{"id":1468,"date":"2017-03-14T07:40:12","date_gmt":"2017-03-14T07:40:12","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1468"},"modified":"2017-03-16T07:53:42","modified_gmt":"2017-03-16T07:53:42","slug":"su-vincenzo-consolo-orafo-della-parola","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1468","title":{"rendered":"Su Vincenzo Consolo, orafo della parola"},"content":{"rendered":"<section class=\"header-post\">\n<h1>*<\/h1>\n<\/section>\n<section class=\"column_left\">\n<section>\n<div class=\"ad mtop_10 mbottom_10 adpage728\"><\/div>\n<\/section>\n<article class=\"entry-content\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-845264 alignnone\" src=\"http:\/\/www.newnotizie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/vincenzoconsolo-415x271.jpg\" sizes=\"(max-width: 415px) 100vw, 415px\" srcset=\"http:\/\/www.newnotizie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/vincenzoconsolo-415x271.jpg 415w, http:\/\/www.newnotizie.it\/wp-content\/uploads\/2017\/03\/vincenzoconsolo.jpg 594w\" alt=\"\" width=\"415\" height=\"271\" \/><\/p>\n<div><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019et\u00e0 della diffusione epidemica della graforrea sia tra i professionisti della pagina scritta che tra i dilettanti, non si pu\u00f2 non andare con il ricordo e con il rimpianto a<strong> Vincenzo Consolo: orafo della parola<\/strong>. La penna dello scrittore siciliano era fresa e lima diamantata, bulino e bilancino, origine di sbalzo e cesello. Chi scrive ha avuto il piacere di conoscere Vincenzo e la dolcissima Caterina nei primi anni 90 del secolo scorso quando, con moglie e figlio, and\u00f2 a trovarlo nella casa accogliente di Sant&#8217;Agata di Militello. Avevo fissato l\u2019appuntamento attraverso un comune conoscente e andai per presentare un progetto sul suo ultimo \u2013 a quel tempo \u2013 romanzo: Retablo. Ancora mi commuovo al pensiero dell\u2019accoglienza che Vincenzo riserv\u00f2 a noi tre sconosciuti; alla sua attenzione verso il nostro piccolo bambino; alla sua cura al momento della nostra ripartenza per Catania. Tanto era il suo pensiero per l\u2019ora tarda e la probabile stanchezza del guidatore che ci invit\u00f2 persino a trattenerci da lui per la notte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Qualche anno dopo, su commissione del Teatro Stabile di Catania, avrebbe scritto un atto unico teatrale su Empedocle, \u201cCatarsi\u201d, e nel delineare il personaggio di Pausania mi disse di essersi ispirato a me, anzi di averlo scritto pensando che fossi chiamato io ad interpretarlo. Non aveva fatto i conti con le dinamiche del teatro e con i suoi tradimenti.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\"><\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo ricordo che ho del mio amico \u2013 mi perdoni, Vincenzo, ma il mio cuore la vuole chiamare cos\u00ec \u2013 risale ad un pomeriggio trascorso in casa di una prostituta ad Agrigento. Eravamo in quattro e il nostro ospite sapeva dell\u2019amore di Consolo per la marginalit\u00e0 del mondo e della storia. Cos\u00ec ci port\u00f2 a prendere un caff\u00e8 da Pina, storica donnina della citt\u00e0 dei templi. Con lei all\u2019asse da stiro e noi seduti alla cerata unta e per ci\u00f2 dai colori vivissimi su un tavolo scazonte, l\u2019odore dalla caffettiera gorgogliante si espandeva nell\u2019aria della piccola stanza umida. Ricordo gli occhi, anch\u2019essi umidi, per la tenerezza che Vincenzo sicuramente provava per la storia che quella donna ci raccontava; cos\u00ec lontana dai lustrini e dalla sensualit\u00e0 che il suo ruolo sulla strada le avrebbe dovuto imporre.<strong> L\u2019amore di Vincenzo per i margini, dicevo, diventava pudore infrangibile di fronte alla parola scritta<\/strong>; mai, a memoria mia, nelle sue opere, alcun margine \u00e8 stato violato; mai l\u2019interesse per il successo lo ha portato ad utilizzare anime e corpi verso cui vera era la sua cumpassione. Vincenzo non era uno scrittore di fiera, di mercato, di \u2018bbanniata. Certo era un suo cruccio il non riuscire ad affidare all\u2019inchiostro un solo segno che non fosse frutto di complessi processi creativi. Anche a me una volta confid\u00f2 la sua meraviglia, non certo positiva, verso gli scrittori che producevano libri come\u2026 graforrea, appunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Leggere Consolo \u00e8 come vivere la sequenza dell\u2019immersione ne L\u2019Atalante; \u00e8 un fluttuare armonioso nella trama avvolgente del racconto; \u00e8 un viaggiare sensuale fra le turgide pieghe e le morbide crespe della parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPerch\u00e9 viaggiamo, perch\u00e9 veniamo fino in quest\u2019isola remota, marginale? [\u2026] la causa vera \u00e8 lo scontento del tempo che viviamo, della nostra vita, di noi, e il bisogno di staccarsene, morirne, e vivere nel sogno.\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Buon viaggio, allora, e ad meliora, amico mio.<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">FD<\/p>\n<p class=\"metadata\" style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/www.newnotizie.it\/\" rel=\"v:url\">NewNotizie.it<\/a> \u00bb <span class=\"breadcrumb_last\">Su Vincenzo Consolo, orafo della parola<\/span><\/p>\n<p class=\"metadata\" style=\"text-align: justify;\">Cultura \/ 14 marzo, 2017<\/p>\n<\/article>\n<\/section>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>* Nell\u2019et\u00e0 della diffusione epidemica della graforrea sia tra i professionisti della pagina scritta che tra i dilettanti, non si pu\u00f2 non andare con il ricordo e con il rimpianto a Vincenzo Consolo: orafo della parola. 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