{"id":293,"date":"2015-07-19T09:27:17","date_gmt":"2015-07-19T09:27:17","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=293"},"modified":"2015-07-28T11:05:15","modified_gmt":"2015-07-28T11:05:15","slug":"l-onore-di-sicilia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=293","title":{"rendered":"L&#8217; onore di Sicilia"},"content":{"rendered":"<h1 style=\"text-align: justify;\"><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/31dWTrIm2QL._BO1204203200_.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-295 alignleft\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/31dWTrIm2QL._BO1204203200_-197x300.jpg\" alt=\"31dWTrIm2QL._BO1,204,203,200_\" width=\"197\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/31dWTrIm2QL._BO1204203200_-197x300.jpg 197w, http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2015\/07\/31dWTrIm2QL._BO1204203200_.jpg 204w\" sizes=\"(max-width: 197px) 100vw, 197px\" \/><\/a>\u00a0 \u00a0L\u2019ONORE DI SICILIA<\/h1>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prefazione in RITA BORSELLINO \u2013 LA SFIDA SICILIANA \u2013 PAG. 7-11<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza \u2013 Editori Riuniti Roma 2006<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Da Antigone, da questa donna bisogna partire, da questa eroina di Sofocle che ha il coraggio di ribellarsi all\u2019ingiusto comando di un tiranno, Creonte, per ubbidire a\u00a0 \u201cleggi non scritte, inalterabili, fisse degli dei: quelle che non da oggi, non da\u00a0 ieri vivono, ma eterne\u2026\u201d Sono, quelle a cui ubbidisce Antigone, le leggi dell\u2019umano, della piet\u00e0, della giustizia, leggi che la spingono a seppellire \u201cil corpo morto di un figlio di mia madre\u201d, il corpo del fratello Polinice. Ma ci insegna il trageda greco che s\u00ec, si pu\u00f2 anche seppellire subito il corpo di un uomo ucciso, ma quel corpo rimarr\u00e0 virtualmente insepolto sino a quando non si sapr\u00e0 la verit\u00e0 su quell\u2019assassinio, sino a quando i suoi congiunti non avranno giustizia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E sorelle di Antigone sono tutte quelle donne che hanno reclamato verit\u00e0, reclamato giustizia per il loro congiunto ammazzato; sorelle di Antigone sono in Sicilia madri, spose o sorelle che hanno reclamato verit\u00e0 e giustizia per il loro famigliare ucciso dalla mafia, ucciso dal potere politico-mafioso. Solo giustizia e verit\u00e0 posso infine far seppellire quel corpo oltraggiato, dilaniato da colpi di lupara, di kalashnikov, da esplosione di tritolo. Sorella di Antigone \u00e8 Francesca Serio, la madre del sindacalista Salvatore Carnevale, quella contadina, quella nobile donna che Carlo Levi incontra a Sciara e di lei scrive:\u201dCos\u00ec questa donna si \u00e8 fatta, in un giorno: le lacrime non sono pi\u00f9 lacrime ma parole, e le parole sono pietre. Parla con la durezza e la precisione\u00a0 di un processo verbale, con una profonda, assoluta sicurezza, come chi ha raggiunto d\u2019improvviso un punto fermo su cui pu\u00f2 poggiare, una certezza: questa certezza che le asciuga il pianto e la fa spietata \u00e8 la Giustizia. La Giustizia vera\u2026\u201d Sorella di Antigone, sorella di Francesca Serio \u00e8 Saveria Antiochia , madre dell\u2019agente Roberto, ucciso, nel 1985, insieme al suo capo e amico, il commissario Ninni Cassar\u00e0. Saveria racconta in <em>Nonostante donne. Storie civili al femminile<\/em>:\u201dLe donne a volte piangono e gridano. E\u2019 una questione di carattere. Ma io so che chi non piange e non grida muore dentro di dolore. Quando ti uccidono un figlio sparano anche su di te\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorella di Antigone, di Francesca Serio, di Saveria Antiochia,\u00a0 di Pina Grassi \u00e8 Rita Borsellino. Anche lei, Rita, \u201cs\u2019\u00e8 fatta in un giorno\u201d come dice Levi, quel terribile, tragico 19 luglio del 1992 in cui fu ucciso, in via D\u2019Amelio, insieme ai poveri cinque ragazzi della scorta, il fratello Paolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sorelle di Antigone: donne tutte che contraddicono, cancellano lo stereotipo siciliano della Santuzza, della Mena o della Diodata, che mettono in luce la tradizione della donna siciliana attiva, quella che dai Fasci socialisti al Primo e al Secondo dopoguerra ha combattuto accanto agli uomini, con essi ha scioperato, ha occupato le terre incolte dei feudi, e ne ha subito la repressione, \u00e8 stata ferita o uccisa, com\u2019\u00e8 successo a Portella della Ginestra. Dice all\u2019Assemblea Costituente Girolamo Li Causi il 2 maggio 1947: \u201cHo visto una bambina di tre anni trucidata, cinque orfani impietriti dall\u2019orrore, attorno alla madre morta. Ho visto una vecchia di settantatr\u00e9 anni ferita\u2026\u201d. Donne quelle non pi\u00f9 verghiate, ma vittoriniane, donne come la madre Concezione di <em>Conversazione in Sicilia<\/em>, come <em>Erica<\/em>, come la <em>Garibaldina<\/em> o, fuor di letteratura, come Maria Occhipinti di <em>Una donna di Ragusa<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rita Borsellino ci narra del prima e del dopo quella domenica del 19 luglio 1992 in questo libro. Ci dice della sua famiglia d\u2019origine, del padre Diego e della madre Maria Pia Lepanto, farmacisti alla Kalsa, \u2018al-Halisah\u2019, l\u2019eletta, l\u2019antico quartiere arabo di Palermo, quartiere ora degradato, popolare, povero. E la farmacia Borsellino, di via Vetriera prima e quindi della vicina Carlo Rao, \u00e8 il luogo dove gli abitanti del quartiere vanno a confidare, a \u201cdepositare\u201d le loro angustie, i loro mali, a prendere le medicine a credito, crediti che il dottor Diego segna su un quaderno che poi butta via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nel quartiere della Kalsa \u00e8 cresciuto anche Giovanni Falcone, che racconta: \u201cAbitavo nel centro storico, in piazza Magione. Accanto c\u2019erano i catoi, locali umidi abitati da proletari e sottoproletari\u201d. Era dunque la Kalsa, come altri di Palermo, il quartiere delle strade che s\u2019incrociano e delle strade che divergono: dei giovani che diventano magistrati, tutori del diritto, delle leggi dello Stato, che hanno un uguale, tragico destino; il quartiere dei giovani che diventano picciotti,\u00a0 killer al servizio della mafia, la mafia delle cosche e quella pi\u00f9 occulta della borghesia imprenditoriale e politica, la mafia \u201cbianca\u201d, la pi\u00f9 invisibile, la pi\u00f9 insospettabile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rita \u00e8 l\u2019ultima di quattro fratelli, viene dopo Adele, Salvatore e Paolo, \u00e8 la piccola di casa, fatalmente la pi\u00f9 vezzeggiata, ma \u00e8 anche la pi\u00f9 timida, la pi\u00f9 chiusa. \u201cEro una ragazza patologicamente timida\u201d scrive, \u201cEro una persona chiusa, silenziosa, timida\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla morte del padre, Rita si iscrive alla facolt\u00e0 di Farmacia, e quindi va a lavorare l\u00e0 in via Vetriera nel negozio di famiglia. Che \u00e8 per lei la scuola della conoscenza del mondo, dell\u2019 \u201caltro\u201d mondo, quello dei sofferenti, dei diseredati, degli emarginati. E\u2019 di famiglia cattolica, \u00e8 cattolica praticante lei stessa, e nella farmacia, che non \u00e8 quella delle vane chiacchiere dello speziale don Franco de <em>I Malavoglia<\/em>, mette in pratica la carit\u00e0 cristiana, la solidariet\u00e0 verso l\u2019umanit\u00e0 bisognosa. Sposa Renato Fiore, farmacista anche lui, ed ha tre figli, Claudio, Cecilia e Marta. Ma da prima, e ancora dopo, non cessa il suo rapporto di affinit\u00e0, di amicizia col fratello Paolo, che da sempre l\u2019ha prediletta e protetta. E leggiamo quindi con quale dolore, con quale strazio, orrore e furore Rita ci racconta di quel fatale giorno, di quella domenica di luglio in cui avviene la strage, l\u00e0, in via D\u2019Amelio, nel momento in cui il magistrato sta per compiere l\u2019azione pi\u00f9 umana, filiale, quella di andare a trovare la vecchia madre. Una strage, 55 giorni dopo la strage di Capaci, annunziata, annunziata dallo stesso magistrato, una strage prevedibile, e quindi comandata chiss\u00e0 da quali oscure, segrete entit\u00e0, ai manovali della mafia, agli esecutori di morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E da quel giorno cambia la vita di Rita Borsellino. \u201cLa seconda vita\u201d, come lei la chiama. Scrive:\u201dNon ci si lascia annientare dal dolore (\u2026) Perch\u00e9 quello che ci spinge, che spinge tanti famigliari delle vittime della violenza\u00a0 a mettersi in gioco, a mettersi in cammino (\u2026) \u00e8 l\u2019amore, \u00e8 la voglia di far continuare quello che i nostri cari stavano facendo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Diventa quindi una persona pubblica, Rita Borsellino, una missionaria della Giustizia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">della verit\u00e0, della civilt\u00e0. E incontra nel \u201993 don Luigi Ciotti, s\u2019impegna a lavorare indefessamente per l\u2019associazione Libera, a parlare a migliaia e migliaia di giovani, in Italia e all\u2019estero, di giustizia, di legalit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Si \u00e8 dimessa ora da presidente onorario di Libera per affrontare un altro impegno: quello politico, quello di candidata del centro sinistra alla presidenza della Regione Siciliana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Questa nostra regione autonoma a statuto speciale, strumento democratico concesso allora dal governo centrale per scongiurare le spinte indipendentiste che certe formazioni politiche allora fomentavano. Strumento democratico\u00a0 usato quindi, dalle eterne forze della conservazione, nel peggiore dei modi: come strumento di privilegio, di potere clientelare, se non spesso di malaffare, come l\u2019ha usato per esempio l\u2019ultimo governo regionale di centro destra, di cui alcuni membri sono stati arrestati per concorso in associazione mafiosa, sono inquisiti per la stessa imputazione o per favoreggiamento aggravato alla mafia, come il presidente Salvatore Cuffaro che se ne sta ancora l\u00e0, a governare la nostra infelice isola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Rita Borsellino, ne siamo certi, restituir\u00e0 dignit\u00e0, democrazia e giustizia, di cui questa nostra Sicilia ha tanto bisogno, come del resto l\u2019intero Paese, questa Sicilia che ha cominciato la sua storia politica dal\u00a0 Secondo dopoguerra in poi con la violenza, con il sangue, con tutta una sequela di morti che da Portella della Ginestra arriva fino al 1992 e oltre.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPer la nostra Sicilia invoco una vera solidariet\u00e0 regionale, una concordia sacra, una pace feconda e operosa. Giustizia per la Sicilia ! \u201c declamava alla prima seduta dell\u2019Assemblea Regionale il Presidente (per anzianit\u00e0) Lo Presti, il 25 maggio 1947.\u00a0 E ancora oggi, dopo le elezioni di aprile, la Borsellino, la prima donna presidente della Regione, potr\u00e0 esclamare: \u201cGiustizia per la Sicilia, onore per la Sicilia !\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Vincenzo Consolo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Milano,6.2.2006<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Prefazione al libro \u201cRita Borsellino, la sfida siciliana\u201d di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza \u2013 Editori Riuniti 2006<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 \u00a0L\u2019ONORE DI SICILIA Prefazione in RITA BORSELLINO \u2013 LA SFIDA SICILIANA \u2013 PAG. 7-11 di Giuseppe Lo Bianco e Sandra Rizza \u2013 Editori Riuniti Roma 2006 Da Antigone, da questa donna bisogna partire, da questa eroina di Sofocle che ha il coraggio di ribellarsi all\u2019ingiusto comando di un tiranno, Creonte, per ubbidire a\u00a0 \u201cleggi &hellip; <a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=293\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">L&#8217; onore di Sicilia<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,2],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/293"}],"collection":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=293"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/293\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":347,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/293\/revisions\/347"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=293"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=293"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=293"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}