{"id":1083,"date":"2012-11-12T09:59:02","date_gmt":"2012-11-12T09:59:02","guid":{"rendered":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1083"},"modified":"2016-05-12T10:10:15","modified_gmt":"2016-05-12T10:10:15","slug":"la-sicilia-di-vincenzo-consolo-in-cinquantadue-racconti","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/?p=1083","title":{"rendered":"La Sicilia di Vincenzo Consolo in cinquantadue racconti"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-1084 alignnone\" src=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images-1-200x300.jpg\" alt=\"images (1)\" width=\"200\" height=\"300\" srcset=\"http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images-1-200x300.jpg 200w, http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images-1-683x1024.jpg 683w, http:\/\/vincenzoconsolo.it\/wp-content\/uploads\/2016\/05\/images-1.jpg 720w\" sizes=\"(max-width: 200px) 100vw, 200px\" \/><\/a><\/p>\n<div class=\"hentry-head\">\n<h1 class=\"entry-title\">La Sicilia di Vincenzo Consolo in cinquantadue racconti<\/h1>\n<div class=\"entry-meta\"><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"entry-content\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">da Napoli Monitor n. 51 \/ Novembre 2012<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"capoverso-dark\">Sono passati alcuni mesi dalla scomparsa di Vincenzo Consolo,<\/span> certo uno degli scrittori pi\u00f9 affascinanti dell\u2019ultimo cinquantennio. Ma per fortuna avremo da leggere ancora altri suoi libri, a cominciare da questo <em>La mia isola \u00e8 Las Vegas<\/em> (Mondadori 2012, pagg. 250, \u20ac 19) che raccoglie cinquantadue racconti, tutti o quasi i suoi testi narrativi brevi. Sono testi molto godibili, che coprono un arco temporale molto ampio, dal 1957 al 2010; usciti in gran parte su quotidiani e su periodici, rimodulano la poco meno che leggendaria complessit\u00e0 dello stile di Consolo in una direzione fortemente comunicativa. D\u2019altro canto vi ritroviamo tutta la ricchezza del suo stile: fra sapori dialettali, soprattutto ma non solo siciliani; lacerti di altre lingue; ampi strati di lingua colta, arcaismi, linguaggio letterario; franche, a tratti vertiginose discese verso la colloquialit\u00e0. Ma la densit\u00e0 della scrittura di Consolo, lungi dall\u2019essere riducibile alla sua lingua, \u00e8 anche fatto strutturale, e mette radici nella capacit\u00e0 di unire una franca vena narrativa a molteplici altri modi discorsivi: dal saggio storico alla critica sociale, dall\u2019indagine antropologica alle note di costume.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"capoverso-dark\">Al cuore del discorso c\u2019\u00e8 la rappresentazione della Sicilia,<\/span> a cui rimanda il titolo, ripreso da un racconto, dove il narratore \u00e8 un carcerato, condannato al 41bis, che dichiara il proprio rimpianto perch\u00e9, all\u2019epoca dello sbarco degli Alleati, la Sicilia non \u00e8 riuscita a diventare il cinquantunesimo stato degli Stati Uniti. Se cos\u00ec fosse stato, davvero avrebbe potuto diventare una specie di Las Vegas: cio\u00e8 un luogo di gioco, di divertimento, di soldi a fiumi, di sesso facile e altro ancora. La nostalgia dell\u2019ergastolano, \u00e8 chiaro, va letta due volte a contropelo: perch\u00e9 non la possiamo condividere, e perch\u00e9 quel suo sogno mistificato ci rivela non tanto e non solo che cosa la Sicilia non \u00e8 diventata, ma, ahim\u00e8, proprio quello che in qualche modo la Sicilia \u00e8 invece poi davvero diventata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"capoverso-dark\">Metafora ad alta densit\u00e0 del mondo tutto,<\/span> la Sicilia di Consolo oscilla fra il vagheggiamento di un luogo che avrebbe potuto conciliare bellezza storica e naturale, vitalit\u00e0 e cultura, desiderio e conoscenza, fra scampoli d\u2019idillio e prefigurazioni dell\u2019utopia, e la constatazione, addolorata e indignata, dell\u2019orrore reale, fra violenza mafiosa e scempio edilizio, degrado di valori e distruzione del paesaggio. In questo libro si alternano tre tipi di narratore: un narratore lontano dall\u2019autore, portatore di valori degradati, come si \u00e8 visto; un narratore dai connotati autobiografici, ma dissimulati; un narratore apertamente autobiografico. \u00c8 quest\u2019ultimo tipo di narratore che spesso si mette al servizio della ricostruzione storica di episodi lontani, come la strage di Bronte del 1860 (E poi arriv\u00f2 Bixio, l\u2019angelo della morte) o recenti. Come, fra gli altri, nel memorabile Un filo d\u2019erba ai margini del feudo, uscito su L\u2019Ora il 16 aprile 1966, che rievoca l\u2019assassinio mafioso del sindacalista Carmelo Battaglia. Ma anche nella rievocazione, intensamente ironica, della spedizione del Living Theatre a Cefal\u00f9, sulle tracce di Aleister Crowley, il santone decadente poi protagonista di Nottetempo, casa per casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span class=\"capoverso-dark\">Troviamo in questi racconti, fra le altre cose,<\/span> non solo il versante impegnato e tragico di Consolo, ma anche una linea apertamente comico-grottesca: nei vivacissimi racconti di costume (come La prova d\u2019amore), o nei racconti fantastici, un filone finora semisconosciuto. Consolo si fa comunque sempre portatore di un\u2019idea forte di scrittura: non ci si pu\u00f2 accontentare di \u201cnarrare\u201d, bisogna \u201cscrivere\u201d, che \u00e8 tutt\u2019 altro. Nell\u2019 intensissimo Un giorno come gli altri, egli rifiuta la vecchia alternativa fra la vita e la scrittura: se \u201cdopo Freud siamo tutti nevrotici\u201d, dopo Marx \u201csiamo tutti intellettuali, siamo tutti politici, siamo tutti \u2018filosofi dell\u2019azione\u2019\u201d. Una lezione di etica, e anche di politica, di cui continuiamo ad avere bisogno.<br \/>\n<em>Gianni Turchetta<\/em><\/p>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Sicilia di Vincenzo Consolo in cinquantadue racconti &nbsp; da Napoli Monitor n. 51 \/ Novembre 2012 Sono passati alcuni mesi dalla scomparsa di Vincenzo Consolo, certo uno degli scrittori pi\u00f9 affascinanti dell\u2019ultimo cinquantennio. 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