{"id":1057,"date":"2016-03-21T15:06:03","date_gmt":"2016-03-21T15:06:03","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1057"},"modified":"2020-12-28T08:37:10","modified_gmt":"2020-12-28T08:37:10","slug":"un-filo-derba-al-margine-del-feudo-da-la-mia-isola-e-las-vegas","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1057","title":{"rendered":"Un filo d\u2019erba al margine del feudo da &#8221; La mia isola \u00e8 Las Vegas &#8220;"},"content":{"rendered":"<p><strong><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Carmelo-Battaglia.png\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1058\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Carmelo-Battaglia-256x300.png\" alt=\"Carmelo Battaglia\" width=\"256\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Carmelo-Battaglia-256x300.png 256w, https:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/03\/Carmelo-Battaglia.png 326w\" sizes=\"(max-width: 256px) 100vw, 256px\" \/><br \/>\nC<\/a>armine Battaglia<\/strong><\/p>\n<p>Un filo d\u2019erba al margine del feudo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via del Sole scende stretta tra il muro laterale del Pa\u00adlazzo e una ringhiera di ferro sul dirupo. Era in ombra a quell\u2019ora. Il sole batteva invece sulle pietre di via Muro\u00adrotto e sul portale d\u2019arenaria ricamata del Palazzo. La ringhiera di ferro di via del Sole era quella d\u2019un terrazzo sospeso, navigante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vecchio con lo scialle sporse nel vuoto il braccio e con l\u2019indice a corno percorreva la linea ondulata che dise\u00adgnavano nel cielo terso i monti tutti attorno, dalle spalle del paese fino al mare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Motta \u2013 diceva fermando il dito su un punto bian\u00adcastro lungo la costa dei monti. E poi \u2013 Pettineo, Castel\u00adluzzo, Mistretta, San Mauro&#8230; \u2013 Pos\u00f2 lo sguardo sul mare, ripieg\u00f2 il braccio, si tir\u00f2 sulla spalla lo scialle scozzese che gli era scivolato. Stesi io il braccio nel vuoto oltre la rin\u00adghiera e indicai il mare. \u2013 Quelle macchie azzurre sono isole, Alicudi, Filicudi, Salina&#8230; Pi\u00f9 in l\u00e0 c\u2019\u00e8 Napoli, il Con\u00adtinente, Roma\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Roma \u2013 ripet\u00e9 il vecchio. Volse le spalle al mare e continu\u00f2 a indicare le montagne, ora con un breve cenno del capo: \u2013 Cozzo San Pietro, Cozzo Favara, Fulla, Fo\u00adieri\u2026<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ulivo, fitto ai piedi dei monti, diradava, spariva verso l\u2019alto. Poi vi erano costole nude, scapole, e qua e l\u00e0 ciuffi di sugheri, di castagni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il vecchio sedette sulla panchina di pietra e, la fac\u00adcia tra due sbarre della ringhiera, appunt\u00f2 gli occhi sullo spiazzo erboso sotto il dirupo. Ragazzi vi giocavano, tra pecore al pa\u00adscolo, piccoli, appiattiti sul prato, silenziosi. Uccelli con larghe ali planavano sulla valle. La strada a serpentina, grigia di fango rappreso, partiva dalle prime case del paese, passava tra alberi d\u2019eucalipto e d\u2019acacia, circondava il prato, accostava una vasca d\u2019acqua stagnante e finiva in un cancello di lamiera arrugginita. Il sole di questo primo pomeriggio era tutto ammassato nella tenera valle, su\u00adscitava tremuli vapori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Al di l\u00e0 del cancello, dentro, il cerchio del muro, nel tabuto fresco di vernice, era Carmelo Battaglia, il sin\u00adda\u00adcalista di Tusa ammazzato su una trazzera, una mat\u00adtina di marzo, con due colpi a lupara, e messo in ginoc\u00adchioni, con la faccia per terra. La valle declinava dolce fino alla balza d\u2019Alesa (le sue mura massicce, l\u2019agor\u00e0, i cocci d\u2019an\u00adfora e le colonne spezzate affioranti tra gli ulivi, la bianca Demetra dal velo incollato sul ventre abbondante). In fondo, Tusa Marina, col suo castello sull\u2019acqua sma\u00adgliante e triangoli di vele sui merli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel ventitr\u00e8 ammazzarono il padre Battaglia, con colpi a lupara, su una trazzera, e gli riempirono la bocca di pietre e di fango. Il vecchio s\u2019era tirato fin sulla nuca e gli orecchi lo scialle scozzese, aveva chiuso gli occhi e recli\u00adnato il mento sul petto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il piano della Piazza era tagliato a rettangoli e tra\u00adpe\u00adzi di luce. La torre medievale, al centro, massiccia, qua\u00addra\u00adta, aveva due facce illuminate. Uccelli neri, con lieve fruscio, facevano la spola tra la Matrice e la torre. Via Pier delle Vigne si perdeva tra vecchie case. Via Matteotti, dall\u2019ogiva dell\u2019antica porta, scendeva ripida e larga verso le case nuove. Un vecchio cantava nella piazza, seduto al sole davanti alla porta della societ\u00e0 Agricola. Un altro vec\u00adchio stava immobile dall\u2019altra parte; e altri tre dentro, nel vano interrato della societ\u00e0, immobili attorno a un piccolo tavolo su cui batteva il sole. Il vecchio sulla porta cantava con gli occhi in cielo e un sorriso sulle labbra. Cantava<em>: <\/em>\u2013 Al natio fulgente sol \/ qual destino ti fur\u00f2 \u2013; e poi dac\u00adcapo: \u2013 Qual destino ti fur\u00f2 \/ al natio fulgente sol \u2013; sempre avanti e indietro su quelle parole.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Un\u2019automobile nera venne gi\u00f9 da via Alesina, attra\u00advers\u00f2 la Piazza e scese per via Matteotti. Vi era dentro un ufficiale dei Carabinieri con le stelle d\u2019argento sulle spalle e altri signori col cappello. Il vecchio interruppe il suo can\u00adto e poi riprese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Via Alesina era tutta in ombra, stretta e lunga, tra alte case, dalla Piazza fino al Belvedere. I vicoli verticali erano assolati. Cespi di b\u00e0lico fiorito, viola e giallo, spun\u00adtavano dalle crepe delle case e ficodindia da sopra i tetti. Da un balcone del vicolo penzolava la testa d\u2019un asi\u00adno, pensosa nel sole. Il municipio e la cooperativa Risve\u00adglio Alesino. Sul portone del municipio era scolpito lo stem\u00adma della citt\u00e0: un grosso cane muscoloso sopra una torre, le zampe posteriori contratte, sul punto d\u2019avven\u00adtarsi, i denti scoperti (1860: \u00abIn pi\u00f9 luoghi, come a Bronte, a Tusa e al\u00adtro\u00adve, i Consigli municipali, costituiti dai Go\u00advernatori di\u00adstret\u00adtuali, erano composti di elementi della grossa borghe\u00adsia o dell\u2019aristocrazia di proprietari terrieri, avversi alle rivendicazioni contadine e ai fautori e capi del movimento per la divisione delle terre demaniali\u00bb).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Una giovane bellissima, dietro i vetri d\u2019una piccola finestra, ricamava<em>. <\/em>Divenne viva, apr\u00ec la finestra, si sporse, allung\u00f2 il braccio bianco e fece segno che dovevo ancora andare avanti e poi salire per il vicolo<em>.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Bussai e venne ad aprire una donna in nero. Mi fece strada per uno stretto corridoio celeste che sbucava in una grande stanza celeste. \u00c8 il celeste, abbagliante per le mo\u00adsche, latte di calce mischiato con l\u2019azolo. Sei donne tutte nere erano attorno alla ruota della conca: la figlia, la moglie, due sorelle e altre due parenti di Carmelo. Parlava la giovane figlia, il fazzoletto nero annodato sotto il mento e ancora il velo nero che le scendeva per le spalle, gestiva con le sue mani guantate di nero. La madre, accanto, non parlava perch\u00e9 muta, muta e paralitica. Solo gli occhi ave\u00adva vivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 S\u00ec, fece il soldato e, finita la guerra, venne a piedi da Trieste. Pass\u00f2 lo Stretto su una barca e, a Messina, pri\u00adma che attraccassero, si butt\u00f2 in acqua per toccare prima la Sicilia, ma non sapeva nuotare. Il pescatore calabrese lo dovette afferrare per i capelli per salvarlo. Rideva molto quan\u00addo raccontava questo. Diceva che allora, a vent\u2019anni, era sventato come un caruso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Sempre l\u2019ha avuta questa idea socialista, ma di pi\u00f9 quando torn\u00f2 dalla guerra. Diceva che i contadini, i bovari sono sempre state malebestie. Sempre a limosinare un palmo di terra o un po\u2019 d\u2019erba al limite del feudo. Ma non parlava molto in casa, aveva le parole giuste, contate. Questa di mia madre era una pena forte che portava in cuore: venti anni che \u00e8 allogo, un male di nervi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Partiva alle quattro, alle cinque, secondo la sta\u00adgio\u00adne, col mulo, per il feudo. A volte si restava l\u00e0 e si por\u00adtava un poco di pasta e una boatta di salsina. Questa volta do\u00adveva restarci per due giorni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 S\u00ec, voglio che si scopra al pi\u00f9 presto l\u2019assassino. Voglio conoscerlo. Voglio vedere in faccia questo che in\u00adsulta i morti, che li mette in ginocchioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 No, neanche i vivi s\u2019insultano. Ma di pi\u00f9 i morti, specie se in vita sono stati sempre latini, diritti, cava\u00adlieri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La madre mugol\u00f2 e cominci\u00f2 a piangere. La figlia le prese le mani, se le port\u00f2 sulle gambe e, tenendovi sopra le sue, si mise a cullargliele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La stanza era piena di penombra. C\u2019era solo la luce rossa di un lumino davanti alla fotografia di Carmelo ve\u00adstito da soldato, sopra il com\u00f2. Le donne stavano tutte chiuse nei loro scialli e mute. Una prese la paletta di rame e rimest\u00f2 la brace nella conca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Nessun desiderio, nessun progetto. L\u2019unica sua idea era quella di aggiustare questa casa\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il sole era tramontato e, all\u2019uscita del paese, sopra un muretto della strada, erano seduti un prete grosso e un prete magro. Quello magro, scuro, era venuto da Cesar\u00f2 per predicare il quaresimale. Quello grosso, chiaro, era del paese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Un uomo buono, benvoluto da tutti. Parlava po\u00adco ma spartano. No, in chiesa mai. Ci andavo io a casa sua, una volta al mese, per confessare e comunicare la moglie. Poveretta, mi scriveva i peccati su un foglio di carta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Passavano i contadini per la strada, tornavano a grup\u00adpi dal lavoro, gli uomini sul mulo e le donne a piedi. \u2013 Vos\u00adsia benedica \u2013 salutavano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Benedetto \u2013 rispondeva il prete.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Tra loro, si ammazzano, tra loro bovari.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u2013 Benedetto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Le montagne l\u00e0 di fronte erano diventate viola, di un viola tenero sfumato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questi Nebrodi, alti di fronte al mare, sono di una bellezza impareggiabile. Ora, con le prime ombre della se\u00adra, si udivano per la campagna ringhiare e abbaiare i primi cani: quei cani orbi, bastardi, che si avventano feroci non appena li sfiora l\u2019odore della carne d\u2019un cristiano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><a href=\"#_ednref1\" name=\"_edn1\">[i]<\/a> \u00abL\u2019Ora\u00bb, 16 aprile 1966, p. 6. Stesso testo, col titolo: <em>Per un po\u2019 d\u2019erba al limite del feudo<\/em>, in L. Sciascia e S. Gu\u00adgliel\u00admino (a cura di), <em>Narratori di Sicilia<\/em>, Milano: Mursia, 1967, pp. 429-434. Il testo del 1966 \u00e8 ripreso tal quale \u2013 sotto forma di \u00abPrima appendice del curatore\u00bb, con fonte: L\u2019Ora, 16 aprile 1966 (p. 6), autore: Vincenzo Consolo, occhiello e titolo: <em>Tra cronaca e racconto un giorno a Tusa. Un filo d\u2019erba ai margini del feudo<\/em>, sottotitoletti redazionali in\u00adfram\u00admezzati: <em>Il tabuto fre\u00adsco di<\/em> <em>vernice<\/em>, <em>Sei donne tutte nere <\/em>\u2013 in Mario Ovaz\u00adza, <em>Il caso Battaglia. Pascoli e mafia sui Nebrodi<\/em>, a cura di Fernando Cia\u00adramitaro, Palermo: Centro Studi e iniziative culturali Pio La Torre, 2008, pp. 124-126 [cfr. il precedente M. Ovazza, <strong><em>La mafia dei Nebrodi. Il caso Battaglia<\/em><\/strong><strong>, a cura di Maurizio Rizza, Palermo: La Zisa, 1993].<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Carmine Battaglia Un filo d\u2019erba al margine del feudo Via del Sole scende stretta tra il muro laterale del Pa\u00adlazzo e una ringhiera di ferro sul dirupo. Era in ombra a quell\u2019ora. Il sole batteva invece sulle pietre di via Muro\u00adrotto e sul portale d\u2019arenaria ricamata del Palazzo. La ringhiera di ferro di via del &hellip; <a href=\"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1057\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Un filo d\u2019erba al margine del feudo da &#8221; La mia isola \u00e8 Las Vegas &#8220;<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[5,7,12],"tags":[336,840,338,318,77,43,119,19,37,30,20,29,120,18],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1057"}],"collection":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1057"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1057\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2126,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1057\/revisions\/2126"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1057"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1057"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1057"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}