{"id":1528,"date":"2017-07-31T07:14:36","date_gmt":"2017-07-31T07:14:36","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1528"},"modified":"2023-05-15T10:27:24","modified_gmt":"2023-05-15T10:27:24","slug":"vincenzo-consolo-e-larte-di-dover-scrivere-di-unisola-felice-e-maledetta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1528","title":{"rendered":"Vincenzo Consolo e l\u2019arte di dover scrivere di un\u2019isola felice e maledetta"},"content":{"rendered":"<p><blockquote class=\"wp-embedded-content\" data-secret=\"XV5CQeQGjX\"><a href=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/travel\/2017\/07\/30\/vincenzo-consolo-e-larte-di-dover-scrivere-di-unisola-felice-e-maledetta\/\">Vincenzo Consolo e l&#8217;arte di dover scrivere di un&#8217;isola felice e maledetta<\/a><\/blockquote><iframe class=\"wp-embedded-content\" sandbox=\"allow-scripts\" security=\"restricted\" style=\"position: absolute; clip: rect(1px, 1px, 1px, 1px);\" title=\"&#8220;Vincenzo Consolo e l&#8217;arte di dover scrivere di un&#8217;isola felice e maledetta&#8221; &#8212; La Voce di New York\" src=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/travel\/2017\/07\/30\/vincenzo-consolo-e-larte-di-dover-scrivere-di-unisola-felice-e-maledetta\/embed\/#?secret=ORxyzwe1ye#?secret=XV5CQeQGjX\" data-secret=\"XV5CQeQGjX\" width=\"600\" height=\"338\" frameborder=\"0\" marginwidth=\"0\" marginheight=\"0\" scrolling=\"no\"><\/iframe><\/p>\n\n\n<h1 class=\"wp-block-heading\">Vincenzo Consolo e l\u2019arte di dover scrivere di un\u2019isola felice e maledetta<\/h1>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Viaggio in Sicilia, a Sant&#8217;Agata di Militello, paese natio del grande narratore italiano Vincenzo Consolo<\/h2>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/author\/filomena-fuduli-sorrentino\/\">Una Prof. in AmericaFilomena Fuduli Sorrentino<\/a><a href=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20292691_1251948278267696_27699155000554001_n.jpg\"><\/a>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Ogni volta che vado in Italia, una mia aspirazione \u00e8 visitare la Sicilia. Attraversare lo stretto sul traghetto e arrivare sull\u2019isola \u00e8 un\u2019esperienza bellissima, ancora pi\u00f9 bella se si viaggia in auto e si visitano diverse citt\u00e0 siciliane. Quest\u2019anno in Sicilia ci sono stata due volte, la prima per passare una giornata a Taormina in compagnia di mio fratello e dei miei nipoti; la seconda invece per un obbiettivo culturale pi\u00f9 specifico, arrivare a Sant\u2019Agata di Militello,&nbsp;<a href=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/arts\/libri\/2014\/01\/21\/vincenzo-consolo-e-il-ritratto-di-una-sicilia-suggestiva-e-straziante\/\"><strong>il paese natio di Vincenzo Consolo<\/strong><\/a>, considerato uno tra i maggiori narratori italiani contemporanei, e visitare la Casa Letteraria, inaugurata di recente. Volevo vedere di persona la collezione che include le opere dello scrittore, i suoi quadri, i premi ricevuti, e le sue cose personali.<\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Consolo oltre a scrittore e saggista, aveva lavorato come giornalista, insegnante, e consulente per la Einaudi. Il libro&nbsp;<em>\u201cLa mia isola&nbsp;<\/em><em>non \u00e8 Las Vegas\u201d<\/em>&nbsp;contiene cinquantadue racconti, racconti di viaggio, d\u2019infanzia, incontri con personaggi, e ricordi professionali pubblicati nell\u2019arco di 50 anni su diversi giornali e periodici italiani come:&nbsp;<em>L\u2019Ora di Palermo, l\u2019Unit\u00e0, Il manifesto, Il Messaggero, La Stampa, Il Corriere della Sera, Giornale di Sicilia, La Sicilia;<\/em>&nbsp;alcuni di questi quotidiani non esistono pi\u00f9. Leggendo i suoi saggi, i suoi romanzi, e ascoltando le sue video interviste, Consolo descrive \u201cla sua isola\u201d nei minimi dettagli, raccontandone le bellezze e i problemi. A me la Sicilia affascina moltissimo, la trovo veramente bellissima; una terra ricca di civilt\u00e0 mediterranee, di storia, di cultura, di arte, con un mare da sogno, sole africano, e cibi gustosissimi. Non si finirebbe mai di girarla e di apprezzarne le sue bellezze, la sua storia, e il suo cibo, proprio come scrive Consolo in uno dei racconti di&nbsp;<em>Le pietre di Pantalica<\/em><em>,&nbsp;<\/em>in cui il protagonista si chiede<em>:<\/em>&nbsp;\u201cIo non so che voglia sia questa, ogni volta che torno in Sicilia, di volerla girare e girare, di percorrere ogni capo della costa, inoltrarmi all\u2019interno, sostare in citt\u00e0 e paesi, in villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie persone, conoscerne nuove. Una voglia, una smania che non mi lascia star fermo in un posto. Non so. Ma sospetto sia questo una sorta di addio, un volerla vedere e toccare prima che uno dei due sparisca\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Ero in compagnia di mio marito, e quando siamo arrivati al Castello Dei Principi Gallego, nel centro storico della citt\u00e0, tra piazza Francesco Crispi e la storica piazza Vittorio Emanuele ribattezzata&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=pJFH4hcGIXM\"><strong>Piazza Vincenzo Consolo il 18 febbraio 2017<\/strong><\/a>, ci aspettava Claudio Masetta Milone, uno dei fondatori dell\u2019Associazione \u201camici di Vincenzo Consolo\u201d. Claudio, cortesemente ci ha fatto da guida del castello incominciando da \u201cLa casa letteraria di Vincenzo Consolo\u201d dove sono custodite, a disposizione della cittadinanza, le opere dello scrittore e la sua biblioteca personale con oggetti preziosi e premi ricevuti nel corso della sua lunga carriera letteraria. La donazione voluta dalla signora Consolo, include ricordi e ricchezze culturali che Consolo collezionava durante i suoi viaggi, e tra questi ho notato modelli di piccolissimi libretti di ceramica o di ottone, e lumache di ceramica o di ottone (chiocciole, simbolo del castello Gallego e del romanzo&nbsp;<em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio)<\/em>. Ci sono pezzi antichi che ricordano il lavoro fatto a mano della cultura contadina siciliana, come un telaio per tessere, dei birilli di legno, i suoi libri, i suoi quadri, le onorificenze ricevute da diversi Paesi esteri come la Francia, l\u2019onorificenza del Presidente italiano, la macchina da scrivere che usava per il suo lavoro, e tante altre cose; troppe per essere elencate in questo pezzo, e tutto a disposizione degli studiosi e del pubblico. Ero contentissima di trovarmi li ed emozionata allo steso tempo guardando e toccando le cose personali di Vincenzo Consolo sullo scaffale; tra le sue cose c\u2019era anche&nbsp;<em>L\u2019opera completa di Vincenzo Consolo,<\/em>&nbsp;opera pubblicata nei Meridiani Mondadori grazie alla cura di Gianni Turchetta.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20228327_10209867279824234_8350063030188080172_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76970\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Nello studio c\u2019erano anche molte foto, ma una foto datata 1968 aveva attratto la mia attenzione, erano fotografati: Consolo insieme allo scrittore Leonardo Sciascia e al poeta Lucio Piccolo&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=GMmwjR0jHJE\"><strong>nel giardino della villa Piccolo a Capo di Orlando<\/strong><\/a>. Mente guardavo la foto ho chiesto al signor Masetta Milone, amico intimo di Consolo e della signora Consolo, quanta importanza dava lo scrittore all\u2019amicizia, Claudio mi rispose con una citazione dal libro<em>&nbsp;La ferita dell\u2019aprile&nbsp;<\/em>di Vincenzo Consolo<em>:&nbsp;<\/em>\u201c\u2026<em>E questa&nbsp;amicizia, che quando uno \u00e8 solo contro tutti, l\u2019altro gli dice ecco qua, siamo in due\u201d.&nbsp;<\/em>Lucio Piccolo era un poeta e viveva nella villa \u201cPiccolo\u201d a Capo d\u2019Orlando, ma passava molto tempo anche a Palermo. Piccolo era conosciuto come il barone, ed era cugino di Giuseppe Tomasi di Lampedusa, autore di un unico ma famosissimo romanzo,&nbsp;<strong><a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=dleti7R3D98\"><em>Il Gattopardo<\/em><\/a><\/strong><em>.<\/em>&nbsp;Lucio Piccolo era un&nbsp; uomo molto solitario e chiuso in se stesso, amava la solitudine. Consolo da giovane lo andava a trovare spesso alla sua villa a Capo d\u2019Orlando e ci restava per ore a parlare di poesie e di lingua. Per Consolo visitare Piccolo era come andare a lezione, lo stimava molto e lo riteneva un suo maestro.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20246251_10209867283224319_912796611554403878_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76971\"\/><figcaption>La laurea \u201chonoris causa\u201d in Filologia Moderna, conferita dall\u2019Universit\u00e0 degli Studi di Palermo<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>Con Leonardo Sciascia Consolo aveva un rapporto diverso da quello con il poeta Lucio Piccolo. Consolo per Sciascia custodiva un\u2019amicizia storica e un gran rispetto, e come Sciacca, egli era motivato a sconfiggere l\u2019ignoranza che alimenta la cultura mafiosa in Sicilia.<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=uoyjPBYpitA\"><strong>&nbsp;Leonardo Sciascia viveva a Recalmuto<\/strong><\/a>&nbsp;e Consolo doveva prendere il treno da Sant\u2019Agata di Militello per andare a visitarlo, ma di solito lo faceva una volta la settimana. Prima di Sciascia, nessun scrittore aveva scritto di Mafia, egli fu il primo a scriverne nel suo grande successo&nbsp;<em>I<\/em><em>l giorno della civetta<\/em>, terminato nel&nbsp;1960&nbsp;e pubblicato nel&nbsp;1961. Al romanzo si ispir\u00f2 il&nbsp;film, dello stesso nome,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=qknGWVK2i_4\"><strong>del&nbsp;regista Damiano Damiani uscito nel&nbsp;1968<\/strong><\/a>. Con i suoi romanzi Sciascia dimostr\u00f2 che l\u2019esistenza pericolosa della Mafia si deve combattere con ogni mezzo disponibile, specialmente scrivendone e diffondendo la cultura e la legalit\u00e0. Dopo Sciascia Consolo continu\u00f2 la battaglia contro la Mafia e la criminalit\u00e0 organizzata usando anche lui come arnese la stressa arma, la letteratura. Il signor Masetta Milone,&nbsp;che ha sempre vissuto in Sicilia, dice che&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=v8EFAjS38sw&amp;feature=share\"><strong>la&nbsp;letteratura insieme alla cultura e alla bellezza sono l\u2019arma pi\u00f9 potente da usare contro la criminalit\u00e0 organizzata e la Mafia.<\/strong><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Consolo \u00e8 conosciuto come l\u2019autore della pluralit\u00e0 di lingue e di toni, una caratteristica che afferma la sua identit\u00e0 di scrittore. Lo stile linguistico di Consolo non \u00e8 dialetto ma nemmeno lingua nazionale. Egli usa vocaboli che esprimono emozioni ma non sono parole dialettali. Il suo stile si allontana dall\u2019italiano comune che egli riteneva troppo tecnico. La pluralit\u00e0 di toni e di lingue comporta anche una pluralit\u00e0 di prospettive, Consolo nei suoi romanzi sceglie di raccontare secondo la prospettiva soggettiva e particolare dei personaggi. Riconoscibile in ogni sua frase \u00e8 l\u2019utilizzazione di lessici incrociati tra l\u2019italiano antico (la lingua&nbsp;volgare o lingua del popolo) e il siciliano, quindi, la sua \u00e8 una scrittura che narra una continua ricerca di originalit\u00e0. Nei suoi romanzi racconta secondo la prospettiva soggettiva di chi \u00e8 dentro la storia giocando con le parole, come possiamo notare in \u201cRetablo\u201d, nella ode a Rosalia: \u201cRosalia. Rosa e lia. Rosa che ha inebriato, rosa che ha confuso, rosa che ha sventato, rosa che ha r\u00f3so, il mio cervello s\u2019\u00e8 mangiato. Rosa che non \u00e8 rosa, rosa che \u00e8 datura, gelsomino, b\u00e0lico e viola; rosa che \u00e8 pomelia, magnolia, z\u00e0gara e cardenia. [\u2026] Rosa che punto m\u2019ha, ahi!, con la sua spina velenosa in su nel cuore\u201d. In un\u2019intervista curata da&nbsp;Marino Sinibaldi, giornalista,&nbsp;critico letterario,&nbsp;e&nbsp;conduttore radiofonico, Consolo aveva dichiarato: \u201cFin dal mio primo libro ho cominciato a non scrivere in italiano. Ho voluto creare una lingua che esprimesse una ribellione totale alla storia e ai suoi esiti. Ma non \u00e8 dialetto. \u00c8 l\u2019immissione nel codice linguistico nazionale di un materiale che non era registrato, \u00e8 l\u2019innesto di vocaboli che sono stati espulsi e dimenticati. Io cerco di salvare le parole per salvare i sentimenti che le parole esprimono, per salvare una certa storia\u201d.<\/p>\n\n\n\n<p>Consolo amava la Sicilia, la lingua siciliana, la cultura dell\u2019isola e la lingua italiana, ma era convinto che i giovani a scuola debbano studiare l\u2019italiano e non il dialetto. Nel 2011 egli fu il pi\u00f9 critico scrittore&nbsp;<a href=\"http:\/\/www.regione.taa.it\/biblioteca\/normativa\/regioni\/speciali\/sicilia2.pdf\"><strong>contro l\u2019insegnamento del dialetto nelle scuole<\/strong><\/a>. Console vedeva la legge che regolava lezioni di dialetto in ogni istituto di ordine e grado come un\u2019iniziativa leghista: \u201cOrmai siamo alla stupidit\u00e0\u201d, aveva affermato Consolo. \u201cUna bella regressione sulla scia dei \u2018lumbard\u2019. Che senso hanno i regionalismi e i localismi in un quadro politico e sociale gi\u00e0 abbastanza sfilacciato? Abbiamo una grande lingua, l\u2019italiano, che tra l\u2019altro \u00e8 nata in Sicilia: perch\u00e9 avvizzirci sui dialetti? Io sono per la lingua italiana, quella che ci hanno insegnato i nostri grandi scrittori, e tutto ci\u00f2 che tende a sminuirla mi preoccupa\u201d. Consolo usa anche l\u2019arma dell\u2019ironia, ma da quasi tutti i suoi scritti trapela una Sicilia amara per quanto sempre molto amata.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignleft\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20155958_10209867279784233_5546913544575423493_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76977\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br><br>Tornando alla mia visita al Castello dei Principi Gallego, dopo aver ammirato \u201cLa casa letteraria di Vincenzo Consolo\u201d, visito il resto del castello con il signor Masetta Milone, un tempo dimora dei Principi Gallego. Risalendo una scala a chiocciola \u2013 simbolo del castello e del nome Gallego \u2013 si raggiunge il piano superiore dove si trovava la residenza di Principi Gallego: i saloni di ricevimento, i soggiorni, le stanze da letto, il giardino, le cucine e le stanze pi\u00f9 riservate del castello. Come ogni residenza nobile, il castello ha pure una cappella, anche questa con dei segreti: i Principi Gallego potevano assistere alle funzioni religiose senza essere visti, affacciandosi da una finestrella comunicante con alcune stanze dell\u2019abitazione. Aprendo la finestrella Claudio dice: \u201cDa questa finestra i principi guardavano se c\u2019erano belle ragazze in chiesa senza che gli altri se ne accorgessero\u201d. L\u2019ingresso della chiesa si trova sulla piazza, e all\u2019interno della cappella si possono ammirare tele, dipinti e statue di legno dei secoli XVIII e XIX. Visibile da lontano, il campanile della chiesa con il grande orologio.<\/p>\n\n\n\n<p>Continuando il giro del castello arrivo sulle terrazze del palazzo: alcuni sono balconi che si affacciano sulle terrazze settentrionali, un tempo armati d\u2019artiglierie per fermare gli attacchi dei pirati che arrivavano via mare. Da ognuna delle terrazze si poteva ammirare un panorama bellissimo e suggestivo del porto di Sant\u2019Agata Di Militello, dove erano ancorate barche a vela e motoscafi. Si avvistava la curva della costa di Cefal\u00f9, e la punta di Capo d\u2019 Orlando, e guardando in rettifilo si poteva riconoscere il bellissimo arcipelago delle isole Eolie. \u201cIl castello domina le isole Eolie, dunque da qui il Mandralisca doveva passare navigando per recarsi a Cefal\u00f9 \u2013 ci spiega Claudio Masetta Milone. E nelle prigioni del castello sono stati imprigionati molti rivoluzionari di Alcara Li Fusi. Consolo parla delle prigioni del castello con molta tristezza; attraverso la figura di Mandralisca,&nbsp;nel romanzo&nbsp;<em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>,&nbsp;Consolo si fa portavoce del malessere delle genti siciliane tradite dalle strutture politiche.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20229112_907546579393505_3922458620787107700_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76972\"\/><figcaption>Panorama marittimo da uno dei terrazzi del Castello (Foto VNY, F.S)<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<p>I Principi Gallego ottennero la signoria della citt\u00e0 nel 1573, Vincenzo Gallego e suo figlio Luigi costruirono il castello nel 1663. Il castello fu venduto nel 1820, insieme alle terre, dall\u2019ultimo erede dei Gallego al Principe di Trabia. Nello stesso secolo i privilegi feudali declinarono. Il libro di&nbsp;Vincenzo Consolo&nbsp;<em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>&nbsp;finisce con una descrizione precisa del castello-carcere&nbsp;di Sant\u2019Agata di Militello, che per la sua forma a chiocciola divenne un simbolo architettonico per anime malvagie: \u201cE siam persuasi che quell\u2019insolito e capriccioso nome chiuso tra le parentesi che vien dopo Girolamo del principe marchese, C\u00f2calo, sicuramente d\u2019accademico versato in cose d\u2019arte o di scienza, senn\u00f2 sar\u00eca stato eretico per paganit\u00e0, abbia ispirato l\u2019architetto. Essendo C\u00f2calo il re di Sicilia che accolse Dedalo, il costruttore del Labirinto, dopo la fuga per il cielo da Creta e da Minosse, ed avendo il nome C\u00f2calo dentro la radice l\u2019idea della chiocciola, kokal\u00ecas nella lingua greca, c\u00f2chlea nella latina, enigma soluto, falso labirinto, con inizio e fine, chiara la bocca e scuro il fondo chiuso, la grande entrata da cui si pu\u00f2 uscire seguendo la curva sinuosa ma logica, come nella lumaca di Pascal, della sua spirale, l\u2019architetto fece il castello sopra questo nome: approdo dopo il volo fortunoso dal grande labirinto senza scampo della Spagna, segreto sogno di divenire un giorno vicer\u00e9 di Sicilia, sforzo creativo in sfida alla Natura come l\u2019ali di cera dell\u2019inventore greco o solo capricciosa fantasia?\u201d Vincenzo Consolo,&nbsp;<em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio.<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>Come la vita di ogni scrittore, anche quella di Vincenzo Consolo non fu facile. Terminate le scuole superiori si iscrisse alla facolt\u00e0 di Giurisprudenza, dell\u2019Universit\u00e0 Cattolica di Milano. Consolo decise di fare l\u2019universit\u00e0 a Milano perch\u00e9 c\u2019erano Vittorini, Quasimodo, e c\u2019era stato Verga. Per\u00f2, per far contenti i suoi genitori egli si iscrisse alla facolt\u00e0 di giurisprudenza e non a quella di lettere; la sua famiglia considerava l\u2019insegnamento un lavoro da donne e non da uomini.&nbsp;Durante il tempo in cui si trovava a Milano fu costretto ad interrompere gli studi per far fronte alla leva obbligatoria, e in seguito si laure\u00f2 in Giurisprudenza con una tesi in filosofia del diritto dall\u2019Universit\u00e0 di Messina, e ritorn\u00f2 a vivere in Sicilia dove si dedic\u00f2 all\u2019insegnamento nelle scuole agrarie. Nel 1963 debutt\u00f2 con il suo primo romanzo,&nbsp;<em>La ferita dell\u2019aprile,<\/em>&nbsp;una narrazione della vita di un paese siciliano straziato dalle lotte politiche del dopoguerra. Nel 1968, dopo aver vinto un concorso alla Rai, si trasferisce a Milano, dove vivr\u00e0 e lavorer\u00e0 fino alla sua morte svolgendo un\u2019intensa attivit\u00e0 giornalistica ed editoriale, e alternando alla vita milanese con lunghi soggiorni nel paese d\u2019origine. Nel&nbsp;2007 ricevette la&nbsp;laurea \u201chonoris causa\u201d&nbsp;in Filologia moderna dall\u2019Universit\u00e0 di Palermo.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"aligncenter\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/wp-content\/uploads\/2017\/07\/20228652_10209867279864235_4417857000492593924_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-76978\"\/><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Tra le opere di Vincenzo Consolo riordiamo:&nbsp;<em>La ferita dell\u2019aprile<\/em>&nbsp;(1963),&nbsp;<em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>&nbsp;(1976, la sua opera pi\u00f9 celebre),&nbsp;<em>Retablo<\/em>&nbsp;(1987, premio Grinzane),&nbsp;<em>Le pietre di Pantalica<\/em>&nbsp;(1988),&nbsp;<em>Nottetempo, casa per casa<\/em>&nbsp;(1992, premio Strega),&nbsp;<em>L\u2019olivo e l\u2019olivastro<\/em>&nbsp;(1994),&nbsp;<em>Lo spasimo di Palermo<\/em>&nbsp;(1998).&nbsp;<em>Lunaria<\/em>&nbsp;(1985, dialogo fiabesco di sapore leopardiano). Consolo ha scritto anche per il teatro (Catarsi, 1989) ed \u00e8 stato autore di saggi dedicati alla sua terra, la Sicilia:&nbsp;<em>La pesca del tonno in Sicilia<\/em>&nbsp;(1986),&nbsp;<em>Il Barocco in Sicilia<\/em>&nbsp;(1991),&nbsp;<em>Vedute dallo stretto di Messina<\/em>&nbsp;(1993).<\/p>\n\n\n\n<p>Concludo con una citazione di Vincenzo Consolo,&nbsp;<a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=xUzXdI4i5bg\"><strong>&nbsp;tratta da una video intervista<\/strong><\/a>:&nbsp;\u201cPerch\u00e9 molti siciliani scriviamo? Noi scrittori siciliani non \u00e8 che non sapevamo che fare, ma abbiamo sentito il bisogno di spiegarci, di capire le ragioni di tanto malessere di quest\u2019isola. Da sempre un\u2019isola che potrebbe essere veramente un isola felice, l\u2019Isola dei Feaci, perch\u00e9 abbiamo tutto; abbiamo la terra, le antichit\u00e0. Eppure, per i mal Governi che si sono succeduti da sempre quest\u2019isola e diventata un\u2019isola maledetta, un\u2019isola infelice\u201d.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/wp-content\/uploads\/2016\/01\/filomena-fuduli-sorrentino-300x300.jpg\" alt=\"Filomena Fuduli Sorrentino\"\/><\/figure>\n\n\n\n<h3 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/author\/filomena-fuduli-sorrentino\/\">Filomena Fuduli Sorrentino<\/a><\/h3>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/lavocedinewyork.com\/author\/filomena-fuduli-sorrentino\/\">Una Prof. in America<\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Calabrese e appassionata per l\u2019insegnamento delle lingue, dal 1983 vivo nel Long Island, NY. Laureata alla SUNY con un AAS e in lingue alla NYU <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincenzo Consolo e l&#8217;arte di dover scrivere di un&#8217;isola felice e maledetta Vincenzo Consolo e l\u2019arte di dover scrivere di un\u2019isola felice e maledetta Viaggio in Sicilia, a Sant&#8217;Agata di Militello, paese natio del grande narratore italiano Vincenzo Consolo Una Prof. in AmericaFilomena Fuduli Sorrentino\u00a0 Ogni volta che vado in Italia, una mia aspirazione \u00e8 &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1528\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Vincenzo Consolo e l\u2019arte di dover scrivere di un\u2019isola felice e maledetta<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[52,336,338,77,41,1382,369,142,17,392,356,15,101,200,139,167,119,19,32,73,185,57,1383,271,1448,154,40,196,29,1641,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1528"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1528"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1528\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3044,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1528\/revisions\/3044"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1528"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1528"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1528"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}