{"id":1546,"date":"2017-09-17T09:56:22","date_gmt":"2017-09-17T09:56:22","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1546"},"modified":"2018-04-05T16:14:03","modified_gmt":"2018-04-05T16:14:03","slug":"vincenzo-consolo-scritti-sulla-mafia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1546","title":{"rendered":"Vincenzo Consolo, scritti sulla mafia"},"content":{"rendered":"<header class=\"container-header-article\">\n<h1 class=\"article-title\">Vincenzo Consolo, scritti sulla mafia<\/h1>\n<h2 class=\"article-subtitle\">Esce il 20 settembre per Bompiani una raccolta di testi giornalistici del narratore<br \/>\nContro la mafia un\u2019appassionata militanza civile, innescata da un\u2019antica esortazione<\/h2>\n<div class=\"web_widget_giornalista rs_skip\">\n<div class=\"firma firma-corriere\"><a class=\"show-user\" href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cultura\/17_settembre_17\/vicenzo-consolo-testi-libro-bompiani-raccolta-mafia-c9cecac6-9bba-11e7-99a4-e70f8a929b5c.shtml#\" rel=\"\"><span class=\"autore\">di<\/span>\u00a0CORRADO STAJANO<\/a><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"web_widget_argomenti rs_skip\"><\/div>\n<div class=\"clearfix\"><\/div>\n<\/header>\n<div class=\"container-body-article clearfix\">\n<div class=\"bk_cop_im1 rs_preserve rs_skip\"><img decoding=\"async\" class=\"lazy\" title=\"Salvatore Mangione \u00abSalvo\u00bb (Leonforte, Enna, 1947 \u2013 Torino, 2015), \u00abAlba\u00bb (1989, olio su tela)\" src=\"http:\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2017\/09\/17\/Cultura\/Foto%20Cultura%20-%20Trattate\/Salvo,%20Alba,%201989,%20olio%20su%20tela,%20200x250%20cm-kw6D-U433702676087616HD-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg?v=20170917220224\" alt=\"Salvatore Mangione \u00abSalvo\u00bb (Leonforte, Enna, 1947 \u2013 Torino, 2015), \u00abAlba\u00bb (1989, olio su tela)\" data-original=\"http:\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2017\/09\/17\/Cultura\/Foto%20Cultura%20-%20Trattate\/Salvo,%20Alba,%201989,%20olio%20su%20tela,%20200x250%20cm-kw6D-U433702676087616HD-1224x916@Corriere-Web-Sezioni-593x443.jpg?v=20170917220224\" \/><i class=\"icon-zoom\"><\/i><span class=\"didascalia_img\">Salvatore Mangione \u00abSalvo\u00bb (Leonforte, Enna, 1947 \u2013 Torino, 2015), \u00abAlba\u00bb (1989, olio su tela)<\/span><\/div>\n<div class=\"web_widget_socialBar rs_skip rs_preserve\" data-href=\"http:\/\/www.corriere.it\/cultura\/17_settembre_17\/vicenzo-consolo-testi-libro-bompiani-raccolta-mafia-c9cecac6-9bba-11e7-99a4-e70f8a929b5c.shtml\"><\/div>\n<div>\n<div class=\"chapter clearfix\">\n<p class=\"chapter-paragraph\" style=\"text-align: justify;\">\u00abAdesso odio il paese, l\u2019isola, odio questa nazione disonorata, il governo criminale, la gentaglia che lo vuole&#8230; Odio finanche la lingua che si parla&#8230;\u00bb. \u00c8 un\u2019invettiva con cui Vincenzo Consolo apostrof\u00f2 la sua amata\/odiata Sicilia in una pagina di\u00a0Nottetempo, casa per casa, il romanzo che nel 1992 vinse il Premio Strega. Pubblicata negli anni Novanta anche dalla rivista siciliana \u00abEuros\u00bb (ora scomparsa), \u00e8 ripubblicata ora dall\u2019editore Bompiani nel libro che sta per uscire: Vincenzo Consolo,\u00a0Cosa loro. Mafie tra cronaca e riflessione, che raccoglie una vasta selezione degli articoli giornalistici dello scrittore nato nel 1933 a Sant\u2019Agata di Militello, nel Messinese, morto a Milano nel 2012. Sessantaquattro articoli, scelti a cura di Nicol\u00f2 Messina. Un romanzone nero di perenne attualit\u00e0, purtroppo, sulle amare, spesso truculente vicende dell\u2019isola, protagonista la mafia.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter clearfix\" style=\"text-align: justify;\">\n<figure class=\"aside_img_left\"><img decoding=\"async\" class=\"lazy\" title=\"\u00abCosa loro\u00bb (Bompiani, pagine 315, euro 18)\" src=\"http:\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2017\/09\/17\/Cultura\/Foto%20Cultura%20-%20Trattate\/CONSOLO-kw6D-U43370267608761O6G-140x180@Corriere-Web-Sezioni.jpg?v=201709172157\" alt=\"\u00abCosa loro\u00bb (Bompiani, pagine 315, euro 18)\" data-original=\"http:\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2017\/09\/17\/Cultura\/Foto%20Cultura%20-%20Trattate\/CONSOLO-kw6D-U43370267608761O6G-140x180@Corriere-Web-Sezioni.jpg?v=201709172157\" \/><figcaption>\u00abCosa loro\u00bb (Bompiani, pagine 315, euro 18)<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ha scritto Cesare Segre nel Meridiano Mondadori\u00a0uscito due anni fa che \u00abConsolo \u00e8 stato il maggiore scrittore italiano della sua generazione. La sua scomparsa ha turbato tutto il quadro della narrativa nel nostro Paese, rimasto senza un punto di riferimento alto e, per me, indubitabile\u00bb. Ma Consolo che si definiva \u00abarcheologo della lingua\u00bb, musica dei suoi libri, si potrebbe dire, trapanatore di ogni parola, conosce bene, e rispetta le differenze che esistono tra la scrittura dei suoi romanzi e la scrittura di un articolo di giornale che deve essere limpida e chiara, testimonianza veritiera del fatto che racconta.<\/p>\n<\/div>\n<div id=\"oas_Bottom1\" style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Amava molto il giornalismo, Consolo. Fu la sua seconda natura, politica e civile, di pronto intervento spesso, e anche miniera d\u2019invenzione. Alla met\u00e0 degli anni Settanta del Novecento, quando tutta l\u2019Italia era ribollente di violenza e di passione \u2014 non era ancora uscito il suo meraviglioso romanzo\u00a0Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u00a0\u2014 pens\u00f2 persino di fare il giornalista di professione.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<figure class=\"aside_img_right\"><img decoding=\"async\" class=\"lazy\" title=\"Vincenzo Consolo (1933-2012)\" src=\"http:\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2017\/09\/17\/Cultura\/Foto%20Cultura%20-%20Trattate\/vincenzoconsolo-415x271-kw6D-U43370267608761QTG-140x180@Corriere-Web-Sezioni.jpg?v=201709172157\" alt=\"Vincenzo Consolo (1933-2012)\" data-original=\"http:\/\/images2.corriereobjects.it\/methode_image\/2017\/09\/17\/Cultura\/Foto%20Cultura%20-%20Trattate\/vincenzoconsolo-415x271-kw6D-U43370267608761QTG-140x180@Corriere-Web-Sezioni.jpg?v=201709172157\" \/><figcaption>Vincenzo Consolo (1933-2012)<\/figcaption><\/figure>\n<p class=\"chapter-paragraph\">Scrisse molto sui giornali. Per decenni collabor\u00f2 all\u2019\u00abOra\u00bb di Palermo, quotidiano coraggioso e ribelle dove per sei mesi, nel 1975, lavor\u00f2, piccolo inviato, in redazione. Scrisse poi su \u00abTempo illustrato\u00bb, sul \u00abMessaggero, sul \u00abCorriere della Sera\u00bb, sull\u2019\u00abUnit\u00e0\u00bb, sul \u00abManifesto\u00bb. Non si ritraeva mai anche quando gli veniva chiesto un articolo su fatti sanguinanti appena accaduti. Sapeva nutrire le notizie con la sua profonda cultura.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Protagonista di\u00a0Cosa loro\u00a0\u00e8 dunque la mafia\u00a0del passato e del presente che Consolo visita e rivisita con perenne angoscia e dolore. Perch\u00e9 questa cappa di morte, sembra chiedersi a ogni riga, deve pesare da pi\u00f9 di un secolo sulla Sicilia un tempo incontaminata? \u00abCom\u2019\u00e8 possibile che qui, in quest\u2019isola di tanta storia, di tanta cultura, di tanta civilt\u00e0 ci possano essere mafiosi, criminali spietati, autori di efferati delitti, di stragi?\u00bb. Un\u2019ossessione, un tormento.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Gli articoli si incastrano l\u2019uno nell\u2019altro e creano\u00a0un unicum tra le narrazioni di bellezza dei luoghi e, troppo spesso, di morte: il mare color del vino, le eredit\u00e0 della Storia, gli Angioini, gli Aragonesi, i re di Castiglia, le cupoline arabe color rosso sangue di San Giovanni degli Eremiti, la cattedrale di Palermo che custodisce i sarcofagi romani e le urne di porfido di re e imperatori, Federico II e Costanza d\u2019Aragona, e poi lo Spasimo, la chiesa cinquecentesca dei padri olivetani senza pi\u00f9 il soffitto, ma affascinante, lo Steri, il palazzo dell\u2019Inquisizione, e anche i quartieri marcescenti, la Kalsa, Ballar\u00f2, la Vucciria, il Capo, il mondo delle zolfare, posto di lavoro e di sopraffazione padronale, il degrado dell\u2019isola dove le case, nell\u2019ultimo mezzo secolo, indifferenti o complici i governanti, sono state costruite sulla sabbia del mare. \u00abUn paradiso abitato da diavoli\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Ma \u00e8 la mafia la vera prima attrice del libro. Consolo scrive di Riina, dello stalliere Mangano, degli andreottiani di Palermo, Lima, i Salvo, non si d\u00e0 pace. Racconta quando, ragazzetto decenne, accompagn\u00f2 il padre commerciante su un vecchio camion Fiat 621 e a Villalba conobbe un tale che si chiamava don Cal\u00f2 Vizzini, \u00abun vecchio laido, bavoso\u00bb. Il maresciallo dei carabinieri del paese aveva vietato al signor Consolo di caricare un sacco di lenticchie, don Cal\u00f2 lo autorizz\u00f2. \u00abHai visto\u00bb, gli disse il padre, \u00abda queste parti il capomafia comanda pi\u00f9 dei carabinieri. Scrivilo, scrivilo a scuola\u00bb. Vincenzo gli ubbid\u00ec per tutta la vita.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Il libro \u00e8 ricco di fatti noti e anche dimenticati. Lo sbarco degli Alleati in Sicilia, nel 1943, con il contributo essenziale di Cosa nostra, Portella della Ginestra, il bandito Giuliano, Pisciotta, le bugie istituzionali, la consapevolezza che la mafia non \u00e8 una normale organizzazione criminale debellabile dalla repressione della polizia, ma \u00e8 un altro Stato, con le sue leggi di rovina e di morte. \u00c8 una continua constatazione per Consolo: \u00abChi ha uso di ragione, possesso di cognizione, sa che la mafia, questa mala pianta, questo olivastro infestante e devastante, \u00e8 nata in Sicilia per il ritardo storico in cui l\u2019isola \u00e8 stata tenuta, per l\u2019ingiustizia a danno di essa costantemente perpetrata, da dominazioni, governi, da ottuse cieche caste di privilegio e sopruso; sa che in Sicilia la mafia si \u00e8 sviluppata con l\u2019abbandono, con l\u2019assenza dello Stato, con la connivenza, l\u2019aiuto di regimi politici, di poteri statali insipienti o corrotti\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">La mafia umilia e infama nel mondo\u00a0la Sicilia della storia, della cultura, dell\u2019arte, della filosofia, del diritto, scrive Consolo raccontando i terribili anni Ottanta-Novanta del Novecento, quando tutto sembra perduto, quando una impressionante catena di assassinii \u2014 magistrati, politici, uomini dello Stato, carabinieri poliziotti, piccoli industriali \u2014 insanguina Palermo, citt\u00e0 d\u2019Italia e d\u2019Europa: Piersanti Mattarella, Cesare Terranova, Rocco Chinnici, Boris Giuliano, Libero Grassi, Ninni Cassar\u00e0, Gaetano Costa e poi Pio La Torre e Carlo Alberto Dalla Chiesa.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Dopo l\u2019assassinio del generale pare che si apra\u00a0un tempo di speranza in cui anche Consolo crede. Falcone, Borsellino, altri giovani magistrati sembrano rappresentare allora la Sicilia che crede nella legge, nella libert\u00e0, nello Stato di diritto e si battono per una vera giustizia. Nasce dal loro lavoro il maxiprocesso che inizia nel febbraio 1986 nell\u2019aula dell\u2019 Ucciardone contro Abate Giovanni + 706, i capi della mafia e i gregari assassini che saranno condannati nei tre gradi di giudizio. Sembra l\u2019inizio di una nuova era, quella degli italiani onesti.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">\u00c8 davvero cos\u00ec?\u00a0La mafia nella storia non si d\u00e0 mai per vinta e anche allora non dimentica il 16 dicembre 1987, data della sentenza definitiva della Cassazione.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">La vendetta arriva nel 1992, il terribile anno dell\u2019assassinio di Falcone e di Borsellino. Il popolo di Palermo quell\u2019estate si ribella, passa insonne le notti nelle strade, nelle piazze, appende alle finestre e ai balconi lenzuola e panni bianchi. \u00c8 il suo modo di dire no, di chiedere giustizia.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Non \u00e8 finita. Il 15 settembre 1993, nel quartiere di Brancaccio, viene assassinato don Pino Puglisi, il parroco della chiesa di San Gaetano: \u00abUn uomo, don Pino \u2014 scrive Consolo \u2014 in lotta contro i non uomini, i mafiosi e i sicari del quartiere, per salvare i bambini e i ragazzi da un destino di violenza, di illegalit\u00e0, di miseria e ignoranza, di incivilt\u00e0\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"chapter\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"chapter-paragraph\">Fino alla morte Vincenzo Consolo\u00a0avr\u00e0 nel cuore quegli uomini che si sono battuti allo spasimo, caduti nella lotta alla mafia: \u00abSono loro \u2014 scrive \u2014 l\u2019onore di Sicilia e di tutto questo nostro paese irriconoscibile e irriconoscente\u00bb.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"article-signature clearfix\">\n<div class=\"article-date-place\" style=\"text-align: justify;\">\n<p>17 settembre 2017<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincenzo Consolo, scritti sulla mafia Esce il 20 settembre per Bompiani una raccolta di testi giornalistici del narratore Contro la mafia un\u2019appassionata militanza civile, innescata da un\u2019antica esortazione di\u00a0CORRADO STAJANO Salvatore Mangione \u00abSalvo\u00bb (Leonforte, Enna, 1947 \u2013 Torino, 2015), \u00abAlba\u00bb (1989, olio su tela) \u00abAdesso odio il paese, l\u2019isola, odio questa nazione disonorata, il governo &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1546\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Vincenzo Consolo, scritti sulla mafia<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,6,7,1,2,144],"tags":[386,382,23,380,44,385,101,383,384,379,381,40,29,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1546"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1546"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1546\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1665,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1546\/revisions\/1665"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}