{"id":191,"date":"2016-04-25T07:52:40","date_gmt":"2016-04-25T07:52:40","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=191"},"modified":"2026-02-04T09:21:26","modified_gmt":"2026-02-04T09:21:26","slug":"chi-si-sente-liberato-e-chi-no","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=191","title":{"rendered":"Chi si sente liberato e chi no"},"content":{"rendered":"<p><strong>CHI SI SENTE LIBERATO E CHI NO<\/strong><\/p>\n<p><strong>Vincenzo Consolo<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Due nazionalismi, due fascismi speculari sono An e Lega. Sono due partiti che rivelano oggi, dismettendo finzioni, strappando veli \u2013 ammesso che non l\u2019abbiano fatto prima, da sempre \u2013 la loro vera natura: autocratica, illiberale, violenta, razzista, incolta incivile\u2026 Rivelano oggi la loro natura, dichiarando, An e Lega, di non partecipare, il 25 aprile alla manifestazione di Milano per la celebrazione del 60\u00b0 anniversario della liberazione del nostro Paese dal nazifascismo. E\u2019 incredibile a sessant\u2019anni da quel sollevamento di popolo, dalla lotta partigiana, dal sacrificio di migliaia e migliaia di vittime innocenti. E di eroi caduti per ridare all\u2019Italia libert\u00e0, democrazia, civilt\u00e0 e dignit\u00e0, dopo il vergognoso e disastroso ventennio nero e l\u2019ancor pi\u00f9 disastrosa guerra, dopo le criminali violenze dei nazisti e dei repubblichini di Sal\u00f2 ( stragi di Boves, Sant\u2019Anna di Stazzema,di Marzabotto, deportazioni nei campi di sterminio\u2026), \u00e8 incredibile che ancora oggi paleo o neo fascisti possano offendere la Liberazione. \u00a0Perch\u00e9 oltraggiose suonano le dichiarazioni di due politici dei rispettivi schieramenti, di due che siedono oggi, grazie al sistema democratico riconquistato con la lotta partigiana, nel Parlamento; di due, i cui camerati, nel governo Berlusconi ( governo appena caduto, distruttore dei fondamentali principi della Costituzione, governo di interessi personali e degli amici degli amici), occupavano fino a ieri poltrone di ministri, di sottoministri e di sottogoverno.\u00a0 Tornano in mente allora le parole che Livio Bianco, capo partigiano nel cuneese, con Duccio Galimberti, Nuto Revelli, Giorgio Bocca, Beppe Fenoglio, Pompeo Colajanni, pronunci\u00f2 nel lontano 1947: \u201c Quelle forze, che credevano di aver sempre debellato, e verso cui abbiamo avuto il torto di essere stati troppo indulgenti, sono sempre vive, e rialzano la testa, e cercano baldanzosamente la loro rivincita\u201d.<\/p>\n<p>Sollevamento di popolo, dicevamo, \u00e8 stata la lotta contro il nazifascismo, lotta di contadini, di operai, professionisti, intellettuali, di militari sbandati dopo l\u20198 settembre, di donne e ragazzi; lotta che dal Sud si propag\u00f2 al Nord man mano che le truppe alleate avanzavano. Nelle Quattro Giornate di Napoli furono gli studenti del Liceo Sannazzaro e ragazzetti, scugnizzi di dodici anni, come Gennaro Capuozzo, a morire combattendo. Robert Capa, entrato in citt\u00e0 con gli americani, fotografa il pianto delle madri e le misere bare dei ragazzi uccisi. Scrive nel suo diario: \u201c Mi tolsi il cappello e tirai fuori l\u2019apparecchio. Puntai l\u2019obiettivo sui volti delle donne affrante, che avevano piccole foto dei loro bambini morti, finch\u00e9 le bare non furono portate via. Le pi\u00f9 vere e sincere immagini della vittoria furono queste, prese ad un semplice funerale in una scuola\u201d.<\/p>\n<p>Dal Sud al Nord dunque la Resistenza, man mano che gli angloamericani avanzano e i nazisti sono costretti a ritirarsi divenendo sempre pi\u00f9 feroci, seminando distruzione e morte. Ma al Centro e al Nord, nell\u2019 Abruzzo, nelle Marche, nell\u2019 Umbria, in Emilia Romagna, in Toscana, in Liguria, in Piemonte, in Lombardia, nel Veneto, i partigiani si organizzano militarmente. E Milano, scrive Roberto Battaglia nella sua <em>Storia della Resistenza italiana <\/em>\u00e8 \u201c la capitale politica della Resistenza\u201d, la Milano di Curiel, Parri, Bauer, Pertini, Longo Valiani, la Milano dei dirigenti politici e degli intellettuali, ma soprattutto della classe operaia, la Milano delle lapidi sulle facciate delle case dei martiri della lotta partigiana, le lapidi di Giancarlo Puecher, dei fratelli Bruno e Fofi Vivarelli, di Alfonso Gatti, di Mario Greppi e di tantissimi altri (la mappa \u201cItinerari della Resistenza\u201d \u00e8 stata redatta dal Comitato Permanente Antifascista contro il terrorismo per la difesa dell\u2019ordine repubblicano). La Milano di <em>Uomini e no<\/em> di Vittorini, di <em>Col piede straniero sopra il cuore<\/em> di Quasimodo, di <em>Foglio di via<\/em> di Fortini, e di <em>Per i compagni fucilati in piazzale Loreto<\/em> di Alfonso Gatto, la lirica pubblicata clandestinamente qualche giorno dopo l\u2019eccidio.<\/p>\n<p>Diceva.\u201d Ed era l\u2019alba, poi tutto fu fermo\/La citt\u00e0, il cielo, il fiato del giorno\/Restarono i carnefici soltanto\/vivi davanti ai morti\u2026\u201d.<\/p>\n<p>Dunque in questa citt\u00e0 che \u00e8 stata la \u201ccapitale politica\u201d della Resistenza si commemora con la presenza del Presidente della Repubblica Ciampi, il 60\u00b0 anniversario della Liberazione. E sia l\u2019occasione, questo anniversario, perch\u00e9 Milano, la Lombardia, il Paese tutto, possano ritrovare la loro dignit\u00e0, il loro orgoglio, il loro bisogno di libert\u00e0, di democrazia, di verit\u00e0. Tutto quanto le elezioni regionali del 3-4 aprile, come un\u2019alba luminosa, ci hanno fatto intravedere.<\/p>\n<p><strong>Vincenzo Consolo<\/strong><\/p>\n<p>( brano tratto da L\u2019Unit\u00e0 del 24 Aprile 2005)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>CHI SI SENTE LIBERATO E CHI NO Vincenzo Consolo \u00a0 Due nazionalismi, due fascismi speculari sono An e Lega. 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