{"id":1263,"date":"2015-01-17T07:06:11","date_gmt":"2015-01-17T07:06:11","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1263"},"modified":"2016-08-18T07:30:41","modified_gmt":"2016-08-18T07:30:41","slug":"retablo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1263","title":{"rendered":"Retablo, Consolo"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<h1 class=\"entry-title\">Consolo, Retablo<\/h1>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Rosalia. Rosa e lia. Rosa che ha inebriato, rosa che ha confuso, rosa che ha sventato, rosa che ha roso, il mio cervello s\u2019\u00e8 mangiato. Rosa che non \u00e8 rosa, rosa che \u00e8 datura, gelsomino, balico e viola\u2026Rosa che punto m\u2019ha, ahi!, con la sua spina velenosa in su nel cuore.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">\u201cRetablo\u201d \u00e8 un termine spagnolo che serve a designare una grande pala d\u2019altare che pu\u00f2 essere un dittico o un trittico e che \u00e8 caratterizzato da una grande complessit\u00e0 di materiali e stili figurativi. Nessuna definizione migliore per questo romanzo, che \u00e8 un piccolo gioiello per stile, temi e suggestioni sapientemente organizzati su un intreccio di diversi piani narrativi. Due (meglio sarebbe dire tre, forse) i protagonisti. Ambientato nel Settecento, \u00e8 la storia dell\u2019aristocratico pittore Fabrizio Clerici, che fugge da Milano e dall\u2019amata donna Teresa per perdersi in un fantasmagorico viaggio in Sicilia, e del suo casuale compagno di viaggio, il frate siciliano Isidoro, che ha perso tutto a causa della travolgente passione per la popolana Rosalia. E proprio Rosalia, uno degli <i>oggetti<\/i> del romanzo, sar\u00e0 colei che, a sorpresa, dar\u00e0 la chiave per comprendere (avere la visione d\u2019insieme di) questo Retablo, questa composizione.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Grande parte del romanzo \u00e8 occupata dal diario del Clerici, che annota le caratteristiche delle bellezze della Sicilia, meravigliato dall\u2019inestimabile valore delle opere dell\u2019antichit\u00e0 classica che ovunque si impongono allo sguardo ed ai sensi. Ma questo diario non \u00e8 solo una collezione di appunti, ma anche, e soprattutto, una lunga e pacata dichiarazione d\u2019amore (deluso) per donna Teresa, e poi un\u2019occasione per riflettere sui rapporti fra arte e vita, fra verit\u00e0 e menzogna, fra l\u2019aspirazione ad una pace superiore e l\u2019incredibile tragicit\u00e0 dell\u2019esistenza, fra l\u2019aspirazione alla serenit\u00e0 e l\u2019attrazione che esercitano il mondo ed i sensi. E cos\u00ec si assiste, da un lato, all\u2019aspirazione del Clerici che insegue l\u2019arte, la pittura e la scultura come mezzi per abbandonare questo mondo, l\u2019eterno divenire e l\u2019insopportabile caoticit\u00e0 che lo contraddistinguono e cos\u00ec accedere ad una condizione \u201cmetafisica\u201d che gli possa finalmente permettere di affrancarsi dal tempo, dallo spazio e dalle passioni; mentre, dall\u2019altro, si \u00e8 messi di fronte ad Isidoro che, al contrario, viene strappato alla stasi ed alla pace della fede e della vita monastica per cadere (o salire?) nel vortice di passioni brucianti che infiammano il corpo e la ragione stessa fino a condurre ad una diversa estasi, l\u00ec dove il confine stesso fra passione e follia perde consistenza.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><a href=\"https:\/\/tommasoaramaico.files.wordpress.com\/2015\/01\/9704426.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"  wp-image-721 aligncenter\" src=\"https:\/\/tommasoaramaico.files.wordpress.com\/2015\/01\/9704426.jpg?w=272&amp;h=456\" alt=\"9704426\" width=\"272\" height=\"456\" \/><\/a><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Ma \u00e8 davvero possibile accedere ad un grado di realt\u00e0 superiore, fatto di algida bellezza senza contaminazioni, turbamento? Ed \u00e8 davvero possibile pensare che qui ed ora si sia calati in un mondo che \u00e8 solo folle divenire e bruttura e dolore, un mondo vuoto di bellezza, tanto che non vi si possa rinvenire nulla (che non sia opera d\u2019arte) di splendente? La ricerca e il fine del Clerici si scontrano con l\u2019impossibilit\u00e0 di tracciare una linea netta fra due realt\u00e0 del tutto opposte, di diverso grado ed ordine. Qualcosa di diverso e nuovo appare. \u00c8 nel mondo la linfa vitale che porta all\u2019arte e la rende possibile, \u00e8 nel suo caotico divenire, nel magma delle passioni, nell\u2019irrazionalit\u00e0 dell\u2019uomo, nella ferocia delle relazioni umane, nell\u2019ingiustizia sociale la molla e la condizione di possibilit\u00e0 della bellezza, cos\u00ec come della verit\u00e0 e della (momentanea) quiete.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>O mia Medusa, mia Sfinge, mia Europa, mia Persefone, mio sogno e mio pensiero, cos\u2019\u00e8 mai questa terribile, meravigliosa e oscura vita, questo duro enigma che l\u2019uomo sempre ha declinato in mito, in racconto favoloso, leggendario, per cercar di rispecchiarla, di decifrarla per allusione, per metafora? E qui tremo, pavento, poich\u00e9 mi pare di toccare il cuore della metafora, e qui come mai mi pare di veder la vita, di capirla e amarla, di amare questa terra come fosse mia, la terra mia, la terra d\u2019ogni uomo, d\u2019amare voi, e disperatamente\u2026<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">O ancora di pi\u00f9: l\u2019arte stessa non vale pi\u00f9 della vita, dato che \u00e8 la vita stessa il materiale senza cui l\u2019arte sarebbe impossibile. Questa l\u2019estrema riflessione del Clerici quando, per di non far affondare la barca su cui stanno viaggiando, \u00e8 costretto a gettare in mare una statua antica e d\u2019inestimabile valore.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>Ma tu, squisita fattura d\u2019uomo, fiore d\u2019estrema civilt\u00e0, estrema arte, tu, com\u2019ogni arte, non vali la vita, un fiato del pi\u00f9 volgare o incolto, pi\u00f9 debole o sgraziato uomo.<\/i><\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">L\u2019arte, infine, sarebbe il prodotto della sofferenza dell\u2019uomo che, attraverso questo suo stesso prodotto, potr\u00e0 infine comprendere qualcosa del suo dolore, cos\u00ec come della sua condizione. L\u2019opera d\u2019arte, dunque, come immagine riflessa, come doppio identico ed estraneo che mostra all\u2019uomo quel che \u00e8. La vita genera l\u2019arte, cos\u00ec come l\u2019arte permette di comprendere (di ritornare con nuovi occhi) quella vita che l\u2019ha generata.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\">Il viaggio, l\u2019amore, la morte, il volto ambiguo della natura\u2026questi e molti altri temi si intrecciano in questo magnifico lavoro che \u00e8 destinatario, forse, dell\u2019augurio che il Clerici indirizza al proprio diario, nel momento in cui lo dedica all\u2019amata donna Teresa: \u201c<i>acciocch\u00e9 resti un dono singolare e ancora che non venga sopraffatto nella valanga di libri e di libresse privi d\u2019anima\u2026<\/i>\u201d. Ecco, tale augurio pare al tempo stesso esaudito e tradito. Esaudito perch\u00e9\u00a0<i>Retablo <\/i>\u00e8 (cos\u00ec come altri scritti di Consolo) un libro che per stile ed equilibrio ha del miracoloso e che per questo non pu\u00f2 di certo esser confuso con altri, privi d\u2019anima. Tradito, perch\u00e9 sopraffatto dalla <i>valanga<\/i> di romanzi che l\u2019hanno relegato a piacere per (troppi) pochi lettori; tradito perch\u00e9 travolto dalla valanga di libri ben inferiori, scritti che (in generale) non sono grande letteratura e che (in particolare) poco o nulla colgono ed hanno da dire della Sicilia e delle sue abissali profondit\u00e0. In questo senso, non si pu\u00f2 che lasciare la parola ad un grande scrittore siciliano. Leonardo Sciascia.<\/p>\n<p align=\"JUSTIFY\"><i>\u201cPer quel che si svolge e per come \u00e8 scritto, questo racconto \u00e8 come un miracolo: il che, per altro esattamente si conviene alla parola \u201cRetablo\u201d, di solito I \u201cretablos\u201d in pittura rappresentano sequenze di fatti miracolosi\u201d<\/p>\n<p>Tommaso Aramaico<br \/>\n17 gennaio 2015 blog tommasoaramaico<\/i><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Consolo, Retablo Rosalia. Rosa e lia. 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