{"id":1592,"date":"2007-06-20T11:35:18","date_gmt":"2007-06-20T11:35:18","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1592"},"modified":"2017-11-07T11:46:14","modified_gmt":"2017-11-07T11:46:14","slug":"vincenzo-consolo-lirrequietudine-e-il-sigillo-della-scrittura-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1592","title":{"rendered":"Vincenzo Consolo: l\u2019irrequietudine e il sigillo della scrittura"},"content":{"rendered":"<div class=\"entry-title\">\n<h5 style=\"text-align: justify;\">\n<em>20 GIUGNO 2007<\/em><br \/>\n<em>TOPOGRAFIE LETTERARIE<\/em><\/h5>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>di Natale Tedesco<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Due sono gli elementi che in generale caratterizzano e qualificano l\u2019elaborazione inventiva, l\u2019opera, di Vincenzo Consolo: il legame con la tradizione letteraria dei grandi siciliani\u00a0<\/strong>che ha rappresentato la condizione umana dell\u2019isola come mondo ma che con una costitutiva e persistente disposizione a riscrivere la storia della Sicilia e dell\u2019Italia, cio\u00e8 portando avanti una ricognizione del suo percorso civile e politico, finisce col delineare come una controstoria nazionale.<strong>\u00a0L\u2019altro elemento \u00e8 quello di una peculiare formalizzazione della scrittura isolana, la cui forte originalit\u00e0 \u00e8 soprattutto di carattere linguistico.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In verit\u00e0,\u00a0<strong>la tradizione realistica della narrativa siciliana \u00e8 molto meno compatta e unitaria di quanto non si creda: lirismo e prosa d\u2019arte, sperimentalismo e ricerca linguistica, formalismo in genere, s\u2019intrecciano con il realismo di base e a volte lo sopraffanno ed espungono anche nella varia produzione di uno stesso autore.<\/strong>Proprio per Consolo c\u2019\u00e8 da dire che prima ancora che\u00a0<em>Lunaria<\/em>, un\u2019opera del 1985, si presenti come una deliberata antinarrazione, questo intreccio \u00e8 evidente nel primo romanzo,<em>La ferita dell\u2019aprile<\/em>, del 1963, ambientato nel periodo difficile dell\u2019immediato dopoguerra, in una Sicilia dove le tensioni sociali si manifestano drammaticamente in uno con le \u201cferite\u201d di un gruppo di adolescenti inquieti.\u00a0<strong>Gi\u00e0 qui le forme del romanzo si scontravano con gli intenti poematici, nello sperimentalismo di una fraseologia autobiografica vernacolare, con un lirismo che ritaglia un Verga poetico.<\/strong>\u00a0E pure\u00a0<em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>, il romanzo del 1976 ritenuto il suo capolavoro, segnato da ricercatezze lessicali e costrutti regionali d\u2019antica e recente formazione, \u00e8 intersecato da piani stilistici differenziati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Nel\u00a0<em>Sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>, opera significativa di tutto un tempo dell\u2019elaborazione della prosa italiana, dominata dal dissidio tipico dell\u2019ideologia letteraria del decennio Settanta, tra rifiuto della letteratura e fede nella scrittura, la narrazione che vuole essere oggettiva della situazione storica, cio\u00e9 impegnata a rappresentare le rivolte contadine a met\u00e0 dell\u2019Ottocento e la loro repressione classista, si mescola con un immaginario barocco, o neobarocco che dir si voglia, di accentuato vigore.<\/strong>\u00a0Protagonisti del romanzo sono Enrico Pirajno di Mandralisca, un aristocratico liberale ed illuminista, e l\u2019avvocato Giovanni Interdonato, un borghese cospiratore antiborbonico (figura di ascendenza sciasciana dell\u2019intransigenza morale ed intellettuale), e pure diversamente sorpresi e scolpiti nel sorriso ambiguo dell\u2019uomo siciliano del quadro di Antonello da Messina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>In realt\u00e0, in quest\u2019opera, al Verga del primo libro, allo Sciascia del secondo, \u00e8 subentrato pi\u00f9 prepotentemente come nume tutelare Lucio Piccolo e con lui entra in profondit\u00e0 nella prosa la poesia, con lacerti di lui e di altri poeti, e con modulazioni e ritmi che sono di essa.<\/strong>\u00a0Non si tratta solo di singole parole, magari recuperate nel segno di ambiguit\u00e0 e ambivalenze, come \u201cdatura\u201d: fiore bianco e veleno. Rispetto ai passi, ai luoghi esibiti di altri poeti, la citazione di versi piccoliani non \u00e8 virgolettata, perch\u00e9 sono fatti propri come immagini, figure, di un consentaneo e simpatetico universo espressivo. Si vedano come sono incastonati emistichi o versi come \u201cl\u2019eco risorta\u2026\u201d o \u201cvelieri salpati alla speranza di isole felici\u2026\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Di fatto, ancora diverso, \u00e8 l\u2019insistito preziosismo lessicale, con un particolare assaporamento dell\u2019aggettivazione che isola i particolari, gi\u00e0 andando contro il costruire prosastico pi\u00f9 disteso.\u00a0<\/strong>Per questo non ci si pu\u00f2 limitare a godere o a saziarsi di questa ricchezza, senza nemmeno sospettare le ragioni di una scelta che \u00e8 ideologica, di una poetica che \u00e8 gi\u00e0 contrastativa e in cui vive l\u2019invettiva contro la valanga di libri \u2018privi d\u2019anima\u2019.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Se nell\u2019opera di Consolo vi sono modulazioni barocche e, pi\u00f9, rococ\u00f2 in un misto isolano di dolcezze da \u2018arte minore\u2019 e di Serpotta, soprattutto nell\u2019impegnato neoclassicismo preromantico di fine Settecento sono da vedere le sue ascendenze esemplari.<\/strong>\u00a0Penso ai romanzi\u00a0<em>Le avventure di Saffo<\/em>,<em>\u00a0Notti romane al sepolcro degli Scipioni<\/em>\u00a0del periodo romano di Alessandro Verri, pur sempre anti-pedantesco e anticruscante transfuga dalla Milano in cui aveva combattuto contro i \u201cparolai\u201d, che tuttavia i suoi \u2018racconti filosofici\u2019 verg\u00f2 con penna neoclassica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Retablo<\/strong><\/em><strong>, sequenza di accadimenti e di figure, di scritti, di uno scritto che s\u2019incrocia con un\u2019altro, \u00e8 un incrocio di passato e di presente, di un goethiano \u201cviaggiare alla ricerca degli stampi\u201d.<\/strong>\u00a0Al fondo di tutta la condizione cognitiva e formale di\u00a0<em>Retablo<\/em>, sembra fermentare anche un retaggio di Leopardi, quel privilegiamento dell\u2019antico e quella poetica della rimembranza, che fanno diverso il suo classicismo rispetto agli stessi ultimi settecenteschi, e che,dunque, mettono su altri profili quei riferimenti ai neoclassici preromantici, di cui si \u00e8 detto per Consolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L\u2019antico \u00e8 per il nostro scrittore il ritrovamento della dimora isolana, come ancestralit\u00e0 storica e metastorica, che, sul piano individuale, vuol dire recuperare l\u2019infanzia dei giardini messinesi, dei carbonari dei Nebrodi.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Se \u00e8 vero, come affermava Salvatore Battaglia, che \u201cIl poeta, secondo il paradigma leopardiano, \u00e8 un restauratore di antiche remote impressioni, idealit\u00e0, fantasmi, in cui egli si rifugia per evitare la depressione della vita presente\u201d, sembrerebbe che Consolo viva passionalmente questa condizione.\u00a0<strong>Per questo parrebbe che\u00a0<em>Retablo<\/em>\u00a0risolva pure quel peculiare contrasto della crisi della cultura, dell\u2019ideologia letteraria degli anni Settanta, tra negazione della letteratura e fiducia nella scrittura.<\/strong>\u00a0Senza volere togliere nulla al rilievo che<em>\u00a0Il sorriso\u00a0<\/em>ha nella produzione consoliana, alla luce degli ultimi libri dello scrittore messinese, si deve tuttavia affermare che\u00a0<em>Retablo<\/em>\u00a0gode di un\u2019ispirazione unitaria che porta ad esiti pi\u00f9 compiuti almeno una parte, forse la pi\u00f9 autentica della sua tematica, soggetta a spinte centrifughe altrettanto vere.<strong>\u00a0Invero, essendo un elemento costitutivo fortemente ineludibile, il problema di Consolo rimarr\u00e0 la necessit\u00e0 di comporre di volta in volta la tensione poetica con la scrittura referenziale di un chiaro discorso politico.\u00a0<\/strong>Il dilemma che pur nella ambiguit\u00e0 permeava\u00a0<em>Il sorriso<\/em>\u00a0dell\u2019ignoto marinaio con forza e fascino, appare risolto univocamente in<em>\u00a0Retablo<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ma ritorna, anzi quasi contemporaneamente persiste al modo di Vittorini, nelle\u00a0<em>Pietre di Pantalica<\/em>.\u00a0<\/strong>Fascinosamente ambiguo \u00e8 altres\u00ec il linguaggio anticato, ma in modo che non sia sempre attibuibile ad un\u2019area linguistica storicamente determinata, e paia venir fuori da un mondo sommerso e ricreato con l\u2019immaginazione, vago e concretissimo insieme. Un linguaggio che in realt\u00e0, anche quando va da movimento a stabilit\u00e0, non accetta di consistere del tutto; come l\u2019ideologia dello scrittore che, sempre vittorinianamente, rifiuta la quiete nella non speranza, e invero si agita, si sbilancia tra disperazione e speranza.\u00a0<strong>Per questo la sua memoria del tempo andato non \u00e8 ferma, ma si spinge a contestare, con il presente, anche se stessa.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Con questa raccolta del 1988 Vincenzo Consolo ha reinventato peraltro il progetto che gi\u00e0 fu di Vittorini; ha scritto le sue \u201ccitt\u00e0 del mondo\u201d, che intanto paiono pi\u00f9 nostre.<\/strong>\u00a0Cos\u00ec sembra che abbia pure ripreso in prima persona il viaggio che il suo personaggio Clerici aveva compiuto in\u00a0<em>Retablo<\/em>. Dunque, ottobre ottantasette\u00a0<em>Retablo<\/em>, ottobre ottantotto\u00a0<em>Le pietre di Pantalica<\/em>: un anno appena d\u2019intervallo. Ma bisognerebbe dire dei suoi reali tempi di composizione; rimane il fatto che\u00a0<em>Le pietre di Pantalic<\/em>a conservano e rinsaldano una mobilit\u00e0 e plurivocit\u00e0 che saranno riprese in futuro.\u00a0<strong>Peraltro, se in gran parte esso pare venir fuori dalla costola plurilinguistica del\u00a0<em>Sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>, con qualche ricordo dell\u2019autobiografismo della\u00a0<em>Ferita dell\u2019aprile<\/em>, pure usufruisce di quella ricerca prosodica che dal barocco e rococ\u00f2 perviene ad una scrittura che vuol farsi classica pur bagnando la penna nell\u2019 inquietudine ideale e nell\u2019 insoddisfazione espressiva della contemporaneit\u00e0.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Sorgono da amore, dolore e sdegno, dunque, le pagine di diverso memorialismo della raccolta<\/strong>: come<em>\u00a0I linguaggi del bosco<\/em>\u00a0e\u00a0<em>Le pietre di Pantalica<\/em>, la prosa eponima del libro. U<strong>n memorialismo complesso, intricato e intrigante: un domestico, privato, autobiografico ricordo che \u00e8 anche civile, antropologica memoria della vita e della storia. Si tratta di una memoria non cristallizzata, n\u00e9 soddisfatta di s\u00e9, ma dialettica, soprattutto agonistica<\/strong>. Un inusitato agonismo della memoria, perch\u00e9 non muove solo contro il presente, ma questa volta si agita e tenzona anche al suo interno, in forza della dinamica plurivocit\u00e0 delle componenti contenutistiche ed espressive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Il decennio Novanta vede subito Consolo riproporre con forza un romanzo di argomento storico, ambientato nell\u2019isola negli anni dell\u2019avvento fascista<\/em>. Pietro, un maestro elementare, dopo un attentato a proprietari e fascisti, fugge esule in Tunisia. L\u2019opera in qualche modo riprende la tematica democratica di rivisitazione della nostra storia, come gi\u00e0 nel<em>\u00a0Sorriso<\/em>\u00a0dell\u2019ignoto marinaio, ma in una chiave formale diversa.\u00a0<em><strong>Nottetempo casa per casa<\/strong><\/em><strong>\u00a0(1992) \u00e8 stato considerato un romanzo postmoderno perch\u00e9 fondato sulla citazione letteraria da scrittori pur diversi (Manzoni, Verga, Pascoli, D\u2019Annunzio, Montale), sulla parodia, il rifacimento e l\u2019alternarsi di usi linguistici molteplici, per concludere che tuttavia non si riteneva una soluzione postmoderna il prevalere in esso dell\u2019italiano letterario, la scelta di uno stile eletto.<\/strong>\u00a0Invero la convinzione consoliana che sia la letteratura a difenderci dal generale degrado e imbarbarimento sempre pi\u00f9 pervasivi, non era una novit\u00e0. L\u2019idea della letteratura come \u201cimpostura\u201d stava bene in piedi nel contesto particolare dell\u2019opera del 1976, sia il contesto interno dell\u2019opera, sia il contesto esterno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019<em>Olivo e l\u2019olivastro<\/em>,l\u2019autobiografismo dell\u2019autore, che torna nella maturit\u00e0 a prorompere pi\u00f9 apertamente, per farsi giudizio metapersonale viene traslato in terza persona.\u00a0<strong>Affidarsi all\u2019Ulisse mitico, della poesia omerica, serve all\u2019Odisseo, al Nessuno di oggi, a procurarsi un\u2019identit\u00e0 che, perduta nel presente, si pu\u00f2 solo ricostruire nel passato, col passato. E solo cos\u00ec, nel naufragio, nella catastrofe generale, si pu\u00f2 trovare una salvezza individuale.<\/strong>\u00a0La poesia moderna si \u00e8 servita della \u201cenumeraci\u00f2n caotica\u201d perch\u00e9 nominando le cose ha ritenuto di riconoscerle, di riguadagnarle. Oggi si ha il sospetto che si nominano le cose per segnalare la definitiva perdita di esse. Per questo lo scrittore o si serve di un linguaggio referenziale che ( \u201ctradendo il campo\u201d con \u201cstanca ecolalia\u201d) ha solo un compito informativo, oppure inventa un linguaggio metaforico che si deve descrittare nelle sue valenze interiori.<strong>\u00a0In questo linguaggio irreale, dominato dalla dannazione dell\u2019inesprimibile, ora le epifanie danno solo il senso della ricerca di una verit\u00e0 misteriosa da identificare. Con ci\u00f2 e perci\u00f2 la pratica di una scrittura visionaria, anche a partire da un apparente, semplice dato di cronaca.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Lo\u00a0<em>Spasimo di Palermo\u00a0<\/em>conclude, dopo\u00a0<em>Il sorriso<\/em>\u00a0e<em>\u00a0Nottetempo,<\/em>\u00a0il trittico narrativo in cui Consolo affronta la storia dell\u2019isola dalla parte dei vinti e della Storia rinnega e demistifica storture e menzogne.\u00a0<\/strong>La forma \u00e8 sempre pi\u00f9 ellittica e problematica, e tende allo scavo interiore e alla vertigine espressiva:\u00a0<strong>il frutto di questa sfida sempre pi\u00f9 impervia ai linguaggi piatti e strumentali della comunicazione \u00e8 una scrittura insieme febbrile e raziocinante, accesa e vigile, tramata di poesia e di\u00a0<em>engagement<\/em>.\u00a0<\/strong>Di quest\u2019ultimo fa fede il palese riferimento alle coraggiose e sfortunate inchieste del pool giudiziario di Palermo e alla tragica strage di via D\u2019Amelio, in cui confluiscono le vicende e i destini dipanati nel romanzo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Simbolo dell\u2019immane fallimento d\u2019una societ\u00e0 e insieme d\u2019una generazione che avrebbe voluto e potuto modificarla -\u00e8 l\u2019assassinio del coraggioso giudice, intravvisto dal protagonista \u2013 testimone, che \u00e8 uno scrittore sfiduciato e votato al silenzio, nonch\u00e9 un padre altrettanto deluso e autocritico.\u00a0<strong>La crisi della scrittura coincide cos\u00ec con lo \u201cspasimo\u201d estremo di una civilt\u00e0: un punto di non ritorno, ovvero di avvio di modalit\u00e0 espressive e di tensioni civili da rifondare.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In tutta la produzione di Vincenzo Consolo di manifestazioni vigorosamente mitopoietiche ve ne sono tantissime.\u00a0<strong>Anzi si pu\u00f2 dire che l\u2019aspetto pi\u00f9 precipuo della sua formalizzazione \u00e8 il raccontare creativo, questo riprendere miti ricreandoli. Al principio dell\u2019invenzione di Consolo ci furono la ferita (s\u00ec,\u00a0<em>La ferita dell\u2019aprile<\/em>, titolo della sua prima opera, \u00e8 pure figura di un dato esistenziale) e la folgorazione poetica. Nella produzione di Consolo, a quanto se ne sa, si isolano due episodi di versificazione poetica vera e propria.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Mi riferisco a Marina a Tindari , del 1972, che dunque si colloca tra La ferita dell\u2019aprile e Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio. Questo testo in versi, quasi sconosciuto, contiene molti, forse i principali temi dell\u2019intera sua opera, anche certi usi lessicali: il vorticare; certe pratiche linguistiche. L\u2019altro testo splendido \u00e8 L\u2019ape iblea- elegia per Noto, da cui \u00e8 scaturito\u00a0<em>L\u2019Oratorio\u00a0<\/em>composto da uno straordinario Francesco Pennisi ed eseguito a Firenze il 19 giugno 1998 al teatro Verdi.\u00a0<strong>Nella tradizione passata e recente egli si ritaglia Verga e Vittorini poetici \u2013 gi\u00e0 il siracusano riprendeva Montale \u2013 e propriamente il \u2018vorticare\u2019 lirico di Lucio Piccolo. Da quell\u2019ulcerazione ne vennero i grumi di dolore da rappresentare per trame intense di una ricerca, appunto mitopoietica. La cognizione del dolore per avere tregua, per vivere delle soste, si riporta peraltro al mondo della natura. Al malessere alla perdita, cio\u00e8 all\u2019assenza della persona, si risponde con la presenza delle figure del mondo naturale. La scrittura ridona la memoria delle cose, e non sai se \u00e8 ricordo umano o memoria di fisicit\u00e0 ancestrale, una presenza che prepara eventi, o appena un trasalimento di evanescenze.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla base di questa sua ricerca mitopoietica, certo, c\u2019\u00e8 un\u2019opzione della positivit\u00e0 umana, del vivere sociale che merita l\u2019impegno civile del letterato, ma la maturazione di Consolo avviene tra rifiuto della letteratura che risulta nonostante le intenzioni, sempre esornativa, e fede nella scrittura che ripostula il mondo nel suo continuo inventare.\u00a0<strong>Essa si colloca nell\u2019alveo del rapporto fra tradizione e innovazione, tra norma ed eccezione. Non \u00e8 paradossale per Consolo, come per tutti i siciliani, che nella superstite fedelt\u00e0 alla norma l\u2019eversione sposi uno sperimentalismo che invece di coniugarsi con l\u2019avanguardia, la neo avanguardia, si muove nel solco di una tradizione che pure pu\u00f2 stare stretta.<\/strong>\u00a0Avverte tuttavia Consolo:<\/p>\n<blockquote><p>La tradizione non si pu\u00f2 cancellare, e chi pretende di cancellarla agisce sull\u2019idea stessa di letteratura, dico sul senso nobilmente bachtiniano di una letteratura che trama contro le cancellazioni dell\u2019oblio. E\u2019 questa la vera funzione della letteratura, nella quale si sperimenta un altro tipo di memoria.<\/p><\/blockquote>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>E\u2019 ovvio che fra tradizione e innovazione, anche nel pieno dell\u2019eversione, il cemento \u00e8 il reale, anzi, nel crogiuolo materiale, l\u00e0 dove i miti siciliani non sono arsenali, armamentari dell\u2019arte isolana, ma costituiscono il seno materno di essa, per dirla con Karl Marx, il cemento \u00e8 la realt\u00e0 esistenziale dell\u2019autore, il profondo e radicato vissuto biografico.\u00a0<\/strong>La particolarit\u00e0 del rapporto che Consolo istituisce tra la sua effettuale vicenda biografica e la rappresentazione letteraria che ne d\u00e0, consiste nel fatto che tale vicenda piuttosto che essere, quasi ovviamente, deterministicamente ancorata ad una situazione storica \u2013 la nostra, terribile \u2013 risulta dolorosamente uncinata da questa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In ci\u00f2 \u00e8 da riconoscere la condizione di sofferenza che qualifica e fa vibrare esistenzialisticamente il lavoro dello scrittore contemporaneo.\u00a0<strong>Nella misura di questa sofferenza e nella modalit\u00e0 di esitarla, di uscirne anche, liricamente, sta il significato complesso e complessivo dell\u2019operazione scrittoria di Consolo, cio\u00e8 della sua invenzione che si costruisce sempre pi\u00f9 in grumi di dolore e di rifiuto. L\u2019invettiva contro il presente storico insopportabile, si coniuga, anzi ha radice in un malessere esistenziale personale, tra perdita e assenza. In tal senso \u00e8 esemplare l\u2019incontro con la madre nell\u2019 Olivo e l\u2019olivastro. Ad ogni modo in Consolo la carta della letteratura si gioca nell\u2019irrequietudine e questa ha il suo sigillo nella scrittura mitopoietica.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>20 giugno 2007<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>20 GIUGNO 2007 TOPOGRAFIE LETTERARIE di Natale Tedesco Due sono gli elementi che in generale caratterizzano e qualificano l\u2019elaborazione inventiva, l\u2019opera, di Vincenzo Consolo: il legame con la tradizione letteraria dei grandi siciliani\u00a0che ha rappresentato la condizione umana dell\u2019isola come mondo ma che con una costitutiva e persistente disposizione a riscrivere la storia della Sicilia &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1592\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Vincenzo Consolo: l\u2019irrequietudine e il sigillo della scrittura<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,10,4],"tags":[421,86,423,424,422,202,200,35,19,32,185,184,20,154,29,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1592"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1592"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1592\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1593,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1592\/revisions\/1593"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1592"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1592"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1592"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}