{"id":1576,"date":"2017-05-19T08:36:37","date_gmt":"2017-05-19T08:36:37","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1576"},"modified":"2017-10-17T08:46:19","modified_gmt":"2017-10-17T08:46:19","slug":"incroci-identitari-in-vincenzo-consolo","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1576","title":{"rendered":"Incroci identitari in Vincenzo Consolo"},"content":{"rendered":"<h1 class=\"uk-article-title\"><\/h1>\n<p class=\"uk-article-meta\">\n<p>Scritto da\u00a0Mario Minarda\u00a0&#8211;\u00a0<time datetime=\"2017-05-19\">19 Maggio 2017<\/time><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.laletteraturaenoi.it\/images\/cover-consolo.jpg\" alt=\"cover consolo\" \/><\/p>\n<p>(Recensione a\u00a0<strong><i>Mediterraneo. Viaggiatori e migranti<\/i><\/strong>\u00a0di Vincenzo Consolo, Edizioni dell\u2019Asino, Roma, 2016, pp.38).<\/p>\n<div>\n<p style=\"text-align: justify;\">Due parole al singolare,\u00a0<i>mito<\/i>\u00a0e\u00a0<i>storia<\/i>, che fissano i nuclei ideativi di partenza e una al plurale,\u00a0<i>letterature<\/i>, che di quei nessi costituisce la filigrana espressiva, la\u00a0<i>facies<\/i>\u00a0esteriore, ma anche l\u2019antico sostrato di fondo, disseminato in reminescenze culturali multiple. Queste le connotazioni principali che affiorano leggendo\u00a0<i>Mediterraneo. Viaggiatori e migranti<\/i>\u00a0di Vincenzo Consolo (Edizioni dell\u2019Asino, Roma, 2016, pp.38), una piccola silloge di prose in forma breve che raccoglie testi gi\u00e0 pubblicati dall\u2019autore del\u00a0<i>Sorriso dell\u2019ignoto marinaio<\/i>, alcuni dei quali presenti nel recente Meridiano mondadoriano, curato da Gianni Turchetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il libro presenta un prezioso incastro di storie, riprodotto anche nella struttura stilistica degli scritti, accomunati dall\u2019incisiva\u00a0<i>brevitas\u00a0<\/i>e dal tema conduttore: il viaggio, il movimento continuo come metafora di accoglienza e scambio. Ma anche come\u00a0<i>dispositio<\/i>\u00a0mentale di luoghi e sogni, identit\u00e0 meticcie, desideri ed emancipazioni. La dimensione narrativa, da questo punto di vista, \u00e8 solo l\u2019attacco emblematico di un itinerario conoscitivo nel quale trovano posto riflessioni critiche sulla lingua e la storia, reportage, memorie private e recensioni letterarie: spunti per una spicciola, e\u00a0<i>sui generis<\/i>\u00a0sociologia della letteratura, in costante dialogo con i fermenti dell\u2019attualit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Attraverso essa Consolo ci consegna una scrittura ricca, curiosa e vorace, dipanata in una tessitura testuale che segue la Storia ufficiale (citata , per esempio, \u00e8\u00a0<i>la Storia dei musulmani in Sicilia<\/i>, di Michele Amari), ma che non disdegna le antiche cronache locali dimenticate, gli aneddoti legati a certe figure minori, o le microstorie, anche di natura (auto)biografica, che hanno dato vita a trame letterarie di intensa levatura, come ci insegna, tra gli altri, Leonardo Sciascia, che di Consolo fu amico e maestro. Ne viene fuori una prosa a met\u00e0 strada tra racconto e saggio, nella quale l\u2019armonizzazione dei pensieri dell\u2019autore si accompagna ad una piacevole cifra conversativa con il lettore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<p style=\"text-align: justify;\">Si parte cos\u00ec dal racconto dei racconti, ovvero\u00a0<i>Il viaggio iniziatico di Ulisse nei mari dell\u2019immaginario<\/i>, palinsesto mitico per eccellenza, bacino universale di smarrimenti e frustrazioni, ma anche di fascinose seduzioni, dal momento che \u00abIl romanzo di Ulisse non poteva che svolgersi in mare, perch\u00e9 il mare, questo cammino mobile e mutevole, \u00e8 il luogo dove avviene il distacco dalla realt\u00e0, dove fiorisce il fantastico, il surreale, l\u2019onirico\u00bb (p.7). Il movimento si associa al ricordo e alla trascrizione di esso, come a volere catturare un\u2019impressione gravida di informazioni sul sociale, religiose, geografiche, familiari. \u00c8 il caso del viaggio di Ibn Giubayr, curioso pellegrino arabo di fede islamica che disegna nel suo taccuino una privata odissea, ossia un \u00abmagico\u00a0<i>Memoriale\u00bb<\/i>\u00a0pubblicato postumo, che rievoca un lungo percorso da Granada verso la Mecca, passando attraverso le meraviglie abbaglianti di una Sicilia ancora inedita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019autore non manca tuttavia di gettare un occhio alle questioni geopolitiche pi\u00f9 controverse, per scoprire come facili razzismi e difficili integrazioni odierne, andando indietro nel tempo, apparissero lievemente mutate di segno: ne \u00e8 eco \u00abla grossa ondata migratoria di bracciantato italiano\u00bb in Tunisia che \u00abavvenne sul finire dell&#8217;Ottocento e i primi anni del Novecento, con la crisi economica che colp\u00ec le nostre regioni meridionali\u00bb (p.26).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La congerie embricata di trame e riflessioni morali continua fino alla chiusura dell\u2019antologia consoliana, costituita dal racconto\u00a0<i>Uomini sotto il sole<\/i>\u00a0del 1963, dello scrittore palestinese Ghassan Kanafani. Attraverso questo libro, che parla di esuli, di profughi senza patria morti tragicamente mentre andavano in cerca di fortuna nel Kuwait, Consolo ci parla del tema delle precarie identit\u00e0 nazionali e civili, sfibrate in mille rivoli retorici e spesso avulse dal multi prospettico reale; dolenti tasselli di\u00a0una consunzione erratica e seminomade che dal mondo torna sempre alla letteratura e, attraverso essa, guarda con pi\u00f9 viva circolarit\u00e0 e densa incisivit\u00e0 di nuovo al mondo.<\/p>\n<div id=\"correlati\"><\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Scritto da\u00a0Mario Minarda\u00a0&#8211;\u00a019 Maggio 2017 (Recensione a\u00a0Mediterraneo. Viaggiatori e migranti\u00a0di Vincenzo Consolo, Edizioni dell\u2019Asino, Roma, 2016, pp.38). 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