{"id":2216,"date":"2017-09-26T09:33:14","date_gmt":"2017-09-26T09:33:14","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2216"},"modified":"2021-04-09T09:34:45","modified_gmt":"2021-04-09T09:34:45","slug":"il-barone-e-il-marinaio-un-volto-di-antonello-da-messina-nel-romanzo-di-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=2216","title":{"rendered":"Il Barone e il Marinaio. Un volto di Antonello da Messina nel romanzo di Vincenzo Consolo."},"content":{"rendered":"\n<h1 class=\"wp-block-heading\"><\/h1>\n\n\n\n<p>DI\u00a0<a href=\"https:\/\/artevitae.it\/author\/francesco-galletta\/\">FRANCESCO GALLETTA<\/a>\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p>Quando Vincenzo Consolo reinvent\u00f2, suo malgrado, il ritratto Mandralisca di Antonello da Messina: un lampo letterario che vale pi\u00f9 di una descrizione storico artistica.<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/artevitae.it\/?attachment_id=26206#main\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/artevitae.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/Vincenzo-Consolos-1933-2012-Il-sorriso-dellignoto-marinaio.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26206\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Vincenzo Consolo (1933-2012) Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/p>\n\n\n\n<p><strong>RECENSIONE:<\/strong>&nbsp;Vincenzo Consolo<em>, Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>, Mondadori Milano, 1977.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel 1977 Vincenzo Consolo pubblic\u00f2, per Oscar Mondadori,&nbsp;<em>Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/em>, il romanzo che rivelava \u2013 per la prima volta al grande pubblico \u2013 l\u2019originalit\u00e0 della sua scrittura dopo gli esordi d\u2019inizio anni \u201860. L\u2019opera, ambientata in Sicilia tra il 1852 e l\u2019arrivo dei garibaldini, prende spunto da un fatto realmente accaduto: la sommossa popolare nel paese di Alcari Li Fusi, in provincia di Messina, dopo il ritiro dell\u2019esercito borbonico.<\/p>\n\n\n\n<div class=\"wp-block-image\"><figure class=\"alignright\"><a href=\"https:\/\/artevitae.it\/?attachment_id=26108#main\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/artevitae.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/vincenzo-consolo.-ignoto-marinaio-174x300.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26108\"\/><\/a><\/figure><\/div>\n\n\n\n<p>Al di l\u00e0 delle vicende raccontate o dell\u2019impegno civile dell\u2019autore, a colpire il lettore \u00e8 senza dubbio l\u2019impianto narrativo del romanzo, basato sull\u2019intreccio di linguaggi differenti, l\u2019uso di mirabolanti invenzioni linguistiche, l\u2019intersecarsi dei piani temporali e l\u2019inserimento di documenti storici nel testo. Il sorriso del titolo si riferisce invece all\u2019uomo rappresentato nel cosiddetto&nbsp;<em>\u201critratto Mandralisca\u201d<\/em>&nbsp;di&nbsp;<a href=\"http:\/\/antonello%20da%20messina\/\" target=\"_blank\" rel=\"noreferrer noopener\">Antonello da Messina<\/a>&nbsp;e al suo&nbsp;<em>\u201cdoppio fittizio\u201d<\/em>, Giovanni Interdonato, un personaggio della storia che gli somiglia fortemente.<\/p>\n\n\n\n<p>In verit\u00e0, come terr\u00e0 a precisare lo stesso Consolo nella&nbsp;<em>Nota<\/em>&nbsp;all\u2019edizione del ventennale (1997), del dipinto e del personaggio egli fa un uso ben preciso:&nbsp;<em>\u201cil ritratto<\/em>&nbsp;[\u2026]&nbsp;<em>si configurava come il motore di una possibile narrazione<\/em>&nbsp;[\u2026]&nbsp;<em>punto d\u2019avvio d\u2019invenzione, costruzione soprattutto linguistica\u201d<\/em>. E ancora, riferendosi al testo:&nbsp;<em>\u201cil suo linguaggio e la sua struttura volevano indicare il superamento, in senso etico, estetico<\/em>&nbsp;[\u2026]&nbsp;<em>dei romanzi d\u2019intreccio dispiegati e dominati&nbsp;dall\u2019autore\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa precisazione, quanto mai opportuna per definire gli originali propositi dello scrittore, ci aiuta a comprendere meglio la sua geniale incursione nel mondo di Antonello e le conseguenze (non intenzionali) da essa provocate. La definizione di&nbsp;<em>ignoto marinaio<\/em>&nbsp;ha travalicato, infatti, le pagine del libro e del personaggio cui fanno riferimento, quel Giovanni Interdonato che in barca, abbigliato come un marinaio, si presenta per la prima volta al barone Mandralisca&nbsp;<em>\u201ccon uno strano sorriso sulle labbra. Un sorriso ironico, pungente e nello stesso tempo amaro, di uno che molto sa e molto ha visto, sa del presente e intuisce il futuro; di uno che si difende dal dolore della conoscenza e da un moto continuo di piet\u00e0\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<p>D\u2019improvviso, per quegli strani incroci dei destini generati&nbsp;autonomamente dai personaggi letterari, l\u2019uomo del dipinto e il suo&nbsp;<em>doppio<\/em>&nbsp;del romanzo, che comunque fa l\u2019avvocato, si scambiano di ruolo: da quel momento, anche l\u2019effigiato sar\u00e0 comunemente inteso come&nbsp;<em>marinaio.<\/em>&nbsp;A tal punto che per molti storici dell\u2019arte diventer\u00e0 paradossalmente un dovere, ribadire che l\u2019ignoto del dipinto non avrebbe mai potuto essere, per &nbsp;valide ragioni, un uomo di mare ma presumibilmente un&nbsp;<em>\u201cbaruni\u201d<\/em>, cio\u00e8 un proprietario terriero.<\/p>\n\n\n\n<p>Equivoci, stravolgimenti e discussioni, oltre gli intenti dell\u2019autore, hanno quindi accompagnato da quel momento il ritratto di Antonello, bench\u00e9 nel romanzo, a ben guardare, si parli di esso solo in punti ben precisi. In ogni caso, la descrizione dell\u2019effigiato data da Consolo, sempre al di l\u00e0 delle sue (non) intenzioni, si pu\u00f2 considerare quanto di pi\u00f9 poetico sia mai stato scritto su un dipinto del pittore.<\/p>\n\n\n\n<p>Vale la pena riprenderne la parte pi\u00f9 interessante:&nbsp;<em>\u201cil barone<\/em>&nbsp;[\u2026]&nbsp;<em>tolse il panno che copriva il dipinto. Apparve la figura d\u2019un uomo a mezzo busto.<\/em>&nbsp;[\u2026]&nbsp;<em>L\u2019uomo era in quella giusta et\u00e0 in cui la ragione, uscita salva dal naufragio della giovinezza, s\u2019\u00e8 fatta lama d\u2019acciaio, che diverr\u00e0 sempre pi\u00f9 lucida e tagliente&nbsp;nell\u2019uso&nbsp;ininterrotto\u201d<\/em>.<\/p>\n\n\n\n<blockquote class=\"wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow\"><p>E ancora, andando oltre:&nbsp;<em>\u201ctutta l\u2019espressione di quel volto era fissata, per sempre, nell\u2019increspatura&nbsp;sottile, mobile, fuggevole dell\u2019ironia, velo sublime d\u2019aspro pudore con cui gli&nbsp;esseri intelligenti coprono la piet\u00e0\u201d<\/em>.<\/p><\/blockquote>\n\n\n\n<p>Lo scrittore, attraverso il ritratto, ci descrive finalmente un&nbsp;<em>uomo,<\/em>&nbsp;presumibile protagonista di molte vicissitudini, non pi\u00f9 soltanto (o necessariamente) il&nbsp;<em>tipo siciliano<\/em>, come&nbsp;quello, pur sublime, raccontato da Sciascia (<em>L\u2019ordine delle somiglianze<\/em>, in G. Mandel,&nbsp;<em>Antonello,<\/em>&nbsp;1964) o l\u2019altro pi\u00f9 convenzionale di Zeri:&nbsp;<em>\u201cnel cui sorriso tra eginetico e minatorio \u00e8 condensata l\u2019ambigua essenza dell\u2019isola terribile\u201d<\/em>&nbsp;(<em>Percezione visiva dell\u2019Italia e degli italiani nella storia della pittura<\/em>, in Storia d\u2019Italia VI, 1976).<\/p>\n\n\n\n<p>In definitiva, in un momento in cui la storia critica del pittore non \u00e8 ancora del tutto compiuta (la definitiva sistemazione di Fiorella Sricchia sar\u00e0 del 1986), la scrittura di Consolo, con un lampo critico innovativo, probabilmente unico, ci regalava un Antonello diverso. Bench\u00e9, proprio quel linguaggio, all\u2019inizio incompreso, con il richiamo all\u2019ironia del personaggio e alle tante sfumature del carattere, possa aver influenzato, magari inconsapevolmente, altri autori successivi per molti anni a venire.<\/p>\n\n\n\n<p>Almeno fino alla monografia del 2006 in cui Mauro Lucco, con mal celata ambizione letteraria, arrivava a distinguere i volti diversamente ironici dei ritratti antonelliani cosiddetti&nbsp;<em>Altman, Thyssen<\/em>&nbsp;e, appunto,&nbsp;<em>Mandralisca.<\/em><\/p>\n\n\n\n<hr class=\"wp-block-separator\"\/>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><a href=\"https:\/\/artevitae.it\/?attachment_id=26205#main\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/artevitae.it\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/consolo-sciascia-bufalino-300x223.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-26205\"\/><\/a><\/figure>\n\n\n\n<p>Consolo, Sciascia e Bufalino<\/p>\n\n\n\n<p><em>Vincenzo Consolo (1933 \u2013 \u00a02012) \u00e8 stato scrittore, giornalista e saggista e autore di numerosi saggi sulle diversit\u00e0 culturali della Sicilia e del bacino Mediterraneo. Nato a Sant\u2019Agata di Militello (Messina),\u00a0visse a Milano dal 1969 e debutt\u00f2 come scrittore nel 1963 con il suo primo romanzo\u00a0La ferita dell\u2019aprile,\u00a0una narrativa sulla vita di un paese siciliano e le lotte politiche del dopoguerra. Consolo per\u00f2, divenne famoso come autore nel 1976 con\u00a0Il Sorriso dell\u2019Ignoto Marinaio. Da molti critici \u00e8 considerato uno degli autori pi\u00f9 significativi della letteratura contemporanea\u00a0 a livello mondiale.\u00a0<\/em><br><br> \u00a0<em>26 SETTEMBRE 2017 <\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>DI\u00a0FRANCESCO GALLETTA\u00a0 Quando Vincenzo Consolo reinvent\u00f2, suo malgrado, il ritratto Mandralisca di Antonello da Messina: un lampo letterario che vale pi\u00f9 di una descrizione storico artistica. Vincenzo Consolo (1933-2012) Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio RECENSIONE:&nbsp;Vincenzo Consolo, Il sorriso dell\u2019ignoto marinaio, Mondadori Milano, 1977. 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