{"id":1551,"date":"2017-09-21T07:57:50","date_gmt":"2017-09-21T07:57:50","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1551"},"modified":"2018-04-05T16:14:34","modified_gmt":"2018-04-05T16:14:34","slug":"cosa-loro-mafie-tra-cronaca-e-riflessione-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1551","title":{"rendered":"Cosa loro &#8221; Mafie tra cronaca e riflessione &#8221; Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/21752480_364379910651190_995686923923758844_n.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1552\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/21752480_364379910651190_995686923923758844_n-211x300.jpg\" alt=\"21752480_364379910651190_995686923923758844_n\" width=\"211\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/21752480_364379910651190_995686923923758844_n-211x300.jpg 211w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/21752480_364379910651190_995686923923758844_n.jpg 674w\" sizes=\"(max-width: 211px) 100vw, 211px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La mafia 1<\/p>\n<p>Diciamo subito mafia con emme minuscola: un sostantivo,<\/p>\n<p>un nome comune che indica un certo fenomeno storico\u2010<\/p>\n<p>sociale: come dire brigantaggio, pirateria, banditismo,<\/p>\n<p>contrabbando\u2026 Sono tante le mafie: di antiche e moderne,<\/p>\n<p>di europee e di americane del Nord e del Sud; esse possono<\/p>\n<p>sorgere nelle pi\u00f9 varie strutture della vita sociale; nelle<\/p>\n<p>strutture economiche, politiche, ecc.<\/p>\n<p>Ma se diciamo Mafia, con la emme maiuscola, ci riferiamo<\/p>\n<p>subito a quel tipico fenomeno sociale che \u00e8 nato in<\/p>\n<p>Sicilia pi\u00f9 di un secolo fa. E se di mafie in genere non sappiamo<\/p>\n<p>neppure quante ce ne siano o ce ne siano state, della<\/p>\n<p>Mafia siciliana si sa molto. Essa \u00e8 l\u2019unica associazione di<\/p>\n<p>questo tipo, dell\u2019Europa moderna, che sia stata ampiamente<\/p>\n<p>descritta e analizzata. Dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia in poi storici,<\/p>\n<p>etnologi, uomini politici, giuristi, scrittori, si sono occupati<\/p>\n<p>del fenomeno: da Napoleone Colajanni al Cutrera,<\/p>\n<p>all\u2019Alongi, al Pitr\u00e8, ai due parlamentari Sonnino e Franchetti,<\/p>\n<p>per arrivare, ai giorni nostri, al Pantaleone, al Renda,<\/p>\n<p>all\u2019americano Reid, agli inglesi Smith e Hobsbawm, a<\/p>\n<p>Salvatore Francesco Romano, Girolamo Li Causi, a Danilo<\/p>\n<p>Dolci, a Leonardo Sciascia.<\/p>\n<p>Si dice mafia o maffia? Da dove deriva il nome? Che<\/p>\n<p>cos\u2019\u00e8 mafia? Cos\u2019\u00e8 la Mafia? Quali sono le sue origini? Prima<\/p>\n<p>di rispondere a queste domande bisogna subito affermare<\/p>\n<p>che la Mafia \u00e8 ed \u00e8 sempre stata una pericolosa e<\/p>\n<p>dannosa associazione a delinquere, una organizzazione di<\/p>\n<p>criminali. Accettata la grafia pi\u00f9 corrente moderna, Mafia,<\/p>\n<p>con una sola effe, non si sa quale accettare delle svariate<\/p>\n<p>interpretazioni etimologiche: Mafia deriverebbe dall\u2019antico<\/p>\n<p>termine francese \u201cmaufe\u201d, \u201cmauvais\u201d, cattivo; Mafia<\/p>\n<p>deriverebbe dal fiorentino maffia, miseria; dall\u2019arabo \u201cmahias\u201d,<\/p>\n<p>vanteria; dall\u2019italiano \u201cmuffole\u201d, manette. Il magistrato<\/p>\n<p>Giuseppe Guido Lo Schiavo, autore di <em>Piccola Pretura<\/em>,<\/p>\n<p>un romanzo\u2010cronaca sulla mafia dal quale Pietro Germi<\/p>\n<p>trarr\u00e0 il soggetto per il suo film <em>In nome della legge<\/em>, afferma<\/p>\n<p>che mafia deriva dall\u2019arabo \u201cmaha\u201d, grotta, e mafia<\/p>\n<p>si chiamava appunto una grotta nella quale dei liberali<\/p>\n<p>siciliani complottavano contro i Borboni e prepararono lo<\/p>\n<p>sbarco di Garibaldi a Marsala. Mafioso diverr\u00e0 quindi sinonimo<\/p>\n<p>di bello, generoso, coraggioso. Anche per l\u2019etnologo<\/p>\n<p>siciliano Giuseppe Pitr\u00e8 mafia esprimerebbe l\u2019idea di<\/p>\n<p>qualit\u00e0 superiore. Da qui la sua definizione: \u00abLa mafia \u00e8 la<\/p>\n<p>coscienza del proprio essere, la nozione esagerata della<\/p>\n<p>forza individuale\u00bb. Il Pitr\u00e8 generer\u00e0 una serie di equivoci.<\/p>\n<p>Il pi\u00f9 importante dei quali quello del diffondersi dell\u2019idea<\/p>\n<p>del mafioso come bandito eroe, giustiziere, una specie di<\/p>\n<p>Robin Hood: vendicatore delle prepotenze dei forti contro<\/p>\n<p>i deboli, dei ricchi contro i poveri; uomo giusto che si sostituisce<\/p>\n<p>all\u2019ingiustizia delle leggi dello stato. Equivoco in<\/p>\n<p>cui sono caduti e cadono molti siciliani, da Vittorio Emanuele<\/p>\n<p>Orlando a molti uomini politici, per un malinteso<\/p>\n<p>senso dell\u2019onore, del \u201cbuon nome dell\u2019Isola\u201d, fino al giornalista<\/p>\n<p>Giuseppe Longa che affermava essere la Mafia: \u00abuna<\/p>\n<p>fluida inafferrabile cosa: una atmosfera\u00bb. \u00abE sar\u00e0 magari<\/p>\n<p>un\u2019atmosfera \u2013 gli risponder\u00e0 lo scrittore Leonardo Sciascia<\/p>\n<p>\u2013 ma il fatto \u00e8 che si tratta di un\u2019atmosfera che spara e<\/p>\n<p>che, per di pi\u00f9, spara in determinate direzioni. \u00c8 un\u2019atmosfera<\/p>\n<p>che predilige scaricarsi sotto forma di raffiche di mitra,<\/p>\n<p>in direzione dei sindacalisti. Dimmi contro chi spari e<\/p>\n<p>ti dir\u00f2 chi sei: almeno questo possiamo dirlo\u00bb.<\/p>\n<p>Quando nasce la mafia? Dopo il 1860 afferma, la maggior<\/p>\n<p>parte degli storici. Ma le cause del sorgere della Mafia<\/p>\n<p>in Sicilia sono certo antecedenti. Le cause sono le parti9<\/p>\n<p>colari condizioni storiche e sociali dell\u2019isola: l\u2019esistenza del<\/p>\n<p>latifondo da una parte e dell\u2019arretratezza e della miseria<\/p>\n<p>del mondo contadino dall\u2019altra: esistenza di un mondo<\/p>\n<p>feudale protrattosi nella storia anche dopo la Rivoluzione<\/p>\n<p>Francese e anche dopo l\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia. Non vi \u00e8 dubbio che<\/p>\n<p>i contadini siciliani erano abituati a considerare il governo<\/p>\n<p>centrale non come un vero stato, con leggi giuste e risolutive<\/p>\n<p>di problemi annosi, ma come qualcosa di lontano ed<\/p>\n<p>estraneo che si presentava a loro ogni tanto sotto forma di<\/p>\n<p>esattore delle tasse, di poliziotto o di giudice di tribunale.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 dall\u2019abolizione ufficiale del feudalesimo in Sicilia<\/p>\n<p>(1812\u20101838) e dopo l\u2019Unit\u00e0 d\u2019Italia, tra la classe popolarecontadina<\/p>\n<p>e il feudatario si sviluppa una classe media di<\/p>\n<p>agricoltori capitalisti appaltatori, avvocati e simili. Da questa<\/p>\n<p>classe media viene fuori quella che Hobsbawm chiama<\/p>\n<p>il \u00absistema\u2010parallelo\u00bb, il sistema autoritario e legiferante<\/p>\n<p>che si sostituisce a quello dello stato: la mafia. La spina<\/p>\n<p>dorsale della Mafia erano i gabellotti \u2013 appartenenti alla<\/p>\n<p>classe media pi\u00f9 ricca \u2013 che corrispondevano ai proprietari<\/p>\n<p>feudali un affitto globale per l\u2019intera propriet\u00e0 e subaffittavano<\/p>\n<p>ai contadini e praticamente erano diventati l\u2019effettiva<\/p>\n<p>classe dominante al posto dei padroni. Questi ultimi<\/p>\n<p>erano intenti a sperperare, nei loro fastosi palazzi di<\/p>\n<p>Palermo, i loro redditi o a rivivere, con feste e usanze, un<\/p>\n<p>passato che non esisteva pi\u00f9. Il romanzo di Lampedusa <em>Il<\/em><\/p>\n<p><em>Gattopardo <\/em>fa una radiografia lucida di questo passaggio<\/p>\n<p>storico, con i Sedara che si sostituiscono ai Salina e divengono<\/p>\n<p>oltre che ricchi, classe dirigente, uomini politici.<\/p>\n<p>Nel 1865, il prefetto Gualtiero, scrivendo una relazione<\/p>\n<p>sulla situazione dell\u2019ordine pubblico in Sicilia affermava<\/p>\n<p>che \u00abl\u2019origine del sempre maggior turbamento esistente<\/p>\n<p>nello spirito pubblico dell\u2019isola e della scarsa autorit\u00e0 morale<\/p>\n<p>che le autorit\u00e0 esercitavano era un grave, prolungato<\/p>\n<p>malinteso tra il Paese e l\u2019autorit\u00e0\u00bb. In queste condizioni<\/p>\n<p>era stato dunque facile, secondo il Prefetto, il diffondersi<\/p>\n<p>della \u00abcosidetta mafia\u00bb, \u00abassociazione malandrinesca\u00bb,<\/p>\n<p>che, per il Gualtiero ha sempre avuto in Sicilia dirette rela10<\/p>\n<p>zioni con la vita politica. Il carattere particolare della mafia<\/p>\n<p>siciliana era anzi da individuare nella particolare abitudine<\/p>\n<p>e necessit\u00e0 di legame tra malandrinaggio e partiti politici.<\/p>\n<p>Giacch\u00e9, anche negli anni seguenti, delitti e \u201cmalandrinaggio\u201d<\/p>\n<p>non mostrano d\u2019aver fine, i responsabili politici<\/p>\n<p>italiani si renderanno lentamente conto della necessit\u00e0<\/p>\n<p>di conoscere meglio la situazione dell\u2019isola: mentre, da<\/p>\n<p>privati, due onorevoli toscani, Franchetti e Sonnino, intraprendono,<\/p>\n<p>dopo il \u201870, un\u2019indagine sulla situazione siciliana,<\/p>\n<p>il 29 giugno 1875 il Senato approvava cos\u00ec una legge<\/p>\n<p>che portava come denominazione quella di <em>Inchiesta sulle<\/em><\/p>\n<p><em>condizioni sociali ed economiche della Sicilia e sull\u2019andamento<\/em><\/p>\n<p><em>dei pubblici servizi<\/em>. La commissione creata a questo scopo<\/p>\n<p>avr\u00e0 un anno di tempo per condurre un\u2019indagine approfondita<\/p>\n<p>con estesi poteri, sui fenomeni di \u201cmalandrinaggio\u201d.<\/p>\n<p>La relazione della commissione verr\u00e0 pubblicata nel<\/p>\n<p>1876, ma gli atti completi dell\u2019inchiesta, che ha incontrato<\/p>\n<p>numerosi ostacoli e resistenze, verranno praticamente<\/p>\n<p>ignorati fino ad oggi. Gli interrogatori, i verbali delle sedute<\/p>\n<p>verranno cos\u00ec pubblicati solo nel 1969, per iniziativa<\/p>\n<p>dell\u2019Archivio Centrale dello stato. Si tratta di un materiale<\/p>\n<p>che rappresenta molto meglio della reticente relazione finale,<\/p>\n<p>un\u2019interessante e preziosa miniera di notizie, che serve<\/p>\n<p>anche a ricostruire la storia del nostro sud dopo l\u2019unit\u00e0.<\/p>\n<p>Ecco cosa afferma, per esempio, a proposito dell\u2019andamento<\/p>\n<p>della giustizia nell\u2019Isola, nella sua relazione alla<\/p>\n<p>Commissione d\u2019inchiesta, il procuratore di Girgenti: \u00ab\u2026<\/p>\n<p>Se capitano dei poveri disgraziati che non hanno protezioni,<\/p>\n<p>impegni denari, n\u00e9 appartengono alla maffia, si pu\u00f2<\/p>\n<p>star sicuri, non troveranno indulgenza alcuna, e si avranno<\/p>\n<p>verdetti severi e giusti. Ben altro \u00e8 poi se gli imputati<\/p>\n<p>appartengono a classe agiata; ovvero alla maffia; per qualunque<\/p>\n<p>atroce crimine si pu\u00f2 star sicuri d\u2019ottenere verdetti<\/p>\n<p>di incolpabilit\u00e0: o, se il fatto fosse di tale evidenza di prove<\/p>\n<p>da non potersi, se non con spudoratezza, negare, saranno<\/p>\n<p>sempre ammesse dai giurati tutte quelle circostanze introdotte<\/p>\n<p>dalla difesa, risultino oppure no, dal dibattimento,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>che valgano a ridurre ai minimi termini l\u2019imputazione e la<\/p>\n<p>relativa pena\u00bb.<\/p>\n<p>La precisa e coraggiosa descrizione del procuratore<\/p>\n<p>non ha bisogno di commenti. Man mano che le gerarchie<\/p>\n<p>andavano potenziandosi e che si delimitavano le varie zone<\/p>\n<p>di influenza mafiosa e man mano che il prestigio dell\u2019\u201c<\/p>\n<p>onorata societ\u00e0\u201d andava sempre pi\u00f9 sostituendosi, di<\/p>\n<p>fatto, ai poteri legittimi, accadde naturalmente che la mafia<\/p>\n<p>andasse al di l\u00e0 delle sue attribuzioni originarie, e dei<\/p>\n<p>suoi primitivi interessi, per rivolgere la sua attivit\u00e0 ad ogni<\/p>\n<p>settore della vita pubblica; ed anche questo pu\u00f2 essere<\/p>\n<p>desunto dai verbali dell\u2019inchiesta.<\/p>\n<p>Altrettanto bene se ne ricava, leggendo ad esempio l\u2019interrogatorio<\/p>\n<p>dell\u2019ex deputato avv. Salvatore Carnazza, il<\/p>\n<p>senso di sfiducia verso il nuovo stato che assumer\u00e0 agli occhi<\/p>\n<p>delle masse l\u2019aspetto di uno stato repressivo. Infatti il<\/p>\n<p>sud si era ribellato ai Borboni per il loro malgoverno. \u00abIl<\/p>\n<p>generale Garibaldi attraversava il Paese accompagnato<\/p>\n<p>dalla rivoluzione. Egli portava in trionfo la bandiera dell\u2019unit\u00e0.<\/p>\n<p>Ma la bandiera era piantata in un Paese in rivoluzione<\/p>\n<p>\u00bb, affermava De Pretis nell\u2019ottobre del 1860, all\u2019epoca<\/p>\n<p>del dibattito alla Camera sull\u2019annessione delle Provincie<\/p>\n<p>meridionali. I motivi che avevano spinto i siciliani a fare la<\/p>\n<p>rivoluzione erano ancora quelli che avevano prodotto i<\/p>\n<p>vecchi moti: abbattere le strutture feudali, con tutte le ingiustizie,<\/p>\n<p>le violenze, le corruzioni prodotte da quel sistema.<\/p>\n<p>Come rilever\u00e0 il De Cordova, deputato moderato al<\/p>\n<p>Parlamento, \u00abquando un Governo riceve un Paese non da<\/p>\n<p>una conquista ma dalle mani della rivoluzione, deve domandarsi<\/p>\n<p>per quali bisogni questa rivoluzione si \u00e8 fatta, e<\/p>\n<p>pensare a soddisfarli\u00bb. Niente di tutto ci\u00f2, invece, verr\u00e0<\/p>\n<p>fatto, e lo si vede gi\u00e0 scorrendo le pagine della inchiesta.<\/p>\n<p>Le proteste dei contadini delusi verranno cos\u00ec duramente<\/p>\n<p>represse, sin dagli inizi, anche con la forza dalle truppe<\/p>\n<p>dell\u2019esercito garibaldino con fucilazioni e condanne sommarie;<\/p>\n<p>la pi\u00f9 nota repressione \u00e8 quella eseguita dalla 15a<\/p>\n<p>divisione di Nino Bixio, al quale verr\u00e0 data la missione,<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>come scriver\u00e0 alla moglie, \u00abdi dare il terribile esempio alla<\/p>\n<p>popolazione di Bronte e dei paesi vicini\u00bb. Dalle pagine<\/p>\n<p>dell\u2019opera ricaviamo pure l\u2019incredibile indifferenza e ignoranza<\/p>\n<p>di molti governi nei confronti dei problemi reali della<\/p>\n<p>Sicilia. Quella Sicilia che per il Minghetti era la plaga<\/p>\n<p>pi\u00f9 fertile d\u2019Europa, cos\u00ec come per il Cavour era invece in<\/p>\n<p>base agli impressionanti dati raccolti dagli inquirenti la regione<\/p>\n<p>in preda alla pi\u00f9 profonda miseria e da questa miseria<\/p>\n<p>la mafia traeva la sua forza.<\/p>\n<p>Secondo molti uomini politici, dopo l\u2019unificazione sotto<\/p>\n<p>un governo finalmente \u201ccivile\u201d, i siciliani avrebbero dovuto<\/p>\n<p>rapidamente e automaticamente emanciparsi dalla<\/p>\n<p>loro miseria e godere cos\u00ec delle ricchezze della loro Terra.<\/p>\n<p>Con sorpresa generale le condizioni della Sicilia al contrario<\/p>\n<p>non muteranno affatto: i delitti continueranno, si continuer\u00e0<\/p>\n<p>a parlare sempre pi\u00f9 frequentemente di mafia. A<\/p>\n<p>un generico ottimismo succeder\u00e0 un altro generico e facile<\/p>\n<p>pessimismo e gli abitanti verranno cos\u00ec definiti da un<\/p>\n<p>membro responsabile del governo come \u00abun esercito di<\/p>\n<p>barbari accampato fra di noi\u00bb, e D\u2019Azeglio suggerir\u00e0 di separare<\/p>\n<p>nuovamente il Sud dall\u2019Italia, mentre De Pretis parler\u00e0<\/p>\n<p>di \u00abun paradiso governato da Satana\u00bb.<\/p>\n<p>Le repressioni di cui si \u00e8 detto e il trattamento da cittadini<\/p>\n<p>di seconda classe da parte del nuovo governo, che<\/p>\n<p>considerava a questo punto, non ancora pervenute al grado<\/p>\n<p>di \u201ccivilt\u00e0\u201d del resto d\u2019Italia le masse isolane, e quindi<\/p>\n<p>largheggiava in provvedimenti restrittivi, terranno dunque<\/p>\n<p>viva la sfiducia verso lo stato e daranno maggior fiato<\/p>\n<p>alla mafia, in un drammatico circolo vizioso, perch\u00e9 questi<\/p>\n<p>provvedimenti rinfocolavano l\u2019ostilit\u00e0 della popolazione e<\/p>\n<p>questo, a sua volta, dava motivo per altri provvedimenti<\/p>\n<p>repressivi. Favorita da questo contesto sociale, la mafia assumeva<\/p>\n<p>un aspetto sempre pi\u00f9 organizzato e ragguardevole.<\/p>\n<p>Era tutto un mondo dove la dipendenza personale<\/p>\n<p>dal ricco e dal potente era sentita continuamente come una<\/p>\n<p>necessit\u00e0 che assicurava al debole il soddisfacimento di bisogni<\/p>\n<p>elementari: trovar lavoro, essere difeso nelle liti, ecc.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>e offriva allo stesso tempo al forte lo strumento di una potenza<\/p>\n<p>capace di passare al di sopra della legge ufficiale, o<\/p>\n<p>in cui questa s\u2019inchinava alla legge clandestina: un distinto<\/p>\n<p>avvocato di Messina fu mandato alla corte di Assise di<\/p>\n<p>Caltanissetta e fu assolto perch\u00e9 \u00abquanto ci poteva essere<\/p>\n<p>di protezioni, di intrighi, di impegni della mafia messinese<\/p>\n<p>tutto si rivolse in Messina nel giorno dell\u2019arresto. In breve<\/p>\n<p>fu assolto e il giorno appresso pretese di essere rimesso in<\/p>\n<p>ufficio, e io aveva fatto il rapporto per la destituzione\u00bb.<\/p>\n<p>Cos\u00ec afferma alla Commissione Vincenzo Calenda, procuratore<\/p>\n<p>generale della Corte d\u2019Appello di Palermo.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 il quadro necessariamente schematico che<\/p>\n<p>presenta il fenomeno della mafia al momento del suo<\/p>\n<p>maggior sviluppo, che va, press\u2019a poco, dall\u2019unit\u00e0 d\u2019Italia<\/p>\n<p>al 1918 e che i risultati dell\u2019inchiesta del 1875 ci fanno vedere<\/p>\n<p>chiaramente. Concisamente Leonardo Sciascia, siciliano<\/p>\n<p>e autore di saggi e romanzi basati sulla mafia, cos\u00ec definir\u00e0<\/p>\n<p>la mafia giunta al suo processo finale di chiarificazione:<\/p>\n<p>\u00abUn\u2019associazione a delinquere, con fini di illecito<\/p>\n<p>arricchimento per i propri associati e che si pone come elemento<\/p>\n<p>di mediazione tra la propriet\u00e0 e il lavoro: mediazione<\/p>\n<p>si capisce parassitaria e imposta con mezzi violenti\u00bb.<\/p>\n<p>L\u2019Hobsbawm \u2013 analizzando la storia della mafia \u2013 vedr\u00e0<\/p>\n<p>come essa a poco a poco, da oppositrice al potere politico,<\/p>\n<p>diverr\u00e0 di esso alleata. Man mano che le masse contadine<\/p>\n<p>prenderanno coscienza e si organizzeranno politicamente,<\/p>\n<p>essa si sposter\u00e0 sempre pi\u00f9 verso la reazione.<\/p>\n<p>Nei moti contadini del 1894 \u2013 i fasci siciliani \u2013 essi [<em>i mafiosi<\/em>]<\/p>\n<p>saranno alleati con le forze della repressione. E cos\u00ec,<\/p>\n<p>fino al 1947, alla strage di Portella delle Ginestre, dove la<\/p>\n<p>mafia si servir\u00e0 della banda Giuliano per sparare su masse<\/p>\n<p>contadine inermi e riunite per festeggiare il primo maggio.<\/p>\n<p>87 anni dopo l\u2019inchiesta di cui ci siamo occupati la mafia,<\/p>\n<p>che nel frattempo ha continuato a evolversi e ha spostato<\/p>\n<p>la sua attivit\u00e0 nelle citt\u00e0, dopo aver \u201ccongelato\u201d almeno<\/p>\n<p>nelle parti pi\u00f9 vistosamente esterne la sua attivit\u00e0<\/p>\n<p>durante il fascismo, essendo divenuta, una volta abolite le<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>libert\u00e0 democratiche, una sovrastruttura costosa e nociva<\/p>\n<p>agli interessi della classe agraria, \u00e8 ancora viva. Essa sar\u00e0<\/p>\n<p>oggetto di un\u2019altra inchiesta: con legge 20 dicembre 1962<\/p>\n<ol>\n<li>1720, veniva infatti costituita la commissione parlamentare<\/li>\n<\/ol>\n<p>d\u2019inchiesta sul fenomeno della mafia in Sicilia. Il 30<\/p>\n<p>giugno 1963, a Ciaculli, una localit\u00e0 vicino a Palermo, una<\/p>\n<p>Giulietta carica di tritolo esplodeva uccidendo alcuni<\/p>\n<p>membri delle forze dell\u2019ordine, tra cui un giovane tenente<\/p>\n<p>dei Carabinieri. Il 6 luglio dello stesso anno la Commissione<\/p>\n<p>parlamentare si mette al lavoro. Il 6 agosto 1966 l\u2019allora<\/p>\n<p>Presidente della commissione, il senatore Donato Pafundi<\/p>\n<p>in un\u2019intervista al <em>Giornale di Sicilia <\/em>dichiarava che \u00abl\u2019archivio<\/p>\n<p>della commissione poteva paragonarsi a una polveriera<\/p>\n<p>\u00bb. A tutt\u2019oggi comunque i risultati non sono stati resi<\/p>\n<p>noti, tranne una breve relazione di tre pagine sull\u2019andamento<\/p>\n<p>dei lavori. Di questa inchiesta si occupa il secondo<\/p>\n<p>libro <em>Antimafia: occasione mancata<\/em>, del noto saggista Michele<\/p>\n<p>Pantaleone, un siciliano di Villalba, un paese tradizionalmente<\/p>\n<p>dominato dalla mafia. Nel volume in questione<\/p>\n<p>Pantaleone si occupa tra l\u2019altro dello scandalo di Agrigento,<\/p>\n<p>della mafia dei mercati generali di Palermo, degli enti<\/p>\n<p>locali, del Banco di Sicilia, riferendosi sempre all\u2019attivit\u00e0<\/p>\n<p>della commissione antimafia. Grazie a queste due opere<\/p>\n<p>dunque il panorama della mafia siciliana si offre al nostro<\/p>\n<p>interesse in un arco ininterrotto di quasi un secolo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>1 Dattiloscritto inedito di nove carte, non datato (1969?).<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; La mafia 1 Diciamo subito mafia con emme minuscola: un sostantivo, un nome comune che indica un certo fenomeno storico\u2010 sociale: come dire brigantaggio, pirateria, banditismo, contrabbando\u2026 Sono tante le mafie: di antiche e moderne, di europee e di americane del Nord e del Sud; esse possono sorgere nelle pi\u00f9 varie strutture della vita &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1551\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Cosa loro &#8221; Mafie tra cronaca e riflessione &#8221; Vincenzo Consolo<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,6,7,1],"tags":[390,386,387,389,393,392,32,16,388,391,247,394,40,29,395,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1551"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1551"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1551\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1555,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1551\/revisions\/1555"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1551"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1551"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1551"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}