{"id":1305,"date":"2009-03-12T07:06:33","date_gmt":"2009-03-12T07:06:33","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1305"},"modified":"2016-09-22T08:43:53","modified_gmt":"2016-09-22T08:43:53","slug":"il-mediterraneo-tra-illusione-e-realta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1305","title":{"rendered":"Il Mediterraneo tra illusione e realt\u00e0."},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">IL MEDITERRANEO TRA ILLUSIONE E REALT\u00c1, INTEGRAZIONE<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E CONFLITTO NELLA STORIA E IN LETTERATURA<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Letto al convegno \u201c La Salute Mentale nelle terre di mezzo\u201d organizzato da \u00a0Psichiatria Democratica 12-13.3.2009, Caltagirone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una notte di giugno dell&#8217; 827, una piccola flotta di Musulmani (Arabi, Mesopotamici, Egiziani, Siriani, Libici, Maghrebini, Spagnoli), al comando del dotto giurista settantenne Asad Ibn al-Fur\u00e0t, partita dalla fortezza di Susa, nella odierna Tunisia, emirato degli Aghlabiti, attraversato il braccio di mare di poco pi\u00f9 di cento chilometri, sbarcava in un piccolo porto della Sicilia: Mazara (nella storia ci sono a volte sorprendenti incroci, ritorni:<em> Mazar<\/em> \u00e8 un toponimo di origine punica lasciato nell&#8217;isola dai Cartaginesi). Da Mazara quindi partiva la conquista di tutta la Sicilia, dall&#8217;occidente fino all&#8217;oriente, fino alla bizantina e inespugnabile Siracusa, dove si concludeva dopo ben settantacinque anni. Si form\u00f2 in Sicilia un emirato dipendente dal califfato di Bagdad. In Sicilia, dopo le depredazioni e le spoliazioni dei Romani, dopo l&#8217;estremo abbandono dei Bizantini, l&#8217;accentramento del potere nelle mani della Chiesa, dei monasteri, i Musulmani trovano una terra povera , desertica, se pure ricca di risorse. Ma con i Musulmani comincia per la Sicilia una sorta di rinascimento. L&#8217;isola viene divisa amministrativamente in tre Valli, rette dal Val\u00ec: Val di Mazara, Val D\u00e8mone e Val di Noto; rifiorisce l&#8217;agricoltura grazie a nuove tecniche agricole, a nuovi sistemi di irrigazione, di ricerca e di convogliamento delle acque, all&#8217;introduzione di nuove colture (l&#8217;ulivo e la vite, il limone e l&#8217;arancio, il sommacco e il cotone&#8230;);\u00a0 rifiorisce la pesca, specialmente quella del tonno, grazie alle ingegnose tecniche della tonnara; rifiorisce l&#8217;artigianato, il commercio, l&#8217;arte. Ma il miracolo pi\u00f9 grande durante la dominazione musulmana \u00e8 lo spirito di tolleranza, la convivenza tra popoli di cultura, di razza, di religione diverse. Questa tolleranza, questo sincretismo culturale erediteranno poi i Normanni, sotto i quali si realizza veramente la societ\u00e0 ideale, quella societ\u00e0 in cui ogni cultura, ogni etnia vive nel rispetto di quella degli altri. Di questa societ\u00e0 arabo-normanna ci daranno testimonianza viaggiatori come Ibn Giubayr, Ibn Hawqal, il geografo Idrisi. E sul periodo musulmano non si pu\u00f2 che rimandare alla <em>Storia dei Musulmani di Sicilia<\/em>, (1) scritta da un grande siciliano\u00a0 dell&#8217; 800, Michele Amari. Storia scritta, dice\u00a0 Elio Vittorini, \u201ccon la seduzione del cuore\u201d (2). E come non poteva non scrivere con quella \u201cseduzione\u201d, nato e cresciuto nella Palermo che ancora conservava nel suo tempo non poche vestigia, non poche tradizioni, non poca cultura araba ? Tante altre opere ha scritto poi Michele Amari sulla cultura musulmana. Per lui, nel suo esempio e per suo merito, si sono poi tradotti in Italia scrittori,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 2<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">memorialisti, poeti arabi classici.\u00a0 Per lui e dopo di lui \u00e8 venuta a formarsi in Italia la gloriosa scuola di arabisti o orientalisti che ha avuto eminenti figure come Levi Della Vida, Caetani, Nallino, Schiapparelli, Rizzitano, fino al grande<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Francesco Gabrieli, traduttore de <em>Le mille e una notte <\/em>(3)<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vogliamo ripartire da quel porticciolo siciliano che si chiama Mazara, in cu<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">sbarc\u00f2 la flotta musulmana di Asad Ibn al-Fur\u00e0t, per dire di altri sbarchi, di siciliani\u00a0 nel Maghreb e di maghrebini, e non solo, in Sicilia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0\u00b0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Finisce la terribile e annosa guerra corsara fra le due sponde del Mediterraneo, guerra di corsari musulmani e di corsari cristiani, finisce con la conquista di Algeri\u00a0 nel\u00a0 1830 da parte dei Francesi. Ma si apre anche da quella data, nel Maghreb, la piaga del colonialismo. E comincia, in quella prima met\u00e0 dell&#8217; 800, l&#8217;emigrazione italiana nel Maghreb. \u00c9 prima un&#8217;emigrazione intellettuale e borghese, di fuorusciti politici, di professionisti, di imprenditori. Liberali, giacobini e carbonari, si rifugiano in Algeria e in Tunisia. Scrive Pietro Colletta nella sua <em>Storia del reame di Napoli<\/em> : \u201cErano quelli regni barbari i soli in questa et\u00e0 civile che dessero cortese rifugio ai fuoriusciti\u201d(4). Dopo i falliti moti di Genova del 1834, in Tunisia approda una prima volta, nel 1836, Giuseppe Garibaldi, sotto il falso nome di Giuseppe Pane. Nel 1849 ancora si fa esule a Tunisi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Tunisi si era stabilita da tempo una nutrita colonia italiana di imprenditori, commercianti, banchieri ebrei provenienti dalla Toscana, da Livorno soprattutto, primo loro rifugio dopo la cacciata del 1492 dalla Spagna. Conviveva, la nostra comunit\u00e0, insieme alla ricca borghesia europea, un misto di venti nazioni, ch s&#8217;era stanziata a Tunisi. Accanto alla borghesia, v&#8217;era poi tutto un proletariato italiano di lavoratori stagionali, pescatori di Palermo, di Trapani, di Lampedusa che soggiornavano per buona parte dell&#8217;anno sulle coste maghrebine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Ma la grossa ondata migratoria di bracciantato italiano in Tunisia avvenne sul finire dell&#8217;Ottocento e i primi anni del Novecento, con la crisi economica che colp\u00ec le nostre regioni meridionali. Si stabilirono questi emigranti sfuggiti alla miseria nei porti della Goletta, di Biserta, di Sousse, di Monastir, di Mahdia,\u00a0 nelle campagne di Kelibia e di Capo Bon, nelle regioni minerarie di Sfax e di Gafsa. Nel 1911 le statistiche davano una presenza italiana di 90.000 unit\u00e0. Anche sotto il protettorato francese, ratificato con il Trattato del Bardo del 1881, l&#8217;emigrazione di lavoratori italiani in Tunisia continu\u00f2 sempre pi\u00f9 massiccia. Ci furono vari episodi di naufragi, di perdite di vite umane nell&#8217;attraversamento del Canale di Sicilia su mezzi di fortuna. Gli emigrati gi\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">inseriti, al di l\u00e0 o al di sopra di ogni nazionalismo, erano organizzati in sindacati, societ\u00e0 operaie, societ\u00e0 di mutuo soccorso, patronati degli emigranti.\u00a0 Nel 1914 giunge a Tunisi il socialista Andrea Costa, in quel momento vicepresidente della Camera. Visita le regioni dove vivevano le comunit\u00e0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">italiane. Cos\u00ec dice ai rappresentanti dei lavoratori: \u201cHo percorso la Tunisia da un capo all&#8217;altro; sono stato fra i minatori del Sud e fra gli sterratori delle strade<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">nascenti, e ne ho ricavato il convincimento che i nostri governanti si disonorano nella propria vilt\u00e0, abbandonandovi pecorinamente alla vostra sorte\u201d .<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La fine degli anni Sessanta del 1900 segna la data fatidica dell&#8217;inversione di rotta della corrente migratoria nel Canale di Sicilia, dell&#8217;inizio di una storia parallela, speculare a quella nostra. A partire dal 1968 sono tunisini, algerini, marocchini che approdano sulle nostre coste. Approdano soprattutto in Sicilia,\u00a0 a Trapani, si stanziano a Mazara del Vallo, il porto dove erano approdati i loro antenati musulmani per la conquista della Sicilia. A Mazara, una comunit\u00e0 di 5.000 tunisini riempie i vuoti, nella pesca, nell&#8217;edilizia, nell&#8217;agricoltura, che l&#8217;emigrazione italiana, soprattutto meridionale, aveva lasciato. Questa prima emigrazione maghrebina nel nostro Paese coincide con lo scoppio di quella che fu chiamata la quarta guerra punica, la \u201cguerra\u201d del pesce, il contrasto vale a dire fra gli armatori siciliani, che con i loro pescherecci sconfinavano\u00a0 nelle acque territoriali nord-africane, contrasto con le autorit\u00e0 tunisine e libiche. In questi conflitti, quelli che ne pagavano le conseguenze erano gli immigrati arabi imbarcati sui pescherecci siciliani. Sull&#8217;emigrazione maghrebina in Sicilia dal 1968 in poi,\u00a0 il sociologo di Mazara Antonino Cusumano ha pubblicato un libro dal titolo <em>Il ritorno infelice.<\/em>(5)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00c8 passato quasi mezzo secolo dall&#8217;inizio di questo fenomeno migratorio in Italia. Da allora e fino ad oggi le cronache\u00a0 ci dicono delle tragedie quotidiane che si consumano nel Canale di Sicilia. Ci dicono di una immane risacca che lascia su scogli e spiagge corpi senza vita. Ci dicono di tanti naufragi. E ci vengono allora\u00a0 in mente i versi di <em>Morte per acqua <\/em>di T.S. Eliot :<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Phlebas il Fenicio, da quindici giorni morto,<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 dimentic\u00f2 il grido dei gabbiani, e il profondo gonfiarsi del mare<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 e il profitto e la perdita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Una corrente sottomarina<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">spolp\u00f2 le sue ossa in sussurri. (6)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le cronache ci dicono di disperati che cercano di raggiungere l&#8217;isola di Lampedusa. Disperati che partono soprattutto dalla Libia, ma anche dalla Tunisia e dal Marocco. Accordi ricattatori sono stati stipulati dal governo italiano con il dittatore Gheddafi, ma i mercanti di vite umane continuano sempre a spedire per Lampedusa barche cariche di uomini, donne, bambini, provenienti dal maghreb e dall&#8217;Africa subsahariana. I famosi CPT, Centri di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Permanenza Temporanea, a Lampedusa e in altri luoghi non sono che veri e propri lager. Il governo italiano intanto non fa altro che promulgare leggi xenofobe, razzistiche, di vero spirito fascistico. Di fronte a episodi di contenzione di questi disperati in gabbie infuocate, di ribellioni, fughe, scontri<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">con le forze dell&#8217;ordine, scioperi della fame, gesti di autolesionismo e di tentati suicidi, di gravi episodi di razzismo e di norme italiane altrettanto razzistiche si<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">rimane esterefatti. Ci ritornano allora le parole\u00a0 di\u00a0 Braudel riferite\u00a0 a un&#8217;epoca passata: \u201cIn tutto il Mediterraneo l&#8217;uomo \u00e8 cacciato, rinchiuso, venduto, torturato, e vi conosce tutte le miserie, gli orrori e le santit\u00e0 degli universi contrazionari\u201d.(7)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Volendo infine entrare nel tema di questo convegno <em>La salute mentale nelle terre di mezzo,<\/em> vogliamo qui annotare\u00a0 che sono soprattutto le donne a soffrire\u00a0 le violenze, i disagi della vita, del costume, della storia e citiamo qui\u00a0 degli autori classici che in letteratura hanno rappresentato questo dramma. L&#8217;Ofelia dell&#8217;<em>Amleto<\/em> di William Shakespeare innanzi tutto; la suor Maria di <em>Storia di una capinera<\/em> di Giovanni Verga; la Demente di <em>Come tu mi vuoi <\/em>di Luigi Pirandello; <em>Le libere donne di Magliano<\/em> di Mario Tobino; la donna reclusa in una stanza in <em>Voci di Marrakech<\/em> di Elias Canetti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 (Vincenzo Consolo)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Note:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><em>Storia dei Musulmani di Sicilia <\/em>di Michele Amari \u2013 CT Romeo Prampolini 1933<\/li>\n<li><em>I Musulmani in Sicilia <\/em>di Michele Amari a cura di Elio Vittorini -pag. 6<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Bompiani 1942<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 3) Le mille e una notte \u2013<\/em> Einaudi 1948<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 4) Storia del Reame di Napoli dal 1734 al 1825<\/em> \u2013 pag. 890 Rizzoli 1967<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 5) Il ritorno infelice di <\/em>Antonino Cusumano \u2013\u00a0\u00a0 Sellerio 1976<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 6) <em>Poesie <\/em>di T.S. Eliot -pag. 79 \u2013 Ugo Guanda 195<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 7) <em>Civilt\u00e0 e Imperi del Mediterraneo nell&#8217;et\u00e0 di Filippo II<\/em> di Fernand<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Braudel -\u2013 vol.I pag. 921-922 \u2013 Einaudi 1976<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Breve bibliografia sull&#8217;emigrazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Pantanella <\/em>di Mohsen Melliti \u2013 Edizioni del Lavoro 1992<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>5<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Le non persone <\/em>di Alessandro del Lago \u2013 Feltrinelli 1999<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Clandestino nel Mediterraneo <\/em>di Fawzi Mellah Editore Asterios Trieste 2001<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Mi chiamo Al\u00ec&#8230;(Identit\u00e0 e integrazione: inchiesta sull&#8217;emigrazione in Italia) <\/em>di<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>\u00a0\u00a0\u00a0Massimiliano Melilli \u2013 Editori Riuniti 2003<em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Migranti<\/em> <em>(verso una terra chiamata Italia )<\/em> di Claudio Camarca \u2013 Rizzoli 2003<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>I fantasmi di Portopalo<\/em> di Giovanni Maria Bellu \u2013 Mondadori 2004<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Bilal (Il mio viaggio da infiltrato nel mercato dei nuovi schiavi)<\/em>di Fabrizio Gatti<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em>Rizzoli 2007<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>A Sud di Lampedusa ( Cinque anni di viaggi sulle rotte dei migranti) <\/em>di Stefano<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em>Liberti \u2013 Minimum Fax 2008<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>Scontro di civilt\u00e0 per un ascensore in piazza Vittorio<\/em> di Amara Lakhous &#8211;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Editore e\/o \u00a02006<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Milano, 10.3.2009<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/2005-Torino-Foto-di-geuppo-al-Convegno-per-una-Europa-senza-manicomi.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1306 alignleft\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/2005-Torino-Foto-di-geuppo-al-Convegno-per-una-Europa-senza-manicomi-300x206.jpg\" alt=\"2005-torino-foto-di-geuppo-al-convegno-per-una-europa-senza-manicomi\" width=\"300\" height=\"206\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/2005-Torino-Foto-di-geuppo-al-Convegno-per-una-Europa-senza-manicomi-300x206.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/2005-Torino-Foto-di-geuppo-al-Convegno-per-una-Europa-senza-manicomi-768x526.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/2005-Torino-Foto-di-geuppo-al-Convegno-per-una-Europa-senza-manicomi-1024x702.jpg 1024w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a> <a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/2005-Torino-Vincenzo-Consolo-ed-Emilio-Lupo-al-Convegno-Per-una-Europa-senza-manicomi-organizzato-da-Psichiatria-Democratica.jpg\"><img loading=\"lazy\" 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https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/2005-Torino-Vincenzo-Consolo-ed-Emilio-Lupo-al-Convegno-Per-una-Europa-senza-manicomi-organizzato-da-Psichiatria-Democratica-1024x867.jpg 1024w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/2005-Torino-Vincenzo-Consolo-ed-Emilio-Lupo-al-Convegno-Per-una-Europa-senza-manicomi-organizzato-da-Psichiatria-Democratica.jpg 1524w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Lo-scrittore-Vincenzo-Consolo-ed-Emilio-Lupo-nella-sua-casa-di-Secondigliano-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1311\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Lo-scrittore-Vincenzo-Consolo-ed-Emilio-Lupo-nella-sua-casa-di-Secondigliano-1-300x225.jpg\" alt=\"lo-scrittore-vincenzo-consolo-ed-emilio-lupo-nella-sua-casa-di-secondigliano-1\" width=\"300\" height=\"225\" 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src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Vincenzo-Consolo-con-Renato-Donisi-ed-Emilio-Lupo-300x225.jpg\" alt=\"vincenzo-consolo-con-renato-donisi-ed-emilio-lupo\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Vincenzo-Consolo-con-Renato-Donisi-ed-Emilio-Lupo-300x225.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2009\/03\/Vincenzo-Consolo-con-Renato-Donisi-ed-Emilio-Lupo.jpg 448w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/2005-Torino-Vincenzo-Consolo-ed-Emilio-Lupo-al-Convegno-Per-una-Europa-senza-manicomi-organizzato-da-Psichiatria-Democratica.jpg\"><br \/>\n<\/a>Foto di alcuni relatori del convegno<br \/>\nVincenzo Consolo con l&#8217;amico Emilio Lupo &#8211; Segretario nazionale di Psichiatria Democratica<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><em>\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>IL MEDITERRANEO TRA ILLUSIONE E REALT\u00c1, INTEGRAZIONE \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 E CONFLITTO NELLA STORIA E IN LETTERATURA Letto al convegno \u201c La Salute Mentale nelle terre di mezzo\u201d organizzato da \u00a0Psichiatria Democratica 12-13.3.2009, Caltagirone In una notte di giugno dell&#8217; 827, una piccola flotta di Musulmani (Arabi, Mesopotamici, Egiziani, Siriani, Libici, Maghrebini, Spagnoli), al comando del dotto &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1305\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Il Mediterraneo tra illusione e realt\u00e0.<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,6,2,9,4],"tags":[238,58,236,239,57,38,237,29,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1305"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1305"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1305\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1313,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1305\/revisions\/1313"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1305"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1305"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1305"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}