{"id":1301,"date":"2006-11-07T11:55:41","date_gmt":"2006-11-07T11:55:41","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1301"},"modified":"2018-04-06T06:03:10","modified_gmt":"2018-04-06T06:03:10","slug":"morgantina","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1301","title":{"rendered":"Morgantina"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/morgantina3.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1302\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/morgantina3-300x225.jpg\" alt=\"morgantina3\" width=\"300\" height=\"225\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/morgantina3-300x225.jpg 300w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/morgantina3-768x576.jpg 768w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/morgantina3.jpg 800w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Morgantina<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cChe non consumi tu, Tempo vorace\u201d scrivevano malinconicamente gli incisori romantici come didascalia alle loro raffigurazioni di antiche rovine. Il tempo, s\u00ec,\u00a0 ma anche i disastri naturali, terremoti e alluvioni, \u201cconsumavano\u201d, e a volte anche cancellavano, i resti di antiche citt\u00e0. I disastri naturali s\u00ec, ma soprattutto, e soprattutto in Sicilia, gli scavi clandestini, l\u2019opera selvaggia e rapinosa dei cosiddetti tombaroli. I quali erano spesso il primo anello di una catena di rapinatori il cui ultimo, e il pi\u00f9 alto, era il grande trafficante (spesso mafioso) di reperti archeologici che finivano in case private o nei pi\u00f9 lontani musei. Cos\u00ec, asportando da un sito fenicio, greco o romano un vaso, una statua o una moneta, oltre alla perdita materiale d\u2019un tesoro, si rompeva anche la sintassi di quel sito, rendendone difficile la sua lettura, la sua ricostruzione storica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Della Sicilia: ad avere il privilegio di un occhio \u201carcheologico\u201d, come quello chiesto da Stendhal al sommo <em>God,<\/em> vedremmo nell\u2019Isola nostra, dai capi Peloro a Pachino fino al Lilibeo, una fitta e sterminata distesa di mura, templi, agor\u00e0, teatri, mercati,\u00a0 botteghe, case, necropoli\u2026S\u00ec, perch\u00e9 la Sicilia, oltre che della gente della preistoria, \u00e8 stata la terra dei Siculi e dei Sicani, dei Fenici e degli Elimi, ma \u00e8 stata soprattutto, a partire dall\u2019VIII secolo a.C., la terra dei Greci. Dei Greci che migrando, in gruppi di <em>fratrie<\/em> guidate dall\u2019<em>ecista, <\/em>fra cui famosi Pammilo e Lamis, migrando da Megera Nisea, Corinto, Calcide, Micene e da tante altre zone, raggiungevano nell\u2019occidente mediterraneo, la mitica, favolosa Thrinakrie, come la chiam\u00f2 Omero, questa \u201cAmerica\u201d vasta, vergine, fertile, ricca di futuro. E fondarono per prime, questi emigranti, colonie che chiamarono Nasso e Megara Iblea, e quindi le grandi citt\u00e0 di Siracusa, Gela, Selinunte, Segesta, Agrigento\u2026 Ma anche, procedendo da oriente a occidente, fondarono sottocolonie, piccoli centri come Abacena, Alesa, Apollonia, Calacte, Aluntio, Cefaledio, Enna, Agirio, Centuripe\u2026Facendo, questi colonizzatori greci, andar\u00a0 pi\u00f9 verso occidente i residenti siculi o integrandosi con essi, accopiandosi con le loro donne, adottandone miti e riti, come \u00e8 successo nel VI secolo a.C. nella sottocolonia di Morgantina, che le foto di Franco Fontana in questo libro ci illustrano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Morgantina sorgeva presso l\u2019odierna Aidone, nelle propaggini di Enna, si stendeva sulle alture fra una valle a due terrazze; qui sorsero negli anni, presso un antico santuario delle divinit\u00e0 ctonie, un teatro, portici, colonnati, un\u2019agor\u00e0, un mercato, botteghe, case, fra cui quella detta di Ganimede. E qui, tra Enna e Morgantina, era nato il pi\u00f9 antico mito della Madre Terra, di Demetra e di Persefone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">A Morgantina s\u2019inizi\u00f2 a scavare negli anni Cinquanta, ma dagli anni Ottanta \u00e8 una missione americana, capeggiata dall\u2019archeologo Malcom Bell, che conduce sistematiche campagne di scavi.\u00a0 E i reperti sono custoditi nel museo di Aidone e di Siracusa, quelli almeno scampati agli scavi clandestini.\u00a0 Sono bassorilievi, statue, come quella acefala di Musa, terrecotte come la testa detta \u201critratto di Agatocle\u201d, la terracotta di donna ammantata e di donna velata, e poi l\u2019Afrodite e poi la donna su <em>kline<\/em>, e poi grandi busti femminili, e la collana d\u2019oro con pendaglio\u2026E ancora vorremmo vedere, in quel piccolo museo aidonese, i reperti trafugati, gli oggetti di questa greca citt\u00e0 di Morgantina, citt\u00e0 simbolo della Madre Terra, del\u00a0 mondo contadino, della sua profonda cultura, mondo che \u00e8 durato fino a ieri, fino alla pasoliniana \u201cscomparsa delle lucciole\u201d.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Vincenzo Consolo<\/p>\n<p>Milano, 7.11.2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Morgantina &nbsp; \u201cChe non consumi tu, Tempo vorace\u201d scrivevano malinconicamente gli incisori romantici come didascalia alle loro raffigurazioni di antiche rovine. 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