{"id":3933,"date":"2026-03-01T14:32:00","date_gmt":"2026-03-01T14:32:00","guid":{"rendered":"https:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3933"},"modified":"2026-03-03T15:24:27","modified_gmt":"2026-03-03T15:24:27","slug":"nino-la-luna-e-come-resistere-allapocalisse-culturale-suggestioni-zanzottiane-nellopera-di-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3933","title":{"rendered":"Nino, la luna e come resistere all\u2019apocalisse culturale: suggestioni zanzottiane nell\u2019opera di Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"\n<p><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Vincenzo-Consolo.jpg\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Vincenzo Consolo <a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Andrea-Zanzotto_1.jpeg\"><\/a><\/p>\n\n\n\n<p>Andrea Zanzotto<\/p>\n\n\n\n<p>di&nbsp;<em>Ada Bellanova<\/em><\/p>\n\n\n\n<p>\u00abCon lo scrivere si pu\u00f2 forse cambiare il mondo\u00bb. La citazione \u00e8 tratta da&nbsp;<em>Un giorno come gli altri&nbsp;<\/em>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn1\">1<\/a>]. Sebbene nel contesto d\u2019origine Consolo stabilisca una distinzione netta tra scrivere e narrare e si identifichi piuttosto con l\u2019autore di narrazioni, ovvero di poemi narrativi, capaci di restituire un\u2019esperienza che \u00e8 il pi\u00f9 delle volte di viaggio, nella memoria o nello spazio e nel tempo, in questa frase si pu\u00f2 vedere riassunta la tensione etica del lavoro dell\u2019autore, la sua scrittura di impegno, che sceglie di concentrarsi sull\u2019essere umano e perci\u00f2 resiste, si oppone alle istanze dello stravolgimento moderno che l\u2019umano tendono a sovvertire.<\/p>\n\n\n\n<p>La frase mi torna in mente, mentre leggo i versi ecologici di Zanzotto. Ripenso alla consonanza tra i due autori, alla comune volont\u00e0, pur negli esiti letterari diversi, di resistere alla mercificazione e alla corruzione del linguaggio tentando insieme di restituire dignit\u00e0 alla lingua letteraria dialogando con la tradizione. Ognuno dei due trova nel paesaggio la testimonianza di una ricerca: Consolo parte dal paesaggio siciliano dei persistenti vagabondaggi e della memoria, pur nella scelta di vivere a Milano; Zanzotto invece dal Veneto e in particolare da Pieve di Soligo. In entrambi i casi si tratta di luoghi carichi di suggestioni spazio-temporali che, mentre si fanno emblema del mondo \u2013 un mondo assediato dalle emergenze della contemporaneit\u00e0 \u2013, offrono appigli alla resistenza. Anche se si sono frequentati poco \u2013 ma si sono scritti e si sono letti e apprezzati molto \u2013, \u00abl\u2019archeologo della lingua\u00bb e \u00abil botanico di grammatiche\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn2\">2<\/a>] hanno condiviso l\u2019eccezionale sperimentazione linguistica nello sforzo etico di \u00abrecuperare dall\u2019oblio pezzi di Storia\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn3\">3<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>E mi chiedo allora cosa scriverebbero dei tempi che stiamo vivendo, della memoria corta o vuota, dell\u2019assedio multiplo a ci\u00f2 che \u00e8 umano, imprescindibile, eterno. Mentre rifletto su questa domanda nascono queste pagine in cui mi soffermo su alcuni testi di Consolo per rintracciare i segni di un dialogo con Zanzotto proprio sull\u2019urgenza del resistere.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/retablo.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/retablo-193x300.jpg\" alt=\"retablo\" class=\"wp-image-100062\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Un angolo di perduta armonia: l\u2019oasi di Nino Alaimo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In&nbsp;<em>Retablo&nbsp;<\/em>(1987) con la scelta di ambientare la vicenda nel Settecento Consolo prende le distanze dal presente. \u00c8 una Sicilia remota e favolistica quella in cui si avventura il milanese Fabrizio Clerici. L\u2019assenza dell\u2019attualit\u00e0 testimonia la delusione e la polemica dell\u2019autore. D\u2019altra parte l\u2019isola onirica del viaggio non \u00e8 immune da violenze e orrori, a partire dagli strumenti di tortura che il protagonista intravede a Palermo. Calamit\u00e0 naturali e crudelt\u00e0 della storia costituiscono un costante richiamo alla realt\u00e0. Se Clerici fugge dalla Milano del XVIII secolo e ne rappresenta la ragione illuministica, la cultura, non mancano evocazioni della Milano degli anni Ottanta, quella reale, caratterizzata da superficialit\u00e0, consumismo, corruzione:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>\u00ab[\u2026] arrasso dalla Milano attiva, mercatora, dalla stupida e volgare mia citt\u00e0 che ha fede solamente nel danee, ove impera e trionfa l\u2019impostore, il bauscia, il ciarlatan, il falso artista, el teatrant vacant e pien de vanitaa, il governante ladro, il prete trafficone, il gazzettier potente, il fanatico credente e il poeta della putrida grascia brianzola\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn4\">4<\/a>].&nbsp;<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p>La Sicilia da sogno integra la proverbiale ospitalit\u00e0 dei siciliani dei viaggi del&nbsp;<em>Grand Tour<\/em>, ma permette anche incontri con personaggi volgari e gretti. Quasi al centro del romanzo compare un episodio molto significativo che rappresenta la possibilit\u00e0 di un\u2019altra via, alternativa alla violenza e alla crudelt\u00e0, ovvero quella dell\u2019armonia con la natura, quella della misura umana.<\/p>\n\n\n\n<p>Fabrizio Clerici e Isidoro derubati di tutto dai briganti alle terme Segestane e soccorsi brevemente dai villanelli, dagli anziani e dalle donne che godono delle acque calde, vengono accolti pur logori, umili, bisognosi, quindi privi di mezzi che ne definiscano la condizione sociale, da Nino Alaimo, \u00absolitario pastore d\u2019uno stazzo\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn5\">5<\/a>], nella terra di Segesta.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella sua cura del gregge e nei gesti serali della mungitura e della lavorazione del latte, oltre che nella sua vita separata, il personaggio ricorda il Polifemo omerico, ma, in forza di questa somiglianza, ancora di pi\u00f9 risalta la sua cura degli ospiti. Nino Alaimo accoglie i malcapitati, li nutre, li solleva. Vi si riconoscono anche tratti del vecchio di Corico virgiliano [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn6\">6<\/a>]. Il personaggio di&nbsp;<em>Retablo<\/em>&nbsp;si dedica alla cura delle pecore e l\u2019altro predilige invece quella della terra, eppure lo spirito \u00e8 simile, quello della serena&nbsp;<em>autarcheia<\/em>&nbsp;che consente ad entrambi di bastare a se stessi e di tenersi lontani dalle crudelt\u00e0 del mondo, mostrando una certa regalit\u00e0 nonostante la semplicit\u00e0 dei mezzi e della casa. \u00ab[&#8230;] sembrava nel dire un re che avesse il sommo di potere e di possanza per tutta l\u2019estensione del suo regno\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn7\">7<\/a>] ci ricorda&nbsp;<em>regum aequabat opes animis&nbsp;<\/em>(<em>Georg.&nbsp;<\/em>IV 132). In entrambi gli episodi miele e api fanno la loro non casuale comparsa. Nel passo delle&nbsp;<em>Georgiche<\/em>&nbsp;il vecchio di Corico ha arnie piene e la sua alacrit\u00e0 \u00e8 implicitamente accostata a quella delle api a cui il libro IV \u00e8 dedicato.<\/p>\n\n\n\n<p>Nino Alaimo, dal canto suo, non \u00e8 solo un pastore: egli integra la sua dieta a base di formaggio con abbondante miele e utilizza l\u2019alimento per un suo personale rito in onore di una divinit\u00e0 antica, la Madre santa, testa marmorea bella e sorridente in una nicchia, forse Afrodite, Artemide, Demetra, secondo la voce narrante. Lo offre anche ai due ospiti e Clerici non pu\u00f2 esimersi dal definirlo \u00abcome d\u2019ambrosia e di nettare di cui si favoleggia gli d\u00e8i nell\u2019Olimpo si nutrissero\u00bb celebrandone gli effetti come una quasi trasumanazione (\u00abun vigore, una pienezza, un senso s\u00ec acuto dell\u2019esistere, e una gioia trascendea nell\u2019estro, nell\u2019entusiasmo, nell\u2019<em>en the\u00f2s<\/em>\u00bb) [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn8\">8<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>La momentanea irruzione del mondo esterno rappresentato dal brigante con il mal di denti, lo stesso che ha derubato di tutto i due viaggiatori, non turba la serenit\u00e0 del quadro e la straordinaria energia del pur semplice banchetto a base di pane, pecorino, fave, miele e vino. Di fronte alla violenza del dolore e alla possibile minaccia rappresentata dal seguito dell\u2019uomo, il pastore non si scompone: ha anzi la lucidit\u00e0 e lo spirito di inventare un\u2019identit\u00e0 di mago della medicina per Clerici, mentre lo invita a recitare \u00abfilastrocche, poesie, storie, quel che volete, ma in tutte lingue strane, sconosciute\u00bb per accompagnare la preparazione di filtri, medicamenti, ed \u00e8 lui, mentre il milanese trova due versi dell\u2019<em>Inno ad Asclepio<\/em>&nbsp;da pronunciare come formula e scongiuro, a incidere l\u2019ascesso e a liberare il sofferente, conciliandogli infine il sonno con una tisana di erbe, foglie, bacche, gusci di noci o di lumache, e con i versi dolci e lievi di Giovanni Meli, dall\u2019<em>Idilliu III, Dafni,<\/em>&nbsp;a proposito di un suggestivo notturno di ombre che scansano il chiarore di una nascente luna [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn9\">9<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Un pastore non comune questo Nino Alaimo, che conosce la poesia, come gli arcadici, un pastore che accoglie e incanta, che \u00e8 capace di guarire e rabbonire, con il miele e con i versi di miele. Anche il cibo da lui condiviso \u00e8 pi\u00f9 che un conforto: \u00e8 godimento delle papille gustative che produce una vera e propria estasi in Clerici. La manifestazione di gradimento scaturisce narrativamente dalla precedente disavventura, ma l\u2019entusiastico e appassionato elogio della semplice tavola implica un apprezzamento della sua genuinit\u00e0, nella constatazione che esiste anche questo, non solo lo stucchevole artificio, ed esiste in un contesto naturale, non viziato. Il rifugio di Nino Alaimo \u00e8 allora parentesi che culla, testimonianza di una pace fuori dal comune, di fronte alla violenza e alle atrocit\u00e0, e lo stesso favoloso gioco linguistico con cui Clerici omaggia la poesia del Meli in bocca al pastore \u00e8 marca di eccezionalit\u00e0.<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Zanzotto-luoghiepaesaggi.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Zanzotto-luoghiepaesaggi-196x300.jpg\" alt=\"zanzotto-luoghiepaesaggi\" class=\"wp-image-100064\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Ma vengo a Zanzotto. Nel breve testo&nbsp;<em>La Marca trevigiana di Zanzotto [<\/em><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn10\">10<\/a>] Consolo ricorda i giorni passati con il poeta nella seconda met\u00e0 degli anni Settanta durante la realizzazione del documentario Rai&nbsp;<em>Una giornata di Iseo Tesser. Dentro e fuori una mostra sulla cultura contadina veneta&nbsp;<\/em>per la regia di Raoul Bozzi. Il film \u2013 Consolo ne \u00e8 sceneggiatore mentre Zanzotto conduce l\u2019intervista \u2013 testimonia l\u2019attenzione dei due scrittori per la civilt\u00e0 contadina e per le occasioni di resistenza al miracolo economico e all\u2019industrializzazione feroce del Secondo dopoguerra. Iseo Tesser, mezzadro nel podere del principe di Collalto, che parla di semina e vendemmia, racconta i profondi mutamenti della campagna, \u00e8 per l\u2019autore l\u2019eco dei versi del poeta, incarna cio\u00e8 il messaggio profondo delle raccolte zanzottiane, l\u2019inesausto impegno a testimoniare e contestare la trasformazione. Il breve testo si conclude con una citazione da&nbsp;<em>La Belt\u00e0&nbsp;<\/em>(1968):<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Fine delle sofferenze contadine<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>delle mosche e della grassa,<\/em><\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>ragnatele di feudi di feudatari di proprietari,<\/em><\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>altri affreschi dovevano affiorare dalla calce<\/em><\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>[\u2026]<\/em><\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>e topi e serpi hanno tanto comperato<\/em><\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>ormai da queste parti; ma guarda<\/em><\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>che pi\u00f9 s\u2019\u00e8 fatta proprietaria la talpa.<\/em>&nbsp;<\/h5>\n\n\n\n<p>A questa si aggiunge un breve commento che avvicina Veneto e Sicilia e identifica nella talpa del Sud il potere mafioso. I versi di Zanzotto che denunciano il mutamento paesaggistico e antropologico causato da una feroce speculazione edilizia sono necessariamente accolti da Consolo che ne condivide il senso profondo. Poco importa che&nbsp;<em>La Belt\u00e0<\/em>&nbsp;parli del Veneto: il Nord Est ha un destino sorprendentemente simile a quello della Sicilia.<\/p>\n\n\n\n<p>Per quanto il testo di Consolo esca solo nel 2007, l\u2019esperienza del documentario risale a prima di&nbsp;<em>Retablo&nbsp;<\/em>e cos\u00ec anche la frequentazione dei versi zanzottiani. Nel componimento citato, XVI, il nome Nino \u00e8 l\u2019apparizione che rompe l\u2019evocazione della speculazione edilizia e dello stravolgimento desolante del paesaggio: \u00abMa [\u2026] appari, Nino\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn11\">11<\/a>]. I suoi contorni si chiariscono subito dopo: Nino \u00e8 il ducazio, il suo vino \u00e8 \u00abuno schiaffo al medico \/ \u00e8 un calcio allo stento della sofisticazione\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn12\">12<\/a>], ha conoscenze sovrabbondanti di un mondo agricolo perduto e persino \u00abuna certa cultura lunare qui di moda\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn13\">13<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>In tutta la raccolta \u2013 ma poi anche in raccolte successive \u2013 il contadino Nino, ultrasettantenne profondamente legato alla terra veneta e ai suoi valori, assume i tratti di una mitica divinit\u00e0 locale, una sorta di profeta che rimane fedele ostinatamente alla tradizione e alla vita di armonia con la natura. Egli \u00e8 \u00abconsapevole della bellezza dei paesi dei fiori delle erbe delle donne\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn14\">14<\/a>] e mostra la straordinaria capacit\u00e0 di sopravvivere pur tra le tragedie e le catastrofi della storia. La Rolle-Dolle di questo vignaiolo, in realt\u00e0 Angelo Mura, a cui sono esplicitamente dedicati i&nbsp;<em>Colloqui con Nino<\/em>, \u00e8&nbsp;<em>locus amoenus&nbsp;<\/em>[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn15\">15<\/a>]:<em>&nbsp;\u00ab<\/em>Dai cieli stessi derivi il tuo vino \/ che le tue vigne con lo stellato soltanto \/ confinano [\u2026] e le tue uve e i pampani e i tralci non c\u2019\u00e8 luce \/ che in vita li vinca n\u00e9 vento n\u00e9 umore di terra: \/ off limits la sofisticazione, lo stento!\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn16\">16<\/a>] (III: 287). Zanzotto innalza il personaggio a emblema di un\u2019Arcadia in grado di domare e assorbire il divenire storico [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn17\">17<\/a>], addirittura ne fa un alter ego [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn18\">18<\/a>], capace di essere fedele alla tradizione e insieme innovatore (\u00abtradizionista a sera e all\u2019alba novatore\u00bb) [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn19\">19<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Trovo difficile che Consolo non sia rimasto colpito da Nino Mura e che non l\u2019abbia pi\u00f9 o meno volutamente accolto tra le suggestioni multiple che plasmano la figura di Nino Alaimo e la sua parentesi bucolica. Come la Rolle-Dolle zanzottiana, anche l\u2019angolo del pastore di&nbsp;<em>Retablo<\/em>&nbsp;ha una sua sacralit\u00e0, posto com\u2019\u00e8 in terra di Segesta, a un passo dalle rovine, segnato dalla presenza del mito e delle divinit\u00e0 antiche. Nell\u2019essere campione di ospitalit\u00e0, nella salda resistenza alla sosfisticazione, il personaggio consoliano \u00e8 testimone di una&nbsp;<em>bellezza<\/em>&nbsp;umana possibile, malgrado tutto, proprio come il contadino indovino ne&nbsp;<em>La Belt\u00e0<\/em>&nbsp;zanzottiana.&nbsp; &nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Zanzotto-tutte-lepoesie.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Zanzotto-tutte-lepoesie-194x300.jpg\" alt=\"zanzotto-tutte-lepoesie\" class=\"wp-image-100066\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>La luna e il paesaggio: la Norma a Cava d\u2019Ispica e altre cose<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gioacchino Martinez, il protagonista de&nbsp;<em>Lo Spasimo di Palermo<\/em>, \u00e8 uno scrittore che non riesce e non vuole pi\u00f9 scrivere, cosciente dell\u2019inappagabilit\u00e0 del suo desiderio di dire sempre la verit\u00e0. Disgustato dal romanzo, \u00abgenere scaduto, corrotto, impraticabile\u00bb, si rammarica di non avere il dono della poesia, capace di distanza dalle logiche del mondo, e invidia in particolare \u00abil veneto rinchiuso nella solitudine di una pieve saccheggiata\u00bb, ovvero proprio Zanzotto. Il riferimento, esplicitato dal successivo toponimo, Montello, e dal rimando alle ecloghe, ovvero la raccolta del 1962, e al tema centrale dell\u2019ispirazione poetica zanzottiana, \u00abil tuo paesaggio avvelenato\u00bb, sfocia nell\u2019evocazione della lingua particolarissima. La \u00abpuella pallidula vagante\u00bb \u00e8 la luna di&nbsp;<em>13 settembre 1959 (variante)<\/em>, componimento raccolto proprio in&nbsp;<em>IX Ecloghe<\/em>&nbsp;che dal&nbsp;<em>pastiche<\/em>&nbsp;citazionale dell\u2019incipit [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn20\">20<\/a>] procede con gioco allitterativo incalzante e rinvia nel titolo all\u2019allunaggio della sonda spaziale sovietica, evento assolutamente dissacrante, secondo l\u2019autore, nei confronti di tradizione e valori.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Toppan nel suo saggio mette in evidenza il prodigioso recupero dei versi zanzottiani per parlare della luna in&nbsp;<em>Lunaria [<\/em><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn21\">21<\/a>]. In particolare, come fa notare Turchetta [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn22\">22<\/a>], alcuni versi dell\u2019opera di Consolo, sono un vero e proprio omaggio al poeta perch\u00e9 possono essere visti proprio come una riscrittura di&nbsp;<em>13 settembre 1959 (variante).&nbsp;<\/em>L\u2019enfasi negativa per la sua conquista da parte degli esseri umani \u00e8 indicativa del valore che il poeta le attribuisce. Il contesto narrativo immediato del poemetto&nbsp;<em>Gli Sguardi i Fatti e Senhal<\/em>&nbsp;del 1969 \u2013 che si collega inevitabilmente a&nbsp;<em>13 settembre 1959 (variante) \u2013&nbsp;<\/em>trae spunto dallo sbarco degli astronauti americani sul suolo lunare il 20 luglio 1969, fatto banale, secondo il poeta, perch\u00e9 da inquadrare nella lotta di prestigio delle superpotenze le quali, in margine all\u2019elaborazione di strumenti missilistici per distruggersi a vicenda, hanno trovato anche il tempo e il modo di dedicarsi a qualcosa di inutile come la conquista della Luna, ma allo stesso tempo di inquietante profanazione: nella fantasia collettiva infatti la Luna rappresenta il trascendente e l\u2019irraggiungibile e chi la raggiunge per primo ottiene la supremazia assoluta, in una dissacrazione funzionalizzata ripugnante [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn23\">23<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Ma il tema lunare \u00e8 antico e pervasivo nella poesia di Zanzotto: se la luna appare gi\u00e0 in&nbsp;<em>Dietro il paesaggio<\/em>&nbsp;(1951), poi, soprattutto a partire da&nbsp;<em>La Belt\u00e0<\/em>, il luogo simbolico dell\u2019immaginario collettivo, associato al mito di Diana, al candore, alla trascendenza, all\u2019inaccessibilit\u00e0, si carica ulteriormente di senso. Essa \u00e8 parte del patrimonio di Nino Mura, come ho gi\u00e0 detto. \u00c8 la luna della Madre-Norma, la \u00abCasta diva\u00bb, dal \u00abbel sembiante\u00bb dell\u2019<em>Ipersonetto<\/em>&nbsp;XII in&nbsp;<em>Il<\/em>&nbsp;<em>Galateo in Bosco<\/em>, dove, con il riferimento evidente alla preghiera della&nbsp;<em>Norma<\/em>&nbsp;belliniana, l\u2019autore integra una gi\u00e0 folta foresta di simboli nella definizione di una poesia in posizione \u00abdi doppia connivenza\u00bb, tra le istanze di sostentamento del bosco che \u00e8 anche speranza di vita autentica e quelle razionalizzanti della memoria del codice letterario, il galateo per l\u2019appunto, la norma [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn24\">24<\/a>], e che proprio nell\u2019interazione di queste riesce a essere alternativa all\u2019afasia e opposizione all\u2019apocalisse culturale.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma torno a Consolo, a un testo in cui mi sembra che la luna faccia capolino, in chiusura, portandosi dietro un po\u2019 di poesia zanzottiana.&nbsp;<em>Comiso<\/em>, testo raccolto in&nbsp;<em>Le pietre di Pantalica<\/em>, si apre con la pi\u00f9 volte citata espressione del desiderio di vagabondaggio nell\u2019isola:&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">\u00abIo non so che voglia sia questa, ogni volta che torno in Sicilia, di volerla girare e girare, di percorrere ogni capo della costa, inoltrarmi all\u2019interno, sostare in citt\u00e0 e paesi, in villaggi e luoghi sperduti, rivedere vecchie persone, conoscerne nuove. Una voglia, una smania che non mi lascia star fermo in un posto. Non so. Ma sospetto sia questo una sorta d\u2019addio, un volerla vedere e toccare prima che uno dei due sparisca\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn25\">25<\/a>].&nbsp;<\/h5>\n\n\n\n<p>La Sicilia, gi\u00e0 esplorata durante l\u2019adolescenza, \u00e8 per Consolo terra da scoprire e riscoprire. L\u2019ansia della perlustrazione ha il risvolto amaro della scoperta di un inarrestabile imbarbarimento, che si traduce in una sorta di catalogo letterario di spazi trasformati, degradati. Si capisce allora quel sospetto di addio: cosa sar\u00e0 rimasto al prossimo incontro dell\u2019isola di un tempo?<\/p>\n\n\n\n<p>Alla luce di questo&nbsp;<em>incipit<\/em>&nbsp;va interpretato il racconto-testimonianza di quanto accade all\u2019aeroporto di Comiso dove l\u2019autore arriva nelle sue peregrinazioni. Nell\u2019agosto del 1983 molti furono i pacifisti che si riunirono davanti ai cancelli. Volevano opporsi all\u2019installazione dei Cruise, impedire agli automezzi militari di portare i missili nucleari e alle impastatrici degli operai di entrare nell\u2019area sorvegliata. Consolo parla di trecento ragazzi, tra cui riconosce a un certo punto alcuni figli o nipoti di amici di Sant\u2019Agata. Le sue osservazioni sugli altrettanto giovani poliziotti e carabinieri assonnati perch\u00e9 fatti partire a chiss\u00e0 quali ore notturne dalle caserme di Ragusa o Catania i quali ora si trovano a fronteggiare i pacifisti in semicerchio, e poi quelle sugli operai che difendono il proprio lavoro perch\u00e9 necessario alla vita dei figli, suscitano in chi legge il ricordo delle parole di Pasolini sul Sessantotto.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le note sul paesaggio sono per lo pi\u00f9 denotative ma mentre nello spiazzo davanti all\u2019aeroporto la tensione sale, con l\u2019arrivo di politici, del questore e le risate degli americani dietro il muro di cinta, il commento della voce narrante sugli eucalipti \u00abdalle chiome rade, scomposte\u00bb, alberi \u00abmaligni\u00bb, \u00abvelenosi come serpenti, che scovano ovunque e succhiano acqua, fanno intorno aridume e deserto, bruciano erbe e cespugli\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn26\">26<\/a>] contrapposto al sogno di frescura d\u2019oasi delle chiome compatte e a cascata di pini e palme davanti a una vecchia masseria poco lontano, \u00e8 uno stimolo a riflettere sulla trasformazione a cui sono stati sottoposti i luoghi. Sebbene oggi siano piante estremamente diffuse nell\u2019isola, gli eucalipti furono introdotti in maniera massiccia dopo la Seconda guerra mondiale, senza considerare gli effetti che una specie aliena avrebbe potuto determinare su flora e fauna indigena, a scopo di bonifica e per alimentare l\u2019industria cartiera di Fiumefreddo mai funzionante in maniera efficace [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn27\">27<\/a>].<\/p>\n\n\n\n<p>Il paesaggio della civilt\u00e0 contadina di un tempo \u00e8 un sogno rispetto alle presaghe ferite dei tronchi di eucalipti e poi, dopo che \u00e8 esplosa la violenza inaudita dell\u2019assalto delle forze dell\u2019ordine nei confronti dei manifestanti e alcuni di questi hanno trovato rifugio con Consolo nella vicina piazza del paese, il pregevole paesaggio delle chiese barocche \u00e8 il patrimonio nascosto \u2013 \u00abin simmetria o in spaziale perfetto antagonismo\u00bb \u2013 alle quinte di palazzi con \u00abbar, pasticcerie, tabacchi carto-librerie-giornali sedi di partiti circoli consorzi banche uffici\u2026\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn28\">28<\/a>].<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/LepietrediPantalica.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/LepietrediPantalica-191x300.jpg\" alt=\"lepietredipantalica\" class=\"wp-image-100063\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>Non pare casuale il frinire delle cicale che accompagna la tensione prima dell\u2019assalto perch\u00e9 nel testo precedente della raccolta, l\u2019eponimo&nbsp;<em>Le pietre di Pantalica<\/em>, Comiso \u00e8 il paese \u00abfolgorato dal sole\u00bb, quasi fosse \u00abuno di quei vuoti gusci dorati di cicala\u00bb, e la sola vista del cancello dell\u2019aeroporto che accoglie i lavori per l\u2019installazione dei missili genera una tremenda apocalittica considerazione: \u00abNon rester\u00e0 di noi neanche una vuota, dorata carcassa, come quella della cicala scoppiata nella luce d\u2019agosto. Non rester\u00e0 compagna, figlio o amico; ricordo, memoria; libro, parola\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn29\">29<\/a>]. Troppo in l\u00e0 \u00e8 andato l\u2019essere umano.<\/p>\n\n\n\n<p>Nella narrazione consoliana il paesaggio afferma la trasformazione, testimonia la negazione di quello che \u00e8 stato, dei valori del passato. Perci\u00f2, mentre si allontana da Comiso, dopo essersi congedato dai ragazzi con la dichiarata amara certezza che il governo \u00e8 deciso a far rispettare a ogni costo gli impegni con gli USA, e guarda il paese dall\u2019alto, i vicoli, le chiese ma anche i piccoli grattacieli e l\u2019aeroporto, Consolo non manca di rilevare anche la nuvola giallastra che lo sovrasta, \u00abuna nuvola di smog per le plastiche delle serre e i rifiuti che bruciavano da qualche parte\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn30\">30<\/a>].<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignleft\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Meridiano-Consolo.jpg\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/Meridiano-Consolo-185x300.jpg\" alt=\"meridiano-consolo\" class=\"wp-image-100067\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p>La fuga da questo scenario di violenza di ogni tipo ha una meta ben precisa, ovvero gli Iblei. L\u2019intera area si presenta in tutta l\u2019opera di Consolo come alternativa di rinascita. La necropoli di Pantalica, in particolare, rappresenta la resurrezione, la vita, pur essendo un luogo di morte, poich\u00e9 in essa riposa la memoria identitaria da cui occorre partire per uscire dalle tenebre della storia. Memoria che \u00e8 fatta di tradizioni, come quella dell\u2019apicultura: siamo, d\u2019altronde, nella terra del miele pi\u00f9 celebre di tutti i tempi, e il miele, si sa, ha qualit\u00e0 eccezionali anche in termini di rigenerazione. Non \u00e8 un caso che il viaggio di&nbsp;<em>La Sicilia passeggiata<\/em>&nbsp;cominci proprio da Pantalica, confermando, attraverso l\u2019attribuzione al luogo di un valore simbolico straordinario, l\u2019intenzione del primo titolo,&nbsp;<em>Kore risorgente&nbsp;<\/em>che, nel rimando al mito di Proserpina, morta e poi risorta dalle tenebre infernali nel tempo primaverile, auspicava una possibilit\u00e0 di nuova vita, di resurrezione, come in una nuova bella stagione.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel costruire l\u2019immagine ecologica di questo particolare angolo di Sicilia Consolo valorizza i tratti della terra del miele e degli apicultori, dello spazio da idillio arcadico. In ci\u00f2 recupera una tradizione antichissima. Ma, mentre utilizza il&nbsp;<em>topos<\/em>,esplicitando il riferimento all\u2019Arcadia, l\u2019autore intende evidenziare che negli Iblei del ventunesimo secolo esiste ancora un mondo raccolto e immune agli eventi storici. Si tratta per\u00f2 di uno spazio pi\u00f9 concreto, tangibile rispetto a quello della tradizione, perch\u00e9 \u00e8 reale, rappresenta un\u2019alternativa possibile, un modo pi\u00f9 sostenibile di vivere.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel testo eponimo di&nbsp;<em>Le pietre di Pantalica<\/em>&nbsp;i personaggi del mielaio Blancato e del vecchio Paolo Carpinteri, artigiano e narratore insieme, sono il simbolo della resistenza all\u2019omologazione contemporanea, soprattutto in considerazione della vicinanza geografica di Comiso, con la sua area militare e i suoi missili Cruise che rappresentano invece l\u2019incombere della modernit\u00e0. In&nbsp;<em>Comiso<\/em>&nbsp;il rifugio di Consolo \u00e8 perci\u00f2 necessariamente rappresentato dagli Iblei. In particolare il sito di Cava d\u2019Ispica, con le sue grotte, le abitazioni, le chiese, le necropoli, su un cammino \u00abbordato dai bastoni fioriti delle agavi, dagli ulivi, dai fichi, dai pistacchi, dai carrubi\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn31\">31<\/a>] rappresenta l\u2019alternativa all\u2019immagine dell\u2019isola e del Mediterraneo infiammati evocata dai fatti dell\u2019aeroporto. \u00c8 una tomba rettangolare della necropoli bizantina ad accogliere Consolo mentre il cielo imbrunisce. Nei resti di passate civilt\u00e0 risiede la memoria dell\u2019identit\u00e0 umana. C\u2019\u00e8 un altro tempo, diverso da quello presente, in cui trovare \u00abriposo e fruscura\u00bb, e il ricordo in chiusura della preghiera della&nbsp;<em>Norma<\/em>&nbsp;belliniana \u00abCasta diva, che inargenti \/ queste sacre, antiche piante\u2026\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn32\">32<\/a>] suscitato dalla comparsa di una falce di luna non \u00e8 poi cos\u00ec casuale come scrive Consolo. Credo che, voluta o meno, l\u2019allusione sia proprio alla luna di Zanzotto e alla sua Madre-Norma.<\/p>\n\n\n\n<p>Come per Zanzotto l\u2019oltranza stilistica e verbale con tracce che alludono a un passato armonico, ovvero la tradizione incarnata dalla forma \u2013 la Madre Norma \u2013 sono \u00abun tentativo di esorcismo verbale di fronte a un\u2019apocalisse culturale e ecologica\u00bb [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn33\">33<\/a>], allo stesso modo per Consolo il dialogo con l\u2019archeologia e il passato \u2013 anche dal punto di vista linguistico sebbene&nbsp;<em>Comiso<\/em>&nbsp;non sia il testo pi\u00f9 rappresentativo in tal senso \u2013 rappresenta una forma di resistenza di fronte ad un progresso che devasta, scorsoio, per usare un termine zanzottiano.&nbsp;&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n<div class=\"wp-block-image\">\n<figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/978880446938HIG.png\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/978880446938HIG-190x300.png\" alt=\"978880446938hig\" class=\"wp-image-100068\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n<p><strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Quando nello&nbsp;<em>Spasimo di Palermo<\/em>&nbsp;Martinez menziona la \u00abpuella pallidula vagante\u00bb ricorda anche che con le sue particolarissime scelte linguistiche Zanzotto non si arrende al silenzio di fronte allo scempio della natura commesso dall\u2019uomo, di fronte alla violenza politica, culturale, antropologica, ma contemporaneamente testimonia anche l\u2019impegno dello stesso Consolo a resistere.<\/p>\n\n\n\n<p>In<em>&nbsp;Sar\u00e0 (stata) Natura? [<\/em><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn34\">34<\/a>] Zanzotto accusa la banalizzazione della storia in atto e auspica che la poesia possa diventare \u00abluogo di un insediamento autenticamente umano\u00bb e in ci\u00f2 farsi tramite tra \u00abil ricordo di un tempo\u00bb e il \u00abfuturo semplice \u2013 banale forse, ma necessario \u2013 della speranza\u00bb.&nbsp; La poesia cio\u00e8, che divaga e intorbida, ma infine dilucida quanto v\u2019\u00e8 di pi\u00f9 aggrumato nella storia [<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_edn35\">35<\/a>], pu\u00f2 conservare l\u2019idea del sacro che \u00e8 insita nella vita e che non ha nulla a che fare con le religioni.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma Nino Alaimo e la luna sulle tombe di Cava d\u2019Ispica sono proprio simboli del sacro e dell\u2019umano e il fatto che Consolo, scrivendone, possa aver scelto di alludere a Zanzotto, se non cambia il senso ultimo di una personale scelta di resistenza, \u00e8 affermazione di una comunione di intenti.<\/p>\n\n\n\n<p>Torno allora alla domanda di partenza. Ovviamente non so dire con certezza con quali parole i due autori commenterebbero il nostro tempo, ma certamente continuerebbero a scrivere. Perch\u00e9 forse scrivere non&nbsp;<em>pu\u00f2<\/em>&nbsp;davvero cambiare il mondo, ma occorre che qualcuno scriva ci\u00f2 che l\u2019acutezza e la sensibilit\u00e0 gli hanno permesso di vedere, e cos\u00ec salvi ci\u00f2 che \u00e8 sacro e ci\u00f2 che \u00e8 umano, perch\u00e9 gli altri a loro volta vedano e&nbsp;<em>forse<\/em>&nbsp;si ravvedano.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em>Dialoghi Mediterranei,<\/em>&nbsp;n. 78, marzo 2026<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><strong>Note<\/strong><\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref1\">1<\/a>]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Consolo V.<em>, Un giorno come gli altri,&nbsp;<\/em>in Siciliano E. (a cura di)<em>, I racconti italiani del Novecento,&nbsp;<\/em>Mondadori, Milano 1983 : 1430-1442, :1436<em>,&nbsp;<\/em>poiin&nbsp;<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas<\/em>, a cura di Messina N., Mondadori, Milano 2012: 87-97: 92.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref2\">2<\/a>]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Toppan L.,&nbsp;<em>Vincenzo Consolo e Andrea Zanzotto: un \u00abarcheologo della lingua\u00bb e un \u00abbotanico di grammatiche\u00bb<\/em>, in \u00abRecherches Culture et Histoire dans l\u2019Espace Roman\u00bb, n. 21, autunno 2018: 183-198.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref3\">3<\/a>]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ivi:196-197.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref4\">4<\/a>]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Consolo V.,&nbsp;<em>Retablo<\/em>, in Id.,&nbsp;<em>L\u2019opera completa<\/em>, a cura e con un saggio introduttivo di Turchetta G. e uno scritto di Segre C., Mondadori, Milano 2015:433.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref5\">5<\/a>]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ivi: 407.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref6\">6<\/a>]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Pianezzola E.,&nbsp;<em>Introduzione<\/em>, in Consolo V.,&nbsp;<em>I ritorni. Conversazioni in Sicilia<\/em>, Imprimitur, Padova 1997: 3-5, 5.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref7\">7<\/a>]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Consolo V.,&nbsp;<em>Retablo<\/em>, cit.: 407-408.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[8]&nbsp; &nbsp; Ivi: 409.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref9\">9<\/a>]&nbsp;&nbsp;&nbsp;&nbsp; Ivi: 411.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref10\">10<\/a>]&nbsp;&nbsp; Id.,<em>&nbsp;La Marca Trevigiana di Zanzotto<\/em>,in \u00abL\u2019immaginazione\u00bb, n. 230, a. XXII, maggio 2007: 25.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref11\">11<\/a>]&nbsp;&nbsp; Zanzotto A.,&nbsp;<em>Tutte le poesie<\/em>, a cura di Dal Bianco S., Mondadori, Milano 2011: 307.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref12\">12<\/a>]&nbsp;&nbsp; Ivi: 308.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref13\">13<\/a>]<em>&nbsp;&nbsp; Ibidem<\/em>.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref14\">14<\/a>]&nbsp;&nbsp; Id.,&nbsp;<em>C<\/em><em>olloqui con Nino<\/em>&nbsp;in Id.,&nbsp;<em>Luoghi e paesaggi<\/em>, Bompiani, Milano 2013: 164.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref15\">15<\/a>]&nbsp;&nbsp; A proposito del valore di Rolle-Dolle, Vasarri F.,&nbsp;<em>La Dolle di Zanzotto tra profezia e metamorfosi<\/em>, in Turi N. (a cura di),&nbsp;<em>Ecosistemi letterari: luoghi e paesaggi nella finzione novecentesca<\/em>, Firenze University Press, Firenze 2016: 115-136.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref16\">16<\/a>]&nbsp;&nbsp; Zanzotto A,&nbsp;<em>Tutte le p<\/em><em>oesie<\/em>, cit.: 287.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref17\">17<\/a>&nbsp;&nbsp; Dal Bianco S., in Zanzotto,&nbsp;<em>Poesie e prose scelte<\/em>, a cura di Dal Bianco S. e Villalta G.M., con due saggi di Agosti S. e Bandini F., Mondadori, Milano 1999: 1508.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref18\">18<\/a>]&nbsp;&nbsp; Ad esempio Nuvoli G.,&nbsp;<em>Andrea Zanzotto<\/em>, La Nuova Italia, Firenze 1979: 67.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref19\">19<\/a>]&nbsp;&nbsp; Zanzotto A,&nbsp;<em>Tutte le poesie<\/em>, cit.: 288.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref20\">20<\/a>]&nbsp;&nbsp; Agosti S. (a cura di), Zanzotto A.,&nbsp;<em>Poesie 1938-1986<\/em>, Mondadori, Milano 1993:19.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref21\">21<\/a>]&nbsp;&nbsp; Toppan 2018, cit.: 194-195.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref22\">22<\/a>]&nbsp;&nbsp; Turchetta G.,&nbsp;<em>Note e notizie sui testi<\/em>, in Consolo V.,<em>&nbsp;L\u2019opera completa<\/em>, cit.: 1350.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref23\">23<\/a>]&nbsp;&nbsp; Zanzotto A.,&nbsp;<em>Poesie e prose scelte<\/em>, a cura di Dal Bianco S. e Villalta G.M., con due saggi di Agosti S. e Bandini F. Mondadori, Milano 1999:1531.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref24\">24<\/a>]&nbsp;&nbsp; Dal Bianco S.,&nbsp;<em>Il percorso della poesia di Andrea Zanzotto<\/em>, in Zanzotto A.,&nbsp;<em>Tutte le poesie<\/em>, cit.: XLIV.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref25\">25<\/a>]&nbsp;&nbsp; Consolo V.,&nbsp;<em>Comiso<\/em>, in&nbsp;<em>Le pietre di Pantalica<\/em>, in Id.,&nbsp;<em>L\u2019opera completa<\/em>, cit.: 632-638, qui : 632.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref26\">26<\/a>]&nbsp;&nbsp; Ivi: 634.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref27\">27<\/a>]&nbsp;&nbsp; La Mantia T.,&nbsp;<em>Storia dell\u2019eucalitticoltura in Sicilia<\/em>, in \u00abNaturalista sicil.\u00bb, S. IV, XXXVII (2), 2013: 587-628.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref28\">28<\/a>]&nbsp;&nbsp; Consolo V.,&nbsp;<em>Comiso<\/em>, cit.: 636.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref29\">29<\/a>]&nbsp;&nbsp; Id.,&nbsp;<em>Le pietre di Pantalica<\/em>, in Id.,&nbsp;<em>L\u2019opera completa<\/em>, cit.: 615-631, qui: 623.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref30\">30<\/a>]&nbsp;&nbsp; Id.,&nbsp;<em>Comiso<\/em>, cit.: 637.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref31\">31<\/a>]&nbsp;&nbsp; Ivi: 638.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref32\">32<\/a>]<em>&nbsp;&nbsp; Ibidem<\/em>.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref33\">33<\/a>]&nbsp;&nbsp; Scaffai N.,&nbsp;<em>Letteratura e ecologia: forme e temi di una relazione narrativa<\/em>, Carocci, Roma 2017: 180.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref34\">34<\/a>]&nbsp;&nbsp; Zanzotto A.,&nbsp;<em>Sar\u00e0 (stata) Natura?<\/em>, in<em>Luoghi e paesaggi<\/em>, cit. :150-153 qui: 152-153.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">[<a href=\"file:\/\/\/C:\/Users\/Utente\/Desktop\/bellanova\/consolo%20zanzotto%20ABellanova.docx#_ednref35\">35<\/a>]&nbsp;&nbsp; Id.,&nbsp;<em>Qualcosa al di fuori e al di l\u00e0 dello scrivere<\/em>&nbsp;(1979), ora in Id.,&nbsp;<em>Poesie e Prose scelte<\/em>, cit : 1228.&nbsp;<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Riferimenti b<strong>ibliografici<\/strong>&nbsp;<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Consolo V.<em>, Un giorno come gli altri,&nbsp;<\/em>in Siciliano E. (a cura di)<em>, I racconti italiani del Novecento,&nbsp;<\/em>Mondadori, Milano 1983: 1430-1442<em>,&nbsp;<\/em>poiin&nbsp;<em>La mia isola \u00e8 Las Vegas<\/em>, a cura di Messina N., Mondadori, Milano 2012: 87-97.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Consolo V.,<em>&nbsp;La Marca Trevigiana di Zanzotto<\/em>,in \u00abL\u2019immaginazione\u00bb, n. 230, a. XXII, maggio 2007: 25.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Id.,<em>&nbsp;L\u2019opera completa<\/em>, a cura e con un saggio introduttivo di Turchetta G. e uno scritto di Segre C., Mondadori, Milano 2015.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">La Mantia T.,&nbsp;<em>Storia dell\u2019eucalitticoltura in Sicilia<\/em>, in \u00abNaturalista sicil.\u00bb, S. IV, XXXVII (2), 2013: 587-628.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Pianezzola E.,&nbsp;<em>Introduzione<\/em>, in Consolo V.,&nbsp;<em>I ritorni. Conversazioni in Sicilia<\/em>, Imprimitur, Padova 1997: 3-5.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Toppan L.,&nbsp;<em>Vincenzo Consolo e Andrea Zanzotto: un \u00abarcheologo della lingua\u00bb e un \u00abbotanico di grammatiche\u00bb<\/em>, in \u00abRecherches Culture et Histoire dans l\u2019Espace Roman\u00bb, n. 21, autunno 2018: 183-198.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Scaffai N.,&nbsp;<em>Letteratura e ecologia: forme e temi di una relazione narrativa<\/em>, Carocci, Roma 2017.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Vasarri F.,&nbsp;<em>La Dolle di Zanzotto tra profezia e metamorfosi<\/em>, in Turi N. (a cura di),&nbsp;<em>Ecosistemi letterari: luoghi e paesaggi nella finzione novecentesca<\/em>, Firenze University Press, Firenze 2016: 115-136.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Zanzotto A.,&nbsp;<em>Poesie 1938-1986<\/em>, Mondadori, Milano 1993.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Id.,&nbsp;<em>Poesie e Prose scelte<\/em>, a c. di Dal Bianco S. e Villalta G.M., con due saggi di Agosti S. e Bandini F., Mondadori, Milano 1999.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Id.,&nbsp;<em>Tutte le poesie<\/em>, a cura di Dal Bianco S., Mondadori, Milano 2011.<\/h5>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\">Id.,&nbsp;<em>Luoghi e paesaggi<\/em>, Bompiani, Milano 2013.<\/h5>\n\n\n\n<p>&nbsp;_____________________________________________________________<\/p>\n\n\n\n<h5 class=\"wp-block-heading\"><em><strong>Ada Bellanova<\/strong>&nbsp;insegna in un liceo. Gi\u00e0 PhD presso l\u2019Universit\u00e0 degli studi di Siena e poi l\u2019Universit\u00e8 de Lausanne, \u00e8 autrice della monografia&nbsp;Un eccezionale baedeker. La rappresentazione degli spazi nell\u2019opera di Vincenzo Consolo&nbsp;(Mimesis 2021), oltre che di diversi articoli sull\u2019autore. Si interessa di permanenza del mondo antico nel contemporaneo, di ecocritica, della percezione dei luoghi, dei temi della memoria, delle migrazioni e dell\u2019identit\u00e0. Scrive narrativa.<\/em><\/h5>\n\n\n\n<p><a href=\"https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/nino-la-luna-e-come-resistere-allapocalisse-culturale-suggestioni-zanzottiane-nellopera-di-vincenzo-consolo\">https:\/\/www.istitutoeuroarabo.it\/DM\/nino-la-luna-e-come-resistere-allapocalisse-culturale-suggestioni-zanzottiane-nellopera-di-vincenzo-consolo<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincenzo Consolo Andrea Zanzotto di&nbsp;Ada Bellanova \u00abCon lo scrivere si pu\u00f2 forse cambiare il mondo\u00bb. La citazione \u00e8 tratta da&nbsp;Un giorno come gli altri&nbsp;[1]. Sebbene nel contesto d\u2019origine Consolo stabilisca una distinzione netta tra scrivere e narrare e si identifichi piuttosto con l\u2019autore di narrazioni, ovvero di poemi narrativi, capaci di restituire un\u2019esperienza che \u00e8 &hellip; <a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=3933\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Nino, la luna e come resistere all\u2019apocalisse culturale: suggestioni zanzottiane nell\u2019opera di Vincenzo Consolo<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,144,4],"tags":[852,425,336,1401,318,23,77,419,466,1805,1382,117,142,17,600,143,93,1787,2292,119,954,19,32,36,185,414,20,38,154,110,459,839,196,29,18],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3933"}],"collection":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3933"}],"version-history":[{"count":2,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3933\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3935,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/3933\/revisions\/3935"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3933"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=3933"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=3933"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}