{"id":1191,"date":"2016-04-20T08:29:08","date_gmt":"2016-04-20T08:29:08","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1191"},"modified":"2025-11-11T18:07:31","modified_gmt":"2025-11-11T18:07:31","slug":"della-felicita-del-leggere","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1191","title":{"rendered":"Della felicit\u00e0 del leggere"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/della-felicita.jpeg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1192 alignleft\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/della-felicita-183x300.jpeg\" alt=\"della-felicita\" width=\"183\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/della-felicita-183x300.jpeg 183w, http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/della-felicita.jpeg 610w\" sizes=\"(max-width: 183px) 100vw, 183px\" \/><\/a>Vincenzo Consolo<br \/>\n&#8221; Della felicit\u00e0 del leggere &#8220;.<br \/>\ncon una nota di<br \/>\nAntonio Franchini<br \/>\nEdizioni Henry Beyle<br \/>\nIllustrazione di Lucio Passerini<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>*<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In una casa senza libri, in un paese senza biblioteca e librerie mi sono trovato nella remota infanzia, nell\u2019adolescenza, trovato in un deserto con brama e miraggi di letture che intuivo necessarie ad aprirmi varchi, sentieri di conoscenza e salvezza, letture diverse da quelle velenose della scuola nel fascismo o dalle altre tristi e mortificanti dispensate dai preti dell\u2019oratorio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Scoprii per prima una polla d\u2019acqua fresca nella casa d\u2019un cugino di mio padre, un piccolo proprietario terriero che viveva d\u2019una magra rendita, solo e scapolo, a cui la fantesca aveva regalato un figlio. \u00a0Nei momenti d\u2019odio, di furia verso il mondo, verso il podest\u00e0 e il regime, don Peppino s\u2019affacciava al balcone e declamava versi dell\u2019<em>Inferno<\/em>, brani di \u201cVittor Ugo\u201d, dei <em>Miserabili.<\/em>\u00a0 Scoprii nella sua casa nove o dieci libri (\u201cI libri giusti per capire chi sono questi tiranni! \u201c diceva), che non mi dava in prestito, ma mi faceva leggere l\u00e0, seduto a un tavolo di marmo, sotto il suo sguardo vigile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 E quindi fu la volta della malaria e di Silvio Pellico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Prima dell\u2019arrivo degli americani e della disinfestazione di paesi e di campagne con il DDT, nel mezzo dei giochi e dello studio, venivamo assaliti all\u2019improvviso, noi ragazzi, da brividi di freddo, da tremori.\u00a0 Dovevamo allora correre subito a casa, metterci a letto, seppellirci sotto montagne di coperte fino a che non arrivava la violenta febbre a riscaldarci, a buttarci nel delirio.\u00a0 Fu durante uno di questi attacchi di febbre malarica, per la suggestione forse del racconto del maestro che riemergeva dall\u2019inconscio, che chiesi piagnucolando <em>Le mie prigioni. <\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E i miei, costernati (non seppi mai in quale modo e dove) riuscirono a trovare un esemplare squinternato delle memorie dell\u2019eroe piemontese.\u00a0 Tornato alla coscienza, divorai il libro, ma ne rimasi inappagato, per la mestizia che dentro vi stagnava, la rassegnazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Un\u2019oasi poi scoprii, ricca di zampilli, di ruscelli, d\u2019alberi dai frutti prelibati, in casa del mio compagno delle scuole medie Beniamino, figlio d\u2019un avvocato.\u00a0 Andavo da lui a fare i compiti, a fargli i compiti, i temi, le versioni, ch\u00e9 Beniamino, grasso e pigro, non aveva amore per la scuola, per lo studio, e in cambio ottenevo in prestito i libri in mostra per arredo negli scaffali neri dello studio di suo padre, bei volumi intonsi in finissima carta d\u2019India, rilegati in marocchino.\u00a0 Fu grazie a quella biblioteca che potei leggere Shakespeare e Moli\u00e8re.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Boccaccio e Goethe, Stevenson e Defoe, Manzoni e Nievo, Melville e Poe, Tolstoj e Dostoevskij, D\u2019Annunzio e Deledda\u2026\u00a0 Leggere con furia, con disordine, come se dentro quei boschi fitti di parole, fra quegli immensi alberi, di cui non sospettavo la profondit\u00e0 delle radici, non sapevo vedere la prodigiosa altezza, il rigoglio delle chiome, andassi alla ricerca d\u2019un tesoro.\u00a0 E non capivo che il tesoro consisteva nell\u2019ossigeno che respiravo di quel bosco, nelle erbe, nei muschi, nelle bacche di cui camminando mi nutrivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Calmatasi la furia adolescenziale, il cieco bisogno di impostare muscoli e ossa ( se non avremo letto in quella tumultuosa stagione, forse mai pi\u00f9 conosceremo il piacere, la felicit\u00e0 del leggere, mai scopriremo i tesori nascosti in isole lontane, mai la vera ricchezza di questo nostro mondo), comincia a sistemare, a mettere ordine nella mia biblioteca ideale, nella biblioteca anche materiale che man mano poi cominciai a formare, a possedere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 L\u2019incontro che non diceva pi\u00f9 di mondi bellissimi e lontani, di isole e avventure, di folli cavalieri erranti, di re e di battaglie, di amori e di contrasti, l\u2019incontro che per la prima volta mi fece poggiar lo sguardo sul mondo in cui ero nato e mi trovavo a vivere, sugli uomini e le cose del paese, sui pescatori e i contadini, sui baroni proprietari, su me e i miei parenti, fu con Verga.\u00a0 Verga mi fece decifrare il mondo complesso, intricato della mia Sicilia, quel mondo mi fece vedere, duro e pietroso, riflesso come in uno specchio, mi fece sentire la musica sommessa, il mormorio doloroso e risentito del suo dire.\u00a0 E capii che da quell\u2019incontro, da quel mondo, e dall\u2019altro parallelo e pi\u00f9 moderno di Pirandello, sarei dovuto ripartire per percorrere e capire, per decifrare ogni altro mondo.\u00a0 Ripartire da Acitrezza, da Vizzini e da Girgenti.<\/p>\n\n\n<p>*<br><br>\u00c8 difficile trovare cos\u00ec tanto di un autore in una singola pagina, ma forse questo Della felicit\u00e0 del leggere, pi\u00f9 che essere un prodigioso emblema dell&#8217;arte di Consolo, ne \u00e8 soprattutto l&#8217;ennesima riconferma. Sempre Consolo \u00e8 cos\u00ec: ogni passaggio \u00e8 stato talmente pensato, introiettato, elaborato da porsi come micro-cosmo, come goccia di mercurio, condensato di un universo.<\/p>\n\n\n\n<p>Cos\u00ec in queste parole c&#8217;\u00e8 il profumo di tutto Consolo e la tensione del suo intero arco creativo. C\u2019\u00e8 quel senso di asfittico e di chiuso dell&#8217;educazione religiosa contro cui si leva La ferita dell&#8217;aprile, c&#8217;\u00e8 l&#8217;odore del dopoguerra, del DDT, dei boschi dei Nebrodi che si respira in Le pietre di Pantalica, c&#8217;\u00e8 il senso dello scavo storico, il bisogno di retrocedere negli anni per comprendere i fatti, secondo il metodo inaugurato da Il sorriso dell&#8217;ignoto marinaio. E c&#8217;\u00e8 una dichiarazione di fede letteraria che si ritrova, pressoch\u00e9 identica, in pi\u00f9 luoghi di Nottetempo casa per casa: \u00abConosceva e capiva la Russia narrata da Tolstoj Dostoevskii Cechov Gogol, come la Francia narrata da Victor Hugo e da Balzac, l&#8217;Italia da Manzoni e Verga&#8230; Questi scrittori grandi davano degli uomini, di un luogo e un tempo, l&#8217;immagine pi\u00f9 vera, pi\u00f9 della politica, che a Petro sembrava allontanasse la realt\u00e0 come i numeri e le figure della geometria, verso l&#8217;astrazione, il generale. Come l&#8217;allontanavano gli scrittori privi di verit\u00e0 e rispetto per la vita d&#8217;ognuno&#8230;\u00bb.<\/p>\n\n\n\n<p>C&#8217;\u00e8, infine, dovunque, una tensione duplice e contraria : un senso di malattia, un male ancestrale, incistato nella terra ma prodotto dall&#8217;incuria della storia, e un rimedio fragile eppure tenace, quello offerto dalla letteratura, che quando \u00e8 vera e sofferta e rimuginata, \u00e8 pi\u00f9 autentica e salvifica della politica.<\/p>\n\n\n\n<p>La lettura, per Consolo come per molti altri scrittori, conosce due tempi: quello dell&#8217;adolescenza e quello della maturit\u00e0. Nel primo \u00e8 fame, furia e disordine. Nel secondo diventa strumentale, si fa appoggio, fondamenta per costruire il proprio edificio di parole.<\/p>\n\n\n\n<p>Non a caso parla di carne, di muscoli. Il primo tempo della lettura serve a costruire il corpo dello scrittore.<\/p>\n\n\n\n<p>Nel secondo tempo, che coincide con il secondo tempo della vita, con la maturit\u00e0 e il regime inflessibile della scrittura, la lettura \u00e8 ordine, \u00e8 materiale da utilizzare in tempi stretti, ancella della creazione in proprio. Prima, attraverso la lettura, l&#8217;aspirante scrittore si prende il mondo. Poi, attraverso la scrittura, lo scrittore diventato tale lo restituisce. Distillato con fatica, con una poesia grave, che talvolta \u00e8 capace di distendersi e di aprirsi in canto. Ma ormai, rispetto all&#8217;impegno dello scrivere, la felicit\u00e0 del leggere \u00e8 solo un lontano ricordo.<br><br><strong><em>Antonio Franchini<\/em><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vincenzo Consolo &#8221; Della felicit\u00e0 del leggere &#8220;. con una nota di Antonio Franchini Edizioni Henry Beyle Illustrazione di Lucio Passerini &nbsp; * In una casa senza libri, in un paese senza biblioteca e librerie mi sono trovato nella remota infanzia, nell\u2019adolescenza, trovato in un deserto con brama e miraggi di letture che intuivo necessarie &hellip; <a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1191\" class=\"more-link\">Continua a leggere <span class=\"screen-reader-text\">Della felicit\u00e0 del leggere<\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[1,12],"tags":[341,622,193,336,1880,318,2234,77,2231,1638,2228,1176,194,1382,202,458,1201,2232,1933,1787,1703,2079,1795,195,90,2229,57,1998,2233,260,20,2230,459,196,1171,29,2227,1920,270,18,206],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1191"}],"collection":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1191"}],"version-history":[{"count":4,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1191\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3845,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1191\/revisions\/3845"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1191"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1191"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1191"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}