{"id":58,"date":"2015-06-02T14:09:17","date_gmt":"2015-06-02T14:09:17","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=58"},"modified":"2015-07-02T10:43:42","modified_gmt":"2015-07-02T10:43:42","slug":"pitture-sorrisi-e-somiglianze","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=58","title":{"rendered":"Pitture, sorrisi e somiglianze"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<div class=\"page-title\">\n<h1 class=\"page-title title-class-pitture-sorrisi-e-somiglianze-\" style=\"text-align: left;\"><span style=\"color: #333399;\">Pitture, sorrisi e somiglianze<\/span><\/h1>\n<\/div>\n<h3 class=\"page-author\"><span style=\"color: #333399;\">di <a style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/authors\/marina-paino\/\" rel=\"author\">Marina Paino<\/a><\/span><\/h3>\n<div class=\"page-categories ll\">\n<div style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">L\u2019epigrafe sciasciana, tratta dall\u2019Ordine delle somiglianze, con cui nel \u201976 Vincenzo Consolo apre il Sorriso dell\u2019ignoto marinaio si rivela la spia di un dialogo intertestuale tra i due scrittori siciliani che ruota intorno all\u2019isola e alla pittura di Antonello e che si arricchisce nel tempo di echi e richiami, concentrati soprattutto nell\u2019articolo di Sciascia sul fortunato libro di Consolo e, per mano di quest\u2019ultimo, nella Nota dell\u2019autore, vent\u2019anni dopo, stesa nel \u201996 per la nuova edizione del proprio celebre romanzo presso Mondadori. Sullo sfondo di questi testi si staglia l\u2019immagine della Sicilia offesa, e quindi l\u2019impegno e l\u2019amore per l\u2019arte, la sofferenza dei contadini (e dei personaggi ritratti da Antonello) e l\u2019indifferenza dei Gattopardi, con Sciascia e Consolo che nel loro colloquio a distanza si scambiano ruoli e maschere all\u2019ombra del personaggio del Barone di Mandralisca, il fine intellettuale protagonista del Sorriso, che da appassionato collezionista d\u2019arte si lascia alla fine prendere dalle urgenze sociali della sua terra.<\/span><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"essay\">\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">In un articolo del 1996, ora raccolto in <i>Di qua dal faro<\/i> e dedicato e intitolato alle <i>Epigrafi<\/i> (a quelle di Leonardo Sciascia in particolare), Vincenzo Consolo si sofferma sul valore semantico di queste scritture prese in prestito da altri e poste alle soglie dei testi. Contrariamente allo scarso uso che ne fa Calvino, autore spesso presente nell\u2019immaginario letterario consoliano, le epigrafi compaiono invece di frequente ad apertura dei libri sciasciani e, nell\u2019articolo in questione, si sottolinea come questo abbia in qualche modo a che fare con la \u2018sicilitudine\u2019. Consolo parla di Sciascia, ma tra le righe lascia trasparire a tratti anche l\u2019ombra del se stesso che a distanza di vent\u2019anni, proprio in quel 1996, riattraversava e riconsiderava per la nuova pubblicazione mondadoriana <i>Il<\/i> <i>sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/i>. Rispetto all\u2019affabulatore Calvino,<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"cite\"><p><span style=\"color: #333399;\">Sciascia, meno chierico, pi\u00f9 laico, a causa di un retroterra \u2013 quello siciliano, che si fa paradigma, nucleo metaforico \u2013 di pi\u00f9 drammatica storia, di pi\u00f9 atroce realt\u00e0, perde man mano fede nell\u2019affabulazione, perde speranza in una possibile sopravvivenza e incidenza del racconto e, dopo aver rovesciato e quindi distrutto un modulo narrativo collaudato e funzionale [\u2026], arriva a spostare il testo nel paratesto, mutare il racconto in parodia, in saggismo, spingerlo verso le soglie, verso la citazione, la rimemorazione della letteratura, d\u2019altri tempi e d\u2019altri contesti, cielo di verit\u00e0 sopra un mondo, contro una storia di menzogna e di sconfitta, di offesa all\u2019uomo.<sup><a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote1sym\" name=\"sdendnote1anc\">[1]<\/a><\/sup><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Sciascia, dunque, le epigrafi, la Sicilia, la sfiducia nella narrazione e nella storia (palcoscenico di \u00abmenzogna e sconfitta\u00bb) e, sullo sfondo, il \u2018ritorno\u2019 di Consolo sul suo romanzo pi\u00f9 celebre, segnato dalla forte impronta dell\u2019epigrafe sciasciana posta in apertura a mo\u2019 di implicita dedica.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote2sym\" name=\"sdendnote2anc\"><sup>[2]<\/sup><\/a> Sembra anzi che nel riferirsi alle epigrafi dell\u2019amico Leonardo, Consolo abbia in mente la propria, di cui indirettamente mette in risalto il ruolo chiave nella lettura del testo:<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"cite\"><p><span style=\"color: #333399;\">In Sciascia l\u2019epigrafe [\u2026], come ogni altro elemento del paratesto, \u00e8 quanto di pi\u00f9 vicino, di pi\u00f9 connaturato al testo ci sia. La sua epigrafe \u00e8 sempre di un autore scelto per ammirazione e immedesimazione, \u00e8 brano, frase d\u2019un\u2019opera sotto la cui luce bisogna porre il testo che ci accingiamo a leggere.<sup><a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote3sym\" name=\"sdendnote3anc\">[3]<\/a><\/sup><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Sulla scorta di questo suggerimento d\u2019autore, alla luce dell\u2019<i>Ordine delle somiglianze<\/i>, il celebre saggio sciasciano della seconda met\u00e0 degli anni Sessanta citato in esergo al <i>Sorriso<\/i>, \u00e8 opportuno porre pertanto anche il romanzo consoliano, alla ricerca della cifra profonda del debito del testo con quell\u2019altro testo e con quell\u2019altro scrittore, pure in questo caso senza dubbio \u00abscelto per ammirazione e immedesimazione\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Il dialogo intertestuale sancito dall\u2019epigrafe si arricchisce per altro nel tempo di echi e richiami, concentrati soprattutto nello scritto sciasciano sul fortunato libro di Consolo e, per mano di quest\u2019ultimo, nella <i>Nota dell\u2019autore, vent\u2019anni dopo<\/i>, stesa nel \u201996 per la nuova edizione del romanzo presso Mondadori.<\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">\u00c8 dall\u2019<i>Ordine delle somiglianze<\/i> che bisogna tuttavia partire per rintracciare i rimandi di questo colloquio a distanza, fatto di arte, di letteratura, ma soprattutto di Sicilia. Gi\u00e0, perch\u00e9 al di l\u00e0 del singolare taglio argomentativo, il felice articolo di Sciascia \u00e8 fondamentalmente uno scritto sulla Sicilia, in cui attraverso lo schermo offerto dalle pitture di Antonello da Messina, l\u2019autore di Racalmuto trova modo di ritornare sui <i>topoi <\/i>della odiosamata sicilianit\u00e0 da lui costantemente declinati nella saggistica non meno che nella narrativa.<\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Ad inizio dello scritto, citando il Vasari, Sciascia prende le mosse da un \u2018ritorno\u2019 sull\u2019isola di Antonello e da un nuovo allontanamento da essa alla volta di Venezia, dove l\u2019artista trova l\u2019ambiente giusto per continuare a coltivare i \u2018piaceri venerei\u2019 cui era dedito. Terra di partenze e ritorni (soprattutto di ritorni), la Sicilia \u00e8 del resto nell\u2019articolata raffigurazione sciasciana anche una terra vistosamente segnata dall\u2019ossessione per la donna e per il sesso, ossessione che cattura i suoi abitanti e che di fatto si propone come espressione di una radicata insicurezza, spesso sconfinante in una compensativa ostentazione di superiorit\u00e0. Significativamente, con un collegamento quanto meno azzardato, Sciascia chiama del resto subito in causa a tal proposito il Brancati \u2018gallista\u2019 del <i>Don Giovanni in Sicilia<\/i>, quasi a voler ricondurre <i>ab initio <\/i>lo stesso Antonello nel perimetro di una mappa antropologica e insieme letteraria da lui tracciata puntualmente attraverso articoli, romanzi e racconti. Il senso dell\u2019imprevedibile accostamento sta non a caso nella sottolineatura dell\u2019incredibile costanza con cui viene descritto nel corso dei secoli il siciliano tipo, in un \u00abesplicito astoricismo\u00bb (in cui apparenza e realt\u00e0 convergono a pari titolo) che avr\u00e0, secondo Sciascia, nel <i>Gattopardo<\/i>lampedusiano la propria piena consacrazione. Di questa Sicilia, che \u00e8 insieme dentro e fuori la storia, \u00e8 parte anche la pittura di Antonello: <i>L\u2019ordine delle somiglianze<\/i> non \u00e8 infatti un generico scritto sull\u2019artista, ma un preciso contributo sulla sua sicilianit\u00e0, legata innanzitutto all\u2019assunto che la vita e la visione della vita di ognuno, nonch\u00e9 il modo di esprimere nell\u2019arte la vita, \u00absono irreversibilmente condizionati dai luoghi dagli ambienti dalle persone tra cui [ci] si trova a nascere e a passare l\u2019infanzia, l\u2019adolescenza\u00bb.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote4sym\" name=\"sdendnote4anc\"><sup>[4]<\/sup><\/a> Come ogni artista isolano pure Antonello non pu\u00f2 non essere inquadrato all\u2019interno di questo \u00abinalienabile e inesauribile rapporto\u00bb con la sua terra, non pu\u00f2 non rappresentarla, non raffigurarne la gente, presente a pieno titolo nei suoi ritratti grazie alla logica della <a style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/somiglianza\/\">somiglianza<\/a> bioetnica. I suoi ritratti, che \u00absomigliano\u00bb agli abitanti dell\u2019isola, che \u00absono l\u2019idea stessa, l\u2019arch\u00e9, della somiglianza\u00bb, sono pertanto la quintessenza della sicilianit\u00e0 e dello spirito isolano; aiutano a penetrarne la natura pi\u00f9 profonda perch\u00e9 \u2013 come recita il passo scelto da Consolo per l\u2019epigrafe \u2013 \u00abil gioco delle somiglianze \u00e8 in Sicilia uno scandaglio delicato e sensibilissimo, uno strumento di conoscenza\u00bb.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote5sym\" name=\"sdendnote5anc\"><sup>[5]<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Il Consolo che fa suo il testo sciasciano sa dunque che la ritrattistica di Antonello, proprio grazie al gioco delle somiglianze, \u00e8 \u00abuno strumento di conoscenza\u00bb; e nel pedinamento delle parole e del pensiero del maestro di Racalmuto non pu\u00f2 certo essergli rimasto inosservato il fatto che questi concentrasse la propria attenzione su uno specifico ritratto, quello dell\u2019<i>Ignoto<\/i>conservato presso il Museo Mandralisca di Cefal\u00f9.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\"><img decoding=\"async\" class=\"ll essay-img\" title=\"Antonello da Messina, Ritratto d\u2019ignoto, olio su tavola (1465-1476\" src=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/uploads\/paino_consolo_s_fig1.jpg\" alt=\"Antonello da Messina, Ritratto d\u2019ignoto, olio su tavola (1465-1476\" width=\"98%\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Quel ritratto somigliava a tutti e a nessuno, \u00abal contadino e al principe del foro\u00bb (\u00ab\u00c8 un nobile o un plebeo?\u00bb), secondo alcuni somigliava addirittura allo stesso Sciascia (\u00absomiglia a chi scrive questa nota (ci \u00e8 stato detto)\u00bb), il quale attraverso questo improprio <i>avant-texte<\/i> entra significativamente in prima persona nelle dinamiche del romanzo consoliano. Ci\u00f2 che va sottolineato \u00e8 come nell\u2019articolo sciasciano il futuro autore del <i>Sorriso<\/i> potesse rintracciare, tutta interna al ritratto, gi\u00e0 espressa la dialettica tra nobili e plebei, contadini e rappresentanti della legge che sar\u00e0 al centro del romanzo, la quale, a ben guardare, insieme a diversi altri elementi narrativi del libro, sembra cos\u00ec allungare le proprie radici remote proprio nelle suggestioni offerte dall\u2019<i>Ordine delle somiglianze<\/i>.<\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Nell\u2019articolo, Sciascia parla anche delle Madonne antonelliane, e di esse (dell\u2019<i>Annunciata<\/i> di Palermo in particolare) mette indicativamente in risalto \u00abil mistero del sorriso e dello sguardo\u00bb, con una precisa notazione che trova una forte rispondenza nel titolo scelto da Consolo per il suo libro (e nell\u2019importanza che all\u2019interno del testo assume di conseguenza il motivo del sorriso), nonch\u00e9 nell\u2019attenzione specifica riservata dallo scrittore allo sguardo dell\u2019<i>Ignoto<\/i> nella sequenza della festa a casa di Mandralisca.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote6sym\" name=\"sdendnote6anc\"><sup>[6]<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">E come in un\u2019ideale scaletta di immagini che trovano poi precise rifrazioni nel<i>Sorriso<\/i> di Consolo, Sciascia passa di seguito a prendere in considerazione gli Ecce Homo e i Crocifissi di Antonello, quasi puntuali modelli dell\u2019umanit\u00e0 offesa<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote7sym\" name=\"sdendnote7anc\"><sup>[7]<\/sup><\/a> che nel romanzo trova da subito la propria icona nell\u2019uomo affetto da silicosi incontrato da Mandralisca sulla nave. Anche la componente paesaggistica e i luoghi, subito dopo segnalati da Sciascia in quelle pitture (lo \u00abStretto di Messina\u00bb, la \u00abcampagna\u00bb, la \u00abpiazza che \u00e8 scena di atroce indifferenza al martirio di San Sebastiano\u00bb), anticipano in qualche modo gli scenari del romanzo consoliano, che lungo la striscia tirrenica a ridosso della Sicilia ambienter\u00e0 gli andirivieni per mare dei suoi personaggi e che far\u00e0 partire dalla campagna e dalla piazza la rivolta di Alcara Li Fusi.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\"><img decoding=\"async\" class=\"ll essay-img\" title=\"Antonello da Messina, San Sebastiano, olio su tela, (1478 c.)\" src=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/uploads\/paino_consolo_s_fig2.jpg\" alt=\"Antonello da Messina, San Sebastiano, olio su tela, (1478 c.)\" width=\"98%\" \/><\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Componente centrale del <i>Sorriso<\/i> \u00e8 d\u2019altronde la stessa dialettica sciasciano-antonelliana tra sofferenza ingiustamente inflitta e \u00abatroce indifferenza\u00bb, che l\u2019autore dell\u2019<i>Ordine delle somiglianze<\/i> rinviene nella \u00abpiazza\u00bb in cui ha luogo il martirio del <i>San Sebastiano<\/i> di Dresda, una piazza che apparentemente e architettonicamente non ha nulla di siciliano, ma che alcuni particolari svelano come tale (la donna madre col bambino in braccio, una borraccia appesa alla finestra, un uomo stramazzato nel sonno: \u00abc\u2019\u00e8 un\u2019aria di casa, di pomeriggio messinese. Si direbbe che c\u2019\u00e8 scirocco [\u2026]: tutto sembra dire della snervata ora del pomeriggio sciroccoso\u00bb).<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote8sym\" name=\"sdendnote8anc\"><sup>[8]<\/sup><\/a> Lo scirocco \u00e8 lo stesso che ad apertura del<i>Sorriso<\/i> agita le onde \u00abnel canale, tra Tindari e Vulcano\u00bb, lo stesso scirocco che assai significativamente nel romanzo si trasforma per\u00f2 poco dopo in emblema di irredimibile fissit\u00e0 (\u00abUn\u2019aria spessa, umida, con lo scirocco fermo [\u2026] gravava sopra la spiaggia\u00bb).<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote9sym\" name=\"sdendnote9anc\"><sup>[9]<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">E se Sciascia si sofferma sugli Ecce Homo di Antonello e sul suo <i>San Sebastiano<\/i>, Consolo sembra fargli puntualmente eco nella descrizione del prigioniero torturato incontrato da Mandralisca nel capitolo IV (\u00abIl Mandralisca s\u2019accorse allora che le spalle, il petto, i fianchi, le braccia di quell\u2019uomo erano solcati da segni neri e viola, la pelle scorticata, il sangue raggrumato; un ecceomo, un santo Bastiano\u00bb), cos\u00ec come indiretta eco di quell\u2019\u00abatroce indifferenza\u00bb estranea al patimento dipinta da Antonello ed evidenziata da Sciascia nell\u2019<i>Ordine delle somiglianze<\/i> \u00e8, nella lettera di Mandralisca a Interdonato, il passo sul sorriso dell\u2019<i>Ignoto <\/i>(ovvero sempre un quadro di Antonello), sfregiato forse non a torto da Catena Carnevale:<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"cite\"><p><span style=\"color: #333399;\">ho capito perch\u00e9 la vostra fidanzata, Catena Carnevale, l\u2019ha sfregiato, proprio sul labbro appena steso in quel sorriso lieve, ma pungente, ironico, fiore di intelligenza e sapienza, di ragione, ma nel contempo fiore di distacco, lontananza [\u2026], d\u2019aristocrazia, dovuta a nascita, a ricchezza, a cultura o al potere che viene da una carica\u2026 Ho capito: lumaca, lumaca \u00e8 anche quel sorriso!<sup><a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote10sym\" name=\"sdendnote10anc\">[10]<\/a><\/sup><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Il rimando tra i due passi non \u00e8 affatto esplicito, ma assume fondamento con la mediazione di un altro celebre pronunciamento sciasciano, quello dato a caldo dallo scrittore sul <a style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/la-narrazione-per-immagini-gattopardo\/\"><i>Gattopardo<\/i><\/a><i> <\/i>lampedusiano. Nell\u2019articolo su Antonello, il riferimento di Sciascia \u00e8 all\u2019indifferenza della piazza per il martirio di San Sebastiano; in Consolo il martirio, subito da un\u2019umanit\u00e0 senza voce e diritti, diventa un martirio insieme fisico e storico-politico-sociale, il martirio di una rivoluzione risorgimentale tradita, che strizza l\u2019occhio al Verga di <i>Libert\u00e0<\/i> non meno che al fortunato romanzo di Tomasi. E proprio Sciascia, che nell\u2019<i>Ordine delle somiglianze<\/i> non manca di sottolineare l\u2019\u00abindifferenza\u00bb alla sofferenza nella pittura di Antonello, aveva a suo tempo gi\u00e0 classificato come \u00abcongenita e sublime indifferenza\u00bb il totale disinteresse del principe di Lampedusa (cos\u00ec come del suo principe personaggio, Fabrizio Salina) per le rivendicazioni contadine presenti e passate, a segnare tra l\u2019aristocrazia e l\u2019umanit\u00e0 offesa una incolmabile distanza di classe e di visione del mondo.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote11sym\" name=\"sdendnote11anc\"><sup>[11]<\/sup><\/a> Nel passo di Consolo sullo sfregio al sorriso dell\u2019<i>Ignoto<\/i> convergono cos\u00ec ad un tempo lo Sciascia commentatore di Antonello e lo Sciascia critico del <i>Gattopardo<\/i>, entrambi rappresentati nell\u2019espressione dell\u2019uomo del dipinto dalla quale trapelano quell\u2019ambivalente estraneit\u00e0 e mancanza di partecipazione, che \u2013 specifica Consolo \u2013 sono frutto di una diversit\u00e0 \u00abdovuta a nascita, a ricchezza, a cultura\u00bb. La spia di questa \u2018alterit\u00e0\u2019 \u00e8 racchiusa da Consolo nel \u00absorriso\u00bb, parola e motivo-chiave del romanzo (in bella mostra sin dal titolo) e non \u00e8 certo senza significato che questo sorriso venga, nella specifica circostanza, assimilato all\u2019altra immagine centrale del testo, quella della chiocciola.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote12sym\" name=\"sdendnote12anc\"><sup>[12]<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Nell\u2019economia del libro, l\u2019identificazione tra il sorriso e la metafora-chiave della lumaca si fa segno del rilievo semantico di questo \u00abdistacco\u00bb sociale rappresentato dall\u2019espressione dell\u2019<i>Ignoto<\/i> antonelliano, e l\u2019ombra di Sciascia, che nel commento a caldo sul <i>Gattopardo<\/i> si era lungamente soffermato sulla descrizione lampedusiana della diversit\u00e0 dell\u2019aristocrazia fatta da Padre Pirrone all\u2019erbuario nel V capitolo del romanzo,<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote13sym\" name=\"sdendnote13anc\"><sup>[13]<\/sup><\/a> si riflette anche su questa componente del <i>Sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/i>, dove sono proprio esponenti delle classi subalterne a fare eco al Padre Pirrone di Lampedusa: \u00ab\u2019Sti nobili, sono tutti stravaganti\u00bb, sentenzia nel capitolo II uno dei due sbirri \u2018presi in prestito\u2019 da<i>Conversazione in Sicilia<\/i>; ma gi\u00e0 nel I capitolo Sas\u00e0, il servo del barone di Mandralisca, aveva avuto modo di ironizzare sulla stravaganza della festa organizzata per la scopertura del ritratto (\u00abCome se fosse battesimo, che dico?, sposalizio. Fare una festa per un pezzo di sportello di stipo comprato a Lipari dallo speziale, pittato, dice lui, da uno che si chiamava \u2018Ntonello da Messina\u00bb).<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote14sym\" name=\"sdendnote14anc\"><sup>[14]<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\"><i>Il Gattopardo<\/i> raggiungeva il proprio culmine nel capitolo della festa a palazzo Ponteleone, stremata manifestazione di quell\u2019\u00abindifferenza\u00bb che cos\u00ec poco era piaciuta a Sciascia; la festa di Consolo (chiaramente modellata su quella lampedusiana)<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote15sym\" name=\"sdendnote15anc\"><sup>[15]<\/sup><\/a> si pone invece non nella parte finale ma in quella iniziale del testo, quasi a voler considerare il distacco aristocratico una condizione da superare piuttosto che da perpetrare.<\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Al centro di questi snodi semantici c\u2019\u00e8 ad ogni modo sempre il ritratto dell\u2019<i>Ignoto<\/i>,<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote16sym\" name=\"sdendnote16anc\"><sup>[16]<\/sup><\/a> il ritratto che \u2018somiglia\u2019 a Interdonato anche e soprattutto grazie al sorriso segnato da un\u2019ironia riscontrabile tanto nel volto dipinto (\u00abTutta l\u2019espressione di quel volto era fissata, per sempre, nell\u2019increspatura sottile, mobile, fuggevole dell\u2019ironia\u00bb),<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote17sym\" name=\"sdendnote17anc\"><sup>[17]<\/sup><\/a> quanto in quello animato. Sulla nave che conduce da Lipari alla Sicilia il Mandralisca con la sua preziosa tavoletta, l\u2019apparizione di Interdonato (in significativa concomitanza con la descrizione dell\u2019uomo affetto da silicosi) \u00e8 infatti inequivocabilmente connotata:<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"cite\"><p><span style=\"color: #333399;\">\u00abMale di pietra\u00bb disse una voce quasi dentro l\u2019orecchio del barone. Il Mandralisca si trov\u00f2 di fronte un uomo con uno strano sorriso sulle labbra. Un sorriso ironico, pungente e nello stesso tempo amaro [\u2026]. \u00abMale di pietra\u00bb continu\u00f2 il marinaio. \u00ab[\u2026] Speziali e aromatari li curano con senapismi e infusi e ci s\u2019ingrassano [\u2026]\u00bb. E qui sorrise, amaro e subito ironico.<sup><a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote18sym\" name=\"sdendnote18anc\">[18]<\/a><\/sup><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">E subito dopo, in relazione ai titoli dei volumi sugli uccelli, i molluschi e le palme che Mandralisca ha con s\u00e9: \u00abIl marinaio lesse, e sorrise, con ironica commiserazione\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Se l\u2019ironia dell\u2019uomo del ritratto \u00e8 \u2013 come visto \u2013 cifra di \u00abdistacco\u00bb e aristocratica \u00ablontananza\u00bb (un\u2019ironia, quindi, di tipo lampedusiano), quella di Interdonato \u00e8 piuttosto rivolta a chi si rapporta da estraneo alla sofferenza altrui (Mandralisca con i suoi studi, i medici e gli speziali che si arricchiscono con malati di silicosi), in un rovesciamento di prospettiva che riconduce ambivalentemente al sorriso le istanze di conservazione non meno che quelle di rivoluzione. Come l\u2019immagine della chiocciola, anche quella del sorriso appena smorfiato dall\u2019ironia \u00e8 infatti depositaria nel testo di valenze semantiche plurime e apparentemente contraddittorie, indirettamente confermate dal fatto che lo sfregio al ritratto (e al sorriso, in particolare)<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote19sym\" name=\"sdendnote19anc\"><sup>[19]<\/sup><\/a> avvenga per mano dell\u2019anticonformista figlia dello speziale (per professione esponente di una categoria sociale che sfrutta i patimenti dei diseredati), la quale, ben lungi da qualsiasi forma di indifferenza, si dedica invece alla composizione di versi \u2018impegnati\u2019: poesie dedicate a<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"cite\"><p><span style=\"color: #333399;\">quanto c\u2019\u00e8 d\u2019ingiusto in questo nostro mondo, distorto, disumano. Scrive in particolare delle l\u00e0stime e delle sofferenze dei pescatori, contadini e cavatori di pomice delle Eolie, dei loro dritti sacrosanti e da sempre conculcati; inveisce con la furia d\u2019una erinni contro i responsabili di tutte le angherie e le disparit\u00e0.<sup><a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote20sym\" name=\"sdendnote20anc\">[20]<\/a><\/sup><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Sempre al crocevia tra impegno e disimpegno, attraverso l\u2019ambivalente sorriso dell\u2019<i>Ignoto<\/i> passa del resto anche la \u2018conversione\u2019 di Mandralisca, lo stesso Mandralisca che durante la festa per la presentazione del dipinto (dopo aver improvvisamente visualizzato la somiglianza tra l\u2019uomo del ritratto e il misterioso marinaio visto sulla nave) a chi tra i suoi ospiti gli chiedesse \u00aba che sorrid<i>esse <\/i>quello l\u00e0\u00bb rispondeva sibillinamente e autorefenzialmente: \u00abAi pazzi allegri come voi e come me, agli imbecilli\u00bb, utilizzando una formula che Interdonato non manca di ribaltargli prontamente in occasione del loro successivo incontro, quello dell\u2019agnizione che chiude idealmente il cerchio e che avvia, appunto, la metamorfosi del protagonista:<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"cite\"><p><span style=\"color: #333399;\">\u00abE voi invece, barone, [\u2026] non siete un <i>pazzo allegro<\/i>, un<i>imbecille <\/i>o calac\u00e0usi come la maggior parte degli eruditi e dei nobili siciliani\u2026 Voi siete un uomo che ha le capacit\u00e0 di mente e di cuore per poter capire [\u2026]\u00bb<\/span><\/p><\/blockquote>\n<blockquote class=\"cite nospace\"><p><span style=\"color: #333399;\">\u00abMa voi, ma voi\u2026\u00bb cominci\u00f2 a fare il Mandralisca, sgranando gli occhi dietro le lunette del <i>pince-nez<\/i>, spostandoli meravigliato dal volto dell\u2019Interdonato a quello, sopra, dell\u2019ignoto d\u2019Antonello. Quelle due facce, la viva e la dipinta, erano identiche: la stessa coloritura oliva della pelle, gli stessi occhi acuti e scrutatori, lo stesso naso terminante a punta e, soprattutto, lo stesso sorriso, ironico e pungente.<\/span><\/p><\/blockquote>\n<blockquote class=\"cite nospace\"><p><span style=\"color: #333399;\">\u00abIl marinaio!\u00bb sclam\u00f2 il Mandralisca.<sup><a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote21sym\" name=\"sdendnote21anc\">[21]<\/a><\/sup><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Che questa controversa dinamica tutta interna al romanzo (tra sordit\u00e0 alle spinte storico-sociali ed apertura ad esse e alle sorti dei diseredati) sia per molti aspetti influenzata da suggestioni sciasciane e si ponga in dialogo con la lezione morale e intellettuale del maestro di Racalmuto trapela in pi\u00f9 di un luogo del libro di Consolo; e, in una sorta di botta e risposta da un testo all\u2019altro e da un autore all\u2019altro, ad avvalorarlo \u00e8 in qualche modo lo stesso Sciascia che, gi\u00e0 polemico commentatore della \u00absublime indifferenza\u00bb lampedusiana, introduce all\u2019insegna della contraddizione, a lui cos\u00ec congeniale, la propria personale lettura del <i>Sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/i> (poi raccolta in <i>Cruciverba<\/i>): l\u2019autore dell\u2019articolo non prende le mosse dalle sollecitazioni <i>engag\u00e9 <\/i>offerte dalla narrazione consoliana, ma si pone piuttosto dal punto di vista del viaggiatore straniero catturato dalle preziose collezioni del Museo Mandralisca di Cefal\u00f9. Sciascia fa subito riferimento al \u00abritratto virile\u00bb d\u2019ignoto, il gioiello di punta l\u00ec custodito, e al rischio corso dal dipinto (e da tutti quelli che, come lui, lo amano) allorch\u00e9, secondo quanto si racconta, venne sfregiato dalla figlia del farmacista liparoto. Lo scrittore sembra dunque porsi senz\u2019altro a difesa dell\u2019<i>Ignoto<\/i> dallo sguardo \u00abpersecutorio, ironico e beffardo\u00bb, malgrado nel romanzo quell\u2019ironia sia identificata come segno di aristocratico distacco; e sminuisce la portata implicitamente \u2018rivoluzionaria\u2019 del gesto della giovane attentatrice riducendolo ad \u00abun atto di esasperazione e di rivolta connaturato all\u2019amore\u00bb o, in alternativa alla ribellione (\u00abstupida\u00bb) nei confronti dell\u2019\u00abintelligenza da cui si sentiva scrutata ed irrisa\u00bb.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote22sym\" name=\"sdendnote22anc\"><sup>[22]<\/sup><\/a> Ma le notazioni tutt\u2019altro che scontate di questo lettore d\u2019eccezione non si fermano qui:<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"cite\"><p><span style=\"color: #333399;\">La vera ragione, il senso profondo del racconto, direi che stanno [\u2026] nella ricerca di un riscatto a una cultura, quale quella siciliana, splendidamente isolata nelle sovrastrutture, nei vertici: cos\u00ec come quelle cime di montagne, nitide nell\u2019azzurro, splendide di sole, che dominano paesaggi di nebbia.<sup><a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote23sym\" name=\"sdendnote23anc\">[23]<\/a><\/sup><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">La ribellione non rappresenta dunque necessariamente un valore positivo, soprattutto se si oppone all\u2019arte, alla cultura e all\u2019intelligenza; Sciascia sembra anzi collocarsi dalla parte di quella cultura isolana snobisticamente nutritasi del proprio splendido isolamento, marginale e altezzosa allo stesso tempo, e per la quale egli immagina tuttavia (complice Consolo) una forma di possibile \u00abriscatto\u00bb, di possibile impegno. All\u2019ombra del <i>Sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/i>, Sciascia si confronta cos\u00ec idealmente, ancora una volta, con Lampedusa e con la cultura siciliana da lui rappresentata, in una dialettica tra due visioni non pi\u00f9 opposte ma complementari, che nella recensione sciasciana viene per altro esplicitata attraverso il richiamo al rapporto tra Consolo e Piccolo, elemento non secondario nella genesi del personaggio del barone di Mandralisca (che mette da canto i propri interessi scientifici per porsi \u00abdalla parte dei contadini che hanno massacrato i baroni come lui\u00bb)<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote24sym\" name=\"sdendnote24anc\"><sup>[24]<\/sup><\/a> e del romanzo <i>tout court<\/i>:<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"cite\"><p><span style=\"color: #333399;\">Altro elemento da tenere in conto, \u00e8 quella specie di esitante sodalizio che Consolo ha intrattenuto per anni con Lucio Piccolo. [\u2026] Tutto [\u2026] li destinava a respingersi reciprocamente: l\u2019et\u00e0, l\u2019estrazione sociale, la rabbia civile dell\u2019uno e la suprema<i> <\/i>indifferenza dell\u2019altro [\u2026]. E facilmente viene da pensare [\u2026] che nel personaggio<i> <\/i>del barone di Mandralisca lo scrittore abbia messo quel che mancava all\u2019altro barone da lui conosciuto e frequentato [\u2026]: la coscienza della realt\u00e0 siciliana, il dolore e la rabbia di una condizione umana tra le pi\u00f9 immobili che si conoscano. \u201cTel qu\u2019en Lui-m\u00eame enfin l\u2019\u00e9ternit\u00e9 le change\u201d.<sup><a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote25sym\" name=\"sdendnote25anc\">[25]<\/a><\/sup><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">C\u2019\u00e8 in qualche modo l\u2019impegno civile di Sciascia dietro la \u00abrabbia civile\u00bb da lui sottolineata in Consolo e contrapposta alla \u00absuprema indifferenza\u00bb del barone Piccolo di Calanovella, cugino di quel principe di Lampedusa, autore del<i>Gattopardo<\/i>, a propria volta sciasciano prototipo della \u00abcongenita e sublime indifferenza\u00bb dell\u2019aristocrazia isolana e, sempre in questo articolo sul <i>Sorriso<\/i>, chiamato poco prima indicativamente in causa a proposito dell\u2019attivit\u00e0 giornalistica consoliana \u00ab(di cui restano memorabili cose: non ultimi gli scritti sul<i>Gattopardo<\/i> e su Lucio Piccolo)\u00bb.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote26sym\" name=\"sdendnote26anc\"><sup>[26]<\/sup><\/a> Sciascia lascia dunque intravedere sullo sfondo del libro la compresenza di diverse istanze della \u2018sicilitudine\u2019 (da quelle di stampo autoreferenzialmente sciasciano a quelle di marca lampedusiana) in un arco ideologico e culturale che va dalla denuncia all\u2019indifferenza e che Consolo \u00e8 appunto riuscito a fare coesistere e dialogare le une con le altre. Nelle pagine dedicate al capolavoro di Tomasi e ora raccolte in <i>Di qua dal faro<\/i>, Consolo d\u00e0 del resto la propria pi\u00f9 perspicace visione del principe di Lampedusa appoggiandosi ad una celebre recensione di Montale al <i>Gattopardo<\/i>, nella quale l\u2019autore del romanzo viene rappresentato come \u00abun grande snob nel pi\u00f9 alto significato della parola, [\u2026] un uomo che tutto ha compreso della vita\u00bb.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote27sym\" name=\"sdendnote27anc\"><sup>[27]<\/sup><\/a> Un uomo \u2013 si potrebbe aggiungere \u2013 che si rifugia snobisticamente nella cultura (come Mandralisca) ma che, per quel gioco di riflessi che caratterizza il <i>Sorriso<\/i>, presta qualcosa anche ad Interdonato e al suo \u00absorriso ironico [\u2026], di uno che molto sa e molto ha visto, sa del presente e intuisce del futuro\u00bb.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote28sym\" name=\"sdendnote28anc\"><sup>[28]<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Questo sistema di rimandi tra Sciascia e Consolo, che coinvolge <i>Il sorriso <\/i>e tutto un insieme di scritti che ruotano intorno ad esso, si completa significativamente, per mano di Consolo, con un ricordo commosso dell\u2019amico Leonardo (e della sua predilezione per il poliziesco e la ricerca della verit\u00e0), nonch\u00e9 con la postfazione alla riedizione a distanza di un ventennio del proprio celebre romanzo del \u201976 (<i>Nota dell\u2019autore, vent\u2019anni dopo<\/i>, poi riedita con il titolo<i>Il sorriso, vent\u2019anni dopo<\/i>). Si tratta di pagine riunite in entrambi i casi in <i>Di qua dal faro<\/i>, silloge sciascianamente concepita per restituire \u00abun\u2019idea della Sicilia\u00bb (\u00abDella Sicilia, ma anche di quanto nell\u2019isola converge e di quanto dall\u2019isola diverge. Dare infine l\u2019idea di un particolare mondo che \u00e8 insieme, si sa, idea del Mondo\u00bb).<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote29sym\" name=\"sdendnote29anc\"><sup>[29]<\/sup><\/a> L\u2019articolo su Sciascia, eloquentemente intitolato <i>La conversazione interrotta<\/i>, esordisce con l\u2019aneddoto relativo all\u2019incontro, ad inizio degli anni Sessanta, tra l\u2019autore delle <i>Parrocchie di Regalpetra<\/i> ed \u00abun letteratino che manifestava antipatia nei confronti del romanzo poliziesco [\u2026] per il prevalere in esso del contenuto sulla forma\u00bb. Quel letteratino snob era appunto Vincenzo Consolo, che di quella conversazione ricorda:<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"cite\"><p><span style=\"color: #333399;\">Leonardo Sciascia, sorridendo di un sorriso fra l\u2019enigmatico e il divertito, cercava di far<i> <\/i>capire che il romanzo poliziesco \u00e8 importante, a volte necessario [\u2026]. Cap\u00ec allora il giovane letterato che cosa nascondeva il sorriso di Sciascia, cap\u00ec cos\u2019era per lo scrittore il racconto poliziesco: uno strumento [\u2026] per affrontare la realt\u00e0, la oscura, terribile realt\u00e0 siciliana.<sup><a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote30sym\" name=\"sdendnote30anc\">[30]<\/a><\/sup><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">La memoria dell\u2019amico Leonardo viene esplicitamente ricondotta al motivo del sorriso e a quello della sete di verit\u00e0 e giustizia, nonch\u00e9, immediatamente dopo, al lavoro tutto sotterraneo compiuto dallo zolfataro che \u00abscava cunicoli, gallerie\u00bb. Anche la sciasciana \u00abfunzione civile\u00bb emerge dunque da un sottosuolo (come nel <i>Sorriso<\/i> dai meandri del carcere che si articola sottoterra), una oscura miniera in cui con il piccone viene delineato un linguaggio \u00abpreciso e incisivo\u00bb.<\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Consolo non ha del resto mai fatto mistero del proprio debito nei confronti del maestro di Racalmuto, attraverso il quale ha imparato a conoscere Verga e la Sicilia dei \u2018vinti\u2019 e, insieme, a coltivare la razionale prospettiva di una reazione all\u2019atavica immobilit\u00e0. Sulla scia di queste premesse prende le mosse la tarda postfazione stesa da Consolo per quel suo romanzo che tornava in libreria a vent\u2019anni di distanza. Proprio i nomi di Verga e Sciascia, e con essi quello di Lampedusa, tramano in profondit\u00e0 il testo pensato a corredo della riedizione del libro: verghiana e ad un tempo sciasciana \u00e8 la Sicilia descritta nella postfazione, \u00abdeserto oggettivo, storico, sociale\u00bb, segnato da paesi \u00abdi serena natura e di sommessa storia, con rari sopratoni di ribellismi, di rivolte popolari come quella risorgimentale di Alcara Li Fusi, tramandata pi\u00f9 dal racconto orale che dalla storiografia, paesi remoti dimentichi e dimenticati\u00bb.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote31sym\" name=\"sdendnote31anc\"><sup>[31]<\/sup><\/a> Al momento della stesura del libro, Consolo si era da poco trasferito a Milano, vivendo \u2013 come nota espressamente (e \u00abnon sembri ingiurioso il nesso, ridicolo il riferimento\u00bb) \u2013 la stessa esperienza che aveva portato a suo tempo Verga al ripiegamento e al ritorno nella sua isola dove avrebbe dato forma alla \u00abpi\u00f9 radicale rivoluzione stilistica della nostra letteratura moderna\u00bb; inquieta come la Milano verghiana di tardo Ottocento, la Milano consoliana degli anni Sessanta \u00e8 una citt\u00e0 suggestionata dalla \u00abvasta rilettura ch\u2019era stata fatta, in campo storiografico, del nostro Risorgimento in occasione del Centenario dell\u2019Unit\u00e0\u00bb, e comunque gi\u00e0 scossa e attraversata dai fermenti sessantottini. Appunto Verga, con <i>Libert\u00e0<\/i>, aveva dato il via ad un filone tutto siciliano di letteratura antirisorgimentale che, in seguito fiancheggiata da una storiografia non oleografica, era arrivata fino \u00aballo Sciascia del <i>Quarantotto<\/i>, fino al Lampedusa del <i>Gattopardo<\/i>\u00bb.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote32sym\" name=\"sdendnote32anc\"><sup>[32]<\/sup><\/a><\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Sciascia viene individuato come intellettuale di riferimento di questa revisione storica, sia come scrittore del <i>Quarantotto<\/i> sia come curatore del <i>Nino Bixio a Bronte <\/i>di Lombardo Radice, ma in realt\u00e0 il suo nome si nasconde anche dietro il richiamo al Museo Mandralisca di Cefal\u00f9 e al <i>Ritratto d\u2019ignoto <\/i>di Antonello (al quale Sciascia aveva fatto cenno nell\u2019<i>Ordine delle somiglianze<\/i> e sul quale si era ampiamente soffermato nello scritto sul romanzo consoliano), nonch\u00e9 dietro il riferimento al <i>Gattopardo <\/i>e alle polemiche intorno ad esso delle quali era stato parte proprio lo scrittore di Racalmuto.<\/span><\/p>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Nelle pagine sciasciane l\u2019indifferenza al patimento di certe pitture antonelliane dialogava indirettamente con l\u2019indifferenza sublime e congenita del principe Tomasi: era il segno di una distanza esibita, cos\u00ec come \u00abfiore di distacco e lontananza\u00bb (\u00abd\u2019aristocrazia, dovuta a nascita, a ricchezza, a cultura\u00bb) era il sorriso del ritratto segnato dall\u2019ironia. Quasi a chiudere il cerchio dei rimandi, il Consolo della postfazione al romanzo del \u201976 connota con la stessa cifra distintiva il \u2018suo\u2019 Lampedusa, nostalgico paladino di un mondo perduto (\u00abla sua bruciante ironia era verso ogni moto che mira a evoluzione, aspira a \u201cmagnifiche sorti e progressive\u201d\u00bb), e per ci\u00f2 inviso a quegli intellettuali che \u00abal di l\u00e0 anche d\u2019ogni bellezza, fosse pure letteraria, poetica, credevano nella giustizia, nell\u2019equit\u00e0 come portato della storia\u00bb. L\u2019alternativa \u00e8 dunque tra la \u00abbellezza\u00bb e la \u00abgiustizia\u00bb, emblemi di un bivio al quale Consolo pone il suo Mandralisca, e dinanzi al quale si era trovato anche lo Sciascia lettore del libro, che esortava al riscatto e nello stesso tempo si dichiarava ammiratore dell\u2019antonelliano <i>Ritratto d\u2019ignoto<\/i>. Questa dicotomia era stata personificata da Sciascia nelle figure di Lucio Piccolo e dello stesso Consolo; Consolo la ribalta nella postfazione facendo a propria volta ricorso ai nomi di Lampedusa e del \u2018maestro\u2019 Sciascia, e cerca, in osservanza a quella \u00abrabbia civile\u00bb da questi riconosciutagli, di oltrepassare il bivio in una precisa direzione, accreditando il proprio libro come qualcosa di pi\u00f9 di un \u00abAntigattopardo\u00bb grazie al superamento \u00abestetico\u00bb della forma del romanzo d\u2019intreccio dominato dalla voce dell\u2019autore:<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"cite\"><p><span style=\"color: #333399;\">Era l\u2019indicazione del superamento insomma di quel \u201cfiore\u201d di civilt\u00e0, di arte, rappresentato dall\u2019<i>Ignoto<\/i> di Antonello, dal suo ironico sorriso, dell\u2019uscita, lungo la spirale della chiocciola, dal sotterraneo labirinto, dell\u2019approdo alla consapevolezza, alla pari opportunit\u00e0 dialettica.<sup><a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote33sym\" name=\"sdendnote33anc\">[33]<\/a><\/sup><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Con una ripresa letterale di quanto Mandralisca argomentava ad Interdonato a proposito dello sfregio inflitto al sorriso dell\u2019<i>Ignoto<\/i> (\u00abfiore di diastacco, lontananza\u00bb) dalla \u2018rivoluzionaria\u2019 Catena Carnevale, il \u00abfiore\u00bb menzionato dal Consolo della postfazione \u00e8 quello di una cultura elitaria rappresentata da Antonello non meno che da Tomasi. Sciascia aveva espresso le proprie riserve in merito a quell\u2019atto vandalico compiuto contro la bellezza, salvo poi a trovare in Mandralisca la possibile sintesi tra cultura e rivoluzione, di fatto pi\u00f9 utopica che reale in una terra \u00abtra le pi\u00f9 immobili che si conoscano\u00bb.<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote34sym\" name=\"sdendnote34anc\"><sup>[34]<\/sup><\/a> Da questa immobilit\u00e0 Consolo auspica l\u2019\u00abuscita, lungo la spirale della chiocciola\u00bb, che \u00e8 soprattutto un andare oltre il fiore di civilt\u00e0 racchiuso nel sorriso. Sono le due metafore portanti del libro, la chiocciola e il sorriso, per altro esplicitamente sovrapposte dall\u2019autore proprio nel passo in cui Mandralisca commenta lo sfregio di Catena Carnevale (\u00abHo capito: lumaca, lumaca \u00e8 anche quel sorriso!\u00bb).<a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote35sym\" name=\"sdendnote35anc\"><sup>[35]<\/sup><\/a>Cariche ad un tempo di valenze positive e negative le due immagini restano sospese tra conservazione e rivoluzione, vecchio e nuovo, giustizia ed ingiustizia, e idealmente riconducibili l\u2019una all\u2019altra possono essere individuate quali cifre nascoste nel senso ultimo che lo scrittore riconosce al romanzo, anche a distanza di vent\u2019anni:<\/span><\/p>\n<blockquote class=\"cite\"><p><span style=\"color: #333399;\">Che senso ha la riproposta di questo <i>Sorriso<\/i>? E la risposta che posso darmi \u00e8 che un senso il romanzo possa ancora trovarlo nella sua metafora. Metafora che sempre, quando s\u2019irradia da un libro di verit\u00e0 ideativa ed emozionale, allarga il suo spettro con l\u2019allargarsi del tempo.<sup><a class=\"sdendnoteanc\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote36sym\" name=\"sdendnote36anc\">[36]<\/a><\/sup><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p class=\"western indent\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\">Metafora \u00e8 quella della chiocciola e metafora \u00e8 quella del sorriso, ed entrambe coesistono in questa chiusa della postfazione cos\u00ec come figurativamente coesistono nel <i>Ritratto d\u2019ignoto<\/i>, quel ritratto che, come diceva Sciascia, somigliava al nobile e al plebeo, al notaro e al contadino, ma che a ben guardare somiglia anche alla spirale stessa di una chiocciola, che dal sopracciglio del marinaio si prolunga nel profilo del naso e quindi del mento per avvolgersi su se stessa nelle rughe della guancia, nell\u2019ombra delle narici, fino a trovare il proprio centro nel sorriso e nell\u2019ambigua, e appunto perci\u00f2 seducente, ironia di esso.<\/span><\/p>\n<hr class=\"end-note-sep\" \/>\n<div id=\"sdendnote1\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote1anc\" name=\"sdendnote1sym\">1<\/a> V. Consolo, \u2018Le epigrafi\u2019, ora in Id., <i>Di qua dal faro<\/i>, Milano, Mondadori, 2009, pp. 199-200.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote2\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote2anc\" name=\"sdendnote2sym\">2<\/a> Cos\u00ec l\u2019epigrafe sciasciana del romanzo: \u00abIl giuoco delle somiglianze \u00e8 in Sicilia uno scandaglio delicato e sensibilissimo, uno strumento di conoscenza [\u2026] I ritratti di Antonello \u201csomigliano\u201d; sono l\u2019idea stessa, l\u2019arch\u00e9, della somiglianza [\u2026] A chi somiglia l\u2019ignoto del Museo Mandralisca? (Leonardo Sciascia, <i>L\u2019ordine delle somiglianze<\/i>)\u00bb. Di Sciascia come \u00abdedicatario vistosamente implicito del <i>Sorriso<\/i>\u00bb ha scritto Salvatore Grassia nel suo <i>La ricreazione della mente. Una lettura del \u2018Sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u2019<\/i>, Palermo, Sellerio, 2011, p. 17.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote3\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote3anc\" name=\"sdendnote3sym\">3<\/a> V. Consolo, \u2018Le epigrafi\u2019, pp. 200-201.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote4\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote4anc\" name=\"sdendnote4sym\">4<\/a> L. Sciascia, \u2018L\u2019ordine delle somiglianze\u2019, in Id., <i>Cruciverba<\/i>, ora in Id., <i>Opere 1971-1983<\/i>, a cura di C. Ambroise, Milano, Bompiani, 1989, p. 988.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote5\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote5anc\" name=\"sdendnote5sym\">5<\/a> Ivi, p. 989. Sulla fondamentale valenza antropologica di questa \u2018somiglianza\u2019 analizzata da Sciascia cfr. le considerazioni di Maria Rizzarelli nel suo <i>\u00abSorpreso a pensare per immagini\u00bb. Sciascia e le arti visive<\/i>, Pisa, ETS, 2013, pp. 158 e ss.; sull\u2019argomento cfr. anche D. Stazzone, \u2018Sciascia, Antonello e \u201cl\u2019ordine delle somiglianze\u201d\u2019, <i>Sinestesie<\/i>, IV, 1-2, 2006, pp. 70-88. Nicola Merola riconduce la stessa letteratura siciliana a questo principio sciasciano-antonelliano della somiglianza, rintracciando significativamente in Consolo il nome utile a riassumerne le direttrici fondanti, visto \u00abche da s\u00e9 si presenta come il punto idealmente terminale e un po\u2019 anche l\u2019epitome rivelatrice e la coscienza critica della letteratura siciliana\u00bb (N. Merola, <i>La linea siciliana nella letteratura moderna<\/i>, Soveria Mannelli (CZ), Rubbettino, 2006, p. 214).<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote6\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote6anc\" name=\"sdendnote6sym\">6<\/a> Si legge: \u00abLe piccole, nere pupille scrutavano dagli angoli degli occhi e le labbra appena si stendevano in un sorriso. [\u2026] Il personaggio fissava tutti negli occhi, in qualsiasi parte essi si trovavano, con i suoi occhi piccoli e puntuti, sorrideva a ognuno di loro, ironicamente, e ognuno si sentiva come a disagio\u00bb (V. Consolo, <i>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/i>, Milano, Mondadori, 2012, p. 22).<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote7\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote7anc\" name=\"sdendnote7sym\">7<\/a> Dei Cristi antonelliani Sciascia scrive: \u00abvolti di ottuso dolore, maschere di carnale sofferenza; senza luce di divinit\u00e0, senza coscienza del sacrificio da cui l\u2019umanit\u00e0 intera sar\u00e0 redenta. Uomini che soffrono la tortura, che subiscono il dileggio, che agonizzano inchiodati a una croce: vittime della ferocia umana e del destino\u00bb (L. Sciascia, <i>L\u2019ordine delle somiglianze<\/i>, p. 991).<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote8\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote8anc\" name=\"sdendnote8sym\">8<\/a> Ivi, p. 992.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote9\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote9anc\" name=\"sdendnote9sym\">9<\/a> V. Consolo, <i>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/i>, p. 10.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote10\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote10anc\" name=\"sdendnote10sym\">10<\/a> Ivi, pp. 102-103.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote11\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote11anc\" name=\"sdendnote11sym\">11<\/a> Cfr. L. Sciascia, <i>I<\/i><i>l Gattopardo<\/i>, in Id., <i>Opere<\/i>, Milano, Mondadori, 1995, pp. 1160-1161.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote12\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote12anc\" name=\"sdendnote12sym\">12<\/a> In proposito cfr. il fondamentale saggio di C. Segre, \u2018La costruzione a chiocciola nel \u2018Sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u2019\u2019, in Id., <i>Intrecci di voci. La polifonia nella letteratura del Novecento<\/i>, Torino, Einaudi, 1991, pp. 71-86.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote13\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote13anc\" name=\"sdendnote13sym\">13<\/a> Cfr. L. Sciascia, <i>I<\/i><i>l Gattopardo<\/i>, pp. 1165 e ss.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote14\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote14anc\" name=\"sdendnote14sym\">14<\/a> V. Consolo, <i>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/i>, p. 15.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote15\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote15anc\" name=\"sdendnote15sym\">15<\/a> Nel <i>Sorriso <\/i>si legge infatti: \u00abIl salone del barone Mandralisca aveva quasi ormai l\u2019aspetto d\u2019un museo. I monetari d\u2019ebano e avorio, i com\u00f2 Luigi sedici, i canap\u00e8 e le poltrone di velluto controtagliato, i tondi intarsiati, i medaglioni del M\u00e0lvica, tutto era stato rimosso e ammassato nello studio [\u2026]. Gli invitati se ne stavano all\u2019impiedi, tranne le anziane dame che occupavano, sotto il gonfiore delle crinoline, le poche sedie e il<i>pouf <\/i>al centro del salone. Le signorine e i giovanotti facevano cerchio attorno al pianoforte dove la baronessa Maria Francesca accompagnava i gorgheggi della nipote Annetta\u00bb (ivi, p. 16). Sulla scrittura consoliana fittamente tramata di rimandi intertestuali cfr. D. O\u2019 Connell, \u2018Consolo narratore e scrittore palincestuoso\u2019, <i>Quaderns d\u2019Itali\u00e0<\/i>, 13, Universitat Autonoma de Barcelona, 2008 e S. Grassia, \u2018Palinsesti barocchi. Nota sul \u2018Soriso dell\u2019ignoto marinaio\u2019 di Vincenzo Consolo\u2019, <i>Otto\/Novecento<\/i>, XXXIII, 1, gen.-apr. 2009. Sulla struttura fecondamente plurale del testo si \u00e8 soffermato anche Gianni Turchetta (<i>L\u2019ordine delle somiglianze e la regola dell\u2019eterogeneo: sulla struttura plurale di \u2018Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio\u2019<\/i>) nella relazione pronunciata al Seminario MOD (Noto, 14-15 febbraio 2014) dedicato al romanzo consoliano. A cura dello stesso Turchetta \u00e8 appena stato pubblicato presso Mondadori il \u2018Meridiano\u2019 che raccoglie<i>L\u2019opera completa<\/i> dello scrittore.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote16\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote16anc\" name=\"sdendnote16sym\">16<\/a> Sul ruolo centrale del dipinto antonelliano nell\u2019economia semantica del romanzo cfr. almeno L. Bossi, \u2018D\u2019Antonello \u00e0 Consolo: histoire d\u2019un sourire, sourires de l\u2019histoire\u2019,<i>Letteratura e arte<\/i>, 4, 2006, pp. 293-302; C. Ambroise, \u2018Le portrait et la catastrophe\u2019,<i>Cahiers d\u2019\u00e9tudes italiennes<\/i>, 7, 2008, pp. 385-395; M.A. Cuevas, \u2018Ancora su Antonello\u2019,<i>Testo<\/i>, 59, 2010, pp. 117-124.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote17\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote17anc\" name=\"sdendnote17sym\">17<\/a> V. Consolo, <i>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/i>, p. 22.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote18\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote18anc\" name=\"sdendnote18sym\">18<\/a> Ivi, pp. 7-8.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote19\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote19anc\" name=\"sdendnote19sym\">19<\/a> Nella pagina iniziale del romanzo si legge infatti: \u00abIl ritratto risulta un poco stroppiato per due graffi a croce proprio sul pizzo delle labbra sorridenti del personaggio effigiato. Dice la gente di Lipari che la figlia dello speziale, Catena, ancora nubile alla bell\u2019et\u00e0 di venticinqu\u2019anni, irritata (era un giorno di cupo scirocco) dal sorriso insopportabile di quell\u2019uomo, gli inferse due colpi col punteruolo d\u2019agave che teneva per i buchi sul lino teso del telaio da ricamo\u00bb (ivi, p. 5).<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote20\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote20anc\" name=\"sdendnote20sym\">20<\/a> Ivi, p. 44.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote21\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote21anc\" name=\"sdendnote21sym\">21<\/a> Ivi, p. 40.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote22\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote22anc\" name=\"sdendnote22sym\">22<\/a> L. Sciascia, \u2018L\u2019ignoto marinaio\u2019, in Id., <i>Cruciverba<\/i>, poi in Id., <i>Opere 1971-1983<\/i>, pp. 995.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote23\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote23anc\" name=\"sdendnote23sym\">23<\/a> Ivi, pp. 995-996.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote24\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote24anc\" name=\"sdendnote24sym\">24<\/a> Ivi, p. 998.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote25\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote25anc\" name=\"sdendnote25sym\">25<\/a> <i>Ibidem<\/i>.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote26\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote26anc\" name=\"sdendnote26sym\">26<\/a> Ivi, p. 997.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote27\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote27anc\" name=\"sdendnote27sym\">27<\/a> Cfr. la recensione di Montale al libro di Lampedusa apparsa sul <i>Corriere della sera<\/i>del 12 dicembre 1958 (poi in Id., <i>Il secondo mestiere. Prose 1920-1979<\/i>, a cura di G. Zampa, vol. II, Milano, Mondadori, 1996)<i> <\/i>e V. Consolo, \u2018Il Gattopardo\u2019, ora in Id., <i>Di qua dal faro<\/i>, p. 173.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote28\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote28anc\" name=\"sdendnote28sym\">28<\/a> V. Consolo, <i>Il sorriso<\/i> <i>dell\u2019ignoto marinaio<\/i>, p. 7.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote29\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote29anc\" name=\"sdendnote29sym\">29<\/a> V. Consolo, nota al testo, in <i>Di qua dal faro<\/i>, p. 283.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote30\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote30anc\" name=\"sdendnote30sym\">30<\/a> V. Consolo, \u2018La conversazione interrotta\u2019, ivi, p. 185.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote31\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote31anc\" name=\"sdendnote31sym\">31<\/a> V. Consolo, \u2018Il sorriso, vent\u2019anni dopo\u2019, ivi, p. 277.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote32\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote32anc\" name=\"sdendnote32sym\">32<\/a> Ivi, p. 279.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote33\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote33anc\" name=\"sdendnote33sym\">33<\/a> Ivi, p. 282.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote34\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote34anc\" name=\"sdendnote34sym\">34<\/a> L. Sciascia, \u2018L\u2019ignoto marinaio\u2019, p. 998.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote35\" style=\"text-align: justify;\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote35anc\" name=\"sdendnote35sym\">35<\/a> V. Consolo, <i>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/i>, p. 103.<\/span><\/p>\n<\/div>\n<div id=\"sdendnote36\">\n<p class=\"sdendnote-western end-note-p\" lang=\"it-IT\" style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #333399;\"><a class=\"sdendnotesym\" style=\"color: #333399;\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/pitture-sorrisi-e-somiglianze-\/#sdendnote36anc\" name=\"sdendnote36sym\">36<\/a> V. Consolo, \u2018Il sorriso, vent\u2019anni dopo\u2019, p. 282.<\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"small\">Questa pagina fa parte di:<\/span><a title=\"Sommario del quinto numero di Arabeschi\" href=\"http:\/\/www.arabeschi.it\/numbers\/arabeschi-n-5\/\">\u2192 Arabeschi n. 5<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Pitture, sorrisi e somiglianze di Marina Paino L\u2019epigrafe sciasciana, tratta dall\u2019Ordine delle somiglianze, con cui nel \u201976 Vincenzo Consolo apre il Sorriso dell\u2019ignoto marinaio si rivela la spia di un dialogo intertestuale tra i due scrittori siciliani che ruota intorno all\u2019isola e alla pittura di Antonello e che si arricchisce nel tempo di echi &hellip; <a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=58\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Pitture, sorrisi e somiglianze<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58"}],"collection":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=58"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":275,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/58\/revisions\/275"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=58"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=58"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=58"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}