima conclusione significa che Consolo, pur differenziando in linea di massima la lingua dei personaggi, lascia che entro questa, nei momenti della concitazione o dell\u2019emozione o della partecipazione, traspaia la propria, con tutta la gamma dei suoi registri. Il sicilianismo o il termine letterario o latino non fungono da \u201cideologemi\u201d, ma rientrano nel complesso delle funzioni evocative organizzato dallo scrittore. La seconda conclusione conferma l\u2019osmosi caratteristica di Consolo tra prosa e poesia, con predominio di quest\u2019ultima\u00bb (Teatro e racconto su frammenti di luna, in Id., Intrecci di voci, cit., p. 100). profusione vocabolaristica da vecchia scuola accademica\u00bb.21 Un nome, nulla pi\u00f9 che un flatus vocis sezionato nei suoi componenti \u2013 Rosa\/Lia \u2013 s\u2019incarica d\u2019imprimere il movimento iniziale alla sfarzosa, caotica malia melica polifilesca riboccante d\u2019anafore, corrispondenze, marinismi, retoriche agudezas, liturgie mensurali, virulente ibridazioni. Caoticit\u00e0 litanica non ridotta d\u2019un ette dall\u2019ordinamento alfabetico del nome (Lia), del verbo seminventato liato da esso tratto22 e della filza d\u2019apposizioni inizianti per l- come Lia (liana libame licore lilio lima limaccia lingua lioparda lippo liquame: unica eccezione letale, retto in compenso da un altro tipo d\u2019ordine: il chiasmo licore affatturato | letale pozione). Sta in fatto che l\u2019effetto pi\u00f9 abbagliante resta quello d\u2019un\u2019arida compulsazione vocabolaristica. Che sarebbe, s\u2019intende, non solo lecito, ma godibilissimo in un autore che non s\u2019impuntasse, come il Nostro, a professar fedi di natura storica e sociopolitica ponendole alle basi del proprio lavoro. Ma torniamo al ritmo. Un compendio del dirompente genio metrico di Consolo: E gli occhi tenea bassi per vergogna (12) La vis\u00efon di quegli ordegni bruti (26) fuga notturna in circolo e infinita (28) e qua e l\u00e0 son poggi di riposo (31) privato vale a dire del cervello (42) Ma Mele dico ei doversi dire (68) I\u2019 mi trovai disteso, e non so come, \/ fra le dune di sabbia sulla riva, \/ con gente intorno a me che parlottava (104) Si veda come, nel primo caso, la misura sia garantita dall\u2019iperbato e dall\u2019imperfetto arcaico; nel secondo da una caricata apocope vocalica compensata dalla dieresi; nel terzo dalla dislocazione degli epiteti; nel quarto, oltrech\u00e9 dall\u2019apocope, da un enfatizzato polisindeto di profumo ariostesco; nel quinto da un\u2019aspra inversione; nel sesto da un latinismo sintattico (accusativo + infinito) arricchito da insistite allitterazioni23 e dal poliptoto giocato sulle due voci del verbo dire. Il settimo brano, marcato da un arguto avvio stilnovistico,24 valga ad esemplificare la disseminazione nel testo di veri e propr\u00ee microcomponimenti poetici non di rado variamente assonanzati (ma qui il secondo e il terzo endecasillabo sono apparentati persino da una quasi-rima: riVA \/ parlottaVA). Emerge, fin da questa rapida rassegna, l\u2019oceanico profluvio degli ingredienti mescolati 21 Vittorio Coletti, Storia dell\u2019italiano letterario. Dalle origini al Novecento, Torino, Einaudi, 1993, p. 381. 22 Cfr., infra, Dialettalismi. 23 Il libro ne \u00e8 letteralmente infarcito: \u00abcarriole, carretti carichi di sacchi\u00bb 15; \u00abFra merda e fango e fumi di fritture\u00bb 15; \u00abun gran gracchiar di nacchere, rimbombi di timballi\u00bb 42; \u00abmele o melle, o meli\u00e0ca, che ammolla e ammalia ogni malo male\u00bb 68, ecc. 24 Non mancano citazioni poetiche: \u00abin sul calar del sole\u00bb 34, \u00abE sedendo e mirando\u00bb 73, quest\u2019ultima presente anche in SIM 98 insieme al manzoniano \u00abscendea per uno di quei vicoli\u00bb 107.\u00a0 e messi a macerare nel capientissimo (e inimitabile) calderone gaddiano. Un tessuto stilistico irto d\u2019incisi richiami rinvii sincopature miranti a riprodurre la libert\u00e0 costruttiva della sintassi classica: Una pi\u00f9 alta onda, a un certo punto, sferzando fortemente la fiancata, fece rotolare ancora, e trasbordare, tranciando salmi, inabissar nell\u2019acqua, salvandoci sicuramente da naufragio, la mia statua (125) o a bruciare nel pi\u00f9 parossistico manierismo formale e nell\u2019invasata possessione litanica nevrastenia e risentimento: Vascelli, brigantini, galeoni, feluche, palmotte, sciabecchi, polacche, fregate, corvette, tartane caricavano e scaricavano, nel traffico, nel chiasso, nell\u2019allegria della banchina, le merci pi\u00f9 disparate: sale per primo, e in magna quantitate, quindi tonno in barile, di quello rinomato di Formica, Favognana, Scopello e Bonag\u00eca, e asciutt\u00e0me, vino, cenere di soda, pasta di regol\u00eczia, sommacco, pelli, solfo, tufi marmi, scope, giummara, formaggi, intrita dolce e amara, oli, olive, carrube, agli, cannamele, seta cruda, cotone, cannavo, lino alessandrino, lana barbarisca, raso di Firenze, carmisc\u00ecna, orb\u00e0ci, panno di Spagna, scotto di Fiandra, tela Olona, saja di Bologna, bajettone d\u2019Inghilterra, velluto, flanella, c\u00f2iri tunisini, legnami, tabacco in foglie, rap\u00e8, cera rustica, corallo, vetro veneziano, mursia, carta bianca (127) col solo esito di raschiare la massa verbale devitalizzandone la polpa in un trionfale quanto edulcorato inno alla musica. A comprovare il sostanziale eleatismo, sotto mentite spoglie eraclitee, del mondo linguistico consoliano, la sconcertante iterazione dei procedimenti: i medesimi, salvo numeratissime eccezioni, gi\u00e0 prodigalmente investiti nei romanzi precedenti (pur tanto dissimili, si badi, sia per ambientazione storica sia quanto all\u2019organizzazione del materiale inventivo) e che ritroveremo rotondamente identici nelle opere posteriori. Valga uno schematicissimo excursus. In \u00e0mbito sintattico: costruzione assoluta del complemento di qualit\u00e0 (\u00abAnsava come mantice d\u2019organo [&#8230;], grave il respiro fora dalle labbra\u00bb 68) e participio presente con valore verbale: \u00absommessamente mormorante paternostri\u00bb 141. Dal rispetto topologico: inversioni (\u00abAmenissima, polita e levigata corre la strada\u00bb 31, \u00abE pi\u00f9 beato ancor si fece e deliziato\u00bb 54); tmesi d\u2019ausiliare e participio nonch\u00e9 di fattitivo e infinito (\u00abquello loro l\u2019avea Isidoro miracolosamente trasformato\u00bb 95, \u00absparir li faceva in una sacca\u00bb 44); ubicazione clausolare del verbo alla latina (\u00absorge dal mare e tutt\u2019il cielo indora\u00bb 23, \u00abaltr\u2019\u00f2mini, che in ozio parevano\u00bb 35); dislocazione degli epiteti (\u00aba netti cuori e ardenti vi scaldate\u00bb 23, \u00abuna catena d\u2019alti colli e scabri\u00bb 25, \u00abvostro divoto amico e ammirante\u00bb 26, \u00abgrecanica fattura nobilissima\u00bb 38); posposizione del possessivo (\u00abnel breve peregrinare mio per il mondo\u00bb 134, \u00abche la bellezza tua stava nascosta\u00bb 150); enclisi pronominale (\u00abE sfigurossi poscia in viso\u00bb 55, \u00ablasciavansi crescere la chioma\u00bb 59, \u00ablacerossi gli abiti\u00bb 143); chiasmi: \u00absiamo fermi, fermi sprofondiamo\u00bb 110. In area morfosintattica: infinito sostantivato e gerundio preposizionali (\u00abin latteggiar purissimo de\u2019 marmi [&#8230;], in rosseggiar d\u2019antemurali\u00bb 24, \u00abcerto, in leggendolo [&#8230;] vi doner\u00e0 gran tedio\u00bb 136) e articolo in forma debole davanti a z, non di rado a scopi ritmici: \u00abnella ripresa del zufolo e del sistro\u00bb 55. Nella morfologia: preposizione articolata sintetica (\u00abl\u2019inferno pel rimorso del peccato\u00bb 13, \u00absacconi di bombarde pei legni che vi salpano\u00bb 25) e scissa (\u00abne la luce di giugno\u00bb 25, \u00abfollia dolce de l\u2019ingegnoso hidalgo\u00bb 49); coniugazioni arcaiche: \u00abIo mi chiedei allor\u00bb 49, \u00abgi\u00f9nsimo al punto pi\u00f9 alto\u00bb 52, \u00abv\u00ecdimo che si svolgea [&#8230;] una processione\u00bb 140); accumuli preposizionali (\u00abcon la sua spina velenosa in su nel core\u00bb 9, \u00abe dispar\u00ec in dentro d\u2019una porta\u00bb 36); eliminazione prosodicamente funzionale \u2013 nell\u2019imperfetto di 1a , 3a e 6a persona \u2013 della labiodentale sonora: \u00abvenia ad investirmi sulla faccia\u00bb 18, \u00abfacea sinistramente cigolare\u00bb 26, \u00abla sospingeano da una vasca all\u2019altra\u00bb 120. Sempre amplissimo, in territorio fonetico, lo spettro delle fattispecie citabili. Dittonghi discendenti ridotti nei monosillabi (\u00abpreso da\u2019 Turchi, da\u2019 corsari\u00bb 17, \u00abque\u2019 bagni celebrati dagli antichi\u00bb 55); preferenza per le forme monottongate (ova 12, \u00f2mini 15, scotersi 138, foco 149, core 151, ecc.); elisioni con se, da, su e coi plurali (\u00abmi chiese s\u2019ero pratico di strade\u00bb 16, \u00abmi preservi e salvi d\u2019ogni dolore\u00bb 29, \u00abstava immobile s\u2019uno sgabello\u00bb 120, \u00abcol linguaggio ascoso dell\u2019allusioni\u00bb 132); apocopi vocaliche e sillabiche (\u00abnell\u2019umile mestier del facchinaggio\u00bb 27, \u00abnell\u2019aer lieve dell\u2019ora antelucana\u00bb 53, \u00abm\u2019abbracciaro e baciaro a uno a uno\u00bb 37); aferesi d\u2019ogni tipo: state \u2018estate\u2019 56, Stamb\u00f9l 74, sendo 95, straneo 122, ecc. Quanto al registro demotico, da segnalare i numerosi intars\u00ee dialogici pluridialettali (nei quali eccelle la collocazione siciliana del verbo in clausola); l\u2019impiego di tenere per \u2018avere\u2019; l\u2019aferesi vocalica dell\u2019articolo indeterminativo (\u00abE \u2019na volta eran l\u2019ova, \u2019n\u2019altra la cassatella, \u2019n\u2019altra la cedrata\u00bb 12) e sillabica nel dimostrativo: \u00ab\u2019sto caval\u00e8r foresto, \u2019sto galantomo, \u2019sta perla di cristiano\u00bb 59. Pur dominato dall\u2019interesse arcaico,25 il settore lessicale si presenta naturalmente rigogliosissimo tanto in sede onomaturgica che dialettale.26 5. \u00abEppure, romanzo storico Nottetempo, casa per casa senza dubbio \u00e8. [\u2026] Lo \u00e8 per la fitta trama di allusioni che, come \u00e8 nella tradizione pi\u00f9 pura del romanzo storico, rimandano al presente. Lo \u00e8 per l\u2019acume con cui lo scrittore ha scelto, anche qui secondo il modello pi\u00f9 prezioso del genere, un avvenimento particolarmente inedito e intrigante nel mare degli eventi possibili\u00bb.27 Questo, press\u2019a poco, il tenore degli interventi critici sull\u2019opera consoliana fin dall\u2019epoca dell\u2019entrata in arte: un approccio sostanzialmente contenutistico che oltre a non rendere competente giustizia alla complessit\u00e0 del dettato, ne suggerisce una lettura parzialissima e fallace, proprio in quanto bloccata all\u2019aspetto meno strutturante dell\u2019atto creativo: la stratificazione dell\u2019elemento concettuale. Si legga un qualsiasi avvio di capitolo: Gravava il silenzio sulle case, ad ogni strada, piano, baglio, il silenzio al meriggio dove piombano sui picchi, le 25 Un catalogo puramente indicativo: alma 920; amist\u00e0 10613; antichitate 5120; architettore 2724; bontate 13611; civiltate 5720; dua 282 ; frale 4527; imperocch\u00e9 2811; littra 4020; marmore 1192 ; mercatore 988 ; nullitate 2611; pintore 5316; sustanza 2819, ecc. 26 \u00abNon c\u2019\u00e8 motivazione tematica che tenga di fronte a tanta esibizione di sapienza lessicografica\u00bb (Vittorio Coletti, op. cit., p. 381). 27 Antonio Franchini, Introduzione a NCC, pp. V-VI. \u00a0mura della Rocca corvi, gazze, brulicano sui canali, i limi delle g\u00e9bbie nugoli d\u2019insetti, la vita chiede tregua al fervore del tempo, all\u2019inclemenza dell\u2019ora, chiede ristoro ai r\u00e8foli, alle brezze, alle fragili ombre delle fronde, delle barche, alle fresche accoglienze delle stanze (13) o si prelevi a caso una delle tante caotiche enumerazioni che stipano il \u201cromanzo\u201d: Pens\u00f2 a Monreale, a San Martino delle Scale, all\u2019Arcivescovado, allo Steri, all\u2019Archivio Comunale, ad ogni luogo con cameroni, studi, corridoi, anditi tappezzati di stipi traballanti, scaffali di pergamene scure, raggrinzite, di r\u00ecsime disciolte, di carte stanche, fiorite di cancri funghi muffe, vergate di lettere sillabe parole decadute, dissolte in nerofumo cenere pulviscolo, agli ipogei, alle cripte, alle gallerie sotterranee, ai dammusi murati, alle catacombe di libri imbalsamati, agli ossari, allo scuro regno r\u00f3so, all\u2019imperio ascoso dei sorci delle c\u00e0mole dei tarli degli argentei pesci nel mar delle pagine dei dorsi dei frontespizi dei risguardi. E ancora alle epoche remote, ai luoghi pi\u00f9 profondi e obliati, ai libri sepolti, ai ritoli persi sotto macerie, frane, cretti di fango lave sale, aggrumati, pietrificati sotto dune, interminate sabbie di deserti. (31-32) e si dica se una cos\u00ec torrenziale, rapinosa ossessione lirica possa ragionevolmente legittimare l\u2019evocazione d\u2019una categoria quale quella di narrazione storica (dove non solo l\u2019epiteto, ma perfino il sostantivo dovrebbe indurre la pi\u00f9 disarmante perplessit\u00e0) o il ricorso al t\u00f2pos \u2013 non si saprebbe se vieto o semplicemente inadeguato \u2013 dell\u2019allusorio rimando al contemporaneo merc\u00e9 investigazione di compagini d\u2019epoca. Non che, beninteso, passione teoretica e tensione morale siano estranee a un\u2019operazione che, come NCC, si coagula tematicamente intorno alla furia irrazionalistica originata dall\u2019avvento del fascismo e sue conseguenze. Certo si \u00e8 che, ancora una volta, la scrittura par muovere non da giudizio, riflessione o progetto, ma da un tripudio calligrafico supercilioso e innaturale che solo la fermentazione erosiva e autoironica d\u2019un Gadda o d\u2019un Pizzuto, qui fatalmente assente, riuscirebbe a riscattare. Vi \u00e8 un limite varcato il quale il vortice plurilinguistico e registruale, se non fortemente necessitato, si cristallizza in grammatica, smarrendo ragione e valore. Se infatti in SIM, e pi\u00f9 in R, l\u2019elaborazione d\u2019un linguaggio sfarzoso e prestigiosissimo traeva motivo e alimento dall\u2019esigenza mimetica suggerita dall\u2019ambientazione rispettivamente otto- e settecentesca, si stenta a credere che in NCC essa sia semanticamente funzionalizzata, e soprattutto poeticamente restituita. Non si dice della sempre invasiva laboriosit\u00e0 fonoprosodica con forti connotati di autoriflessivit\u00e0 (numerose le scansioni versali \u2013 le pi\u00f9 strutturate in endecasillabi e settenar\u00ee \u2013, incalcolabili le serie allitterative e le corrispondenze dei tipi pi\u00f9 svariati),28 n\u00e9 degli stratagemmi topologici sovente radicalizzati oltre i limiti del leggibile;29 ma di forzature incongrue quali gl\u2019imperfetti arcaici di 3a e 6a persona (\u00abil giovine ch\u2019avea chiesto la sua mano\u00bb 46, \u00abgi\u00e0 l\u2019avean punita\u00bb 87); la preposizione articolata arcaicamente sintetica (\u00absale pel cielo il turbine di lucciole\u00bb 5, \u00abritiro pei padroni alla 28 Qualche esempio: \u00abcol traffico di merci, passeggeri \/ speravan d\u2019accansare qualche cosa\u00bb 44; \u00abPartiva in compagnia di tre paesani, \/ ch\u2019erano accanto con i lor parenti\u00bb 45; \u00abdel balenar di lini, \/ trascorrere di lumi\u00bb 18; \u00aballo scuro regno r\u00f3so, all\u2019imperio ascoso\u00bb 32; \u00abla condizione al presente della gente\u00bb 109; \u00abuose pelose di vacca becco porco\u00bb 121; \u00abBatte con la pala mazza alza polverazzo\u00bb 156; \u00aboltre l\u2019intrico dei vichi \u00bb 166. 29 Inversione del soggetto, posposizione latineggiante del possessivo, dislocazione degli epiteti, enclisi pronominale. Ma soprattutto sinchisi: \u00abFinsero, facendo galoppar scrosciando il cavallino gi\u00f9 per la discesa, d\u2019esser partiti\u00bb 20; \u00abdalle polle celesti della Rocca cascando, per inferi canali, per alvei di granito trascorrendo, sotto piani strade bagli case chiese conventi gorgogliando\u00bb 104, ecc. ricolta dell\u2019uva\u00bb 17) o vezzosamente scissa (\u00abdanzando su la musica segreta d\u2019ascosi pifferi\u00bb 16, \u00ab\u2013 O casa mia, \u2013 gemeva \u2013 casa de la dolora, patimento, casa de l\u2019innocenza\u00bb 37); i voraci accumuli preposizionali (\u00abmesceva svelta ai clienti, quattro o cinque fedeli in su quell\u2019ora\u00bb 13); le apocopi sillabiche e vocaliche frequentemente indotte da pervicacia metrico-ritmica: \u00abcon il fior l\u2019amore, la passion tremenda\u00bb 26 (coppia di senar\u00ee), \u00abtirandogli le dita dolcemente, gli fe\u2019 capire di tornare gi\u00f9\u00bb 76 (endecasillabi), \u00abFu quello l\u2019inizio d\u2019una industria, d\u2019un commercio che gli di\u00e8 guadagno\u00bb 131 (decasillabi). Il comparto lessicale gronda di neoformazioni ardite, dialettalismi, e soprattutto arcaismi brutali, spesso incastrati a forza in contesti prossimi al rigetto.30 6. Salmodiante po\u00e8me en prose in bilico tra inchiesta antropologica e impetuosa esecrazione della civilt\u00e0 contemporanea rappresentata al culmine del suo decadimento, OO segna un punto di svolta cruciale nella poetica del prosatore siciliano. Gi\u00e0 variamente debilitato nei lavori precedenti, il genere romanzo subisce qui una recisa sconfessione31 a pro d\u2019una corrente elegiaca seducente e poderosa (bench\u00e9 non priva delle escandescenze enfatiche e degli eccessi orator\u00ee resi inevitabili dall\u2019impianto moralistico-sentenzioso), che da un lato dissolve la diegesi in illuminazioni schierate sull\u2019asse unificante dell\u2019invettiva e dell\u2019evocazione nostalgica, dall\u2019altro reprime ogni pulsione sperimentale e ambizione alla differenza. Infiammata da una sincera quanto estrema disperazione politica, la scrittura si svincola dalle strette del virtuosismo ludico che rischiava d\u2019ingolfare, se non impietrire, un modo di formare innegabilmente potente e costruttivo; tuttavia (questo il nodo che l\u2019ultimo Consolo sembra deciso a sciogliere definitivamente), l\u2019ipoteca del manierismo e della faticosit\u00e0 inventiva, seppure in via d\u2019esaurimento, non cessa di gravare su una configurazione espressiva riluttante ad armonizzarsi fuori dalle coordinate formali. Declina ma non s\u2019estingue del tutto il vitalismo fonoprosodico,32 sempre meno assistito da ordigni topologici e machiavellismi dell\u2019ordine retorico, mentre all\u2019esondante concertazione di toni e voci sottentra un flusso monolingue liricizz volute sintattiche amplissime, cantilenanti, quasi ipnotiche nel loro incatenarsi ato da oordinativo: e c Va dentro il frastuono, la ressa, l\u2019anidride, il piombo, lo stridore, le trombe, gli insulti, la teppaglia che caracolla, s\u2019accosta, frantuma il vetro, preme alla tempia la canna agghiacciante, scippa, strappa anelli collane, scappa ridendo nella faccia di ceffo fanciullo, scavalca, s\u2019impenna, zigzaga fra spazi invisibili, vola rombando, dispare. Va lungo la nera scogliera, il cobalto del mare, la palma che s\u2019alza dai muri, la buganvillea, l\u2019agave ch sboccia tra i massi, va sopra l\u2019asfalto in cui sfociano tutti gli asfalti che ripidi scendono dalle falde in cemento del monte, da C\u00ecbali Barriera Canalicchio Novalucello, oltrepassa Ognina, la chiesa, il porto d\u2019Ulisse, coperti 30 Abissitade 6418; covrire 616; m\u00e0rmore 619 ; murifabbro 16713; omai 267 ; spiro 1481 ; vocare 2723, ecc. 31 Sull\u2019argomento ha riflessioni istruttive Giuliano Gramigna, \u00abIl Giorno\u00bb, 7 luglio 1976. 32 \u00abscioglie il lamento, il pianto. \/ Solo pu\u00f2 dire intanto\u00bb 9; \u00abla statua della Madonna, \/ alta sopra la colonna\u00bb 10; \u00abFuggono quindi da quella violenza, \/ da quella^incivile convivenza\u00bb 18; \u00abignara del segno, del presagio, \/ ignara d\u2019ogni evento, \/ \u00e8 ferma a quell\u2019oltraggio\u00bb 32; \u00abinnocente e sapiente, \/ la sirena silente\u00bb 33; \u00abchiusa fra il mare e la sciara, \/ assoggettata a una natura avara\u00bb 47; \u00abAcitrezza. La Trezza. \u2019A Trizza, la treccia, l\u2019intreccio\u00bb 48, ecc. 19 OBLIO II, 5 da cavalcavie rond\u00f2 svincoli raccordi motel palazzi \u2013 urlano ai margini venditori di pesci, di molluschi di nafta , oltrepassa la rupe e il castello di lava a picco sul mare, giunge al luogo dello stupro (46-47) nte lente i \u00e0 nte e di parola : spia clamante d\u2019un llarme non ancora completamente scongiurato. * * * CONIAZIONI ORIGINALI o, per un totale sizione occupano un ruolo pi\u00f9 che consistente. Si a dalle mere giustapposizioni e grafie sintetiche: ni in brache\u00bb e, NCC 14623: \u00abvorticare degli occhi, delle penneluce, dei colori iridati delle ali\u00bb. \u2018Piuma ecchiapregna, FA 3 : \u00abla corriera, la v.\u00bb. \u2018(A forma di) vecchia gravida\u2019 gli incroci pi\u00f9 o meno trasparentemente congegnati: monia per fare, infilando o incastronando con l\u2019oro e \u2013 All\u2019intensit\u00e0 del nucleo tematico ispiratore (\u00abUn viaggio del ritorno in Sicilia, Itaca perduta che diventa metafora dell\u2019Italia\u00bb)33 si deve invece l\u2019ancor nutrito continge di arcaismi e poeticismi nell\u2019ordine delle parole, per la prima volta necessitati da cogenti istanze sentimentali. Inversione del soggetto (\u00abStese la regina il drappo rosso\u00bb 9, \u00abVa lo smarrito marinaio\u00bb 50); iperbato (\u00abIl tono scarno e grave, ermetico e do vorrebbe avere d\u2019Ungaretti\u00bb 84, \u00abAll\u2019angelo ripens\u00f2 del suo Riposo\u00bb 88); legato sostantivo-possessivo-aggettivo (\u00abnel corpo suo sereno\u00bb 86); dislocazione degli epitet (\u00absecco paese povero e obliato\u00bb 78, \u00absolitaria villa decaduta\u00bb 107); chiasmi: \u00abla citt s\u2019allontana, s\u2019allontana l\u2019isola\u00bb 10, \u00abil cuore s\u2019ingrossava, si smorzava il fiato\u00bb 31. Cala vertiginosamente, sin quasi ad annullarsi, l\u2019attenzione rivolta al livello fonetico.34 Sintomatica, quanto al lessico, la contrazione dell\u2019attivit\u00e0 onomaturgica non disgiunta da un\u2019altrettanto drastica rarefazione del quoziente dialettale, mentre permane inge il sempre pi\u00f9 innaturale ricorso a varianti arcaich 35 a Lo scrutinio ha rilevato 57 neologismi presumibilmente attribuibili all\u2019estro consolian di 67 occorrenze cos\u00ec distribuite: 12 in FA, 14 in SIM, 30 in R, 8 in NCC e 3 in OO. Gli accenti, qui e nella sezione dedicata ai Dialettalismi, sono quelli apposti dall\u2019Autore. Una prima classificazione tipologica consente di rilevare l\u2019estrema elementarit\u00e0 delle procedure onomaturgiche, tra cui l\u2019univerbazione e la compo v capochino, SIM 8630: \u00abuomini capochi chival\u00e0, NCC 1626 : \u00aburla comandi c.\u00bb gastrosegato, SIM 11327: \u00abla stimma del tuo g., la tacca per la fuga della bile\u00bb. Gastro (non come primo elemento di composti, ma direttamente dal gr. gast\u0113\u0301r-tr\u00f3s \u2018stomaco\u2019) + part. pass. di segare pennaluc lucente\u2019 7 v a agrimogno, FA 734 : \u00abnespole agrimogne\u00bb. Agro + asprigno sul modello di acri gargarella, FA 994 : \u00abil rumore dello sguazzo, la g.\u00bb. Garganella + gargarozzo incastronare, R 1321 : \u00absciortinavano gli acini o cocci 33 Quarta di copertina. 34 Si registra qualche rarissima apocope vocalica, esclusivamente in posizione preconsonantica: \u00abSeguivan le bambine\u00bb 24; \u00abulular di cani, strider d\u2019uccelli\u00bb 115; \u00aball\u2019apparir delle persone\u00bb 148. 35 M\u00e0cula 8627; murifabbro 692 ; murmure 5017; ordegno 13015; scerpato 8513; umidore 11029; vanella 8822, ecc. 20 OBLIO II, 5 con l\u2019argento, paternostri\u00bb. Incastonare + incastrare liconario, SIM 1052 : \u00abfrate l.\u00bb. Licantropo + lupunariu o lupunaru (sic.) di egual significato riballo, R 388 : \u00abanfore oriballi\u00bb. Oro + ariballo \u2018vaso greco arcaico\u2019 lle combinazioni di verbo e sostantivo: parginchiostro, FA 10523: \u00ab\u2013 [\u2026] lo s. non \u00e8 di quella razza\u00bb. \u2018Scrittorucolo\u2019, \u2018imbrattacarte\u2019 uanto alla formazione delle parole, mentre ricorrono due soli casi di verbi deaggettivali: fervorare, R 97 : \u00abl\u2019aere sfervora\u00bb. Dal raro sfervorato \u2018che ha perso il fervore\u2019 i registra un folto gruppo di denominali, deverbali \u2013 la pi\u00f9 parte a suffisso zero \u2013 e parasintetici: Lipari il segretario con l\u2019a. di suo padre\u00bb. Deverbale a suff. zero IM 676 : \u00abs. d\u2019occhi verso l\u2019alto\u00bb. Deverbale da stralunare \u2018strabuzzare\u2019 + suff. -\u00eco di ramischie\u00bb. Deverbale a suff. zero dall\u2019arc. tramischiare omboneggiando\u00bb. Denominale da trombone \u2018antica arma da oco a canna corta dalla bocca svasata\u2019 logico tradizionalmente pi\u00f9 roduttivo nell\u2019italiano letterario: quello delle forme pre- e suffissali: ontrofascista, FA 1531: \u00ab\u2013 [\u2026] fetente, ch\u2019era c.\u00bb. Sul modello di controrivoluzionario battuto, R 9614: \u00ab\u2013 [\u2026] strade scognite, imbattute\u00bb. Da battuto \u2018percorso\u2019. \u2018Inesplorato\u2019 ntinuativo: tralun\u00eco, cit. opranatura, R 652 : \u00abnon d\u2019elementi di natura ma di s.\u00bb. Sul modello di soprannaturale ltrapassato, R 114 : \u00abstatue di cittate ultrapassate\u00bb o a spargeveleno, FA 1303 : \u00ab\u2013 Porco, vipera schifosa, s.!\u00bb. \u2018Seminatore di zizzania\u2019 s Q sciortinare, R 13129 (cfr. incastronare). Dal sic. sciurtiatu \u2018assortito\u2019 s s affoco, FA 5513: \u00abfaccia d\u2019a.\u00bb. Deverbale a suff. zero dal sic. affucari \u2018uccidere togliendo il respiro\u2019 attizzo, FA 1532: \u00ab\u2013 [\u2026] lo mand\u00f2 a dal sic. attizzari \u2018istigare\u2019, \u2018aizzare\u2019 frastuonare, R 5113: \u00abil chiasso che frastuona\u00bb. Denominale da frastuono ingozzo, FA 10310: \u00abi. di zuccheri e di grassi\u00bb. Deverbale a suff. zero da ingozzare spiego, SIM 9316: \u00abali e coda a s. di ventaglio\u00bb. Deverbale a suff. zero da spiegare \u2018distendere\u2019 stralun\u00eco, S continuit\u00e0 tramischio, R 4120: \u00abpietre mischie e t \u2018frammischiare\u2019, intensivo di mischio tromboneggiare, R 1053 : \u00abverso il ciel tr fu Ma non \u00e8 certo un caso che il primato numerico spetti al comparto neo p contro-: c in- negativo: im -\u00eco intensivo-co s sopra-: s ultra- (= tra-): u -ame collettivo: asciuttame, R 1277 : \u00aba., vino, cenere di soda\u00bb. \u2018Pesce essiccato\u2019 uddano, FA 547 : \u00ab\u2013 [\u2026] punto debole del popolo s.\u00bb. Da sud. \u2018Meridionale\u2019 ista a gia\u2019 avagliante, R 11824: \u00abbravi travaglianti\u00bb. Dal sic. t\u0323r\u0323avaggh\u00efari \u2018lavorare\u2019 enisolare, R 13111: \u00abcitt\u00e0 p.\u00bb. Variante di peninsulare tefanaro, NCC 15716: \u00abla giara stefanara [\u2026] suona a ogni tocco\u00bb. \u2018Di S. Stefano di Camastra\u2019 asato, R 6811: \u00abun n. fischio\u00bb. Lo stesso che nasale torture, angeliche muffoliche cuffiesche\u00bb. Da cuffia del silenzio \u2018antico trumento di tortura\u2019 uffolico, SIM 1610 (cfr. cuffiesco). Dal reg. muffole \u2018manette\u2019 Isaac Newton ettorino, R 13214: \u00abdegli orecchi, del canale p.\u00bb. Lo stesso che pettorale isfattivo, R 7813: \u00abdolcemente d.\u00bb. Da disfatto secondo il rapporto di distrutto a distruttivo nicola, R 10919: \u00abanatre, fenicole, calandre\u00bb. Da fenice o fenic(ottero) , dalle i per tenerezza\u2019. \u2018Sdolcinato\u2019, \u2018lezioso\u2019 ermoso, SIM 613 : \u00abocchio tondo v.\u00bb. Da verme era non tollera nel suo seno il r.\u00bb . Da stroppio \u2018storpio\u2019 midume, SIM 7536: \u00abun tondo nero d\u2019u.\u00bb -ano d\u2019appartenenza: s -ante di mestiere e condizione: chitarrante, OO 332 : \u00abavanza [\u2026] in mezzo ai chitarranti\u00bb. Lo stesso che chitarr paonante, R 4311: \u00abspavaldo e p.\u00bb. Dal sic. pa\u00f9ni \u2018p vone\u2019. \u2018Che si pavoneg tr -are di relazione: p -aro d\u2019appartenenza: s -ato (=-ale): n -esco derivativo: cuffiesco, SIM 1610: \u00ab s -ico d\u2019appartenenza: m -ino alterativo e derivativo: newtoncino, R 14527: \u00abpromettente, il n.\u00bb. Dal cognome del fisico inglese p -ivo di capacit\u00e0, disposizione: d -olo alterativo: fe -oso di caratterizzazione e abbondanza: gilepposo, FA 10223: \u00abvino g.\u00bb. Dal sic. ggilippusu. Lo stesso che giulebboso \u2018dolciastro\u2019 sdillinchioso, R 1524 : \u00absignore sdillinchiose\u00bb; NCC 4927: \u00ab\u2013 Vai, vai dalle troie di marmo sdillinchiose\u00bb. Dal sic. sdillinchiari \u2018commuovers v -ume collettivo-spregiativo: ribaldume, SIM 11114: \u00abL\u2019Italia Una e Lib sbirrume, NCC 16927: \u00ab\u2013 [\u2026] tutto lo s.\u00bb stroppiume, OO 8627: \u00abs., m\u00e0cule, lordure\u00bb u\u00a0 Se la compagine prevalentemente mimetica del parlato popolare non pu\u00f2 non limitare il ricorso alle ngue classiche e moderne: , OO 3323: \u00abla cur\u00f2trofa, la madre possente\u00bb. Dal gr. kourotr\u00f3phos \u2018che nutre, alleva figli, a cui ERI, 1991, pp. 51-52) arfumo, NCC 2516: \u00abil p. suadente\u00bb. Adatt. del fr. parfum \u2018profumo\u2019 onch\u00e9 l\u2019utilizzo di basi arcaiche: a stelle di j.\u00bb; R 1359 : \u00abcon buch\u00e8 di rose e di j. in mano\u00bb. Dall\u2019ant. ginia e pif\u00e0nia di Palermo\u00bb. Dall\u2019ant. (e dial.) pifan\u00eca \u2018epifania\u2019, on accentazione greca (epiph\u00e1neia) per nui\u00bb; NCC 2512: \u00abLa pomelia s.\u00bb. Comp. dell\u2019ant. sur \u2018sopra\u2019 e tutto rattutto\u2019 amischio, cit. ltre ai itati affoco, attizzo, gilepposo, liconario, nascare, sciortinare, sdillinchioso e travagliante: o che trafficavano alla macina al rchio alla lumera al fosso\u00bb. Dal cal. scudillari \u2018rompere la schiena\u2019 onclude la rassegna un drappello di neologismi consistenti in minime variazioni morfologiche: \u2019intestardo a scrivere\u00bb; SIM 7614: \u00ab\u2013 [\u2026] m\u2019intestardo a dimorare qua\u00bb. 1275 : \u00abin magna q.\u00bb. O da quantit\u00e0 sul modello di cittate e sim. o direttamente dal lat. pallido o s. in cui si presentava questa pietra\u00bb. Da squallido (ad evitare irginio, R 2420: occhio tondo v.\u00bb. \u2018Virgineo\u2019<\/p>\n<p>DIALETTALISMI<br \/>\nlie , e li cur\u00f2trofo giovani\u2019 eurialo, SIM 1033: \u00abSiracusa bianca, euriala e petrosa\u00bb. Cos\u00ec l\u2019Autore: \u00abEu, rao, als: luogo d si vede bene il mare\u00bb (V. Consolo, La Sicilia passeggiata, Torino, Nuova lecana, R 389 : \u00abcoppe pissidi lecane\u00bb. Dal gr. l\u0113k\u00e1n\u0113 \u2018vassoio\u2019, \u2018catino\u2019 p n jasmino, SIM 11910: \u00able spalle i\u00e0semin o iasmin \u2018gelsomino\u2019 pif\u00e0nio, R 2420: \u00abla visione prima, vir c surtutto, R 401 : \u00ab\u2013 [\u2026] s. (fr. surtout). \u2018Sop tr il contingente delle invenzioni lessicali riconducibili al dialetto \u00e8 proporzionalmente notevole. O c scudilliere, NCC 10416: \u00abgli scudillieri bisunti e incappucciati di sacc to C ammenciare, R 2616: \u00abricordo [\u2026] che in un istante s\u2019ammencia\u00bb. Lo stesso che ammencire intestardarsi, FA 10519: \u00abm Lo stesso che intestardirsi quantitate, R quantitatem realitate, R 497 : \u00abdalla finzione del teatro nella r. della vita\u00bb. Cfr. quantitate squallo, R 1324 : \u00abnel rosso omoteleuto con \u00abpallido\u00bb) v Prescindendo dalle voci contenute negli inserti dialogici interamente dialettali, il glossario accog 184 lemmi per un totale di 254 frequenze (54 in FA, 78 in SIM, 48 in R, 59 in NCC, 15 in OO) precisamente: 1 calabresismo e 183 sicilianismi, di cui 59 non sottoposti ad alcuna modifica (segnalati dalla dicitura \u00absic.\u00bb) e 124 (\u00abdal sic.\u00bb) foneticamente italianizzati secondo criter\u00ee glottotecnici non sempre coerenti e persuasivi, gravando sul dettato l\u2019ipoteca d\u2019un impetuoso 23 OBLIO II, 5 estremismo barocco. Cui saranno da attribuire sia le oscillazioni nel regime dei segnaccenti (c\u00e0s cascia, cianci\u00e0na \/ cianciana, g\u00e8bbia \/ g\u00e9bbia \/ gebbia, nutr\u00ecco \/ nutrico, sip\u00e0la \/ sipala, traz trazzera, vi\u00f2lo \/ violo) sia, soprattutto, le flagranti discordanze procedurali in materia di adattamento: si noter\u00e0, ad esempio, come l\u2019assimilazione progressiva tipica delle parlate centromeridionali sia sottoposta a normalizzazione in blundo (sic. bblunnu) e smandare (sic. smannari), ma non in abbanniare, banneggiare (rispettivamente dal sic. bbann\u00efari e abbann\u00efari, di identico significato), ci\u00f2nnolo (sic. ci\u00f9nnuli); e come il suffisso meridionale intensivo-continuati -\u00efari sia regolarmente v\u00f2lto in -eggiare nel caso di banneggiare, ma resti pressoch\u00e9 invariato in cia \/ z\u00e8ra \/ vo bbanniare, fanghiare, lampiare, ecc., a testimoniare la vocazione mimetica della lingua consoliana. ri, speravan d\u2019a. qualche cosa\u00bb. Dal sic. estare\u2019, \u2018mollare\u2019. ratu \u2018stantio\u2019. \u2018Putrefatto\u2019. a. e la buffetta\u00bb; armuarro, NCC 12025: \u00abletto com\u00f2 a.\u00bb. Dal sic. armuaru o ato\u2019. u \u2018lontano\u2019. va ferma per lungo tempo provvisa\u2019. co\u2019. occiola\u2019. nelle, bagli e piani\u00bb; OO 13412: \u00abi bagli, le torri merlate\u00bb. Dal sic. bagghiu somino, b. e viola\u00bb; NCC 1267 : \u00abrose b\u00e0lichi giaggioli\u00bb. nneggiava un uomo con la carrettella\u00bb. Dal sic. bbann\u00efari \u2018gettare il aresco\u2019, detto di pecora o montone. \u2018abbeveratoio\u2019. za visiera\u2019. a abbanniare, SIM 11412: \u00abil banditore abbanni\u00f2\u00bb. Dal sic. abbann\u00efari \u2018gettare il bando\u2019. accalarsi, FA 1326 : \u00ab\u2013 Chi sta in faccia al mare, prima o poi si deve a., anche col pesce pi\u00f9 meschino\u00bb; NCC 1429: \u00abLa regina col re solo s\u2019accala\u00bb. Dal sic. accal\u00e0risi \u2018piegarsi\u2019. accansare, NCC 447 : \u00abcol traffico di merci, passegge accanzari \u2018acquistare\u2019, \u2018ottenere\u2019, \u2018mettere da parte\u2019. acceppare, FA 5316: \u00abIl sorvegliante glien\u2019accepp\u00f2 una\u00bb. Dal sic. accippari \u2018ass accianza, R 1517: \u00abquell\u2019a. d\u2019oro\u00bb; NCC 7423: \u00abuna mala a.\u00bb. Sic. \u2018Occasione\u2019. addimorato, SIM 10630: \u00abmorti addimorati\u00bb. Dal sic. addimu anciova, SIM 2723: \u00abs\u00e0uri sgombri anciove\u00bb. Sic. \u2018Acciuga\u2019. angarioso, OO 9121: \u00abla soldataglia prepotente e angariosa\u00bb. Dal sic. angariusu \u2018soverchiatore\u2019. armuaro, FA 568 : \u00abl\u2019 armuarru \u2018armadio\u2019. arraggiato, SIM 10620: \u00abcorvi [\u2026] arraggiati in cielo a volteggiare\u00bb. Dal sic. arraggiatu \u2018arrabbi arrasso, FA 1101 : \u00ab\u2013 [\u2026] a. di qua\u00bb; R 988 : \u00aba. dalla Milano attiva\u00bb. Dal sic. arrass arrere, R 6419: \u00ab\u2013 [\u2026] l\u2019eredit\u00f2 dal padre suo, e cos\u00ec a.\u00bb. Dal sic. arreri \u2018indietro\u2019. attassare, FA 3633: \u00abIl muro era gelato, mi attassava\u00bb; NCC 6021: \u00abresta come attassata\u00bb. Dal sic. attassari \u2018gelare\u2019 \u2018far agghiacciare il sangue\u2019. attasso, NCC 428 : \u00abnell\u2019a. del cuore\u00bb. Dal cal. attassu \u2018forte paura im babbal\u00e8o, SIM 946 : \u00abb., mammolino\u00bb. Dal sic. bbabbal\u00e8u \u2018scioc babbaluci, SIM 2913: \u00abasparagi finocchi b.\u00bb. Sic. \u2018Chi babb\u00eca, FA 378 : \u00abpazzia, se non b.\u00bb. Sic. \u2018Stupidit\u00e0\u2019. baccaglio, NCC 1426: \u00abfrasi a parabola, a b.\u00bb. Dal sic. bbaccagghiu \u2018gergo furbesco\u2019. baglio, SIM 3231: \u00abva \u2018cortile di una casa\u2019. bajettone, R 12714: \u00absaja di Bologna, b. d\u2019Inghilterra\u00bb. Dal sic. baiettuni \u2018panno da lutto\u2019. b\u00e0lico, SIM 6017: \u00ableandro e b.\u00bb; R 94 : \u00abgel Dal sic. bb\u00e0licu (o bbarcu) \u2018violacciocca\u2019. banneggiare, FA 1147 : \u00abba bando\u2019 (cfr. abbanniare). barbarisco, R 12712: \u00ablana barbarisca\u00bb. Dal sic. bbarbariscu \u2018barb baviolo, FA 472 : \u00abb. di merletto\u00bb. Dal sic. bbaviu\u00f2lu \u2018bavaglino\u2019. beveratura, NCC 10621: \u00abOltre la b. di porta di Terra\u00bb. Dal sic. bbiviratura birritta, SIM 894 : \u00abla b. calcata\u00bb. Sic. \u2018Copricapo di stoffa sen blundo, SIM 7036: \u00abtesta blunda\u00bb. Dal sic. bblunnu \u2018biondo\u2019. brogna, FA 3315: \u00absuonavano le brogne a tutto fiato\u00bb; R 1421 : \u00absuon\u00f2 la b.\u00bb. Sic. \u2018Buccina\u2019. buatta, FA 5429: \u00abconcerto di buatte e di gavette\u00bb. Sic. \u2018Scatola di latta per conserve alimentari\u2019. buffetta, FA 4134: \u00abpreparava la b.\u00bb; SIM 1315: \u00abappoggi\u00f2 le braccia sopra la b.\u00bb; R 6326: \u00absopra \u2019na b. dispose del formaggio\u00bb; NCC 1313: \u00abi litri e le gazzose alle buffette\u00bb. Sic. \u2018Tavola da pranzo\u2019, lia) \u2018la carne del tonno vicina all\u2019addome o alla lisca centrale, di colore scuro \u2026] e ordin\u00f2 agli altri di farsi di lato\u00bb. Dal sic. botti barilotti\u00bb; NCC 1047 : \u00abi caf\u00ecsi di vergine\u00bb. Dal sic. caf\u00ecsu etteratura, traduzione. 9). sic. a cangiu \u2018in luogo di\u2019. 282 : \u00abl\u2019altri dua di fora, uno a cavallo come c.\u00bb. Dal sic. capurr\u00e8tina \u2018guida\u2019, ino\u2019. \u2018Panno cremisi\u2019. acellaio\u2019. ti, a scossoni della c.\u00bb. Sic. dio a muro\u2019. re\u2019. io di tessere che invadeva il c. dentro la fortezza del suo Duomo\u00bb. Sic. (e \u2018tavolo rustico da cucina\u2019. burn\u00eca, SIM 318: \u00abunguentar\u00ee alberelli scatole burn\u00ece\u00bb. Sic. \u2018Vaso di terracotta\u2019. buzzonaglia, SIM 316 : \u00ab\u2013 [\u2026] ficazza, lattume e b.\u00bb. Dal sic. bbuzzunagghia (bbuzzinagghja, bbusunagghja, bbusun\u00e0g e qualit\u00e0 poco pregiata\u2019. cacocciola, FA 4414: \u00abfece uno che pareva c. [ cac\u00f2cciula \u2018carciofo\u2019; qui \u2018capobanda\u2019 (fig.). caf\u00ecso, SIM 10532: \u00abcoffe caf\u00ecsi \u2018misura da olio\u2019, \u2018brocchetta\u2019. calac\u00e0usi, SIM 385 : \u00ab\u2013 [\u2026] un imbecille o c.\u00bb. Sic. \u2018Calabrache\u2019. calas\u00eca, SIM 948 : \u00ab\u2013 [\u2026] presciutto tesoro c.\u00bb. Sic. \u2018Bellezza\u2019. \u00abUn giorno mi ha telefonato un dialettologo dell\u2019Universit\u00e0 di Catania e mi ha chiesto dove avessi preso la parola calas\u00eca che nei vocabolari siciliani non esiste. Gli ho risposto: \u00e8 semplice, viene dal greco kal\u00f2s che vuol dire bello. Calas\u00eca significa bellezza, come si dice nella mia zona che \u00e8 greco-bizantina\u00bb (V. Consolo, intervista con Sergio Buonadonna, \u00abRepubblica\u00bb, 12 giugno 2011). Il dialettologo era S. C. Trovato, che cos\u00ec nota: \u00abSi tratta sicuramente di una parola del lessico familiare dello scrittore, che non ha riscontri lessicografici nel siciliano, n\u00e9, in quanto non improbabile grecismo (&gt; kal\u00f3s + suff., probabilmente sul modello di gherous\u00eda), nelle parlate della vicina Calabria\u00bb (Italiano regionale, l Pirandello, D\u2019Arrigo, Consolo, Occhiato, Enna, Euno Edizioni, 2011, p. 31 c\u00e0lia, NCC 12717: \u00abandando per la c., per i gelati\u00bb. Sic. \u2018Ceci abbrustoliti\u2019. cangio (a), FA 2215: \u00ab\u2013 [\u2026] la maestra a c. dell\u2019avvocato\u00bb. Dal caniglia, SIM 5912: \u00abcenere e c.\u00bb. Dal sic. canigghia \u2018crusca\u2019. caporedina, R \u2018mulattiere\u2019. carb\u00e0no, SIM 421 : \u00ab\u2013 Carb\u00e0ni e montanari!\u00bb. Dal sic. carb\u00e0nu \u2018zotico\u2019. carcarazza, SIM 1073 : \u00abcorvi e carcarazze\u00bb. Sic. \u2018Gazza\u2019, \u2018cornacchia\u2019. carmisc\u00ecna, R 12712: \u00abraso di Firenze, c., orb\u00e0ci\u00bb. Dal sic. carmuscinu \u2018chermis carnezziere, SIM 2910: \u00ablo c., il pescivendolo\u00bb. Dal sic. carnizz\u00e8ri \u2018m carruggio, OO 7214: \u00abcarruggi, cortili\u00bb. Dal sic. carruggiu \u2018vicolo\u2019. c\u00e0scia, SIM 10530: \u00abossa c\u00e0scie crozze\u00bb; cascia, R 1014: \u00abpiansi a singul \u2018Cassa da morto\u2019 nel primo caso, \u2018petto\u2019 (\u2018cassa toracica\u2019) nel secondo. cas\u00e8na, R 6415: \u00ab\u2013 Qua, per intanto, nella mia c.\u00bb. Sic. \u2018Piccolo arma cassariota, R 1023: \u00abmag\u00e0ra, cassariota\u00bb. Sic. \u2018Donna di malaffa catanonno, NCC 4228: \u00abSaliba la catanonna\u00bb. Sic. \u2018Bisnonno\u2019. catarratto, R 1205 : \u00abvino d\u2019inz\u00f2lia e c.\u00bb. Dal sic. catarrattu \u2018uva da mosto\u2019. cato, FA 325: \u00abcorrevo col c. alla fontana\u00bb; SIM 11012: \u00abcati e lemmi\u00bb; R 321 : \u00abnel concavo del c.\u00bb; NCC 383 : \u00abl\u2019immenso d panmerid.). \u2018Secchio\u2019. catoio, FA 6823: \u00abla fila di catoi e magazzeni\u00bb; SIM 1064 : \u00abpozzo, sarcofago o c.\u00bb; NCC 519: \u00abspenti 25 OBLIO II, 5 catoi melanconici\u00bb; OO 918: \u00abdammusi, catoi murati\u00bb. Dal sic. catuju o catoju \u2018stanza sotterranea o grottesco, logor\u00f2 le lettere\u00bb. 127: \u00absi mutavano in carbone, c.\u00bb. Dal sic. cinisa . cir\u00e0ulu \u2018imbroglione\u2019. r di : \u00abcol suono sordo delle lor cianci\u00e0ne\u00bb; NCC 1711: \u00abtintinnar di a pesca\u2019. \u2018rana\u2019. ar\u00f9ni \u2018tazzone\u2019. ie sotterranee, ai dammusi ell\u2019impasto. Fangh\u00eca principiando a caso\u00bb. Dal racotta\u2019. fardali \u2018grembiale\u2019. Dal sic. fezzaru a e ssa ad asciugare in ambiente arieggiato\u00bb (http:\/\/www.divinocibo.it\/cibo\/301\/ficazza-dito!\u00bb; NCC 12918: \u00ab\u2013 Che culo, \u2019sto g., \u2019sto CC \u00bb; g\u00e8bbia, OO 2421: \u00abTra s\u00e8nie e g\u00e8bbie\u00bb. Sic. \u2018Cisterna per conservare terrena\u2019, \u2018stambugio\u2019. cat\u00f9so, SIM 11811: \u00abpioggia di secoli che, cadendo a perpendicolo da c. Dal sic. cat\u00f9su \u2018grondaia\u2019, \u2018canaletta per lo sfogo delle acque piovane\u2019. cenisa, R 7229: \u00abil crine sciolto o di c. sparso\u00bb; OO 4 \u2018carbonella\u2019 (cfr. il nap. cenisa \u2018cenere\u2019). \u2018Cenere\u2019. ceraolo, R 1024: \u00abquella ceraola, quella vecchia bagascia\u00bb. Dal sic chianca, NCC 10722: \u00abforni, chianche, saloni\u00bb. Sic. \u2018Macelleria\u2019. cianciana, FA 982 : \u00abparte con un balzo tra lo scroscio di cianciane\u00bb; SIM 8621: \u00aballegro tintinna ciancianelle\u00bb; cianci\u00e0na, R 168 ciancianelle\u00bb. Sic. \u2018Sonaglio\u2019. cianci\u00f2lo, SIM 7913: \u00abstendevano il c. sulla ghiaia\u00bb. Dal sic. cianciu\u00f2lu \u2018rete d ciarana, FA 11432: \u00abi granchi e le ciarane\u00bb. Dal sic. ciranna o cirana cicarone, SIM 11918: \u00abscifi e cicaroni\u00bb. Dal sic. cic cin\u00ecsa, SIM 10532: \u00abc., bragia e tizzi\u00bb. Cfr. cenisa. cinisia, FA 13133: \u00abla brace accesa sotto la c.\u00bb. Cfr. cenisa. ci\u00f2nnolo, FA 13130: \u00ab\u2013 Ci\u00f2nnoli e muletti\u00bb. Dal sic. ci\u00f9nnuli \u2018ornamenti\u2019. cisca, R 6325: \u00able cische con il latte\u00bb. Dal sic. \u00e7isca \u2018secchia da mungere\u2019. criato, SIM 826: \u00abil c. era appena giunto\u00bb. Dal sic. criatu \u2018domestico\u2019, \u2018inserviente\u2019. crozza, FA 11514: \u00abla c. bianca e gli ossi in croce\u00bb; SIM 10531: cfr. c\u00e0scia. Sic. \u2018Teschio\u2019. dammuso, FA 732 : \u00abLa conca s\u2019appende nel d.\u00bb; NCC 321 : \u00aballe galler murati\u00bb; OO 918: cfr. catoio. Dal sic. damm\u00f9su \u2018stanza a pianterreno\u2019. fanghiare, NCC 1568 : \u00ab\u00c8 il momento dell\u2019acqua e d sic. fangh\u00efari \u2018vangare\u2019. \u2018Mescolare con una pala\u2019. fangotto, NCC 15523: \u00abDal fango nasce ogni f.\u00bb. Dal sic. fangottu \u2018piatto di ter fanniente (don), NCC 1676 : \u00ab\u2013 sti don f.\u00bb. Dal sic. don fannenti \u2018fannullone\u2019. fardale, FA 9226: \u00able mani [\u2026] nascoste nel f.\u00bb. Dal sic. fezza, SIM 10633: \u00abfezze, sughi, chiazze\u00bb. Sic. \u2018Feccia\u2019. fezzaro, NCC 1049 : \u00abl\u2019olio d\u2019inferno che prendevano i fezzari pel sapone\u00bb. \u2018raccoglitore di feccia d\u2019olio per farne sapone o combustibile da lampada\u2019. ficazza, SIM 315 : cfr. buzzonaglia. Sic. \u00abInsaccato di carne di tonno tritata, salata e fortemente pepata\u2019 (S. C. Trovato, Lessico settoriale, regionale e traduzione. A proposito del \u00abSorriso dell\u2019ignoto marinaio\u00bb di Vincenzo Consolo, Atti del Convegno su L\u2019Italia dei dialetti, a cura di Gianna Marcato, Sappada\\Plodn, 27 giugno-1 luglio 2007, Padova, Unipress, 2008, pp. 403-411). \u00abLa ficazza viene preparata con la parte del tonno che, dopo la sfilettatura, resta attaccata alla lisca. Separata con cura, l carne del tonno viene poi macinata e condita con sale e pepe, ed insaccata nel budello, proprio com un classico salame di carne. Dopo una pressatura che dura circa tre settimane, la ficazza di tonno viene me tonno\/). frascarolo, NCC 1576 : \u00abGiunge il f. dai boschi\u00bb. Dal sic. frascarolu \u2018chi raccoglie legna\u2019. garruso, SIM 9412: \u00ab\u2013 Garrusello e figlio di g. allettera fascista!\u00bb. Dal sic. garr\u00f9su \u2018pederasta\u2019, \u2018mascalzone\u2019. gebbia, FA 2819: \u00abAndammo fino alla g.\u00bb; R 8819: \u00abla grande g. ove natavano pesci\u00bb; g\u00e9bbia, N 134 : \u00abi limi delle g\u00e9bbie 26\u00a0 l\u2019acqua d\u2019irrigazione\u2019. gerbo, SIM 9314: \u00abfiori gialli del ficodindia g.\u00bb. Dal sic. gerbu \u2018acerbo\u2019, \u2018non maturo\u2019. 127: \u00able giummare dello Zingaro, gli eucalipti\u00bb. Sic. \u2018Foglia di cerfreglione\u2019, \u2018palma tipatico\u2019. \u00abla g. tonda smozzicata\u00bb; NCC 604: \u00abguastelle di pane\u00bb. Dal sic. guastedda uscol\u00f2 per tutto il corpo\u00bb. Dal sic. ammusculari o mmusculari Peppe, ostia, mi pare che qua l\u2019i. ci pigliammo!\u00bb. Dal sic. mprusatura a Piluchera con cui s\u2019era intrezzato fortemente\u00bb. \u2018tribolare\u2019. rtara\u00bb. Dal sic. lemmu \u2018catino\u2019, \u2018secchio\u2019, \u2018vaso di are\u2019, \u2018allegare\u2019, \u2018passare dallo stato di o, a il l.\u00bb. Dal sic. lupunariu \u2018licantropo\u2019. cotta smaltata\u2019. . ana \u2018dolce di \u00abmascarata di fuoco e di oro\u00bb. Dal sic. mascaratu \u2018persona vestita in maschera tasi corre impazzita\u00bb; R 1229: \u00abla m. poi in quel budello\u00bb. Dal gilecco, NCC 5818: \u00abil g. di fustagno\u00bb. Dal sic. ggileccu \u2018panciotto\u2019. giummara, R 10116: \u00abil seccume di spighe e di giummare\u00bb; NCC 722 : \u00abverde di ficodindia g. euforbia\u00bb; OO 4 nana\u2019, \u2018agave\u2019. grevio, R 4111: \u00abil prete g., untuoso\u00bb. Dal sic. greviu \u2018grave\u2019, \u2018pesante\u2019, \u2018an guaiana, SIM 9215: \u00abcogliere la g. della fava\u00bb. Dal sic. vaiana \u2018baccello\u2019. guastella, SIM 2826: \u2018specie di focaccia\u2019. guglielma, FA 1431: \u00abtir\u00f2 fuori il pettinino e si rifece la g.\u00bb. Sic. \u2018Ciuffo\u2019. immuscolarsi, NCC 776 : \u00abs\u2019imm \u2018aggrovigliarsi\u2019, \u2018attorcigliarsi\u2019. improsatura, FA 4019: \u00ab\u2013 Don \u2018bidone\u2019, \u2018inganno\u2019, \u2018raggiro\u2019. intinagliare, R 13129: \u00abperciavano, intinagliavano\u00bb. Dal sic. ntinagghiari \u2018attanagliare\u2019. intrezzarsi, NCC 13513: \u00abPetro fumava nel letto dell Dal sic. ntrizzari \u2018intrecciare\u2019, \u2018legare strettamente\u2019. jisso, SIM 11836: \u00able pareti [\u2026] levigate a malta, j.\u00bb. Dal sic. jissu \u2018gesso\u2019. lampiare, FA 7927: \u00ablampi\u00f2 un orologio d\u2019oro\u00bb. Dal sic. lamp\u00efari \u2018lampeggiare\u2019, \u2018scintillare\u2019. l\u00e0stima, SIM 4234: \u00ab\u2013 Scrive in particolare delle l\u00e0stime e delle sofferenze\u00bb. Sic. \u2018Lamento\u2019. lastimare, SIM 884 : \u00ab\u2013 Animo, Sirna, finimmo il l.!\u00bb. Dal sic. lastimari \u2018lamentarsi\u2019, lattume, SIM 316 : cfr. buzzonaglia. Dal sic. lattumi \u2018ghiandola seminale del tonno\u2019. lemmo, FA 639 : \u00abi piatti dentro il l.\u00bb; SIM 932: \u00abpiatti lemmi e mafar\u00e0te\u00bb; R 778 : \u00ab\u2013 [\u2026] un l. pieno d\u2019acqua\u00bb; NCC 15524: \u00abmaf\u00e0ra l. b\u00f2mbolo qua terracotta smaltata a forma di tronco di cono\u2019. liare, R 913: \u00abLia che m\u2019ha liato la vita\u00bb. Dal sic. l\u00efari \u2018matur fiore a quello di frutto\u2019; ma anche denominale da (Rosa)lia. lippo, R 919: \u00abl. dell\u2019alma mia\u00bb; OO 9222: \u00abgrommi, lippi\u00bb. Dal sic. lippu \u2018sporcizia\u2019, \u2018untume\u2019. luponario, FA 6413: \u00abirruppe nella stanza come un l.\u00bb; R 1915: \u00abbalzai all\u2019impiedi come un ossess un l.\u00bb; NCC 71 : \u00abDi l\u00e0 della tonnara muoveva or maf\u00e0ra, NCC 15524: cfr. lemmo. Sic. \u2018Tappo\u2019. mafar\u00e0ta, SIM 932: cfr. lemmo. Sic. \u2018Grande piatto concavo di terra mag\u00e0ra, R 1023: cfr. cassarioto. Sic. \u2018Megera\u2019, \u2018donna immorale\u2019. malannata, FA 3227: \u00abscampati a sette malannate\u00bb. Sic. \u2018Anno di carestia, di cattivo raccolto\u2019. male catubbo, NCC 1011: \u00ab\u2013 [\u2026] ti salvi dal male mio c.\u00bb. Dal sic. mali catubbu \u2018mal caduco\u2019. marranzano, SIM 8621: \u00abbasso mormorar di marranzani\u00bb. Dal sic. marranzanu \u2018scacciapensieri\u2019 martorana (pasta), R 1012: \u00abpasta m. fatta carne\u00bb. Dal sic. pasta (o frutta) martur mandorla in forma di frutta varia, confezionato specialmente nel mese d\u2019ottobre\u2019. mascarato, FA 907 : con colori vistosi\u2019. mascata, FA 112 : \u00abpacche e mascate\u00bb. Sic. \u2018Schiaffo\u2019. massacanaglia, FA 432: \u00abLa m. dei bas 27\u00a0 sic. mazzacan\u00e0gghia \u2018orda\u2019, \u2018branco\u2019. matre, FA 798 : \u00abpatre e m.\u00bb; R 1421: \u00abe la matrazza a dire\u00bb. Dal sic. mat\u0323r\u0323i \u2018madre\u2019. Mammella\u2019. llo mozzo\u2019. e dei nipoti\u2019. pet ; nutrico, NCC 8723: \u00abcome un n. che non si oglitori correvano col p.\u00bb; NCC 10316: \u00abmettere nel p. le giarraffe\u00bb. Sic. (e era\u2019. al sic. pastur\u00eca \u2018pane di Pasqua con uova sode\u2019. perciato dalle stelle\u00bb; OO 8821: \u00abLa Mastra Rua era perciata da CC 1414: \u00abla vera p., da sempre di casa in casa a fare crocchie\u00bb. Sic. \u2018Parrucchiera a ] una saccoccia di rena asciutta dalla p.\u00bb; SIM 795 : \u00abE s\u2019udivano i rumori sulla a a la p.\u00bb; SIM 1311: \u00abfermarsi a la p.\u00bb; NCC 1364 : \u00abdavanti alla p.\u00bb. Dal sic. FA 731 : \u00abPrimavera prescialora che non lascia di dire \u00e8 cominciata\u00bb. Dal sic. prescial\u00f2ru che\u2019. ola brocca\u2019. 1722: \u00ab\u2013 [\u2026] marmi policromi, a mischio, r. e tramischio\u00bb. Dal sic. rrabbiscu fiore a r. sopra l\u2019albero\u00bb. Dal sic. a rringu \u2018a occhio\u2019. \u2018Senza l\u2019aiuto ddi rrizza menna, FA 531: \u00abgonfiano le menne\u00bb. Sic. (e panmerid.). \u2018 m\u00e8usa, R 1511: \u00abm\u00e8use, arrosti di stigliole\u00bb. Sic. \u2018Milza\u2019. mozzone, SIM 10736: \u00abquartarella o m.\u00bb. Dal sic. muzzuni \u2018brocca di terracotta dal co nipotanza, SIM 728 : \u00abfiglioli e nipotanze\u00bb. Dal sic. niputanza \u2018l\u2019insiem nascare, SIM 9321: \u00abnascando in aria\u00bb. Dal sic. nasch\u00efari \u2018annusare\u2019. nuc\u00e0tolo, SIM 197 : \u00abbiscotti [\u2026], nuc\u00e0toli\u00bb. Dal sic. nuc\u00e0tulu \u2018dolce natalizio\u2019. nutr\u00ecco, SIM 831: \u00ab\u2013 [\u2026] attaccato al to come un n.?\u00bb stacca dal latte nella poppa\u00bb. Dal sic. nut\u0323r\u0323\u00eccu \u2018lattante\u2019. ortilizio, SIM 1526: \u00abproduzioni ortilizie\u00bb. Dal sic. ortil\u00eczziu o ortal\u00eczziu \u2018coltura ortiva\u2019. panaro, FA 13630: \u00abi c panmerid.). \u2018Paniere\u2019. panz\u00e9ra, FA 9434: \u00abuna larga cintura di cuoio come una p.\u00bb. Sic. (e panmerid.). \u2018Panc par\u00e0ngolo, SIM 7913: \u00abdipanavano il p.\u00bb. Dal sic. par\u00e0ngulu \u2018attrezzo per la pesca\u2019. paranzo, R 12417: \u00abil carraio ci procur\u00f2 un p.\u00bb. Dal sic. paranzu \u2018tipo di imbarcazione\u2019. pastor\u00eca, FA 1063 : \u00abun mostacciolo, poi na p.\u00bb. D patre, FA 798 : cfr. matre. Dal sic. pat\u0323r\u0323i \u2018padre\u2019. perciare, SIM 8011: \u00abl\u2019orecchino di metallo che gli perciava il lobo\u00bb; R 13129: \u00abpolivano, perciavano\u00bb; NCC 13922: \u00abil cielo rocchi\u00bb. Dal sic. pirciari \u2018forare\u2019. piluchera, N domicilio\u2019. pirrera, NCC 1564 : \u00abVa nella p., nei cunicoli\u00bb. Sic. \u2018Cava\u2019, \u2018pietraia\u2019. plaia, FA 2934: \u00ab\u2013 [\u2026 p.\u00bb. Sic. \u2018Spiaggia\u2019. portiniere, FA 10719: \u00absuora portiniera\u00bb. Dal sic. purtin\u00e8ri \u2018portiere\u2019, \u2018guardiano\u2019. pot\u00eca, FA 1335 : \u00abla bevut put\u00eca \u2018osteria\u2019. prescialoro, \u2018frettoloso\u2019. puranco, R 2921: \u00abp. la famiglia di Fauno [\u2026] si \u00e8 pietrificata\u00bb. Dal sic. puranchi \u2018an quartara, SIM 10736: cfr. mozzone; NCC 15524: cfr. lemmo. Sic. \u2018Picc r\u00e0bato, OO 1294 : \u00abdi mercati, di r\u00e0bati\u00bb. Dal sic. r\u00e0bbatu \u2018sobborgo\u2019. rabisco, SIM \u2018arabesco\u2019. r\u00e0iso, SIM 1034: \u00abPalermo rossa, r\u00e0isa, palmosa\u00bb. Dal sic. rr\u00e0isi \u2018capo, chi comanda, dirige o guida\u2019. ringo (a), FA 7512: \u00absi compra il di strumenti di misura appositi\u2019. rizza, SIM 3234: \u00abriparare rizzelle e nasse\u00bb. Sic. \u2018Rete da pesca\u2019. rizzo, FA 727: \u00abfanno la pelle rizza\u00bb; SIM 3627: \u00abNel porto fatto r. per il vento\u00bb. Dal sic. pe \u2018pelle d\u2019oca\u2019 nel primo caso; \u2018increspato\u2019 nel secondo (in riferimento all\u2019acqua del porto). 28 r\u00f2tola, R 693 : \u00abrompendo la cagliata con la r.\u00bb; NCC 7111: \u00abtra cazza r. fiscelle\u00bb. Dal sic. rr\u00f2tula cagliata durante la 0510: \u00abe tiravano innanti a santioni\u00bb. : \u00abNell tro l\u2019altro\u00bb. Sic. (e panmerid.). \u2018Piccone\u2019, cutulari . S.\u00bb; OO 2421: cfr. g\u00e8bbia. 2 e sipale\u00bb. Sic. e\u2019, solitudine\u2019. av . tabb\u00f9tu \u2018cassa un barbecue\u2019. \u2018bastone con all\u2019estremit\u00e0 inferiore un dischetto di legno, usato per frantumare la lavorazione del formaggio\u2019. 29 rua, R 133 : \u00abpasseggiare nella r.\u00bb. Sic. rua \u2018vicolo nel paese, rione, vicinato\u2019. santiare, SIM 8726: \u00absputi, lazzi, turco s.\u00bb. Dal sic. sant\u00efari \u2018bestemmiare\u2019. santione, FA 348 : \u00abMa era un\u2019abitudine, come i santioni\u00bb; SIM 1 Dal sic. santiuni \u2018bestemmia\u2019. 35 sardisco, SIM 66 : \u00abragli di s.\u00bb. Dal sic. sardiscu \u2018asino sardo\u2019. 9 scapozzatore, OO 138 : \u00abscapozzatori di gamberi\u00bb. Dal sic. scapuzzaturi \u2018chi leva la testa ai pesci\u2019. scatt\u00eco, FA 12429 o s. del caldo delle due\u00bb. Dal sic. scatt\u00ecu \u2018l\u2019ora pi\u00f9 assolata\u2019. scecco, SIM 10433: \u00abscecchi in groppa\u00bb; R 1319: \u00ab\u2013 [\u2026] carico come uno s. di Pantelleria\u00bb. Dal sic. sceccu \u2018asino\u2019. sciamarra, SIM 854 : \u00abdava forte con la sua s., un colpo die \u2018vanga\u2019. 17 sciarm\u00e8re, R 53 : \u00absciarm\u00e8ri e questuanti\u00bb. Sic. \u2018Mago\u2019. sciume, R 472 : \u00absciumi trasparenti\u00bb. Dal sic. \u00e7iumi \u2018fiume\u2019. scognito, R 9614: \u00ab\u2013 [\u2026] strade scognite, imbattute\u00bb; NCC 15514: \u00abAltra gente scognita\u00bb. Dal sic. sc\u00f2gnitu \u2018sconosciuto\u2019. scotolare, NCC 571 : \u00abun colpo secco di mortaro che scotol\u00f2 la terra\u00bb. Dal sic. (e panmerid.) s \u2018scuotere\u2019. scr\u00e8pia, R 13717: \u00abroselline della s.\u00bb; NCC 1205 : \u00abla s. e la menta\u00bb. Sic. \u2018Fior di cera (pianta rampicante delle Asclepiadacee)\u2019. s\u00e8nia, SIM 8528: \u00abcigolar di secchia della s.\u00bb; NCC 3825: \u00abTerra. Pietra Sic. \u2018Specie di noria\u2019. sgrigna, FA 56 0 : \u00abtirava sgrigne soffocate\u00bb. Sic. \u2018Ghigno\u2019, \u2018ringhio\u2019. sip\u00e0la, SIM 9314: \u00abfaceva capolino una s.\u00bb; sipala, NCC 4624: \u00abil muro la torre l \u2018Siepe\u2019. smandare, FA 617: \u00absmand\u00f2 quei due a casa\u00bb. Dal sic. smannari \u2018allontanare\u2019. smorfiarsi, FA 10421: \u00abSmorfiandosi tutta sulle scarpe alte\u00bb. Dal sic. smurf\u00ef\u00e0risi \u2018fare smorfi \u2018gongolare\u2019, \u2018fare lo smorfioso\u2019. 24 solit\u00e0, SIM 67 : \u00ab\u2013 S. e privazioni gli hanno fottuto la ragione\u00bb. Dal sic. sulit\u00e0 \u2018 1 sosizza, R 95 : \u00absosizze, fellata, soppressata\u00bb. Sic. \u2018Salsiccia\u2019. 7 spanto, FA 98 : \u00abnon c\u2019era s. poi che s\u2019affacciava\u00bb. Dal sic. spantu \u2018spavento\u2019. 27 spetittato, SIM 43 : \u00abs., non ha voglia di niente\u00bb. Dal sic. spititt\u00e0tu \u2018inappetente\u2019. sticchio, SIM 5910: \u00abper paura di s. romito e santo\u00bb. Dal sic. st\u00eccchiu \u2018vulva\u2019. stracangiare, FA 222 : \u00abtutto stracangiato\u00bb; SIM 6219: \u00ab\u2013 Ha stracangiato l\u2019acqua nell\u2019aceto!\u00bb; NCC 7822: \u00absi ritrov a stracangiato\u00bb. Dal sic. s\u0323t\u0323r\u0323acangiari (s\u0323t\u0323r\u0323acanciari) \u2018trasformare\u2019. tabuto, FA 2127: \u00abTano era vicino al t.\u00bb; SIM 6434: \u00abun t. di tavole bianche\u00bb. Dal sic da morto\u2019. 31 tallarida, SIM 64 : \u00abvolo di tallaride tra colonne\u00bb. Dal sic. taddar\u00ecta \u2018pipistrello\u2019. 4 tangeloso, NCC 135 : \u00abtempo t. dell\u2019infanzia\u00bb. Dal sic. tangil\u00f9su \u2018fragile\u2019, \u2018delicato\u2019. 17 tannura, NCC 106 : \u00absventagliava nel buco della t.\u00bb. Sic. \u2018Fornello simile a taratuffolo, NCC 603 : \u00abfunghi taratuffoli\u00bb. Dal sic. tarat\u00f9ffulu \u2018tartufo\u2019. 29\u00a0 30 rida. 857 : \u00abpane t. e acqua\u00bb; NCC 7117: \u00abun pane duro e un pezzo di t.\u00bb. Dal sic. tumazzu , NCC 16417: \u00abdiscese alla t.\u00bb; OO 514 : tre\u2019. 13: \u00abil v. che saliva serpeggiando\u00bb; OO in cima agli spuntoni del recinto dello z.\u00bb. Dal sic. z\u00e0ccanu \u2018luogo dove si a palma nana\u2019. zotta, SIM 8118: \u00abcon schiocchi in aria di z.\u00bb; R 166 : \u00abschiocc\u00f2 pigro la z.\u00bb. Sic. \u2018Sferza\u2019. tarderita, NCC 474 : \u00abvolo avvolgente delle tarderite\u00bb. Variante di talla timpa, SIM 9213: \u00abdeviavano ogni tanto s\u2019una t.\u00bb. Sic. \u2018Erta scoscesa\u2019. tinchit\u00e8 (a), R 15113: \u00abcibarie sopraffine a t.\u00bb. Sic. \u2018A profusione\u2019, \u2018senza limite\u2019. tomazzo, SIM \u2018formaggio\u2019. travagliare, FA 1292 : \u00ab\u2013 [\u2026] se ne vanno a t.\u00bb. Dal sic. t\u0323r\u0323avaggh\u00efari \u2018lavorare\u2019. trazz\u00e8ra, SIM 6231: \u00ab\u2013 Sulla t. ebbe la visione\u00bb; trazzera \u00abvanno per viottole, trazzere\u00bb. Sic. \u2018Sentiero campes tr\u00ecscia, R 10914: \u00abposeidonie e tr\u00ecscie\u00bb. Sic. \u2018Alga\u2019. truscia, SIM 877 : \u00abraccolse la t.\u00bb. Sic. \u2018Fagotto\u2019, \u2018pacco con la colazione\u2019. tuma, R 6327: \u00abuna forma di t. o fresco pecorino\u00bb. Sic. \u2018Cacio fresco non salato\u2019. v\u00e8rtola, NCC 5821: \u00abmise nelle v\u00e8rtole [\u2026] i caciocavalli\u00bb. Sic. (e panmerid.). \u2018Bisaccia\u2019. vi\u00f2lo, SIM 878 : \u00aba precipizio gi\u00f9 per il v.\u00bb; violo, NCC 10 9216: \u00abScese la brigata per il v.\u00bb. Dal sic. vi\u00f2lu \u2018viottolo\u2019. vr\u00f2ccolo, NCC 1197 : \u00abcardi vr\u00f2ccoli finocchi\u00bb. Dal sic. vru\u00f2cculu \u2018broccolo\u2019, \u2018cavolfiore\u2019. z\u00e0ccano, NCC 5718: \u00ab ricoverano le bestie\u2019. zafarano, R 956 : \u00abodor di z.\u00bb. Dal sic. zafaranu \u2018zafferano\u2019. zammara, FA 5934: \u00abbuttarsi dietro un piede di z.\u00bb. Dal sic. zzamm\u00e0ra \u2018foglia dell zamm\u00f9, SIM 1313: \u00abuna spruzzatina di z.\u00bb; NCC 1319: \u00abacqua e z.\u00bb. Sic. \u2018Anice\u2019<br \/>\nzotta, SIM 8118: \u00abcon schiocchi in aria di z.\u00bb; R 166 : \u00abschiocc\u00f2 pigro la z.\u00bb. Sic. \u2018Sferza\u2019.<br \/>\nOblio Roma 15 gennaio 2012<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Esattamente tre lustri or sono pubblicai prima su \u00abItalianistica\u00bb,1 poi in una raccolta di stud\u00ee di materia siciliana,2 una ricognizione linguistico-stilistica ad ampio raggio dell\u2019opera consoliana maggiore giovandomi, quanto al lessico, dei repertor\u00ee allora disponibili. 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